Fimmg Genova - Medicina e salute

Fimmg Genova - Medicina e salute La pagina divulgativa del blog "Lavocedelmiomedico"

05/09/2026

MA COS'E' LA DESTRA, COS'E' LA SINISTRA

Impossibile non citare Gaber parlando di questa vicenda.

C'è un infettivologo, che ha anche un bel seguito sui media e sui social, che fa l'infettivologo. Dice che i vaccini servono. E che no, la povera bambina di Palermo non è morta per un errore medico, ma perchè non era vaccinata. Queste cose nell'ambiente scientifico sono così scontate che, se uno studente del noto infettivologo dicesse il contrario ad un esame, sarebbe bocciato senza appello.

E poi c'è un giornale che attacca l'infettivologo con una virulenza che, fino ad oggi, era stata riservata solo ai peggiori avversari politici. Gli attacchi che quel giornale ha fanno contro di me, al confronto, sono carezze.

La domanda sorge spontanea: come mai la testata-ossimoro si è scagliata con tanta vemenza contro Matteo Bassetti?

Provo a dare una spiegazione politico-psicoanalitica. La politicizzazione cui abbiamo assistito dopo la pandemia ha fatto si che si mettessero etichette di "destra" e "sinistra" anche ai barattoli di marmellata. Io, manco a dirlo, sinistrorso senza appello. Per varie ragioni, Matteo Bassetti è stato etichettato come "gradito" alla galassia destrorsa.

Che succede quando uno di noi fa, semplicemente, il suo mestiere? Io, personalmente, pur di non firmare una roba marcatamente antiscientifica mi sono dimesso dalla carica di Assessore e, per questo motivo, sono stato bandito dal Regno delle Puglie dall'allora Governatore.

Matteo, toccando il nervo scoperto no-vax dei cani da guardia dell'attuale Governo, ha violato quel legame affettivo che, suo malgrado, era stato creato. Alto tradimento, insomma, nella visione del cane da guardia.

Vorrei ricordare che sia io che Matteo siamo stati in tempi non sospetti promotori del Patto Trasversale per la Scienza - PTS, una associazione che appunto sosteneva l'indipendenza della scienza dalla politica ed invitava le forze politiche a sostenere in maniera fattiva e costruttiva la ricerca scientifica.

Chi oggi si lamenta perchè Matteo Bassetti ha solo fatto il suo mestiere dovrebbe una volte per tutte accettare il fatto che la salute non è né di destra né di sinistra. E, sempre parafrasando Gaber, non riconoscere il valore delle vaccinazioni è da scemi più che di destra.

30/08/2026

Il medico di famiglia di una volta era uno dei personaggi più importanti e più rispettati della comunità italiana - quella figura che conosceva ogni membro della famiglia dalla nascita alla morte, che veniva a casa quando si stava male, che portava con sé quella competenza e quella umanità insieme che il medico del pronto soccorso non può avere per definizione. 👨‍⚕️❤️ La visita a domicilio - quella pratica oggi quasi scomparsa - in cui il medico saliva le scale con la sua borsa nera, entrava nella camera del malato, prendeva la febbre, auscultava il petto, scriveva la ricetta con la sua grafia illegibile e lasciava le istruzioni precise per la guarigione. La ricetta scritta a mano in quella grafia medica che solo il farmacista sapeva leggere. Il dottore che sapeva già tutto della famiglia - chi aveva la pressione alta, chi il diabete, chi il cuore debole - senza archivi digitali, solo con quella memoria professionale e affettiva insieme che si costruisce in anni di visite. E quella voce del medico - quella sicurezza calma che diceva 'Non è niente di grave, guarirà' - che valeva già metà della guarigione.

Ti ricordi il medico di famiglia del tuo quartiere? Come si chiamava? Condividi con chi lo ricorda! 👨‍⚕️❤️👇

26/08/2026

Sempre su richiesta dei miei lettori di Substack (ai quali non posso mai dire di no) pubblico qui un articolo già uscito in quella piattaforma che spiega come il batterio provoca la difterite e perché la vaccinazione è così importante non solo per la protezione dei singoli pazienti, ma di tutta la nostra comunità. Buona lettura.

A Palermo è morta di difterite una bambina di quattro anni. Un cugino coetaneo ha contratto la stessa infezione negli stessi giorni e non è in pericolo di vita.

Per capire il motivo di questo decorso differente bisogna partire da una nozione che sorprende chiunque non si occupi di microbiologia: il batterio della difterite, da solo, è quasi innocuo. A renderlo uno dei patogeni più mortali esistenti sulla faccia della Terra è un virus.

Il Corynebacterium diphtheriae - il batterio che causa la difterite - quando provoca questa terribile malattia si installa in gola e lì resta. Non invade l’organismo, non si diffonde nel sangue, non raggiunge gli organi. Naturalmente nel punto in cui si è insediato distrugge le cellule, e sui detriti si forma una membrana grigiastra, spessa, saldamente attaccata alla mucosa sottostante (si chiama pseudomembrana), che nei casi più gravi arriva a impedire la respirazione e ovviamente già questo può causare la morte.

Ma in generale non è la membrana a uccidere. La maggior parte dei morti di difterite muore a causa di una tossina, prodotta dal batterio, assorbita nel sangue e trasportata lontano, fino al cuore e ai nervi periferici. La quantità di tossina che entra in circolo è proporzionale all’estensione della membrana: più tardi la malattia viene riconosciuta, più membrana c’è, più tossina viene assorbita. Ogni ora è un passo verso una morte terribile.

La tossina è una molecola costruita in due pezzi, ed è un meccanismo di una precisione impressionante. Il primo pezzo non è tossico e serve soltanto ad agganciare un recettore sulla superficie della cellula e a far entrare l’altro. Il secondo, una volta dentro, blocca la sintesi delle proteine. Una cellula che non riesce più a costruire proteine muore. Fuori dalla cellula quel pezzo è completamente inerte: tutta la letalità della difterite dipende dal fatto che qualcuno lo porti dentro. Tanto efficace che a un certo punto dei ricercatori hanno tentato di usare la parte tossica per ammazzare le cellule tumorali, legandola a un “trasportatore specifico”.

Però c’è una cosa che è sorprendente. Il gene che codifica per la tossina non appartiene al batterio. Glielo ha consegnato un virus di quelli che infettano solo i batteri, un virus che infetta il Corynebacterium senza distruggerlo e si integra nel suo genoma. Avete capito bene: lo stesso batterio, prima e dopo l’incontro con quel virus, è un microrganismo banale oppure un killer. Non è una curiosità accademica, perché il fago può passare da un ceppo all’altro. Se un ceppo infettato dal virus (quindi, come lo chiamiamo noi medici, tosiigeno) arriva in una popolazione, può trasformare in produttori di tossina batteri che erano già lì, innocui, nella gola di persone che stavano benissimo.

Il Corynebacterium diphtheriae è inoltre un organismo molto resistente. Sopporta il congelamento e l’essiccamento, e viene isolato dall’ambiente in cui vivono le persone infette. Si trasmette con le goccioline respiratorie, si trasmette con il contatto diretto con le lesioni cutanee.

Le lesioni cutanee sono spesso ignorate, e sono il modo in cui questa malattia continua a viaggiare per il mondo. Esiste una forma cutanea della difterite: una piaga poco definita o un’ulcera superficiale, spesso su una bruciatura o su una ferita preesistente, che non guarisce e non provoca generalmente un danno grave Chi ce l’ha raramente sviluppa complicanze generali, e in genere non è nemmeno particolarmente malato. Ma quella lesione è piena di batteri che producono tossina, e quei batteri, passando a una persona non protetta, possono installarsi in gola e dare la forma respiratoria, cioè quella che ammazza .
Vale la pena aggiungere che la principale sorgente di contagio, nelle epidemie, non sono i malati riconoscibili: sono i portatori sani, che nessuno cerca perché nessuno sospetta.

Visto che la letalità della difterite dipende dalla tossina, la protezione è ovviamente conferita dagli anticorpi presenti nel sangue del paziente e diretti contro la tossina, suscitati in maniera molto efficiente dal vaccino, che è sicurissimo ed efficacissimo. E’ costuito da un “tossoide”. Dopo un trattamento con formalina e calore la tossina perde la capacità di uccidere ma viene riconosciuta con grandissima efficienza dal sistema immunitario. È il motivo per cui si chiama tossoide ed è contenuto nel vaccino esavalente. In Italia è obbligatorio dal 1939.

Il vaccino non impedisce al batterio di arrivare nella gola. Impedisce alla tossina di uccidere. Un bambino vaccinato può infettarsi, può rimanere sano o ammalarsi in forma lieve e può perfino contagiare qualcun altro, ma non muore, perché gli anticorpi presenti nel suo sangue, grazie alla vaccinazione, neutralizzano la mortale tossina. Il cugino della bambina di Palermo, secondo quanto riportato dalla stampa, aveva ricevuto solo alcune dosi del vaccino: anche chi si vaccina in maniera incompleta spesso raggiunge livelli protettivi di anticorpi e va incontro a una malattia è più lieve e molto meno spesso mortale. Ha preso lo stesso batterio, la stessa tossina, negli stessi giorni, nella stessa casa. Lui è vivo, la cugina è morta.

Ma se il vaccino non ha impatto sulla colonizzazione, perché la vaccinazione ha fatto sparire questo batterio e gli ha impedito di circolare, tanto che in Italia da decenni non abbiamo più registrato casi di questa malattia? Se il vaccino blocca solo la tossina come fa a eliminare il germe che causa dalla difterite da un’intera comunità?

In realtà al batterio la tossina serve: distruggendo i tessuti gli spiana la strada verso la persona successiva, conferendogli un notevole vantaggio nel diffondersi. Ma è un vantaggio soltanto se la tossina può distruggere i tessuti. In una comunità in cui quasi tutti hanno anticorpi contro la tossina quel vantaggio evapora: la tossina non riesce più a fare danno, il ceppo che la produce non si trasmette meglio degli altri, e i ceppi che circolano sono spesso non produttori di tossina. Nei paesi con coperture alte le epidemie non compaiono più nemmeno tra gli adulti, che pure con gli anni perdono parte della protezione, perché il serbatoio nella popolazione dei bambini è stato prosciugato dagli anticorpi presenti grazie alle vaccinazione e quello che resta in circolo è in larga parte un batterio disarmato.

Attenzione però: perché questa condizione favorevolissima per la sanità pubblica si verifichi è indispensabile che sia immunizzata la quasi totalità della popolazione. Sotto quella soglia il batterio che produce la tossina mortale torna a circolare, e lo fa in silenzio: nelle comunità meno vaccinate degli Stati Uniti e del Canada viene ritrovato ancora oggi, nella gola di persone che stanno benissimo. Capite perché chi non vaccina il proprio figlio non mette in pericolo solo il proprio figlio. Mette in pericolo tutta la comunità esponendola a una malattia che provoca una morte terribile.

[...]

Anna Rosa, la povera bambina di Palermo, aveva quattro anni. Non è stata vaccinata perché i suoi genitori, secondo quanto hanno raccontato ai medici e riportato la stampa, avevano una parente autistica e temevano che la colpa fosse dei vaccini.

Il vaccino non è un’opinione. Non lo era dieci anni fa, quando ci ho scritto sopra un libro, e non lo è oggi che una bambina di quattro anni è morta a Palermo di una morte evitabile e di una malattia che l’Italia aveva smesso di vedere.

Roberto Burioni

PS: con questo articolo finisce il breve ritorno, per motivi eccezionali, della mia divulgazione su Facebook. chi è interessato può ve**re su Substack, dove questi articoli escono regolarmente. SE VOLETE ABBONARVI FATELO DAL SITO (1,63€ al mese) e NON DALLA APP.

26/08/2026

𝐌𝐀𝐋𝐀𝐑𝐈𝐀 𝐢𝐧 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚... 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐜𝐭𝐨𝐧𝐚 ?
Ci sono stati casi episodici di Malaria in persone che non avevano soggiornato all' estero, dovuti a zanzare Anofele infette arrivate in Italia, in aereo o nave mediante bagagli o container o altri oggetti e che hanno avuto il modo di pungere qualche persona.
È la cosiddetta "Malaria da aeroporto o da porto".

La vicenda all'aeroporto di Francoforte è un classico esempio di Malaria da Aeroporto.
6 soggetti contagiati dal Plasmodium con un decesso

La Malaria può essere una malattia infettiva grave soprattutto se non la si riconosce in tempi rapidi e non si attua subito una terapia contro il Plasmodium al fine di diminuire la parassitemia e la possibile localizzazione encefalica, complicanza importante come causa di morte.

In Italia ogni anno vengono notificati circa 700-800 casi di Malaria, tutti di importazione, in gran parte dall' Africa e al 90% da Plasmodium falciparum, il Plasmodium più aggressivo e che è causa delle forme più gravi e dei decessi.

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐦𝐮𝐨𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝟑 -𝟓 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐌𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚.

Ricordiamo anche, per completezza, i casi da trasmissione accidentale ospedaliera mediante aghi o altro con passaggio di sangue tra pazienti.
In Italia una bambina morì di Malaria, nel 2017, a Trento, per una situazione di questo tipo.

24/08/2026

Le polemiche dei soliti cialtroni per minimizzare l’importanza della vaccinazione.

23/08/2026

Una bambina di 4 anni muore di difterite perché non è stata vaccinata. Le bugie dei novax e dei politici che gli reggono la coda in maniera scellerata (tra i quali il capogruppo al Senato di Fratelli d'Italia, Lucio Malan) svaniscono e la realtà presenta il conto, che è terribile. Una bimba con la vita davanti giace nel frigo di un obitorio, aspettando l'autopsia. I genitori non l'avevano vaccinata perché credevano che il vaccino la potesse fare diventare autistica, che è come non andare a Loch Ness per paura del mostro.

Impauriti dalle possibili conseguenze delle loro scelte e ricevuta la sveglia dalla realtà, i genitori corrono a vaccinare i loro figli.

Forse il Senatore Malan e i giornalisti che da anni raccontano BUGIE sul vaccino a mRNA contro il COVID (che dopo cinque anni e miliardi di dosi somministrate è oggettivamente dimostrato essere SICURISSIMO ed EFFICASISSIMO, non ha ucciso nessuno e ha salvato milioni di vite) seminando diffidenza hanno in mente una soluzione come questa.

Impauriti dalle loro bugie i genitori non vaccinano, un bambino muore, e i genitori corrono a vaccinare. Un altro bambino muore, e i genitori corrono a vaccinare. i bambini muoiono, i genitori si impauriscono e piano piano la copertura sale, e i bambini smettono di morire. Ma quelli morti nessuno può risuscitarli.

PS: Presidente Meloni, cosa crede che possa ve**re di buono da un capogruppo al Senato che da anni diffonde pericolose bugie scientifiche, delle quali oggi tocchiamo con mano le tragiche conseguenze? Pensa che questo aumenti il suo prestigio internazionale? Pensa che questo le porti voti?

22/08/2026

RIPARTIAMO DAI BASILARI

Mi sembra di fare un tuffo nel passato, proprio agli albori della nascita di questa pagina quando imperversava la propaganda no-vax sui vaccini pediatrici. Il COVID aveva deviato l'attenzione dei furbacchioni propagandisti (quelli che con i fessi no-vax ci lucrano) e, invece, eccoci qui di nuovo punto e a capo a parlare di vaccini pediatrici.

Ha ripreso a circolare un classico: la curva della mortalità per malattie infettive negli USA. Il grafico dovrebbe dimostrare che i vaccini non servono a nulla visto che la mortalità già stava diminuendo ben prima della loro introduzione.

Cerchiamo brevemente di spiegare l'inganno.

1. Si mischiano mele e pere. Due delle malattie indicate non sono prevenibili da vaccino e comunque sono messe insieme malattie a trasmissione aerea con altre a trasmissione oro-fecale, malattie batteriche con malattie virali, ecc. Ma questo è l'errore veniale.

2. Si gioca su un grosso fraintendimento: mortalità non è incidenza. La mortalità diminuisce perchè migliorano le cure (arrivano gli antibiotici), migliora l'igiene, migliora lo stato nutrizionale dei bambini. I vaccini servono a non far ammalare le persone, agiscono quindi sull'incidenza e poi, indirettamente, sulla mortalità.

3. Il grafico parte a bella posta dal 1900 quando queste malattie erano diffusissime e quindi la scala della curva è tale che il calo osservato dopo l'introduzione di un vaccino non si nota.

Prendiamo ora in considerazione le tre malattie prevenibili da vaccino:

A. Difterite. Primo "errore": il vaccino viene si messo a punto negli anni '20, ma si inizia ad usare su larga scala negli anni '50. Arriviamo dunque in quel punto del grafico dove è impossibile notare le differenze a causa della scala.

B. Pertosse. Stessa storia, a partire dal suo primo utilizzo, i casi diminuiscono immediatamente nel 90%.

C. Morbillo. Il solito inganno, nella realtà: 1963, inizio vaccinazione, 385.000 casi e 364 morti, già nel 1967 abbiamo 63.000 casi con 81 morti.

Insomma, questo grafico non dimostra che i vaccini siano inutili. Dimostra soltanto che la mortalità per alcune malattie infettive (fra cui tifo e scarlattina che con i vaccini non c'entrano nulla) era già diminuita prima della vaccinazione. Ma mortalità e incidenza non sono la stessa cosa: la mortalità può diminuire grazie a nutrizione, igiene, condizioni socioeconomiche e cure migliori, mentre un vaccino serve a ridurre drasticamente la probabilità di infettarsi. Per valutare l'efficacia di un vaccino bisogna quindi studiare con criterio incidenza, casi, ospedalizzazioni e mortalità, e soprattutto osservare cosa accade subito prima e subito dopo l'introduzione della vaccinazione. Il grafico, quindi, non prova per nulla la conclusione causale che la propaganda no-vax gli attribuisce.

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