Dott. Valentino Iovine - Dietista Nutrizionista

Dott. Valentino Iovine - Dietista Nutrizionista Il termine "dieta" fa sempre paura, ma sai cos'è davvero? Dieta non vuol dire rinunce, fame o sensi di colpa. Il mio obiettivo? Non esitare a contattarmi!

⚖️ Dimagrimento efficace
🥗 Nutrizione personalizzata
💪 Benessere e forma fisica
🍎 Educazione alimentare
📊 Piani alimentari su misura
🌿 Stile di vita sano
📞 Consulenze individuali online o in presenza Dieta è stile di vita: sano, su misura per te, secondo i tuoi gusti e le tue necessità. Accompagnarti passo dopo passo verso un equilibrio che si adatti perfettamente alle tue esigenze. Offro consulenze online e in presenza, per piani nutrizionali personalizzati.

Ricorda una cosa importante: tu non sei la tua patologia. Hai una patologia.Non sei “diabetico”: sei una persona che con...
06/08/2026

Ricorda una cosa importante: tu non sei la tua patologia. Hai una patologia.

Non sei “diabetico”: sei una persona che convive con il diabete.
Non sei “iperteso”: sei una persona che gestisce l’ipertensione.

Può sembrare una semplice differenza di parole, ma in realtà cambia il modo in cui guardiamo a noi stessi.

Una diagnosi può far parte della tua storia, ma non deve diventare tutta la tua identità.

Non lasciare che una condizione di salute definisca chi sei, cosa puoi fare o il valore che hai.

La patologia è qualcosa che affronti.
Non è qualcosa che ti rappresenta completamente.

Prima della diagnosi, dopo la diagnosi e oltre la diagnosi… rimani sempre tu.

Ogni anno c'è un nuovo colpevole.Prima il pane. Poi la pasta. Poi il glutine. Poi i carboidrati.La verità è che nessun a...
03/08/2026

Ogni anno c'è un nuovo colpevole.

Prima il pane. Poi la pasta. Poi il glutine. Poi i carboidrati.

La verità è che nessun alimento, da solo, ti fa ingrassare o ti "infiamma" semplicemente perché esiste.

Molto più spesso il problema è il rapporto che abbiamo con quel cibo: le quantità, la frequenza con cui lo consumiamo, il contesto in cui mangiamo e le nostre abitudini.

Demonizzare un alimento può sembrare una soluzione. Imparare a gestirlo è una soluzione.

💬 Tu cosa ne pensi? Hai mai eliminato un alimento convinto che fosse lui il problema?

⚠️ Ovviamente esistono condizioni cliniche in cui alcuni alimenti devono essere limitati o esclusi (ad esempio celiachia, allergie o specifiche patologie). Questo post si riferisce a chi elimina intere categorie di alimenti senza una reale indicazione medica.

28/07/2026

*Momento ironia*

Questo mese circa il 50% dei controlli programmati ha annullato/rinviato. Un numero enorme, contro ogni statistica. Ognuno con valide ragioni (e no, su questo non sono ironico).

Devo iniziare a valutare l'ipotesi che, i nutrizionisti, in estate facciano ancora più paura del solito. Ci trasformiamo in bestie in grado solo di sgridare, dare diete ultra restrittive. E forse, beviamo anche il sangue. Ma su questo devo aggiornarmi.

Buona continuazione d'estate!

“Voglio dimagrire, ma sono pigr* e non voglio fare attività fisica.”Mi spiace, ma non è proprio il miglior punto di part...
23/07/2026

“Voglio dimagrire, ma sono pigr* e non voglio fare attività fisica.”

Mi spiace, ma non è proprio il miglior punto di partenza.

È una posizione comprensibile, condivisa da moltissime persone… ma resta una strategia con diversi limiti.

La prima cosa da chiarire è questa: sì, puoi perdere peso anche solo con la dieta.

Il problema è che perdere peso non significa automaticamente perdere grasso. Senza attività fisica, una parte della perdita può riguardare anche la massa muscolare.

E il vero ostacolo non è solo questo.

Quando l’unica leva è “mangiare sempre meno”, spesso si entra in una sorta di gara al ribasso con le calorie: 1800 kcal, poi 1600, poi 1400… e il margine di manovra diventa sempre più piccolo.

Nel frattempo il corpo si adatta: ci muoviamo meno spontaneamente, aumenta la fame, aumenta l’attenzione verso il cibo e diventa più difficile mantenere il deficit nel lungo periodo.

Non è semplicemente “mancanza di volontà”: è una risposta biologica alla restrizione energetica prolungata.

L’attività fisica, quindi, non serve solo a bruciare calorie. Serve soprattutto a:

preservare la massa muscolare,

mantenere un dispendio energetico più elevato,

contrastare parte degli adattamenti del deficit,

e rendere il mantenimento del peso molto più sostenibile.

E no, non significa vivere in palestra. Anche una camminata quotidiana, qualche esercizio di forza a corpo libero o 2–3 allenamenti a settimana possono fare una grande differenza.

Il punto non è passare da “zero movimento” a “atleta 7 giorni su 7”.

Il punto è smettere di chiedere alla sola dieta di fare tutto il lavoro.

Perdere grasso mantenendo energia, massa muscolare e qualità della vita è molto più facile quando alimentazione e movimento lavorano insieme.

Buongiorno a tutti!Come state? E soprattutto, come state affrontando questo caldo atroce? ☀️🥵Perdonate la mia prolungata...
20/07/2026

Buongiorno a tutti!

Come state? E soprattutto, come state affrontando questo caldo atroce? ☀️🥵

Perdonate la mia prolungata assenza, ma mi sono concesso due settimane di ferie durante le quali ho preferito staccare un po’ da tutto ciò che riguarda il lavoro e dedicare più tempo a me stesso e alla mia famiglia. Con i ritmi lavorativi di tutti i giorni, farlo è spesso davvero difficile.

Da oggi torno operativo, pronto a darvi supporto su una delle questioni più spinose per chi sta seguendo un percorso alimentare: come godersi le ferie senza vanificare i risultati ottenuti?

Se anche voi avete dubbi, vi sentite in difficoltà nella gestione di pasti fuori casa, aperitivi, buffet o semplicemente volete affrontare le vacanze con maggiore serenità, sapete che potete contattarmi senza problemi: sarò felice di aiutarvi a trovare una soluzione adatta alle vostre esigenze, senza rinunce estreme e senza sensi di colpa.

P.S. In foto ci sono io, esattamente come mi immagino quando i pazienti mi chiedono dei veri e propri miracoli 😅

🏃‍♂️ "Vado a correre così mi mangio la pizza senza sensi di colpa."È una frase che sento spesso.La realtà è che sì, l'at...
01/07/2026

🏃‍♂️ "Vado a correre così mi mangio la pizza senza sensi di colpa."

È una frase che sento spesso.

La realtà è che sì, l'attività fisica aumenta il consumo di calorie... ma generalmente molto meno di quanto immaginiamo.

Un'ora di camminata, palestra o corsa può fare la differenza, certo, ma difficilmente "annulla" un pasto abbondante. Per arrivare a consumi davvero elevati (800-1000 kcal o più in un'ora) servono intensità molto alte, tipiche di atleti o agonisti.

Questo significa che l'attività fisica non serve per dimagrire?

Assolutamente no.

Serve (anche) per aiutare il controllo del peso, ma soprattutto per migliorare salute cardiovascolare, forza, massa muscolare, sensibilità insulinica, umore, sonno e qualità della vita.

Insomma: allenarti per stare bene è un'ottima idea.
Allenarti pensando di "guadagnarti" il dolce... un po' meno.

👉 In foto l'unico modo per "bruciare" 1000 calorie in un'ora. 😅

Recentemente ho chiesto, in un post, quali fossero i principali motivi che vi hanno spinto a interrompere un percorso nu...
22/06/2026

Recentemente ho chiesto, in un post, quali fossero i principali motivi che vi hanno spinto a interrompere un percorso nutrizionale. Una delle risposte più frequenti è stata: la noia, la monotonia.

Questo mi ha portato a riflettere. Perché anche un professionista può imparare molto non solo dai propri pazienti, ma dall'utenza in generale. Da dove nasce questa sensazione? Cosa rende una dieta noiosa?

Ho provato a darmi alcune risposte: schemi troppo rigidi, poca varietà nella scelta degli alimenti, l'idea che "dieta" significhi soltanto pollo alla griglia, spinaci bolliti e riso in bianco. Perché, spesso, si ha la percezione di essere a dieta solo quando si mangia in modo punitivo. Tutto insapore e scondito.

Ma non dovrebbe essere così.

Nei piani alimentari che propongo ci sono oltre 30 alternative per i secondi piatti, una ventina di fonti di carboidrati e totale libertà nella scelta di frutta e verdura. Certo, alcuni alimenti possono essere sconsigliati o da limitare in frequenza e quantità, ma raramente parlo di eliminazioni assolute. Lo stesso vale per le preparazioni: purché si rispettino le quantità previste di alimenti e condimenti, non consiglio particolari restrizioni.

Un altro aspetto che, secondo me, merita attenzione riguarda le diete con menù prestabiliti. Possono essere comode e utili in determinate situazioni, ma possono anche aumentare il rischio di cadere nella routine e nella monotonia. Ecco perché le propongo raramente e, nella maggior parte dei casi, preferisco programmi più flessibili, capaci di adattarsi alle esigenze della persona e di lasciare spazio alla varietà, senza trasmettere la sensazione di uno schema rigido e immutabile.

Ora sono curioso di leggere la vostra esperienza: cosa ha reso noiosa o monotona una dieta che avete seguito?

[📷 Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.]










Loro sono Laura e Anna (nomi di fantasia). Hanno iniziato lo stesso identico percorso, ma con due mentalità completament...
19/06/2026

Loro sono Laura e Anna (nomi di fantasia). Hanno iniziato lo stesso identico percorso, ma con due mentalità completamente diverse nei confronti del tempo.

Troppo spesso ci approcciamo al cambiamento con il timer in mano. Se la bilancia non si muove nelle prime settimane, pensiamo subito: "Non funziona, devo cambiare metodo".

È esattamente quello che è successo a Laura. Al primo stallo (che può essere normalissimo) ha mollato il colpo per cercare la scorciatoia: una dieta drastica, poi un beverone, poi l'ennesimo "guru" del momento. Il risultato dopo un anno? È tornata al punto di partenza, con più frustrazione e una confusione totale su cosa significhi mangiare.

Anna, invece, si è data una possibilità. Ha accettato che il corpo ha i suoi tempi, che gli stalli fanno parte del gioco e che i veri risultati si vedono sulla distanza, non dopo sette giorni. Non ha cercato magie, ha solo dato tempo al tempo.

Il problema quasi mai è la dieta in sé, ma la fretta che ci mettiamo.

Mollare un percorso prima ancora di avergli dato qualche mese di tempo, o saltare di continuo da un approccio all'altro sperando nel miracolo, serve solo a resettare i progressi e a stancare la mente, oltre che il corpo.

Non esiste l'approccio perfetto universale e non devi per forza seguire un metodo rigido. Ma qualunque sia la strada che decidi di intraprendere per la tua salute, ricorda: datti il tempo di farla funzionare.

Le scorciatoie non esistono, le sane abitudini sì.

💬 Ti è mai capitato di rispecchiarti in Laura e di mollare un percorso solo perché i risultati non arrivavano subito? Parliamone nei commenti.

Uno degli argomenti più discussi negli ultimi tempi è sicuramente quello dei costi dell'alimentazione: quanto spendiamo ...
17/06/2026

Uno degli argomenti più discussi negli ultimi tempi è sicuramente quello dei costi dell'alimentazione: quanto spendiamo davvero per mangiare?

L'ultima rilevazione ufficiale ISTAT sulla spesa delle famiglie, relativa al 2024 e pubblicata nell'ottobre 2025, indica una spesa media di circa 532 € al mese per alimentari e bevande analcoliche, riferita a una famiglia composta mediamente da 2-3 persone.

Ma quanto questi dati si avvicinano alla realtà? A giudicare da ciò che leggo spesso online, sembrerebbe poco. Facendo qualche ricerca, emergono infatti valori orientativi di questo tipo:

Single: 180-300 €
Coppia: 350-600 €
Famiglia di 3-4 persone: 500-900 €
Famiglia particolarmente attenta alla qualità (molti prodotti freschi, pesce, carne, biologico): 700-1.200 € o più

Ovviamente si tratta di stime molto variabili, che dipendono dalle abitudini alimentari, dalla zona geografica e dalle scelte individuali.

Un altro concetto spesso espresso è che mangiare sano, o seguire un modello alimentare mediterraneo, costi necessariamente di più. Ma è davvero così?

Forse, almeno in parte, meno di quanto si creda. Seguire un modello alimentare prevalentemente vegetale, come suggerito dalle principali linee guida internazionali, comporta generalmente una riduzione del consumo di carne, in particolare di quella rossa, che viene consumata in quantità mediamente superiori a quelle raccomandate e che presenta spesso costi più elevati rispetto ad altre fonti proteiche.

I legumi, ad esempio, rappresentano una scelta decisamente più economica, anche quando si acquistano già cotti e confezionati. Quelli secchi hanno generalmente costi molto contenuti e permettono di preparare numerosi pasti a fronte di una spesa ridotta.

Un discorso leggermente diverso riguarda il pesce, che effettivamente tende ad avere un costo medio più elevato. Tuttavia la variabilità di prezzo è enorme: si passa da specie meno richieste e più economiche, come alici e altri piccoli pesci azzurri, a prodotti ben più costosi come salmone e tonno.

A questo proposito vale la pena ricordare che i prodotti surgelati vengono spesso sottovalutati. Pur non essendo sempre più economici, in molti casi rappresentano una valida alternativa sia dal punto di vista nutrizionale sia da quello economico. Anche orientarsi verso specie meno costose, come merluzzo, nasello, alici e altri pesci azzurri, può aiutare a contenere la spesa.

Per quanto riguarda i carboidrati complessi, cereali e derivati mantengono generalmente costi relativamente contenuti, anche se alcuni prodotti, come il pane, hanno subito rincari significativi negli ultimi anni.

E frutta e verdura?

Su questo tema ho letto stime molto diverse tra loro. Si trovano spesso esempi basati su prodotti come pesche, albicocche o ciliegie, che in alcuni periodi dell'anno possono raggiungere prezzi elevati. Tuttavia la forbice di prezzo è enorme e, a mio parere, la scelta migliore è acquistare in base alle proprie possibilità.

Se puoi permetterti senza particolari problemi prodotti più costosi, va benissimo. Se non puoi, esistono comunque numerose alternative valide e più economiche, come mele, banane, meloni o angurie, oltre a punti vendita che permettono di acquistare frutta e verdura a prezzi più contenuti.

Si potrebbe discutere a lungo sul rapporto tra qualità, provenienza e prezzo, ma credo che ognuno debba saper gestire le proprie priorità in modo consapevole.

Personalmente vivo a Genova, una città che non è particolarmente nota per essere economica. Eppure riesco spesso ad acquistare frutta e verdura spendendo mediamente tra 1 e 2 € al kg. Significa necessariamente che sto comprando prodotti di qualità inferiore? Non lo so. Quello che so è che si tratta di una scelta coerente con le mie priorità e con il mio budget. Peraltro, spendere molto di più non garantisce automaticamente una qualità superiore: talvolta a fare la differenza è semplicemente il luogo in cui si acquista.

Non voglio nemmeno entrare nel merito dei numerosi prodotti "proteici", "low carb" e simili, spesso caratterizzati da prezzi decisamente elevati. Al netto di specifiche necessità cliniche, sono generalmente prodotti tutt'altro che indispensabili e il loro acquisto rimane una scelta personale.

In tutto questo sto volutamente tralasciando altri due aspetti.

Il primo è che, mediamente, la popolazione assume più calorie di quelle necessarie al proprio fabbisogno energetico. Quando ciò accade in modo sistematico, comporta inevitabilmente anche una maggiore spesa alimentare.

Il secondo riguarda gli sprechi alimentari. In Italia siamo mediamente abbastanza virtuosi sotto questo aspetto, e ne sono molto felice. Resta però il fatto che lo spreco alimentare continua a rappresentare un problema rilevante: oltre all'impatto ambientale, comporta anche una perdita economica diretta per chi acquista il cibo.

Cosa voglio dire con tutto questo?

Che la vita è fatta di scelte e di possibilità. A volte sono le possibilità economiche a limitare le scelte, e questo è un dato di fatto che non va ignorato. Rimane però importante essere consapevoli di ciò che acquistiamo quando entriamo in un supermercato o in un mercato: scegliere in base alle proprie possibilità, certo, ma anche in base alle proprie priorità e ai propri obiettivi.

Se dovessi assumere un farmaco, probabilmente non ti affideresti al primo consiglio trovato online.Quando si parla di al...
15/06/2026

Se dovessi assumere un farmaco, probabilmente non ti affideresti al primo consiglio trovato online.

Quando si parla di alimentazione, invece, spesso facciamo esattamente questo.

Secondo te, perché succede?

E' perchè vedi l'alimentazione come un qualcosa di più semplice? Che necessità meno "professionalità"? O c'è dell'altro?

Scrivimelo nei commenti!








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