Dott. ssa Anna Elisabetta Calenzo

Dott. ssa Anna Elisabetta Calenzo - consulenza e sostegno psicologico
- supporto psico- socio - riabilitativo
- psicoterapia sistemico

Da oggi è possibile presentare le domande di adesioni.
25/07/2022

Da oggi è possibile presentare le domande di adesioni.

01/10/2021
09/09/2020

Tecnica della scuola

ATTUALITÀ
L’accoglienza alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia
Carla Virzì

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07/09/2020

In questo settembre 2020 l’accoglienza alla scuola primaria e dell’infanzia, già momento topico e particolarmente delicato per l’impatto emotivo che ricade sui piccoli alunni, diventa ancora più centrale. La gestione del protocollo di sicurezza e quindi la questione del distanziamento, delle mascherine, degli ingressi scaglionati sono tutti elementi che potenzialmente potrebbero aggravare le ansie già nutrite dei bambini. Unica soluzione: gestire tutto al meglio; conoscere le regole e applicarle con determinazione ma anche saggezza e buon senso.

La scuola dell’infanzia

Nella scuola dell’infanzia alcuni genitori ci segnalano l’importanza che la presenza degli accompagnatori sia ridotta all’essenziale, certo, a un solo genitore, ma magari dando a lui o a lei il tempo necessario per rassicurare il figlio, quindi con ingressi scaglionati, ma anche adeguatamente distanziati nel tempo. Nella scuola dell’infanzia è opportuno che i bambini stiano con la mamma o col papà a lungo e per più giorni. L’esigenza di non creare assembramenti farebbe sì che solo pochissimi alunni in contemporanea potrebbero varcare la soglia della classe rendendo il periodo dell’accoglienza molto lungo? Va benissimo così, il tempo è uno strumento pedagogico-didattico che quest’anno conta più che mai. L’anno scolastico inizierà ed entrerà a regime più lentamente ma è normale (e corretto) che sia così. In altre parole la normale fascia di ingresso 7:30-9:00 potrebbe anche essere adattata alle nuove esigenze ed eventualmente estesa.

Spazi aperti

Il piano scuola rende esplicito un suggerimento sull’accoglienza alla scuola dell’infanzia: si prediligano gli spazi aperti. I bambini hanno bisogno di muoversi,esplorare, toccare, condividere esperienze. Dunque non si può evitare che entrino in contatto con altri bambini, naturalmente, ma questi bambini facciano parte di gruppi fissi che si relazionino, per quanto possibile e finché il clima lo permetterà, all’aperto.

E per i bambini iscritti per la prima volta, si prevedano momenti dedicati di ascolto e ambientamento, che preparino gli alunni a vivere con serenità e gioiosità anche le routine sanitarie, dal lavaggio frequente delle mani alla protezione delle vie respiratorie

I LEAD

E veniamo allo spauracchio della DaD. I documenti ministeriali ci esortano a presentarla nel modo giusto e con predisposizione alla positività. La DaD sia un aiuto, non un impedimento o, peggio, una condanna. Non a caso nella scuola dell’infanzia la DaD è definita LEAD, Legami Educativi A Distanza. L’aspetto educativo a quest’età si innesta sul legame affettivo ed emozionale, viene spiegato sugli orientamenti pedagogici ministeriali. In altre parole, bisogna mantenere il contatto emotivo, bisogna fare capire agli alunni che i compagni ci sono e gli insegnanti ci sono, davanti allo schermo del pc è ancora possibile guardarli in faccia e sentire la loro voce.

La scuola primaria

Quanto alla scuola primaria, oltre a queste identiche problematiche di gestione dell’accoglienza dei neofiti, si presti particolare attenzione a chi abbia iniziato il suo percorso scolastico l’anno scorso, in pieno Covid, concludendo l’esperienza scolastica senza neanche un saluto, senza una foto di classe, senza un abbraccio. Con questi alunni, si riallacci il discorso lasciato a metà, in termini emotivi prima di tutto, si parli di quanto accaduto, ci si confronti apertamente, si dia ascolto ai sentimenti, alle paure, alle ansie, anche in funzione di predisporre i bambini a una nuova emergenza e a una nuova possibile Didattica a Distanza.

Il verbo chiave: verbalizzare. Verbalizzare sentimenti, pensieri, preoccupazioni circa quanto accaduto e quanto accade è un principio pedagogico cui quest’anno prestare particolare attenzione

Essere tenuto tra le braccia con amore è il più grande stimolo allo sviluppo: nelle braccia della madre o del padre, dov...
14/08/2020

Essere tenuto tra le braccia con amore è il più grande stimolo allo sviluppo: nelle braccia della madre o del padre, dove c’è calore si è al sicuro, i muscoli si rilassano ed il respiro si fa più profondo, nello stesso modo accarezzare dolcemente e cullare lievemente scioglie le tensioni. La frequenza cardiaca del bambino si sincronizza con quella della mamma: se lei è rilassata e in armonia, lo sarà anche il bambino. Il sistema nervoso autonomo della madre comunica con il sistema nervoso del bambino, calmandolo attraverso il tatto.
(Sue Gerhardt, psicologa)

Quindi se vi dicono di non prenderlo troppo in braccio altrimenti prende il vizio, non ascoltateli. Se pensate che il bambino abbia bisogno di un vostro abbraccio, fatelo. Se pensate di doverlo prendere in braccio, fatelo. Voi siete le mamme e solo voi potete sapere di cosa abbia veramente bisogno.

Genitorialità ad alto contatto!!!

Mia madre aveva un sacco di problemi. Non dormiva, si sentiva esausta, era irritabile, scontrosa, acida e sempre malata,...
06/08/2020

Mia madre aveva un sacco di problemi. Non dormiva, si sentiva esausta, era irritabile, scontrosa, acida e sempre malata, finché un giorno, all'improvviso, cambiò.

La situazione intorno a lei rimase invariata, ma lei cambiò.

Un giorno, mio padre le disse:
- tesoro, sono tre mesi che cerco lavoro e non ho trovato niente, vado a bere qualche birra con gli amici.
Mia madre gli rispose:
- va bene.

Mio fratello le disse:
- mamma, vado male in tutte le materie dell'università...
Mia madre gli rispose:
- ok, ti riprenderai, e se non lo fai, allora ripeterai il semestre, ma tu pagherai le tasse.

Mia sorella le disse:
- mamma, ho urtato la macchina.
Mia madre le rispose:
- va bene, portala in officina, cerca come pagare e mentre la riparano, ti muoverai in autobus o in metropolitana.

Sua nuora le disse:
- suocera, verrò a stare qualche mese con voi.
Mia madre le rispose:
- va bene, siediti sul divano e cerca delle coperte nell'armadio.

Ci siamo riuniti tutti a casa di mia madre, preoccupati di vedere queste reazioni. Sospettavamo che fosse andata dal dottore e che le avesse prescritto delle pillole di " me ne frega un c***o" da 1000 mg... Probabilmente rischiava di andare in overdose.

Abbiamo deciso di aiutare mia madre per allontanarla da ogni possibile dipendenza da qualche farmaco anti-Ira.
Ma la sorpresa fu quando ci riunimmo tutti intorno e mia madre ci spiegò:

" mi ci è voluto molto tempo per capire che ognuno è responsabile della sua vita, mi ci sono voluti anni per scoprire che la mia angoscia, la mia mortificazione, la mia depressione, il mio coraggio, la mia insonnia e il mio stress, non risolvevano i suoi problemi.
Io non sono responsabile delle azioni altrui, ma sono responsabile delle reazioni che ho espresso.
Sono quindi giunta alla conclusione che il mio dovere per me stessa è mantenere la calma e lasciare che ognuno risolva ciò che gli spetta.
Ho seguito corsi di yoga, di meditazione, di miracoli, di sviluppo umano, di igiene mentale, di vibrazione e di programmazione neurolinguistica, e in tutti loro, ho trovato un comune denominatore: alla fine tutti conducono allo stesso punto.
E io posso solo avere un'interferenza su me stessa, voi avete tutte le risorse necessarie per risolvere le vostre vite. Io posso darvi il mio consiglio solo se me lo chiedete e voi potete seguirlo o no.
Quindi, da oggi in poi, io smetto di essere: il ricettacolo delle sue responsabilità, il sacco delle sue colpe, la lavandaia dei suoi rimpianti, l'avvocato dei suoi errori, il muro dei suoi lamenti, la depositaria dei suoi doveri, chi Risolve i vostri problemi o il vostro cerchio di ricambio per soddisfare le vostre responsabilità.
D'ora in poi vi dichiaro tutti adulti indipendenti e autosufficienti.”

Da quel giorno la famiglia ha iniziato a funzionare meglio, perché tutti in casa sanno esattamente cosa spetta a loro fare.

Autore:
Una donna felice!!!

12/05/2020

David Lazzari (CNOP): «Chiedere subito aiuto»

10/05/2020

Tu non sei più vicina a Dio di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende benedette le mani. Nascono chiare in te dal manto, luminoso contorno: io sono la rugiada, il giorno, ma tu, tu sei la pianta”.
Inizia con la poesia “Le mani della madre” di Rainer Rilke l’ultimo volume scritto dello psicoanalista Recalcati. L’ultima fatica letteraria di Massimo Recalcati è dedicata a desiderio, fantasmi ed eredità del materno. Dopo le numerose analisi che la letteratura ha dedicato all’importanza del volto, del seno materno, del linguaggio materno e del nome… questa volta il focus è sulle mani della madre. Dopo aver scritto sulla figura paterna e sull’essere figli, Massimo Recalcati ha precisato di avere volutamente atteso un tempo prima di scrivere della figura materna. Il libro – ha precisato lo psicoanalista devoto a Lacan- nasce dall’attività di 30 anni di esercizio clinico.
Quale spazio si crea nelle mani della madre? E quali segreti e simbologie nascondono le mani della madre? Massimo Recalcati non ha esitazioni nel rispondere: “ le mani della madre sono la prima forma di linguaggio, sono il primo sostegno della vita, i rami , la pianta che sostiene la vulnerabilità e fragilità della rugiada, che rappresenta la vita. Le mani della madre impediscono che la vita precipiti nel vuoto, nel non senso. Le mani sono già una forma primaria di linguaggio. Nel volume la punteggiatura descrive alcuni fantasmi patologici che minacciano una maternità sana (madri narcisiste, chioccia, le madri vampiro o madri coccodrillo…) un’insidiada non sottovalutare è quello che porta allo sbilanciamento tra presenza ed assenza della madre. Un eccesso di presenza, come un eccesso di assenza –sostiene lo psicoanalista- generano uno squilibrio. Lo spazio materno è un’ospitalità senza proprietà…. La madre ha il compito di offrire la cura, non di rappresentare una tutela che non lasci respirare ossigeno. La maternità non è un fatto biologico, ogni madre diviene tale nel momento in cui pronuncia un si….ed esprime un desiderio, offrendosi. L’equilibrio che mantiene il concetto di madre “sufficientemente buona” non puo’ esaurirsi solo nell’immagine di una maternità che non “vede” altro che il figlio. Il desiderio di una madre non può mai esaurire quello della donna.

Auguri mamme!

Auguri mamma!

Auguri a me! Grazie Nicole! 😘😘😘

Emergenza coronavirus, i servizi di aiuto psicologico Le emozioni sono importanti e non vanno mai sottovalutate. Dobbiam...
30/03/2020

Emergenza coronavirus, i servizi di aiuto psicologico

Le emozioni sono importanti e non vanno mai sottovalutate. Dobbiamo prendercene cura come si fa con il corpo. La morte improvvisa di un proprio caro, il periodo prolungato di isolamento dalla vita sociale, di lontananza dalla sede di lavoro, di convivenza con la famiglia sono momenti per sè possono mettere a dura prova la nostra positività e la nostra pazienza. Se state vivendo un momento di ansia, stress o smarrimento potete chiedere aiuto a uno psicologo.

ECCO COSA FARE:
CHIAMA per un teleconsulto gratuito;
PROCEDI con il servizio di ascolto e consulenza tramite Skype e/o wazzup.

Per info: 3384318612

Quando poi ci sarà dinuovo la possibilità di abbracciarci e stringerci la mano, potremo continuare la terapia presso uno dei seguenti studi:
Via ROSOLINA, 51 VILLA ADRIANA 00019 RM
VIA PANTANO, 8 GUIDONIA 00012 RM

Grazie anche all' ISS ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ è stata effettuata una formazione specifica sull'argomento.

06/03/2020

UN VADEMECUM ANTI-ANSIA DEGLI PSICOLOGI NELLE FARMACIE ITALIANE Epidemia COVID-19. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha approntato un pieghevole di aiuto e orientamento psicologico per cittadini che viene messo a disposizione anche dei Farmacisti, potendo raggiungere tramite le Fa...

Indirizzo

Centro Diagnostico Guidonia Via Pantano, 8 Guidonia 00012 RM, , Studio Medico Via Rosolina, 51 00019 RM
Guidonia Montecilio
VILLAADRIANA

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