03/06/2026
PAOLA CORTELLESI: «MIO PADRE MI HA INSEGNATO CHE RIDERE È UNA COSA SERIA»
«Ho sempre saputo cosa volevo fare nella vita. Sentivo dentro di me una passione fortissima e il desiderio di trasformarla in un lavoro. Eppure, per la mia famiglia, quella scelta appariva insolita, quasi stravagante. Non provenivamo da quel mondo e tutto sembrava appartenere più alla dimensione dei sogni che a quella della realtà.
Era uno di quei sogni meravigliosi che si coltivano da ragazzi, con entusiasmo e incoscienza. I miei genitori, come ogni padre e ogni madre, avevano paura che potessi andare incontro a delusioni. Volevano proteggermi.
Ma c’è una cosa che non hanno mai fatto: non mi hanno mai impedito di provarci.
Non hanno mai lasciato che le loro preoccupazioni prevalessero sulla mia passione. Mi hanno accompagnata con discrezione, con affetto e con quel sostegno silenzioso che spesso vale più di mille parole.
Se oggi guardo al mio percorso, so che una parte importante di ciò che sono lo devo a mio padre.
La sua presenza ha illuminato la mia vita. Mi ha lasciato insegnamenti che porto con me ogni giorno e che continuano a guidarmi anche adesso.
Mi ha insegnato che ridere è una cosa seria. Può sembrare una contraddizione, ma non lo è affatto. Mi ha insegnato il valore dell’umorismo, la capacità di osservare la realtà con leggerezza senza mai essere superficiali.
Mi ha trasmesso l’autoironia, quel dono prezioso che permette di non prendersi troppo sul serio e che, nei momenti più difficili, mi ha sempre aiutata a rialzarmi.
Sono lezioni che hanno attraversato tutta la mia vita personale e professionale. Mi hanno protetta, sostenuta e, in molti casi, salvata.
A volte mi chiedo cosa mi direbbe oggi se fosse qui accanto a me.
E la risposta arriva immediata, limpida, come una voce che conosco da sempre.
Mi guarderebbe con il suo affetto infinito e direbbe semplicemente: “Bella di papà”.
E in quelle tre parole ci sarebbe tutto l’amore del mondo.»