27/07/2026
Ritorno a Kamakura: un viaggio tra mindfulness, corpo e ikigai
Desidero ringraziare di cuore Shigeru Utsunomiya per questo articolo e per aver raccontato con tanta sensibilità il mio percorso, il mio legame con il Giappone e il significato dell’evento che si terrà a Kamakura il 23 e 24 agosto.
Le sue parole restituiscono con grande cura il senso di un cammino fatto di pratica, incontri, collaborazioni e ricerca condivisa.
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Testo di Shigeru Utsunomiya
CTO di Enmono Inc. e co-direttore di ZenSchool
Lo scorso autunno, presso il Centro di apprendimento permanente di Kamakura, Cristina Ombra ha condotto un workshop dedicato alla mindfulness e alla consapevolezza corporea, nell’ambito della Mindful City Kamakura Week 2025.
Attraverso la meditazione, l’ascolto del corpo e alcune pratiche esperienziali, ha accompagnato i partecipanti a rallentare, a tornare al momento presente e a riconoscere il corpo come una preziosa fonte di consapevolezza.
Cristina è psicologa, psicoterapeuta, insegnante di mindfulness e fondatrice del metodo Mindful Ikigai. Da anni collabora con realtà giapponesi, conduce workshop e partecipa a progetti dedicati alla mindfulness, alla consapevolezza corporea e al dialogo tra Oriente e Occidente.
Il 23 e 24 agosto 2026 tornerà a Kamakura per il ritiro di due giorni “Mindfulness e Ikigai nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, che si svolgerà nella suggestiva cornice del tempio Kōmyō-ji.
L’incontro con il potere della presenza
Cristina racconta di aver scoperto, all’età di sedici anni, il potere dell’“essere qui e ora”.
Da allora, per oltre trent’anni, ha approfondito la psicoterapia orientata al corpo e la pratica della mindfulness. Ha studiato psicologia clinica all’Università di Torino e ha costruito il proprio percorso professionale cercando di integrare Oriente e Occidente, mente e corpo, senza considerarli realtà separate.
Questa ricerca trova espressione anche nelle collaborazioni che porta avanti da anni in Giappone, attraverso workshop, incontri e progetti interculturali. Per Cristina, il Giappone non è soltanto un luogo di ispirazione, ma anche uno spazio concreto di lavoro, relazione e scambio.
Non l’incontro con una cultura estranea, ma un ritorno alle origini
Cristina ha visitato il Giappone per la prima volta più di quindici anni fa.
Ciò che ha provato non è stato semplicemente curiosità verso una cultura nuova e sconosciuta. Ha avuto piuttosto la sensazione che le letture, la meditazione e la pratica Zen coltivate nel corso degli anni stessero finalmente entrando in contatto con la loro sorgente.
Per questo, per lei, tornare a Kamakura non significa cercare qualcosa di nuovo, ma ritrovare le radici di un cammino iniziato molto tempo fa.
Ciò che ha riconosciuto attraverso ZenSchool
Cristina ha partecipato anche alla settima edizione di ZenSchool.
Le ragioni che l’hanno portata a scegliere questo programma sono diverse e profondamente intrecciate: il desiderio di integrare gli approcci terapeutici orientali e occidentali, la gioia di imparare insieme a persone giapponesi e internazionali e il coraggio di lasciare la propria zona di comfort. Per lei, il cambiamento rappresenta una fonte di gioia, crescita e nutrimento.
Attraverso questa esperienza, Cristina racconta di aver riconosciuto con maggiore chiarezza il proprio ikigai. Ha compreso di poter integrare le sue diverse competenze, continuare a lavorare in Giappone e costruire relazioni profonde con le persone del luogo.
Tra i suoi possibili passi futuri, immagina anche la possibilità di trasferirsi in Giappone e proseguire qui il proprio lavoro.
Meditazione, matcha e tiramisù
Nel racconto che Cristina ha lasciato della sua esperienza a ZenSchool non emerge soltanto una valutazione del programma, ma anche un forte legame con il luogo e con l’atmosfera vissuta.
Il mare e le montagne, i pasti preparati con cura, il matcha e, accanto a tutto questo, un tiramisù italiano preparato personalmente da Cristina e condiviso con il gruppo.
Un gesto semplice ma significativo: portare qualcosa della propria cultura, offrirlo agli altri e trasformare il cibo in un’occasione di incontro e condivisione.
Meditazione, dialogo, corpo, natura e cibo non sono stati vissuti come elementi separati, ma come parti di un’unica esperienza.
Il 23 e 24 agosto al tempio Kōmyō-ji
Durante il ritiro, la prima giornata sarà dedicata al tema “Ascoltare la saggezza del corpo”, attraverso pratiche di mindfulness, respirazione e yoga.
La seconda giornata sarà invece dedicata a “La preghiera che ruota”, una pratica di meditazione in movimento guidata da Kaori, danzatrice e insegnante di danza rotante.
Cristina non tornerà in Giappone soltanto per questo evento.
Queste due giornate si inseriscono in un percorso più ampio, costruito nel corso degli anni attraverso la pratica, le collaborazioni e le relazioni nate in Giappone. Rappresentano una nuova tappa del suo desiderio di creare un ponte vivo tra culture, pratiche e differenti modi di avvicinarsi alla consapevolezza.
Il ritiro si terrà al tempio Kōmyō-ji, nel quartiere Zaimokuza di Kamakura, uno dei principali templi della scuola buddhista Jōdo, con una storia di quasi ottocento anni.
Non sappiamo ancora dove ci condurrà questo incontro.
Per ora, desideriamo scoprirlo insieme, ad agosto, al Kōmyō-ji.
E continuiamo a riflettere su quella parola che, forse, non siamo ancora riusciti a tradurre pienamente.