08/08/2026
Alcune mie pazienti, quando vedono per la prima volta come è strutturato il piano, sono felicissime.
Altre, invece, fanno più fatica.
E la cosa interessante è che spesso non fanno fatica perché vorrebbero più regole o perché non apprezzano questa libertà. Fanno fatica perché per anni sono state abituate esattamente al contrario.
Avere qualcuno che ti dice: lunedì mangia questo, martedì quest’altro, mercoledì questo… in un certo senso ti rassicura. Non devi decidere nulla e, soprattutto, hai meno paura di sbagliare.
Quando invece sei tu a dover scegliere può arrivare il dubbio: “Ma questo andrà bene? Ne posso mangiare abbastanza? E se scelgo la cosa sbagliata?”
Ed è proprio qui la parte importante del lavoro.
Perché io potrei dirti cosa mangiare ogni singolo giorno. Non mi cambierebbe niente.
Ma cosa succede quando un giorno quel menù non ce l’hai più?
Io voglio che nel tempo tu impari a guardare quello che hai in casa, pensare a quello che ti va di mangiare e riuscire a costruirti il tuo pasto senza avere bisogno di qualcuno che scelga sempre al posto tuo.
Un po’ come faccio io.
Ci sono giorni in cui ho voglia di cucinare una ricetta un po’ più particolare e altri in cui apro il frigorifero, guardo cosa c’è e preparo o assemblo qualcosa in pochi minuti.
Non mangio in base a quello che “tocca” quel giorno.
Mangio in base alla mia giornata, alle mie esigenze e anche, banalmente, a quello che mi va.
All’inizio questa libertà può mettere in difficoltà. Poi, piano piano, smetti di chiederti continuamente se stai facendo “giusto” o “sbagliato”.
Ed è lì che l’alimentazione comincia a diventare un’abitudine, ad adattarsi alla tua vita. Invece di essere la tua vita a doversi adattare alla dieta.