17/08/2026
In questi giorni sto vivendo senza molti programmi.
Viaggio in van, soste in luoghi tranquilli, tanto verde, pochi orari e quella meravigliosa possibilità di decidere strada facendo.
E sto leggendo moltissimo.
Leggere per me è sempre stato un modo per uscire dal tempo e dallo spazio. Posso essere ferma nello stesso punto e, contemporaneamente, andare lontanissimo.
Mi nutre. Mi incuriosisce. Mi fa nascere collegamenti, domande, idee.
Ma in questi giorni sto osservando anche qualcos’altro.
Quando vengono meno gli orari, le corse e una parte delle abitudini quotidiane, diventa più facile accorgersi di ciò che normalmente copriamo con il rumore.
Il corpo cambia ritmo.
E tornano ad essere percepibili cose semplicissime: quando ho davvero fame, quando sono stanca, quando desidero muovermi, quando invece voglio fermarmi. Cosa mi dà energia. Cosa me la toglie.
Forse è anche per questo che per me questi giorni non sono soltanto una pausa dal lavoro.
Sono uno spazio in cui riempire il fiume.
Di esperienze, natura, tempo con le persone che amo, libri, silenzi, curiosità.
Perché sto comprendendo sempre di più che ascoltarsi non significa necessariamente cercare continuamente qualcosa dentro di noi.
A volte significa fare un po’ meno rumore.
E lasciare che ciò che c’è possa finalmente farsi sentire.🌿
E tu, cosa riesci a sentire di te quando per qualche giorno smetti di vivere guardando l’orologio?