15/06/2026
Doc che rubano le foto sui social? Parliamo di etica e chirurgia plastica
Quando vedo dei bei risultati sui social metto sempre un like, guardo tutto il video e lo salvo.
Di solito lascio anche un commento per incoraggiare il chirurgo e fargli sentire il mio supporto e il mio rispetto.
Perché lo faccio?
Perché so benissimo che mettere insieme un bel post sui social è un lavoro difficilissimo.
Il lavoro che c’è dietro a un post reale
Richiede per prima cosa ottenere dei grandi risultati, poi serve il supporto e il coraggio della paziente che decide di metterci la faccia.
Significa fare belle foto, bei video e documentare tutti i passaggi della chirurgia, come la rimozione dei punti o le sensazioni reali di chi si è operato.
Una mia paziente, per esempio, mi ha raccontato che prima dell’intervento non ha voluto farsi nemmeno le foto del matrimonio, mentre dopo mi ha detto che finalmente si sente bella.
Quando un risultato viene appropriato da altri
E invece questa dottoressa cosa fa? Prende le mie foto del prima e dopo, le ritaglia per eliminare i dettagli distintivi, cambia un po’ la tonalità delle immagini e le usa sul suo profilo dicendo quanto sia efficace ed importante una determinata chirurgia. Tutto questo senza un tag, senza un briciolo di credito, come se io non esistessi.
Io posso anche prenderlo come un complimento, ma questa collega, pensando forse che scrivendo in un’altra lingua e vivendo in una nazione lontana nessuno se ne sarebbe accorto, ha preso le mie foto e le ha spacciate per sue.
Non si fa così, perché in questo modo si ingannano le pazienti, facendo credere loro di poter ottenere risultati che in realtà non le appartengono.
E poi perché rubare il contenuto a un collega non è etico e non è professionale. Se passa l’idea che i social siano una fregatura e che tutti usino immagini rubate e ritoccate, chi lavora seriamente e onestamente nella chirurgia plastica viene inevitabilmente penalizzato.
Teniamo alta la professionalità, sia in sala operatoria che sui social. Per fortuna si tratta di eventi sempre più rari e da noi in Italia il livello di correttezza è altissimo.