03/06/2026
📍 𝟰 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 | 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗶𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗲𝗮𝗺𝗶𝗻𝗴
Come possiamo garantire alle persone con malattie rare, neuromuscolari e neurodegenerative una presa in carico davvero continua, equa e vicina ai bisogni delle famiglie?
È la domanda al centro del convegno "𝙈𝙤𝙙𝙚𝙡𝙡𝙞 𝙞𝙣𝙣𝙤𝙫𝙖𝙩𝙞𝙫𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙪𝙧𝙖 𝙚 𝙙𝙞 𝙖𝙨𝙨𝙞𝙨𝙩𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙈𝙖𝙡𝙖𝙩𝙩𝙞𝙚 𝙧𝙖𝙧𝙚, 𝙉𝙚𝙪𝙧𝙤𝙢𝙪𝙨𝙘𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙚 𝙉𝙚𝙪𝙧𝙤𝙙𝙚𝙜𝙚𝙣𝙚𝙧𝙖𝙩𝙞𝙫𝙚. 𝙇’𝙚𝙨𝙥𝙚𝙧𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙉𝙤𝙧𝙙 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖 𝙣𝙚𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝘿𝙈𝟳𝟳 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙀𝙘𝙤𝙨𝙞𝙨𝙩𝙚𝙢𝙖 𝘿𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚", promosso dall'Osservatorio permanente sulla qualità e sui modelli dell'Assistenza sanitaria nei territori.
Una giornata di confronto che riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, delle reti regionali per le malattie rare, della sanità digitale e delle principali associazioni nazionali dei pazienti. Tra gli interventi previsti quelli di Adriano Chiò, Massimiliano Filosto, Erica Daina, Maria Grazia d'Angelo e dei rappresentanti delle organizzazioni che ogni giorno affiancano le persone con malattie neuromuscolari e neurodegenerative.
Per AISLA sarà presente 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗕𝗮𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝗗𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗧𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗜𝗦𝗟𝗔, che porterà il punto di vista delle persone con SLA e delle loro famiglie, con una riflessione sul significato concreto della continuità assistenziale e della prossimità delle cure.
🎥 I lavori saranno trasmessi in diretta streaming sul Media Portal di Regione Lombardia:
https://mediaportal.regione.lombardia.it/portal/home
(𝙎𝙚𝙡𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙧𝙚 𝙎𝙖𝙡𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙂𝙤𝙣𝙛𝙖𝙡𝙤𝙣𝙚).
Ma il confronto non si esaurisce nel convegno.
📊 È aperta fino al 31 luglio l'Indagine nazionale sulla qualità dei servizi di continuità assistenziale dedicata alle persone con malattie rare, neuromuscolari e neurodegenerative.
👉 https://www.osservatoriosanitaterritoriale.it/indagine-sullo-stato-della-qualita-dei-servizi-di-continuita-assistenziale-nei-territori/
I risultati saranno presentati in autunno in sede istituzionale e contribuiranno a orientare il dibattito sul futuro dell'assistenza territoriale.
Per questo è importante che la voce delle persone con SLA e delle famiglie sia ascoltata, rappresentata e parte attiva del cambiamento.
Perché la qualità della cura non può dipendere dal CAP.