Dott.ssa Rosa Curci Nutrizionista

Dott.ssa Rosa Curci Nutrizionista Biologa Nutrizionista, Dottore di Ricerca in Metodologie molecolari e morfo-funzionali applicate all’esercizio fisico.

Esperta in Nutrizione per la Procreazione Medicalmente Assistita e infertilità.

17/06/2026

Beta a 3.876,6 dopo 4 transfer. Ecografia il 2 luglio.

Una notizia così merita di essere festeggiata. Ma oggi voglio usarla per spiegarti perché la nutrizione e il microbiota contano davvero quando si parla di fertilità.

Microbiota e fertilità: cosa dice la ricerca

Quando pensiamo alla fertilità pensiamo agli ormoni, agli ovociti, all’endometrio. Quasi mai pensiamo ai batteri che vivono dentro di noi. Eppure il microbiota, intestinale ed endometriale ,è uno degli attori più studiati negli ultimi anni.

- L’intestino regola gli estrogeni. Esiste un gruppo di batteri intestinali, chiamato estroboloma, che influenza i livelli di estrogeni circolanti. Uno squilibrio (disbiosi) può alterare questo equilibrio ormonale così delicato.

- Il microbiota endomtetriale conta sull’impianto. Un ambiente dominato dai Lactobacilli è associato in letteratura a tassi di impianto e gravidanza più favorevoli nei percorsi di PMA.

- L’infiammazione è un nemico silenzioso. Una disbiosi intestinale alimenta un’infiammazione di basso grado che può ostacolare l’impianto e il mantenimento della gravidanza. Ridurla significa creare un terreno più accogliente.

… E qui entra la nutrizione

Il microbiota non è scolpito nella pietra: risponde a ciò che mangiamo:

• fibre e polifenoli nutrono i batteri “buoni”
• zuccheri raffinati e ultra-processati favoriscono la disbiosi
• il giusto apporto di grassi buoni e micronutrienti (vitamina D, omega-3, folati) sostiene l’equilibrio ormonale e infiammatorio

Non si tratta di “diete miracolose”. Si tratta di preparare il corpo, nel tempo, ad accogliere una gravidanza lavorando sulle fondamenta.

È esattamente la logica del Metodo Curci Microbiota Reset®: riequilibrare il microbiota, abbassare l’infiammazione e ottimizzare la nutrizione per mettere il corpo nelle condizioni migliori di accogliere la vita ❤️

Trovi tutta la bibliografia scientifica nel blog, link in bio e nelle storie!

07/06/2026

PERCHÉ LA PREPARAZIONE NUTRIZIONALE E BIOLOGICA AL TRANSFER INIZIA MESI PRIMA?

Una delle domande che ricevo più spesso è:

“Ho il transfer tra due settimane. Cosa posso mangiare per aumentare le probabilità di attecchimento?”

Capisco perfettamente questa domanda.

Quando il transfer si avvicina cresce il desiderio di fare tutto il possibile per non lasciare nulla al caso.

Il problema è che la preparazione biologica necessaria per affrontare un transfer non si costruisce negli ultimi giorni.

L’endometrio, il metabolismo, il microbiota, lo stato infiammatorio e l’equilibrio ormonale non cambiano in una settimana.

Nutrizione e probiotici non sono una strategia “last minute”.

Sono strumenti che agiscono nel tempo.

Per questo motivo, quando possibile, è utile iniziare un percorso di preparazione settimane o mesi prima del transfer, soprattutto in presenza di:

• ripetuti fallimenti d’impianto
• endometriosi o adenomiosi
• insulino-resistenza
• sovrappeso o obesità
• disbiosi intestinali o ENDOMETRIALI
• infiammazione cronica
• età avanzata

L’obiettivo non è seguire una dieta perfetta.

L’obiettivo è creare le migliori condizioni biologiche possibili affinché l’endometrio possa accogliere l’embrione in un ambiente favorevole.

Questo non significa che la nutrizione garantisca il successo di un transfer.

Nessun professionista serio può prometterlo.

Significa però che rappresenta uno dei fattori modificabili sui quali vale la pena lavorare prima di arrivare al momento più importante del percorso.

La preparazione non inizia quando il transfer è fissato.

Inizia quando si decide di investire sulla propria fertilità

Le mie consulenze nascono per questo.

7 anni di tentativi.4 cicli di ICSI.Diversi transfer con esito negativo.Un’endometrite cronica persistente.Un percorso c...
16/04/2026

7 anni di tentativi.
4 cicli di ICSI.
Diversi transfer con esito negativo.
Un’endometrite cronica persistente.
Un percorso che, nel tempo, aveva iniziato ad assumere la forma di un vicolo cieco.

Quando questa paziente si è rivolta a me, l’obiettivo iniziale non era “fare miracoli”, ma preparare nel modo più razionale possibile il transfer dell’ultima blastocisti crioconservata disponibile.

Prima di procedere, però, abbiamo scelto di fermarci e riconsiderare il quadro biologico nel suo insieme.

Perché nei percorsi di infertilità complessa, soprattutto dopo ripetuti fallimenti di impianto, spesso tutta l’attenzione si concentra sull’embrione o sulla tecnica, mentre restano in secondo piano fattori altrettanto rilevanti:

• stato infiammatorio sistemico
• equilibrio del microbiota intestinale e vaginale
• assetto metabolico e insulinico
• qualità dello stile alimentare della coppia
• coerenza dell’integrazione utilizzata
• coordinamento reale tra professionisti coinvolti

Abbiamo quindi impostato un lavoro integrato, personalizzato e progressivo.

E poi è accaduto qualcosa che per anni non era mai successo.

Prima ancora del transfer programmato, è arrivata una gravidanza naturale spontanea.
Il primo test positivo dopo anni di negativi assoluti.

Purtroppo la gravidanza non è evoluta e si è conclusa precocemente con esito biochimico.

Dal punto di vista umano, è stato un momento doloroso. E questo va riconosciuto con rispetto, senza banalizzazioni.

Dal punto di vista clinico, però, il significato è importante.

Quando un sistema riproduttivo fermo da anni improvvisamente produce un concepimento spontaneo, non si può liquidare l’evento come “caso”. È spesso il segnale che alcune variabili biologiche si stanno muovendo nella direzione corretta.

Questo non significa risultato garantito.
Non significa scorciatoie.
Non significa che basti “mangiare meglio”.

Significa una cosa diversa: che il terreno biologico conta, e che ignorarlo può ridurre le possibilità anche nei percorsi più avanzati.

Oggi il caso è ancora aperto. I prossimi passi verranno decisi sui nuovi parametri clinici e potranno includere:

• transfer della blastocisti crioconservata
• eventuali tentativi naturali mirati
• rivalutazione di una nuova stimolazione in condizioni più favorevoli
• eterologa solo se realmente indicata, non come automatismo imposto dalla stanchezza

Questo è un punto centrale che ripeto spesso:

La PMA è uno strumento potente.
Ma non sostituisce la biologia.

Se il contesto biologico migliora, cambia anche la prognosi.

Per informazioni sulla consulenza riproduttiva integrata, trovi il link in bio o puoi contattarmi in privato.

16/02/2026

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04/09/2025

Infiammazione cronica silente: il nemico invisibile che spesso ostacola fertilità.
Non dà sintomi immediati, ma lavora in profondità, logorando cellule e tessuti.

I principali fattori che la alimentano sono:
1️⃣ Picchi glicemici
2️⃣ Stress cronico
3️⃣ Disbiosi intestinale
4️⃣ Alimenti pro-infiammatori
5️⃣ Infezioni subcliniche

Ma con uno stile di vita e un’alimentazione mirata, è possibile controllarla e restituire equilibrio al corpo.

Vuoi scoprire come ridurre l’infiammazione e sostenere la tua fertilità? Scrivimi in DM o prenota la tua consulenza

Indirizzo

Via Matteotti
Ginosa
74032

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