10/05/2019
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CHE COS'È LA PSICOLOGIA DELLO SPORT?
È un ramo della psicologia rivolto allo studio di atleti professionisti e non, di sport individuali e di squadra, con l’obiettivo di indagare i processi mentali legati alla prestazione sportiva e al benessere in generale, nell’ottica di pervenire ad una corrispondenza tra performance potenziale e quella reale.
Sebbene i primi studi ufficiali in materia risalgano agli Anni ’20, tale disciplina nasce ufficialmente nel 1965, in occasione del Primo Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport. Si tratta di un settore di competenza multi-disciplinare, derivante dalla consapevolezza progressivamente acquisita dai ricercatori circa l’importanza che i fattori psicologici ricoprono nella pratica agonistica, al pari dello sviluppo di capacità tecniche e fisiche.
La psicologia dello sport si è gradualmente definita un’area di ricerca distinta rispetto alla psicologia clinica. Seppur condividano parte del background teorico di riferimento, quest’ultima si occupa del disagio psicologico del soggetto, mentre lo psicologo dello sport si dedica, insieme all’atleta, al riconoscimento e potenziamento di risorse individuali e obiettivi personali al fine di raggiungere la massima prestazione ogni volta in cui ci sia una sfida in atto.
Lo psicologo dello sport è quindi un motivatore? Assolutamente no. I motivatori infatti utilizzano meccanismi di suggestione del soggetto, il cui effetto tuttavia non perdura nel tempo. Simili interventi espongono l’individuo allo sviluppo di forme di dipendenza, a lungo termine inefficaci. Lo psicologo dello sport, al contrario, agisce sul motore primo che aziona la performance, comprendendo e agendo sui meccanismi mentali che favoriscono l’espressione della genialità dell’atleta.