Dott.ssa Alexandra Benincasa Psicoterapeuta

Dott.ssa Alexandra Benincasa Psicoterapeuta www.psicoterapiafamiliare.com a Roma e Grottaferrata psicologa, psicoterapeuta, familiare di coppi

08/09/2026

A volte bisogna lasciare che le cose siano, concedersi di sentirle senza cercare immediatamente una spiegazione, una causa, un significato.
Perché ci sono verità che la mente comprende molto prima che il cuore sia disposto ad accettarle.
E forse la verità più difficile non è lasciare andare ciò che ci fa male.
È lasciare andare ciò che, nonostante tutto, desideriamo ancora.
Dott.ssa Alexandra Benincasa

05/09/2026

C’è un momento in cui il dolore diventa così estremo, così insostenibile, che restano solo due possibilità: morire dentro insieme a quel dolore, oppure attraversarlo.

E, a volte, proprio ciò che sembrava la fine diventa un confine.
Il punto esatto da cui comincia un’altra vita.

Non perché il dolore scompaia. Non perché ciò che è accaduto smetta di fare male. Ma perché, da quel momento, qualcosa dentro di noi cambia.

E dal dolore che pensavamo ci avrebbe distrutti può nascere un modo nuovo di stare al mondo.
Dott.ssa Alexandra Benincasa

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03/09/2026

Stiamo insieme, ma mi sento invisibile." 💔
​Nelle mie sedute di terapia di coppia o individuale, questa è una delle frasi più dolorose e frequenti che mi capita di ascoltare.
​Sperimentare la sensazione di non essere visti dal proprio partner quando si sta male è una forma profonda di solitudine. Ma dal punto di vista sistemico-relazionale, cosa succede davvero all'interno della coppia quando si crea questo corto circuito?
​Non si tratta quasi mai di "mancanza d'amore" o di cattiveria. Spesso ci troviamo di fronte a un incastro relazionale rigido:
​1️⃣ Segnali impliciti vs. aspettative: A volte ci aspettiamo che l'altro "intuisca" il nostro dolore dai nostri silenzi o da piccoli gesti. Ma se l'altro ha una mappa emotiva diversa, quei segnali restano indecodificabili.

2️⃣ La danza del ritiro: Più ci sentiamo invisibili, più ci chiudiamo per proteggerci. L'altro, vedendoci distanti o autosufficienti, si allontana a sua volta, alimentando un circolo vizioso in cui la distanza aumenta.

3️⃣ Storie familiari a confronto: Portiamo nella coppia il modo in cui abbiamo imparato a gestire la sofferenza nelle nostre famiglie d'origine. C'è chi è abituato a mostrare la vulnerabilità e chi ha imparato che del dolore "non si parla".

​ Come si rompe questo circolo?
Nessun partner è un lettore del pensiero. Cambiare la dinamica significa passare dall'aspettativa della sintonizzazione automatica alla comunicazione esplicita della vulnerabilità.

​Invece di dire "Non ti accorgi mai di come sto", la chiave sistemica è mostrare l'impatto della relazione su di noi: "In questo momento sto attraversando un periodo difficile e quando non ne parliamo mi sento solo/a."
​La terapia di coppia non serve a cercare un "colpevole", ma a svelare la danza in cui si è incastrati per imparare, insieme, nuovi passi.

​Ti è mai capitato di sentirti invisibile all'interno di una relazione? Come hai affrontato quel momento? Se ti va, raccontamelo nei commenti.

Dott.ssa Alexandra Benincasa

30/08/2026

SETTEMBRE: TORNARE A SCUOLA SIGNIFICA ANCHE RICOMINCIARE EMOTIVAMENTE

Il ritorno a scuola non è soltanto il ritorno sui banchi.
Per bambini e ragazzi significa ritrovare compagni e insegnanti, confrontarsi con nuove richieste, nuove aspettative e, qualche volta, con vecchie paure.

C’è chi aspetta settembre con entusiasmo e curiosità.
E c’è chi lo vive con ansia, irritabilità, mal di pancia, difficoltà a dormire o con un improvviso “non voglio andare a scuola”.
Dietro questi segnali non sempre c’è un capriccio.

A volte c’è la paura di non essere all’altezza.
La difficoltà di separarsi dai genitori.
Il timore del giudizio o dell’esclusione.
Una fatica nelle relazioni con i compagni.
Un’esperienza scolastica precedente che ha lasciato un segno.

Anche per i genitori settembre può essere un mese emotivamente intenso: nuove organizzazioni, aspettative, preoccupazioni e il desiderio di vedere i propri figli stare bene.
Per questo, nelle prime settimane, può essere importante osservare prima di correggere e ascoltare prima di rassicurare.
Non sempre un bambino ha bisogno di sentirsi dire:
“Non devi avere paura”.
A volte ha bisogno di sentire:
“Vedo che per te è difficile. Proviamo a capire insieme cosa ti preoccupa.”

La scuola non è soltanto il luogo dell'apprendimento.
È uno degli spazi in cui bambini e ragazzi costruiscono autostima, relazioni, senso di appartenenza e fiducia nelle proprie capacità.

Famiglia, scuola e professionisti possono contribuire insieme a renderla un luogo nel quale sentirsi visti, accolti e sufficientemente al sicuro per poter crescere.

E forse è proprio da qui che possiamo cominciare questo nuovo anno scolastico:
non chiedendo soltanto “Come è andata a scuola?”,
ma anche:
“Come sei stato, oggi, a scuola?”

Dott.ssa Alexandra Benincasa
Psicologa – Psicoterapeuta

Uno spazio per ascoltare ciò che dentro
chiede voce.

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29/08/2026

Quante volte rinunciamo ancora prima di provare?
La paura ci porta a immaginare la caduta:
E se sbaglio?
E se non ce la faccio?
E se soffro?
E se perdo ciò che ho?
Cerchiamo certezze prima di fare un passo.
Ma alcune certezze arrivano solo dopo averlo fatto.
Crescere non significa smettere di avere paura.
Significa imparare a non lasciare che sia la paura a scegliere al posto nostro.
Perché sì, potresti cadere.
Potresti scoprire che quella strada non era quella giusta.
Ma potresti anche scoprire di saper volare.
A volte il cambiamento comincia proprio qui:
nel momento in cui smettiamo di chiederci soltanto «Cosa rischio?»
e iniziamo a domandarci:
«E se invece andasse bene?»

Dott.ssa Alexandra Benincasa

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28/08/2026
26/08/2026

“E se mi viene un attacco di panico proprio qui?”
A volte l’attacco di panico è passato da giorni, settimane o mesi.
Ma rimane una domanda:
“E se mi succede di nuovo?”
E allora inizi a controllarti.
Il battito.
Il respiro.
Una sensazione strana.
Un leggero capogiro.
E magari cominci anche a evitare:
“Meglio non prendere la metro.”
“Meglio non andare troppo lontano.”
“E se mi sento male mentre sono in fila?”
“E se non riesco ad uscire?”
Ed è proprio qui che può iniziare una trappola.
La paura della paura.
Più controlli le sensazioni del tuo corpo, più le percepisci.
Più eviti le situazioni che temi, più il tuo cervello impara:
“Se l’ho evitata, probabilmente era davvero pericolosa.”
E così, lentamente, il tuo mondo può diventare sempre più piccolo.
Il lavoro terapeutico non consiste semplicemente nel dirsi:
“Non devo avere paura.”
Consiste nell’imparare, gradualmente, che quelle sensazioni possono essere attraversate senza dover necessariamente fuggire.
Perché l’obiettivo non è avere la certezza che l’ansia non arriverà mai.
È arrivare a pensare:
“Anche se arrivasse, saprei attraversarla.”
Ti è mai capitato di rinunciare a qualcosa per paura che potesse arrivare un attacco di panico?

A volte non è l’attacco di panico a limitarci, ma la paura che possa tornare.E tu, quante volte hai rinunciato a qualcos...
25/08/2026

A volte non è l’attacco di panico a limitarci, ma la paura che possa tornare.
E tu, quante volte hai rinunciato a qualcosa per paura dell’ansia?

15/08/2026

SI PUÒ PERDONARE? SÌ. MA IL PERDONO NON BASTA A RICOSTRUIRE.
Si può perdonare una ferita, un tradimento, una delusione, un’offesa.
Ma perdonare non significa dimenticare.
Non significa minimizzare ciò che è accaduto.
E soprattutto non significa permettere che continui ad accadere.
Quando desideriamo ricostruire una relazione, il perdono ha bisogno di incontrare qualcosa dall’altra parte: la riparazione.
E la riparazione comincia da un passaggio fondamentale: comprendere davvero il dolore che si è generato nell’altro.
Riconoscere la ferita che si è aperta.
Accogliere il dolore senza giustificarsi, senza minimizzarlo, senza spostare immediatamente la responsabilità.
Ma comprendere non è ancora sufficiente.
Dopo il riconoscimento deve arrivare l’impegno al cambiamento: la disponibilità a correggere ciò che ha ferito e a non ripetere gli stessi comportamenti.
È qui che le parole devono trasformarsi in gesti.
Perché dire “mi dispiace” può essere importante, ma la vera riparazione si vede nel tempo: nella cura, nell’attenzione, nella coerenza e nella capacità di proteggere quella ferita invece di riaprirla.
Possiamo perdonare anche quando l’altro non cambia, perché il perdono può essere un percorso personale.
Ma per ricostruire una relazione bisogna essere in due.
Uno può scegliere di perdonare.
L’altro deve scegliere di prendersi cura di ciò che ha ferito.
Ed è proprio lì, quando perdono e riparazione si incontrano, che la fiducia può lentamente ricominciare a crescere.

Dott.ssa Alexandra Benincasa

10/08/2026

Le persone ti danno ciò che sono. Quello che meriti, devi imparare a dartelo da solo.

Spesso aspettiamo dagli altri ciò di cui abbiamo più bisogno: attenzione, comprensione, rispetto, conferme, amore.
E quando non arriva, possiamo iniziare a domandarci cosa ci sia di sbagliato in noi o perché non siamo abbastanza importanti da riceverlo.

Ma ciò che una persona riesce a darci parla anche delle sue capacità, dei suoi limiti, della sua storia e del suo modo di amare. Non sempre è una misura del nostro valore.

Ed è qui che diventa importante imparare a spostare lo sguardo dall'altro a noi stessi.
Darsi ciò che si merita significa imparare a riconoscere i propri bisogni, rispettare i propri confini, non accontentarsi continuamente delle briciole pur di non perdere qualcuno.

Significa anche riuscire a dire:
“Posso desiderare che tu mi ami, ma non posso affidare a te il compito di stabilire quanto valgo.”
Amarsi non significa non aver bisogno degli altri.
Significa non abbandonare se stessi nel tentativo di essere scelti da qualcuno.

A volte la forma più importante di amore verso di sé è proprio questa: smettere di aspettare che qualcun altro ci dia il permesso di sentirci degni.

Dott.ssa Alexandra Benincasa
Psicologa Psicoterapeuta – EMDR
Grottaferrata

Indirizzo

Vile San Nilo 38
Grottaferrata
00046

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 20:00
Martedì 14:15 - 20:45
Mercoledì 09:30 - 20:00
Giovedì 09:30 - 20:00
Venerdì 14:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 13:00

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