Stefano Lionetti - Psicologo e Psicoterapeuta

Stefano Lionetti - Psicologo e Psicoterapeuta Sono Psicologo e Psicoterapeuta. Mi occupo di Neurodivergenza, Neuropsicologia clinica e forense, Psicoterapia.

📌ADHD e gli errori della vita quotidianaC'è una cosa che chi convive con l'ADHD si sente dire spesso e che fa più male d...
31/07/2026

📌ADHD e gli errori della vita quotidiana

C'è una cosa che chi convive con l'ADHD si sente dire spesso e che fa più male di qualsiasi errore: "basta stare attento". Come se l'attenzione fosse una scelta, un rubinetto da aprire più o meno. Come se rileggere quattro volte una relazione e non vedere l'errore fosse una questione di volontà.

Non lo è. La ricerca neuropsicologica ha isolato con precisione cosa accade. La memoria prospettica, che tiene traccia di ciò che dovremo fare più tardi, presenta un deficit documentato nell'ADHD. La memoria di lavoro, che dovrebbe trattenere le informazioni mentre agiamo, perde pezzi nel tragitto tra il pensiero e il gesto. Il sistema di controllo che dovrebbe segnalare l'errore prima dell'invio funziona a intermittenza. Da qui nascono le chiavi p***e, l'allegato dimenticato, la data sbagliata nel documento, l'appuntamento fissato senza controllare il calendario.

Quando questi errori si accumulano per anni senza una spiegazione, la persona smette di credersi capace. Costruisce un'immagine di sé fatta di inaffidabilità e superficialità, spesso rinforzata da chi le sta intorno. Quella narrazione fa più danno del pattern esecutivo. Perché prosciuga la voglia di provarci, di chiedere aiuto, di cercare strategie che potrebbero funzionare.

Riconoscere il pattern grazie ad un percorso clinico mirato significa restituire alla persona la possibilità di leggersi in un modo diverso. Non più "sono sbadato", ma "il mio cervello lavora così, e ci sono strumenti concreti per aiutarlo". È da lì che comincia il cambiamento.

📌 Sognare ad occhi aperti è un'attività universale. Ognuno di noi trascorre una parte significativa della giornata dentr...
16/07/2026

📌 Sognare ad occhi aperti è un'attività universale. Ognuno di noi trascorre una parte significativa della giornata dentro pensieri, ricordi, scenari immaginati.

Nelle persone con ADHD, però, la mente tende a scivolare via con una frequenza e un'intensità diverse. Il pensiero si sposta di continuo verso scenari mentali immaginati che possono diventare più vividi e coinvolgenti degli stimoli esterni. Per molti diventa un modo abituale di stare al mondo.

La ricerca recente ha isolato una forma specifica di questo fenomeno, chiamata Maladaptive Daydreaming: un'immersione compulsiva in mondi immaginari strutturati, spesso accompagnata da movimenti ripetitivi e dalla musica che funge da innesco. Chi ne fa esperienza racconta di perdere ore, a volte intere giornate, in questa vita parallela, e di sentirsi diviso tra la realtà e ciò che accade nella propria testa.

La letteratura la associa in modo consistente con sofferenza reale: umore basso, ansia, disregolazione emotiva, bassa autostima, solitudine. Un dato clinicamente importante per chi si occupa di adulti: una forte tendenza a questo tipo di fantasia può mascherare i sintomi dell'ADHD e ritardarne il riconoscimento.

C'è poi una forma particolare di questo mondo interiore che merita uno sguardo a parte: si chiama limerenza. È uno stato involontario di attaccamento ossessivo verso una persona specifica, che diventa il centro dei pensieri anche in assenza di una relazione reale. Una fissazione intrusiva, spesso non ricambiata, che alimenta ore di dialoghi immaginari, scenari mentali, previsioni di incontri.

Il filo che tiene insieme questi fenomeni è la stessa capacità di fantasia intensa. Nell'ADHD, dove la ricerca di stimoli coinvolgenti, la sensibilità al rifiuto e una regolazione emotiva più fragile trovano un terreno favorevole, quella capacità può diventare un rifugio. Offre coinvolgimento, controllo, ricompensa immediata.

Sognare ad occhi aperti non è di per sé un problema. Lo diventa quando la vita interiore comincia a sostituire quella reale, invece di nutrirla.
Quando questa fatica pesa sulla vita quotidiana, un percorso clinico può aiutare a capirne l'origine e a ritrovare un equilibrio.

📌 Quando si parla di autismo, gli stereotipi arrivano quasi sempre prima delle persone.In questo carosello ho raccolto 8...
11/06/2026

📌 Quando si parla di autismo, gli stereotipi arrivano quasi sempre prima delle persone.

In questo carosello ho raccolto 8 aspetti del funzionamento autistico che la ricerca conferma e che incontro ogni giorno nel lavoro clinico. Restano spesso invisibili, perché non somigliano all'immagine che molti hanno in testa.

Il mondo, per molte persone autistiche, arriva con un'intensità maggiore. Di norma il cervello mette in secondo piano i rumori e le sensazioni costanti dell'ambiente, finché smettiamo di notarli. Nell'autismo questo filtro automatico è meno efficiente, e quegli stimoli restano in primo piano.L'attenzione tende a concentrarsi in profondità su poche cose, e gli interessi intensi possono diventare una risorsa concreta di competenza.

Poi c'è la parte meno visibile: lo sforzo di apparire adeguati. Adattarsi di continuo e modulare ogni reazione richiede un'energia che dall'esterno non si nota e che pesa sulla salute mentale. È anche per questo che molte persone, soprattutto donne, si vengono diagnosticare solo da adulte.

Capire come funziona una mente autistica cambia il modo in cui la incontriamo. Sposta l'attenzione dal correggere un comportamento al comprendere un'esperienza.

Riconoscersi in una di queste descrizioni può essere l'inizio di un percorso di approfondimento con un professionista, e non equivale a una diagnosi.
Se il carosello ti è stato utile, salvalo e condividilo con chi potrebbe averne bisogno.

📌 Per molto tempo si è pensato che ADHD e autismo fossero condizioni alternative. Fino al 2013 era persino formalmente v...
28/05/2026

📌 Per molto tempo si è pensato che ADHD e autismo fossero condizioni alternative. Fino al 2013 era persino formalmente vietato diagnosticarle insieme. Oggi sappiamo che possono convivere nella stessa persona, e che questa compresenza ha caratteristiche proprie, non riducibili alla somma delle due.

Chi si riconosce in entrambi i profili descrive spesso una sensazione di attrito interno. Una parte spinge verso il nuovo, lo stimolo, il cambiamento. L'altra cerca prevedibilità, ordine, routine che rassicurano. Si desidera la novità e allo stesso tempo la si teme. Si vogliono rompere gli schemi e contemporaneamente se ne ha bisogno per restare in equilibrio.

Questo attrito attraversa molti piani del vivere quotidiano. C'è il bisogno di sistemi precisi che il disordine esecutivo dell'ADHD continua a smontare, in un ciclo di costruzione e collasso che logora. Ci sono passioni intense, vissute in modo totale, che dopo un po' si spengono e vengono sostituite. C'è una sensorialità contraddittoria, dove la ricerca di stimolo convive con la sopraffazione dallo stesso stimolo.

E c'è il doppio sforzo che non si vede: mascherare i tratti autistici nelle relazioni e compensare le difficoltà esecutive con controllo e iper-organizzazione. Da fuori possono sembrare persone adeguate ed efficienti. Dentro, accumulano un carico che la ricerca recente comincia a quantificare: chi presenta entrambi i profili riporta livelli di disagio psicologico e di compromissione del funzionamento più alti rispetto a chi ha una sola delle due condizioni.

Non è una diagnosi che si trova nei manuali. Resta una compresenza da valutare tramite un percorso clinico, non un'etichetta da attribuirsi online.

📌 "Sono solo nove euro". "Lo disdico domani, intanto lo lascio"."Poi lo pago".Le frasi che ti dici sembrano innocue. Poi...
15/05/2026

📌 "Sono solo nove euro".
"Lo disdico domani, intanto lo lascio".
"Poi lo pago".

Le frasi che ti dici sembrano innocue. Poi arrivi a fine anno, guardi l'estratto conto e ti accorgi che mancano seicento euro. Sai esattamente dove sono andati. E sai anche che il prossimo anno succederà di nuovo.

Per molti adulti ADHD il denaro può essere il primo posto dove qualcosa non torna. Non per pigrizia, non per superficialità. Perché il sistema di ricompensa lavora sulla novità, la previsione del sé futuro fatica a costruirsi e ogni piccola spesa viene valutata da sola, mai nel suo accumulo.

E poi c'è quello di cui si parla meno: la vergogna che ti accompagna ogni volta che apri l'estratto conto di fretta e guardi solo il totale.

Riconoscersi in queste esperienze non significa avere l'ADHD. Si parla di disturbo quando questi pattern sono pervasivi, persistenti, presenti dall'infanzia e producono una compromissione reale del funzionamento. La diagnosi è un percorso clinico, non un test su Instagram.
Ma se ti sei riconosciuto in più di una scena, vale la pena farsi e fare una domanda in più. Non per colpevolizzarti, ma per capire come sei fatto e che cosa funziona davvero per te.

📌 "Sei sempre stato disordinato.""Disturbi sempre""Hai la testa fra le nuvole""Se ti interessasse davvero, te lo ricorde...
11/05/2026

📌
"Sei sempre stato disordinato."
"Disturbi sempre"
"Hai la testa fra le nuvole"
"Se ti interessasse davvero, te lo ricorderesti."

Per anni te lo sei sentito dire. A un certo punto te lo sei detto da solo, e hai smesso di farti domande. Hai imparato a definirti attraverso quelle parole.

Poi qualcuno ti parla di ADHD nell'adulto e, una ad una, certe esperienze cominciano a tornarti in mente con una luce diversa. Il frigo aperto e richiuso. L'ora di ritardo perché hai trovato un biglietto del 2017 in un cassetto. La frase svanita dalla testa proprio mentre stavi per dirla. I molteplici hobbies iniziati e poi mollati lì.

Riconoscersi in alcune di queste situazioni non significa avere l'ADHD. Si parla di disturbo quando i sintomi sono pervasivi, persistenti, presenti dall'infanzia, e producono una compromissione reale del funzionamento. La diagnosi è un percorso clinico, e si fa con un professionista.
Ma se ti sei riconosciuto in più di una scena e ti capita spesso, vale la pena farsi e fare una domanda in più.

📌L'ADHD adulto non è solo disattenzione e irrequietezza.È anche dimenticare di rispondere per settimane a un amico a cui...
04/05/2026

📌L'ADHD adulto non è solo disattenzione e irrequietezza.

È anche dimenticare di rispondere per settimane a un amico a cui tieni, non per disinteresse, ma perché nella mente non c'è spazio per ciò che non è immediatamente presente.
È iniziare una storia d'amore con un'intensità totale per poi sparire senza capire perché.
È sentire il tono di un messaggio come un rifiuto e ritirarsi prima ancora che arrivi una risposta.
È portare il peso di una coppia intera.

Le persone ADHD molto spesso amano in un modo che il sistema relazionale convenzionale fatica a comprendere ed accettare. ❤

L'ADHD modifica la percezione del tempo, la regolazione delle emozioni, la salienza di ciò che non è immediatamente presente. Le amicizie si diradano senza intenzione. Le coppie scivolano in dinamiche asimmetriche senza accorgersene. Il dolore del rifiuto arriva prima ancora che il rifiuto esista.
Tutto questo ha una spiegazione neurobiologica e, soprattutto, una possibilità di cambiamento, a patto che venga riconosciuto.
La diagnosi non risolve una relazione. Cambia però il linguaggio con cui due persone leggono quello che succede tra loro. E questo, clinicamente, fa una grande differenza.

Se questo post ti ha detto qualcosa su di te o su qualcuno che conosci, condividilo. Potrebbe essere un buon punto di partenza.

📌 Dall'esterno apparentemente funziona tutto. Studio, lavoro, relazioni. Una donna competente, organizzata, che tiene in...
21/04/2026

📌 Dall'esterno apparentemente funziona tutto. Studio, lavoro, relazioni. Una donna competente, organizzata, che tiene insieme la propria vita.
Quello che nessuno vede è il prezzo che paga per mantenerla così.

L'ADHD nelle donne ha un profilo specifico, documentato dalla ricerca, e ancora sistematicamente sottoriconosciuto. Le femmine con ADHD presentano più spesso sintomi internalizzati: meno iperattività visibile, più disattenzione silenziosa, più interiorizzazione. Alcune donne invece compensano l'irrequietezza motoria con l'attività fisica intensa, un modo per regolare l'arousal che dall'esterno viene letto come energia o vitalità, raramente come sintomo. Tutti comportamenti che non disturbano, quindi non vengono visti. La sottodiagnosi inizia nell'infanzia e si trascina fino all'età adulta.

Nel frattempo arrivano magari altre diagnosi. Ansia. Depressione. Disturbi dell'umore. Burnout. Spesso corrette sul piano sintomatologico, ma incomplete sul piano eziologico. La radice neurobiologica rimane invisibile.
Quello che permette a molte donne con ADHD di funzionare non è la volontà. Sono strategie compensatorie costruite nel tempo: intelligenza che maschera il deficit esecutivo, perfezionismo e paura del fallimento come motori alternativi, struttura esterna che supplisce all'autoregolazione mancante. Strategie che permettono di arrivare lontano, a un costo che nessuno vede e quasi nessuno riconosce.
Molte donne arrivano alla diagnosi dopo quella di un figlio. Altre dopo anni di terapia che non migliorava. Altre quando il sistema smette di reggere.
La diagnosi tardiva non è solo un'etichetta. È la possibilità di rileggere una storia intera con occhi diversi e di smettere di attribuire a sé stesse quello che era neurobiologia.

Se ti riconosci in questo, o conosci qualcuno che potrebbe farlo, salva questo post e condividilo.

📌 Dall'esterno sembra funzionare tutto: lavoro, relazioni, autonomia. Un adulto competente, integrato, che tiene insieme...
14/04/2026

📌 Dall'esterno sembra funzionare tutto: lavoro, relazioni, autonomia. Un adulto competente, integrato, che tiene insieme la propria vita.
Quello che nessuno vede è il prezzo che si paga per mantenerla così.

Nel cervello ADHD ad "alto funzionamento", adattamento esterno e investimento interno sono due cose diverse. La ricerca lo documenta con chiarezza: quello che si vede dall'esterno è sostenuto da uno sforzo autoregolativo costante e invisibile. La parola giusta è compensazione. E la compensazione ha un costo.
Significa monitorare continuamente il proprio comportamento. Costruire routines rigide per non dimenticare nulla. Inibire l'irrequietezza. Contenere le emozioni. Forzare il focus anche quando il cervello non collabora.
Il risultato esterno sembra efficienza. Il costo interno è esaurimento. 🤯

Van der Putten et al. (2024) e Ginapp et al. (2023) documentano come questo pattern produca affaticamento mentale cronico, saturazione attentiva e una progressiva riduzione della sostenibilità del funzionamento nel tempo. Il sistema regge, fino a quando crolla.
Se ti sei riconosciuto in questo, stai descrivendo qualcosa di reale, indagabile e ancora troppo poco riconosciuto, anche nei contesti clinici.

Salva questo post. E se conosci qualcuno che "funziona" bene ma è sempre esausto, condividilo. Potrebbe essere la prima volta che si sente descritto con precisione.
In quale di queste situazioni ti sei riconosciuto?

📌 "Sei sempre in ritardo." "Dimentichi tutto." "Ma come, non avevi tutto il pomeriggio?"Alcune delle frasi che le person...
08/04/2026

📌 "Sei sempre in ritardo." "Dimentichi tutto." "Ma come, non avevi tutto il pomeriggio?"
Alcune delle frasi che le persone ADHD si sentono dire e rispetto alle quali non hanno una spiegazione.

Nel cervello ADHD la percezione del tempo funziona in modo strutturalmente diverso. Non è una questione di volontà o di organizzazione: è un deficit neurobiologico documentato, che Russell Barkley definisce time blindness.

Nella pratica, significa tre cose distinte:
Il tempo sparisce quando sei immerso in qualcosa — un'ora scompare senza che tu te ne accorga, senza segnali interni che ti avvertano.

Il futuro non ha peso reale finché non diventa urgente — una scadenza tra una settimana non "preme" allo stesso modo in cui lo fa una scadenza domani mattina.

L'orologio lo guardi, ma non lo senti — sai che il tempo esiste, ma non c'è un meccanismo interno che te lo rende concreto.

Questi tre aspetti spiegano molti comportamenti che dall'esterno vengono letti come disinteresse, irresponsabilità o superficialità e che invece hanno una radice neurologica precisa.
Se ti riconosci in questi aspetti o se conosci qualcuno che potrebbe farlo, condividi. La comprensione è il primo passo, per sé stessi e per chi ci sta vicino.

💬 Qual è l'aspetto in cui ti sei riconosciuto di più?

Indirizzo

Corso Paganini 3/Centro Di Salute Mentale
Genova
16100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Stefano Lionetti - Psicologo e Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Stefano Lionetti - Psicologo e Psicoterapeuta:

Scelte rapide

Condividi

Digitare