09/02/2025
Questo libro è molto interessante e utile
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Non si tratta di chi ci ha ferito, ne’ di come potremmo aiutarlo, perché semplicemente non possiamo.
Si tratta di noi, delle fragilità che ci fanno restare in situazioni dolorose, delle convinzioni che ci fanno sentire responsabili della felicità altrui. La verità è che l’unica felicità che dipende da te… è la tua.
Non è facile da comprendere.
Il senso di colpa, i vincoli morali, gli obblighi relazionali…. Entrano a far parte di noi fin dall’infanzia. Il senso di colpa nel lasciare andare chi ci ferisce, infatti, nasce spesso da un’illusione radicata: quella di dover essere salvatori, di dover essere “buoni” altrimenti l’altro si arrabbia o sta male, di dover negare (finanche entro se stessi) i nostri bisogni per meritare amore o per sentirci di valere qualcosa, per qualcuno.
Beh, nel mondo adulto quel “qualcuno” siamo noi, dobbiamo solo capirlo.
Ricorda: chi eri un tempo credeva ciecamente in te, in chi saresti diventato. Chi sarai, conta su ciò che deciderai ora, istante dopo istante. E fidati, vale la pena prenderti cura delle tue parti fragili. Sanare quelle parti significa riconoscere il proprio valore senza doverlo dimostrare attraverso la sofferenza, perché… è vero, è ciò che ci hanno insegnato, ma non è così che si ama, quella è sottomissioni. Chiamare le cose con il nome adeguato spaventa quando in ballo ci sono vissuti dolorosi, anzi, quando su quei vissuti si è sviluppata un’intera identità. Allora sanare quelle parti equivale ad affermarsi, ad affermare un’identità di persona completa.
Non più in un noi voraginoso e inappagabile, non più un “io che esisto in relazione a te”, ma un maturo e appagante “io" e poi "io con te”. La differenza è tutt’altro che sottile. Descritta a parole potrebbe apparire inconsistente ma sperimentata nel proprio essere e nel proprio sentire, è immensa. ♥️
Dal libro: «il mondo con i tuoi occhi»