06/06/2026
Vent’anni dopo la tragedia di Gravina: il padre di Ciccio e Tore non smette di chiedere verità
A vent’anni dalla scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi, per tutti Ciccio e Tore, il dolore resta immutato e la ricerca della verità continua a rappresentare una battaglia che il padre, Filippo Pappalardi, non ha mai abbandonato. I due fratellini di Gravina in Puglia sparirono il 5 giugno 2006, dando origine a uno dei casi più drammatici e discussi della cronaca italiana recente.
«Mi sembra sia accaduto ieri. Il tempo non passa. Penso a loro ogni giorno: è una ferita aperta», ha più volte ribadito Filippo Pappalardi, che ancora oggi non si rassegna alle conclusioni giudiziarie sulla morte dei suoi figli e continua a chiedere che il caso venga nuovamente esaminato dagli organi competenti.
La vicenda sconvolse l’intero Paese. Per mesi si susseguirono ricerche, ipotesi investigative e ricostruzioni contrastanti, fino al tragico epilogo del febbraio 2008, quando i corpi dei due bambini furono ritrovati all’interno del pozzo di un edificio abbandonato di Gravina, il rudere conosciuto come “Le Cento Stanze”. Quella scoperta segnò una svolta decisiva nell’inchiesta e fece cadere le accuse nei confronti del padre, che nel novembre 2007 era stato arrestato con l’accusa di aver ucciso i figli. Dopo mesi di detenzione, Filippo Pappalardi venne scarcerato nell’aprile del 2008.
Da allora, però, l’uomo non ha mai smesso di sostenere che sulla morte di Ciccio e Tore restino ancora interrogativi irrisolti. Convinto che non tutte le circostanze siano state chiarite, continua a sollecitare una riapertura delle indagini, richiamando l’attenzione sui recenti sviluppi che hanno riportato sotto i riflettori altri celebri casi di cronaca nera, come quello di Garlasco. Una richiesta che nasce dalla volontà di ottenere risposte definitive e di accertare eventuali responsabilità che, a suo giudizio, non sarebbero state adeguatamente approfondite.
Nel corso degli anni, la tragedia di Gravina ha continuato a suscitare interesse e dibattito anche tra esperti e studiosi del settore investigativo. Tra coloro che hanno dedicato attenzione al caso vi sono il generale dei RIS Luciano Garofano e il giornalista Mauro Valentini, autori del volume “Ciccio e Tore. Il mistero di Gravina”, pubblicato cinque anni fa. Il libro ripercorre le tappe della vicenda, analizzando gli elementi più controversi e le numerose domande che ancora oggi alimentano il confronto pubblico.
A distanza di due decenni, mentre il ricordo di Ciccio e Tore resta vivo nella memoria collettiva, la determinazione del padre continua a rappresentare uno degli aspetti più significativi di una storia che, per molti, non ha ancora smesso di interrogare coscienze e opinione pubblica. Per Filippo Pappalardi il tempo non ha attenuato il dolore né spento il desiderio di conoscere tutta la verità su quanto accadde ai suoi figli in quel tragico giugno del 2006.