Dott.ssa Giorgia Proto Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Giorgia Proto    Psicologa   Psicoterapeuta Medicina e salute

22/08/2026

La "damnatio memoriae" dei sentimentiNell'antica Roma, quando un imperatore cadeva in disgrazia, non bastava condannarlo...
05/07/2026

La "damnatio memoriae" dei sentimenti

Nell'antica Roma, quando un imperatore cadeva in disgrazia, non bastava condannarlo: bisognava cancellarlo. Il Senato ordinava la damnatio memoriae — si scalpellava il suo nome dalle iscrizioni, si fondevano le sue statue, si bruciavano i suoi ritratti. Come se non fosse mai esistito.

Nelle relazioni facciamo qualcosa di sorprendentemente simile. Dopo una rottura dolorosa, cancelliamo le foto, blocchiamo i contatti, evitiamo i luoghi condivisi, a volte riscriviamo persino il ricordo di quella persona rendendolo tutto negativo, come se non ci fosse mai stato nulla di buono.

È un meccanismo umano, comprensibile: cancellare fa meno male che ricordare. Ma c'è una differenza importante tra i romani e noi. Loro volevano cancellare la memoria collettiva di un nemico politico. Noi, cancellando, rischiamo di amputare un pezzo della nostra storia — e con essa, la possibilità di capire chi eravamo in quella relazione, cosa abbiamo imparato, perché è finita.

La vera elaborazione non è scalpellare il ricordo, ma integrarlo: lasciargli il suo posto, senza che continui a governare il presente.

Non tutto ciò che ci ha fatto soffrire merita di essere cancellato. A volte merita solo di essere capito.

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19/06/2026

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COSA FA UNA PERSONA PRESENTE E CONSAPEVOLE DAVANTI ALLA MANIPOLAZIONEUna persona centrata non reagisce automaticamente.O...
19/02/2026

COSA FA UNA PERSONA PRESENTE E CONSAPEVOLE DAVANTI ALLA MANIPOLAZIONE

Una persona centrata non reagisce automaticamente.
Osserva.
Rallenta.
Rimane presente.

Non combatte la manipolazione sul piano della forza, ma su quello della coscienza.

1. Non risponde immediatamente

La manipolazione ha bisogno di rapidità: spingerti a reagire, difenderti, spiegarti, cedere.
La pausa rompe il ritmo.

Non è disinteresse.
È libertà dal tempo imposto dall’altro.

Quando non reagisci “a comando”, chi manipola perde la capacità di anticiparti.

2. Mantiene un volto e una postura neutri

Il corpo comunica più delle parole.

Chi manipola cerca micro-segnali: tensione, paura, rabbia, esitazione.
Una presenza neutra sottrae dati emotivi.

Non si capisce se sei colpito, se stai valutando, se stai rifiutando.
E l’altro, senza appigli, perde precisione.

3. Usa parole essenziali

Frasi brevi, sobrie, non reattive:
“Capisco.”
“Ho preso nota.”
“Va bene.”

Non alimentano la conversazione, non offrono materiale da distorcere.
Non giustificano, non attaccano.

Chi è consapevole chiude lo spazio manipolativo senza creare scontro.

4. Non si lascia trascinare nell’urgenza

La manipolazione accelera: pressa, forza, crea fretta.

La persona consapevole mantiene un ritmo stabile.
Tono calmo.
Movimenti lenti.
Respirazione regolare.

Così riprende il controllo del tempo.
Non entra nella corrente dell’altro: resta nel proprio centro.

5. Non si spiega

Ogni spiegazione diventa materiale da usare contro di te.
Chi manipola chiede “perché” non per capire, ma per trovare appigli.

La persona consapevole risponde con semplicità:
“Non è possibile.”
“Non funziona per me.”
“Non sono disponibile.”

Nessuna giustificazione.
Meno parole, meno spazio per l’intrusione.

6. Seleziona dove mettere attenzione

Non tutto merita risposta.

Domande cariche, sensi di colpa, frecciate, allusioni:
se non ricevono attenzione, perdono forza.

Non è negazione.
È scelta.

Col tempo, il campo relazionale cambia:
alcuni comportamenti smettono di esistere perché non trovano più nutrimento.

7. Ha confini chiari e costanti

La manipolazione si nutre di incoerenza.

Se oggi cedi e domani resisti, l’altro continua a provare.
Se il confine è stabile, prevedibile, sempre uguale, il gioco si esaurisce.

Non è rigidità.
È affidabilità interiore.

E quando la manipolazione non funziona più, l’altro ha solo due possibilità:
cambiare… o allontanarsi.

LA DIFFERENZA PROFONDA

Una persona inconsapevole reagisce.
Una persona consapevole osserva.

Una combatte.
L’altra si sottrae al meccanismo.

NON SI FA TRASCINARE NELL'ARENA DEL MANIPOLATORE: STA FUORI DAI GIOCHI

Non vince perché è più forte, ma perché non partecipa allo stesso piano.

La vera forza non è nel confronto, ma nella presenza.
Non nel dominare, ma nel non essere dominabili.

Il silenzio, usato con coscienza, non è assenza.
È struttura.
È confine.
È lucidità.

Quando smetti di alimentare il circuito della manipolazione, esso perde la sua base.
Non può adattarsi a ciò che non riesce a leggere.

Col tempo, la tua stabilità diventa il nuovo riferimento del campo relazionale:
non più rumorosa,
non aggressiva,
non fragile,

ma immobile.

E lì accade qualcosa di decisivo.

Non hai vinto contro qualcuno.
Hai smesso di essere governato dai suoi meccanismi.

Ci sono rotture che distruggono.E ci sono rotture che trasformano.Quando la pressione arriva solo dall’esterno, la vivia...
11/02/2026

Ci sono rotture che distruggono.
E ci sono rotture che trasformano.
Quando la pressione arriva solo dall’esterno, la viviamo come trauma: qualcosa ci invade, ci spezza, ci fa sentire impotenti. È un’interruzione subita.
Ma quando la rottura nasce dall’interno, non è collasso.
È evoluzione.
È il momento in cui la struttura che ci teneva al sicuro diventa troppo stretta.
Quando l’identità che abbiamo costruito non ci rappresenta più.
Quando restare uguali fa più male che cambiare.
Dal punto di vista psicologico, crescere è sempre una frattura:
tra ciò che eravamo e ciò che stiamo diventando.
Non è comodo.
Non è lineare.
Non è indolore.
Ma è vita che preme dall’interno.
Le grandi trasformazioni non avvengono perché qualcuno ci rompe.
Avvengono perché qualcosa dentro di noi non può più restare chiuso.
E allora la crepa non è la fine.
È il passaggio.

Quando finalmente trovi il coraggio di dire “basta”, non lo accetta.⬇️Ecco cosa succede: 1. 𝐅𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚.Ti guard...
26/10/2025

Quando finalmente trovi il coraggio di dire “basta”, non lo accetta.
⬇️Ecco cosa succede:

1. 𝐅𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚.
Ti guarda incredulo, come se non potesse credere che tu osi lasciarlo.
Perché nella sua mente, tu non hai il diritto di abbandonarlo.

2. 𝐅𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚.
All’improvviso diventa fragile, pentito, dice che “ha capito tutto” e che “senza di te non è niente”.
Ma è solo strategia: vuole farti tornare, non cambiare.

3. 𝐅𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐨.
Se non cedi, ti accusa di tutto. Ti dipinge come la cattiva, la pazza, la fredda.
Deve distruggerti per sentirsi ancora superiore.

4. 𝐅𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨.
Ti ignora, sparisce, ti fa credere che non gli importi più.
Ma in realtà ti osserva, aspetta il momento in cui crollerai e lo cercherai tu.

5. 𝐅𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨.
Quando vede che stai meglio, torna. Con un messaggio, una canzone, un ricordo.
Ti tenta con la nostalgia, ma non è amore: è controllo travestito da rimpianto.

6. 𝐅𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Se capisce che non lo vuoi più, trova subito qualcun’altra.
Ma lo fa solo per ferirti, per dimostrarti che “lui può avere chi vuole”.

7. 𝐅𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞.
Quando realizza che non tornerai, ti odia.
Ti parla male, ti scredita, ma dentro è furioso perché hai vinto tu.

E quella vittoria non è vendetta.
È libertà.

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