04/06/2026
E' vero che tutti gli studi clinici sono uguali?
📰 Quando leggiamo sui giornali che “uno studio ha dimostrato che mangiare X riduce il rischio di tumore Y”, siamo portati a crederci subito, e magari a cambiare le nostre abitudini. Ma attenzione: non tutti gli studi clinici sono uguali, e le conclusioni che possiamo trarne dipendono molto da come sono stati condotti.
📂 Esistono due grandi famiglie di studi:
🧪 Studi sperimentali (o trial clinici): i ricercatori intervengono attivamente su una variabile, ad esempio il dosaggio di un farmaco, per valutarne gli effetti. Il più affidabile è lo studio controllato randomizzato (randomized controlled trial - RCT), in cui i partecipanti dello studio vengono assegnati casualmente al gruppo che riceve il trattamento sperimentale o al gruppo di controllo, in modo che i fattori prognostici – sia noti sia sconosciuti – siano distribuiti in modo equo nei due gruppi, rendendo l’unica differenza reale tra i due gruppi proprio l’intervento in studio. In questo modo, se lo studio è ben condotto, è possibile determinare gli effetti del trattamento rispetto al gruppo di controllo, mantenendo costanti tutte le altre variabili.
In più, un RCT può essere “cieco”: ai partecipanti, ai medici, ai valutatori viene impedito di sapere quale trattamento è stato somministrato e a quale partecipante, eliminando così ulteriori possibili distorsioni nei risultati. L’RCT è considerato il gold standard della ricerca scientifica.
👁️ Studi osservazionali: i ricercatori non intervengono, ma si limitano a osservare il naturale andamento dei fenomeni. Possono essere descrittivi (es. l’identificazione degli effetti collaterali di un trattamento o la descrizione di una nuova patologia) o analitici, in cui i ricercatori effettuano delle analisi statistiche sulle loro osservazioni, spesso in presenza di un gruppo di controllo (es. studi di coorte, caso-controllo, trasversali). Il limite principale? Non permettono di stabilire relazioni di causa-effetto certe tra le variabili oggetto di studio.
⚠️ Confondere queste tipologie di studi, o non conoscerle, è una delle principali fonti di disinformazione in ambito medico-scientifico.
Per approfondire leggi la risposta di Dottore, ma è vero che? della FNOMCeO - Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.
Cosa sono gli studi clinici e come si classificano? Perché in certi casi se ne preferiscono alcuni piuttosto che altri?