07/08/2026
Se un trattamento può migliorare un volto, non mi interessa se davanti ho un uomo o una donna. Mi interessa fare la cosa giusta, nel modo giusto, rispettando le caratteristiche di quel viso.
In questo caso siamo partiti dalle occhiaie: una svuotata, l’altra appesantita da edema. Ho utilizzato Juvelook 50 mg di acido polilattico per migliorare la qualità della pelle, renderla più compatta e mascherare progressivamente ciò che la rendeva stanca.
Successivamente un rinofiller di punta, lavorando sulla spina nasale e sulla columella, per ottenere una punta più proiettata e un profilo più elegante, senza creare nasi artificiali o eccessivamente ruotati.
Infine, il vero punto di equilibrio del volto: un mento troppo corto accentuava il doppio mento e rompeva le proporzioni del profilo. Con 2 fiale di Volume ho aumentato la proiezione del terzo inferiore, restituendo un aspetto decisamente più maschile ed alleggerendo così anche il doppio mento.
Perché la medicina estetica non deve femminilizzare gli uomini o mascolinizzare le donne.
Deve valorizzare l’identità di chi abbiamo davanti.
L’uguaglianza significa avere gli stessi diritti di prendersi cura di sé. Anche quando si parla di medicina estetica.