20/08/2026
Ieri notte abbiamo dormito malissimo.
Siamo arrivati al Lago Trasimeno con il camper e la sera ci siamo ritrovati circondati dai chironomidi.
Non pungono, non sono pericolosi. Ma dormire con il camper pieno di insetti non è stato affatto piacevole.
Oggi, raccontandolo a una campeggiatrice, mi sono sentita rispondere:
“È la natura.”
Quella frase mi ha mandato un po’ in crisi.
Perché io la natura la amo. È parte della mia vita, del mio lavoro e del modo in cui guardo l’essere umano.
Allora perché ieri avrei voluto quei piccoli esseri il più lontano possibile da me?
Ho fatto ciò che faccio spesso anche nel mio lavoro:
sono andata oltre ciò che vedevo.
Ho parlato con persone del posto e mi sono informata.
I chironomidi fanno parte dell’ecosistema del Trasimeno. Ma temperature elevate, scarsità di piogge e livello molto basso del lago stanno modificando le condizioni e il delicato equilibrio di questo ambiente.
Ed è qui che la mia dissonanza ha iniziato ad avere senso.
Io credo in una natura nella quale esseri umani, animali, piante e ambiente possano coesistere.
Non senza inconvenienti.
Non in un equilibrio perfetto e immobile.
Ma in una relazione.
Per me accettare la natura non significa accettare passivamente tutto ciò che accade. Significa anche chiedersi cosa sta succedendo quando quell’equilibrio cambia.
E inevitabilmente ho pensato al mio lavoro.
Davanti a un disagio possiamo fermarci a ciò che vediamo e cercare di eliminarlo.
Oppure possiamo chiederci:
“Cosa sta succedendo dietro a ciò che vedo?”
Un ecosistema e un corpo sono realtà molto diverse.
Ma è lo sguardo che per me non cambia.
Non combattere.
Non idealizzare.
Osservare abbastanza da provare a comprendere.
È ciò che cerco di fare con la natura.
Ed è ciò che insegno a fare con il corpo. 🌿
E tu, davanti a un disagio, cerchi prima di eliminarlo o di capire cosa c’è dietro?