Dott.ssa Silvia Pasquini - Endocrinologa e Diabetologa

Dott.ssa Silvia Pasquini - Endocrinologa e Diabetologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Silvia Pasquini - Endocrinologa e Diabetologa, Endocrinologo, Via Manin, 4, Grosseto.

Diagnosi e cura di: diabete mellito tipo 1 (anche attraverso le nuove tecnologie), diabete mellito tipo 2, diabete mellito gestazionale, obesità, sindrome metabolica, osteoporosi, patologie a carico di: tiroide, paratiroidi, ipofisi, surreni, gonadi.

**"È tutta colpa del cortisolo."**Quante volte hai sentito questa frase?Negli ultimi tempi il cortisolo è diventato il r...
29/07/2026

**"È tutta colpa del cortisolo."**

Quante volte hai sentito questa frase?

Negli ultimi tempi il cortisolo è diventato il responsabile di stanchezza, insonnia, aumento di peso, gonfiore e difficoltà a dimagrire. Ma la realtà è molto più complessa.

In questo carosello riassumiamo i principali concetti spiegati da un punto di vista medico, per fare chiarezza su uno degli argomenti più discussi (e spesso fraintesi) sui social.

Scorrendo il carosello scoprirai:
🔹 perché il cortisolo è un ormone indispensabile;
🔹 quando il suo aumento è una normale risposta fisiologica;
🔹 quando invece può essere indice di una patologia;
🔹 perché non bisogna fare autodiagnosi;
🔹 cosa dice realmente la letteratura scientifica sugli integratori "anti-cortisolo";
🔹 quali strategie sono davvero supportate dalle evidenze.

💬 Ti è mai capitato di leggere o sentirti dire che "era tutta colpa del cortisolo"? Raccontacelo nei commenti.

📌 Salva il post per rileggerlo quando ne avrai bisogno e condividilo con chi potrebbe trovare utili queste informazioni.

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📚 **Fonti**

**Articolo di riferimento**
"Stress e stanchezza: è davvero colpa del cortisolo come dicono sui social?"
Starbene – 13 luglio 2026
https://www.starbene.it/salute/news/stress-e-stanchezza-e-davvero-colpa-del-cortisolo-come-dicono-sui-social/

**Autrice:** Lucrezia Candelori
**Collaborazione scientifica:** Dott.ssa Silvia Pasquini, Medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo.

⚠️ Questo contenuto ha finalità esclusivamente divulgative e non sostituisce il parere del medico.

03/07/2026

Negli ultimi anni, farmaci come Semaglutide e Tirzepatide hanno rivoluzionato il trattamento del Diabete Tipo 2 e dell'Obesità.

Sempre più spesso, però, ci si chiede se possano avere un ruolo anche nel Diabete Tipo 1, soprattutto nelle persone che convivono con sovrappeso, obesità o sindrome metabolica.

Un recente Consensus Report internazionale ha analizzato le evidenze disponibili e propone raccomandazioni pratiche per l'utilizzo degli agonisti del GLP-1 e GLP-1/GIP come terapia aggiuntiva all'insulina nel Diabete Tipo 1.

I dati finora disponibili suggeriscono possibili benefici sul controllo glicemico, sul Time in Range, sul peso corporeo e sul fabbisogno insulinico. Tuttavia, il loro impiego richiede un'attenta selezione dei pazienti, un monitoraggio ravvicinato e un adeguamento della terapia insulinica per ridurre il rischio di ipoglicemia e chetosi.

📌 Una precisazione importante

Il documento di cui parlo è un Consensus Report, NON una nuova linea guida e NON modifica le indicazioni autorizzate all'uso di questi farmaci.

Un consensus raccoglie e interpreta le migliori evidenze disponibili e l'esperienza degli esperti, proponendo raccomandazioni pratiche quando i dati sono promettenti ma ancora incompleti. Nel caso degli agonisti del GLP-1 e GLP-1/GIP nel Diabete Tipo 1, i risultati sono incoraggianti, ma non esiste ancora un'approvazione per questa indicazione e sono necessari ulteriori studi randomizzati di fase III per definirne efficacia, sicurezza e identificare i pazienti che potrebbero trarne il maggiore beneficio.

Per questo motivo, l'eventuale utilizzo deve essere valutato caso per caso, sempre nell'ambito di un percorso specialistico e con un attento monitoraggio.

💬 Cosa ne pensi di questa possibile evoluzione nella terapia del Diabete Tipo 1?

📚 Riferimento
Garg SK et al. Consensus Report on GLP-1 and GLP-1/GIP Receptor Agonists as Adjunctive Therapy for Individuals With Type 1 Diabetes. Diabetes Technology & Therapeutics. 2026.

"Da quando sono in menopausa faccio più fatica a mantenere il peso."È una frase che sento spesso.Quando il peso aumenta ...
21/06/2026

"Da quando sono in menopausa faccio più fatica a mantenere il peso."
È una frase che sento spesso.

Quando il peso aumenta durante la menopausa, la spiegazione viene spesso riassunta con una frase:
"È il metabolismo.".

In realtà, i cambiamenti che avvengono sono più complessi.

La riduzione degli estrogeni contribuisce a modificare la distribuzione del tessuto adiposo, la composizione corporea e alcuni meccanismi coinvolti nella regolazione dell'equilibrio energetico.

Allo stesso tempo possono cambiare anche altri fattori che influenzano il peso corporeo, come la massa muscolare, il sonno, l'attività fisica e le abitudini quotidiane.

Per questo l'aumento di peso in menopausa non dipende da una sola causa.

Comprendere questi cambiamenti non significa considerarli inevitabili, ma affrontarli con maggiore consapevolezza.

📌 La menopausa non cambia solo gli ormoni.

Cambia il contesto biologico in cui il peso viene regolato.

💬 Quale di questi aspetti conoscevi già?

18/06/2026

Ci sono almeno 5 cose che dovresti sapere su un "TSH alto" prima di trarre conclusioni.

1️⃣ Un TSH alto non equivale automaticamente a una malattia della tiroide.

Un valore alterato è un segnale che va interpretato, ma da solo non basta per fare una diagnosi.

2️⃣ Il TSH non va mai letto isolatamente.

Per comprenderne il significato è spesso necessario valutare anche altri elementi, come FT4, eventuale FT3, anticorpi anti-TPO e anti-Tg e, soprattutto, il quadro clinico.

3️⃣ Non tutti i TSH alti hanno lo stesso significato.

Conta il valore, conta il contesto e conta anche come il TSH si modifica nel tempo.

4️⃣ Non tutte le alterazioni del TSH sono permanenti.

In alcune situazioni il medico può ritenere opportuno ripetere gli esami prima di formulare una diagnosi.

5️⃣ Un TSH alto non significa automaticamente che serva una terapia.

La decisione dipende da diversi fattori, tra cui il quadro clinico complessivo, i valori degli altri esami tiroidei, l'età, il peso/BMI e condizioni particolari come la gravidanza.

📌 Il messaggio più importante?

TSH alto ≠ diagnosi automatica.

TSH alto ≠ terapia automatica.

I risultati degli esami vanno sempre interpretati nel contesto clinico e mai come un semplice numero.

💬 Ti è mai capitato di trovare un TSH alterato negli esami?

“Prediabete” è una parola che compare spesso negli esami… ma non sempre viene spiegata davvero.Quando si legge nel refer...
10/06/2026

“Prediabete” è una parola che compare spesso negli esami… ma non sempre viene spiegata davvero.

Quando si legge nel referto può generare dubbi o preoccupazione.

La prima cosa importante da sapere è questa:

prediabete non significa diabete.
E non significa che diventerà automaticamente diabete.

Si tratta di una condizione in cui alcuni valori glicemici risultano alterati, senza rientrare nei criteri diagnostici del diabete.

Proprio perché spesso non dà sintomi, viene frequentemente scoperto durante esami eseguiti per altri motivi o nei controlli periodici.

Conoscerne il significato aiuta a interpretare meglio il referto e a orientare correttamente eventuali approfondimenti o il monitoraggio nel tempo.

Ti era già capitato di sentirne parlare?

🍉 Il dilemma di ogni estate..."Ho il diabete: posso mangiare la frutta estiva?"La risposta è SÌ, certo! E probabilmente ...
05/06/2026

🍉 Il dilemma di ogni estate...
"Ho il diabete: posso mangiare la frutta estiva?"

La risposta è SÌ, certo! E probabilmente non è quella che ti aspettavi.

Secondo le linee guida, nessun frutto deve essere eliminato dalla dieta di una persona affetta da diabete. Né l'anguria, né il melone, né l'uva, né le ciliegie, né le albicocche.

Ricorda che il problema non è il singolo alimento. Il problema è sempre il contesto.

👇
La frutta contiene naturalmente zuccheri, ma contiene anche acqua, fibre, vitamine, minerali e numerosi composti benefici per la salute.
Per questo motivo non dovrebbe essere demonizzata.

Quello che conta davvero è:
✅ la quantità consumata ✅ come è distribuita durante la giornata ✅ il resto dell'alimentazione ✅ il livello di attività fisica ✅ lo stile di vita complessivo

📌 Le linee guida raccomandano di non superare le 2-3 porzioni di frutta al giorno.
Ma cosa significa "una porzione"?

🍉 Anguria: circa 2 fette (150 g) 🍈 Melone: 1 fetta abbondante (150 g) 🍑 Pesca: 1 frutto medio 🍑 Nettarina: 1 frutto medio 🍑 Albicocche: 3 frutti piccoli 🍒 Ciliegie: 15-20 ciliegie 🍇 Uva: 1 grappolino piccolo (150 g) 🍓 Fragole: 1 ciotola (150 g) 🫐 Mirtilli: 1 vaschetta piccola (150 g) 🥝 Kiwi: 2 frutti medi

Questo significa che puoi scegliere liberamente la frutta che preferisci, purché le quantità siano adeguate e inserite all'interno di un'alimentazione equilibrata.

La domanda corretta quindi non è:
❌ "Quale frutto devo evitare?"
Ma:
✅ "Quanta frutta sto mangiando durante la giornata?"

La scienza non ci dice di avere paura della frutta. Ci insegna a consumarla nelle giuste porzioni.

👉 Qual è il frutto estivo che ti hanno sempre detto di evitare perché "troppo zuccherino"?

Scrivilo nei commenti: vediamo quanti falsi miti circolano ancora.

💾 Salva questo post per avere sempre a portata di mano la guida alle porzioni della frutta estiva.

Quando si valuta una terapia farmacologica per l’obesità, la domanda più frequente è:“Quanti chili perderò?”È una domand...
03/06/2026

Quando si valuta una terapia farmacologica per l’obesità, la domanda più frequente è:

“Quanti chili perderò?”

È una domanda comprensibile.

Ma prima di arrivare a questo, ci sono altri aspetti che spesso è utile chiarire.

Aspettative realistiche, durata del trattamento, sicurezza, criteri di valutazione dei risultati, cosa succede in caso di sospensione e appropriatezza della terapia.

Per questo ho raccolto 6 domande che è importante sottoporre al proprio specialista prima di iniziare una terapia per l’obesità.

Non per avere una risposta unica, ma per prendere una decisione più consapevole.

📌 Salva il post se può esserti utile in futuro
📤 Condividilo con chi sta valutando questo percorso

💬Dimmi: quale domanda aggiungeresti?

29/05/2026

L’eccesso di peso non è “mancanza di volontà”.E non è nemmeno solo “mangiare troppo”.

L’obesità è una patologia complessa e multifattoriale, in cui entrano in gioco genetica, ambiente, stress, sonno, ormoni, psicologia, farmaci, stile di vita e molte altre variabili.

Ridurre tutto alla colpa del paziente significa banalizzare una condizione medica reale. Creare stigma. E spesso allontanare le persone dalla cura.

Per questo oggi è fondamentale cambiare prospettiva: non giudicare, ma comprendere. Non semplificare, ma valutare la persona nella sua globalità.

Curare l’obesità significa prendersi cura della salute fisica, metabolica e psicologica del paziente, con un approccio non giudicante, inclusivo, personalizzato e multidisciplinare.

Cambiamo tutti piano piano il modo di concepire il problema, possiamo farcela!

Ne parliamo da qualche giorno sui social...lo aspettiamo da anni e anni…                                                ...
19/05/2026

Ne parliamo da qualche giorno sui social...lo aspettiamo da anni e anni…

La PCOS ha cambiato nome.

Non è più Sindrome dell'Ovaio Policistico, bensì PMOS, che sta per Sindrome Metabolica Ovarica Poliendocrina.

Perchè diamo così tanta risonanza a questo cambiamento?

Non sono "solo parole", cambia tutto.

Ve lo spiego nel dettaglio in questo carosello.

15/05/2026

Non potevo resistere al trend e omettere la versione Endocrino...
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Mi dispiace deludervi ma...
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1. La dicitura "sbalzo ormonale" in medicina non vuol dire nulla. È generico, confondente, ma uno sbalzo ormonale non esiste
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2. La stanchezza surrenalica è un'invenzione acchiappalike. Esiste l'insufficienza surrenalica, che corrisponde all'incapacità da parte del surrene di produrre fisiologicamente ormoni importantissimi (cortisolo). È una cosa molto seria e pericolosissima se non trattata.
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3. Il cortisolo può alzarsi in risposta allo stress, è vero. Ma un aumento PATOLOGICO del cortisolo che richiede intervento medico è collegato a una patologia vera e proprio che si chiama Sindrome di Cushing. È una cosa rara. E, sorpresa, non si diagnostica con il dosaggio del cortisolo semplice da prelievo.
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4. La dieta della tiroide non esiste. Non va eliminato il glutine, non vanno eliminati i latticini, non le crucifere né altro. L'unica cosa che può aiutare la tiroide è l'utilizzo regolare (e parsimonioso) del sale iodato. E vale per tutti, anche chi non ha patologia tiroidea.
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5. Statine, categoria di farmaci demonizzatissimi per i temuti effetti collaterali. Se mettiamo sulla bilancia il rischio di effetti collaterali gravi da statine e il rischio di infarto/ictus con colesterolo cattivo non ottimale...beh, inutile dirvi chi vince, l'avete capito.
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Questi sono dei flash ma...su ogni punto potremmo discuterne approfonditamente quando volete!
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Ve ne vengono in mente altri?

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