Psicologa Dottoressa Claudia Turturro- Giovinazzo

Psicologa Dottoressa Claudia Turturro- Giovinazzo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Psicologa Dottoressa Claudia Turturro- Giovinazzo, Medicina e salute, Via Luigi Settembrini, 9, Giovinazzo.

Mi occupo di sostegno psicologico individuale, di coppia e familiare;
lavoro per favorire un miglioramento del benessere e della qualità della vita attraverso la crescita personale dell' individuo.

18/03/2026

📌*Perché la costanza è un elemento fondamentale all' interno di un percorso psicologico?*

Essere costanti nelle sedute terapeutiche è importante perché il cambiamento più profondo non avviene quasi mai in un singolo incontro, ma nel filo conduttore che unisce le sedute nel tempo.
Il processo di elaborazione è graduale e richiede:
-RIFLESSIONI CONTINUE;
-la formazione di una ROUTINE SOLIDA e di uno "SPAZIO SICURO" all' interno del quale il paziente può aprirsi e affrontare i propri disagi;
-la costruzione dell' ALLEANZA TERAPEUTICA, ovvero il legame di fiducia ed empatia con lo psicologo, pilastro fondamentale per il successo del percorso.

La costanza,dunque,sostenuta dalla motivazione e dal mantenimento di un setting adeguato, trasforma i piccoli passi di ogni seduta in un cambiamento e nell' opportunità di raggiungere una condizione di benessere emotivo.

10/03/2026

"Quando una persona si sente ascoltata davvero,senza giudizio e senza essere controllata,nasce lo spazio per cambiare". (Carl Rogers)

📌 Quando i pazienti scoprono la bellezza del condividere le loro storie,i loro vissuti e di poter essere se stessi con le loro debolezze e le loro speranze senza essere mai, per nessun motivo, oggetto di giudizio, sentono di potersi affidare e sperimentano l' opportunità di una crescita profonda e di una continua (ri)scoperta di sé e delle proprie risorse.
Il lavoro psicologico va proprio nella direzione dell' ascolto,del sostegno, dell' empatia,del fornire un adeguato rispecchiamento a chi è in difficoltà, valorizzando l' accettazione dell' imperfezione e ogni progresso piuttosto che "semplicemente" il risultato finale. 📌

15/01/2026

📌 Vi propongo questo interessante contributo, utile a genitori e figli.
Forte la testimonianza personale di Perinetti, intenso il suo messaggio di cui tutti dovremmo fare tesoro: davanti ad una difficoltà, anche quella più apparentemente insormontabile, parliamoci, ascoltiamo, impariamo a guardare davvero.
Rimandiamo il superfluo e concentriamoci su chi ci è accanto, dedichiamoci quando siamo ancora in tempo. 📌

"Ogni notte mi sveglio e mi chiedo dove ho sbagliato.
Dove non ho capito. Dove ho perso mia figlia

Si chiamava Emanuela. È morta il 29 novembre 2023, a Milano.
Di anoressia .Aveva 39 anni. Una ragazza brillante, forte, piena di vita… così credevo. E invece, dietro quei sorrisi, c’era un dolore che io, suo padre, non ho saputo vedere. Mi ha detto di avere un cancro. Diceva che faceva la radioterapia, che si sarebbe operata.
Io ci ho creduto, perché non volevo pensare che mia figlia potesse mentirmi su una cosa così. Ma quella era la sua difesa, la sua bugia per nascondere la malattia vera: l’anoressia.
Ricordo ancora quel Ferragosto. Io lavoravo ad Avellino, lei era di passaggio a Napoli. Siamo andati a pranzo insieme a Mergellina. Quando l’ho vista, ho sentito un brivido. Era magrissima, fragile, quasi trasparente. Mi ha detto che si sarebbe operata il 22 agosto, a Montecarlo. Ma io sapevo che l’intervento era previsto a Milano, a settembre, e che sarei dovuto esserci anch’io.
Quel giorno ho capito che qualcosa non tornava. Un amico mi mandò una foto: era a un evento con il principe Alberto e Trezeguet. Lì, ho capito che stava mentendo. E da quel momento, la mia vita è cambiata. Parlai con il suo personal trainer, con la psicologa, con gli amici.
Tutti sapevano. Tutti avevano paura. Io invece non volevo vedere. Quando la affrontai, mi trovai davanti a un muro.
Mi disse che andava tutto bene, che dovevo lasciarla in pace.
Ma come può un padre lasciare in pace una figlia che si sta spegnendo davanti ai suoi occhi? La portai al San Raffaele.
I medici le dissero che doveva essere ricoverata subito.
Lei si rifiutò. Mi guardò e disse: “Io ho da fare. Siete pazzi.”
Ero impotente. Non potevo costringerla.
Non potevo salvarla. È devastante sapere che tua figlia sta morendo e tu non puoi fare niente. Nemmeno abbracciarla come vorresti. Poi accettò di farsi curare in un centro a Brera.
Voleva andarci a piedi, per bruciare calorie.
Quando arrivò, era sfinita. L’ho dovuta portare su a braccia.
Pochi giorni dopo cadde in casa, non riusciva più ad alzarsi.
Per convincerla a farsi ricoverare, il medico dell’ambulanza dovette inventare che aveva battuto la testa. Al San Raffaele, piano piano, riprese a mangiare. La guardavo mentre strappava un pezzetto di bresaola, minuscolo, come un bambino che impara di nuovo a vivere. Voleva farcela. Lo vedevo nei suoi occhi. Ma era troppo tardi.
Una dottoressa mi chiese: “È pronto, signor Perinetti?”
Le risposi: “Si può mai chiedere a un padre se è pronto a perdere sua figlia?” Non lo si è mai. Mai. Un giorno, Emanuela mi disse:
“Papà, mi metti ansia. Vai dalla squadra, preferisco che tu non ci sia.” Con il cuore a pezzi, presi la macchina e andai a Roma.
Mi fermai al Santuario del Divino Amore, a Trigoria. Ho pregato come non avevo mai pregato in vita mia. Volevo un miracolo.
Ma mentre ero lì, lei se ne andava. E' morta un’ora prima che arrivassi. Anche la sua fine, come tutto il resto, l’ha decisa lei.
Non voleva che la vedessi così. Mi ha protetto fino all’ultimo.
Uno degli ultimi giorni mi disse: “Ho visto mamma in sogno, mi ha detto che mi aspetta.” Lì ho capito che l’avevo persa davvero.
Oggi, quando guardo una foto di Emanuela, sento ancora la sua voce. Mi parla, mi chiede dolcemente di non smettere di vivere.
Io ci provo, ma non passa un giorno senza che pensi a lei.
A chi sta vivendo lo stesso dolore, dico solo questo: non cercate di avere autorità sui vostri figli. Cercate di avere tenerezza.
Ascoltateli, anche quando tacciono. Perché dietro il silenzio, a volte, c’è una richiesta disperata d’amore."

Giorgio Perinetti, papà di Emanuela

25/12/2025

Natale: festa della luce,ma anche tenebra per molti.
Giornata dedicata all' amore,ma anche tempo che amplifica la solitudine.
Calore familiare e, al tempo stesso, giornata delle sedie vuote. Questo pesa, perché tutti noi abbiamo almeno una sedia vuota da rimpiangere,da ricordare, che si fa sentire silenziosamente tra tante luci e rumori.
Cosa, però, resta uguale per tutti a Natale? Cosa c'è che nessuno può portarci via?
La speranza. Niente e nessuno può negarci la speranza di salute e di amore! La speranza è attesa, desiderio che qualcosa accada o cambi, ma soprattutto uno stato motivazionale positivo per tutti, credenti e atei.
Buon Natale a tutti,allora...e buona speranza!!! ❤️

09/12/2025

RIPETIAMOLO SEMPRE AI NOSTRI FIGLI!

“Forse un giorno farai un tatuaggio, sbaglierai facoltà, partirai avendo in tasca un solo biglietto, avrai il tuo bar di fiducia, i capelli blu, crederai a chi ti farà male, ti innamorerai e aspetterai, farai il pompiere o l’architetto, magari sarai magistrato o il miglior parrucchiere del quartiere, viaggerai, resterai, scriverai un libro, suonerai il violino, il pianoforte o la batteria, odierai la matematica e amerai la filosofia oppure prenderai un dottorato in statistica.
FARAI, SARAI e DIVENTERAI.
Il presente, quanto il futuro, è tutto tuo. È per te. Sei tu.
Ma non è scritto in pagella. Ti prego di ricordarlo. Tu non sei quel 10, o un 7, un 8 o un 5. Non sarai nemmeno il 18 all’università o il 30 o la lode. La tua vita girerà intorno a numeri. Ma tu non sei, non sarai e non vali un numero.
Credi in te stesso. Credi in quegli strumenti che ti sono stati dati in dono per affrontare il mondo e scuoti il cuore della gente.
Spicca il volo. TU SEI NATO PER ESSERE FELICE.”.

(Tratto da "Natural parenting")

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