Chiara Santi - Studio di Psicologia e Psicoterapia

Chiara Santi - Studio di Psicologia e Psicoterapia Una pagina per riflettere su Psicologia e Società, condividere video, articoli, foto e tutto ciò c

Lo studio, in Via Camillo Zampieri n. 14, è situato nel centro storico di Imola, a pochi passi dal Duomo e dal Teatro. Per appuntamenti, telefonare al numero 349 6339109 o scrivere a [email protected]. La mail è da utilizzarsi esclusivamente per appuntamenti; non verrà fornita consulenza online.

Forse il vero rischio dell’IA non è che ci sostituisca sul lavoro, ma che smettiamo lentamente di esercitare alcune capa...
06/07/2026

Forse il vero rischio dell’IA non è che ci sostituisca sul lavoro, ma che smettiamo lentamente di esercitare alcune capacità cognitive fondamentali.

La ricerca sta iniziando a mostrare un fenomeno interessante: i lavoratori junior rischiano di non costruire davvero esperienza, mentre i senior rischiano di perdere gradualmente profondità di analisi e autonomia mentale.

Nel breve termine aumenta la produttività. Nel lungo termine, però, il prezzo potrebbe essere più invisibile e psicologico di quanto immaginiamo.

Nel nuovo articolo parlo di:
• cognitive offloading
• erosione delle competenze
• technostress
• AI anxiety
• differenze tra junior e senior

Perché la vera domanda forse non è: “L’IA ci ruberà il lavoro?” ma: “Come cambierà il nostro modo di pensare?”

L'IA sta influenzando anche le competenze dei lavoratori junior e senior, ma in modo differente. Scopri come nell'articolo

Sapevi che la sola presenza del telefono sul tavolo —-anche spento, anche a schermo verso il basso - riduce le tue perfo...
22/06/2026

Sapevi che la sola presenza del telefono sul tavolo —-anche spento, anche a schermo verso il basso - riduce le tue performance cognitive?
Non devi nemmeno usarlo. Basta che ci sia.

Nel nuovo articolo esploro cosa lascia nel tempo l'ambiente digitale iperconnesso: dal pensiero superficiale al drenaggio cognitivo silenzioso, fino a un effetto sulla creatività che quasi nessuno considera.

E nella seconda parte, le strategie concrete per invertire la rotta.

Stiamo perdendo sempre più la capacità di focalizzare l'attenzione, ma esistono tecniche per recuperarla. Scoprile in questo articolo!

Apri il telefono per controllare un messaggio.Poi arriva una notifica.Poi un video.Poi “solo due minuti” su Instagram.Qu...
08/06/2026

Apri il telefono per controllare un messaggio.
Poi arriva una notifica.
Poi un video.
Poi “solo due minuti” su Instagram.
Quando rialzi lo sguardo, è passato molto più tempo di quanto pensassi.

Non è solo un problema di disciplina. Oggi viviamo immersi in ambienti digitali progettati per catturare continuamente la nostra attenzione, sfruttando meccanismi neurologici profondi e limiti naturali del cervello umano.

Nel nuovo articolo parlo di:
• multitasking e task switching;
• costo cognitivo delle interruzioni;
• notifiche e attenzione frammentata;
• dopamina e ricompense variabili;
• perché piattaforme e social riescono a tenerci incollati allo schermo molto più di quanto vorremmo.

Non è un articolo contro la tecnologia, ma un tentativo di capire cosa sta succedendo alla nostra mente in un mondo che compete costantemente per la nostra attenzione.

Il mondo moderno e le piattaforme social sono tali da farci perdere l'attenzione e distrarci in continuazione. Ma perché succede?

Il tuo cervello sta facendo di tutto per lavorare il meno possibile.Non è un difetto. È il progetto più raffinato dell'e...
25/05/2026

Il tuo cervello sta facendo di tutto per lavorare il meno possibile.

Non è un difetto. È il progetto più raffinato dell'evoluzione: automatizzare tutto ciò che può essere automatizzato, riservare le risorse costose solo a ciò che è davvero nuovo. Un sistema brillante. Fino a quando incontra strumenti che fanno il lavoro cognitivo al posto tuo.

La calcolatrice ha ridotto il calcolo mentale. Il GPS ha ridimensionato l'orientamento spaziale. Google ha indebolito la memoria semantica. Ogni volta, il cervello ha risposto riducendo i circuiti che non servivano più.

Poi è arrivata l'IA generativa. Che non sostituisce una funzione cognitiva, ma potenzialmente quasi tutte, in parallelo.

Nel nuovo articolo su Mente Innovativa esploro il meccanismo che permette le scorciatoie mentali, cosa succede neurologicamente quando deleghiamo, perché l'IA è diversa da tutto ciò che l'ha preceduta e soprattutto come usarla senza pagare il prezzo di un'atrofia cognitiva silenziosa.

Leggilo ora!

Il cervello usa scorciatoie mentali e questo spesso è utile. A volte, però, può creare problemi, che l'IA può peggiorare

Hai mai faticato a ricevere un feedback su qualcosa a cui avevi lavorato a lungo?Hai mai continuato a investire tempo su...
11/05/2026

Hai mai faticato a ricevere un feedback su qualcosa a cui avevi lavorato a lungo?
Hai mai continuato a investire tempo su un progetto che, in fondo, sapevi non stesse funzionando?

Non è testardaggine. È psicologia. 🧠

Si chiama Effetto IKEA — e distorce silenziosamente il modo in cui valutiamo tutto ciò che creiamo: un prodotto, una strategia, un'idea.
Più ci lavoriamo, più lo sopravvalutiamo. Anche quando il mercato, i colleghi o i dati ci dicono altro.

In psicologia, lo chiamano "labor leads to love" — e la ricerca di Norton, Mochon e Ariely (Harvard, Duke) lo ha misurato con esperimenti sorprendenti.

Nel nuovo articolo trovi:
→ la scienza dietro il bias
→ il legame con l'endowment effect di Kahneman
→ cosa significa per founder, team e innovatori
→ come riconoscerlo (e come usarlo a tuo vantaggio)

Perché riconoscere il bias è già metà del lavoro.

🔗 https://menteinnovativa.com/leffetto-ikea-perche-ci-attacchiamo-a-cio-che-realizziamo/

C'è un bias cognitivo (effetto IKEA) per cui tendiamo a dare più valore a ciò che costruiamo noi. Questo può creare però alcuni problemi

Hai mai passato 20 minuti a scegliere cosa guardare su Netflix — e poi spento tutto?Non è pigrizia. È un meccanismo psic...
20/04/2026

Hai mai passato 20 minuti a scegliere cosa guardare su Netflix — e poi spento tutto?
Non è pigrizia. È un meccanismo psicologico preciso, studiato dalla ricerca: più opzioni hai, più è probabile che tu non scelga nulla. O che, se scegli, ti senta comunque insoddisfatto.

Si chiama paradosso della scelta. E nell'era dell'intelligenza artificiale — dove le opzioni si moltiplicano all'infinito — è diventato più attuale che mai.

Nel mio nuovo articolo trovi:
→ L'esperimento che ha cambiato il modo in cui pensiamo alla libertà di scelta
→ Perché chi vuole sempre il meglio finisce per stare peggio
→ Le strategie validate dalla ricerca per uscire dalla paralisi

Leggi tutto 👇

Viviamo un'epoca che permette infinite opzioni di scelta. Questo, a volte, ci paralizza. È il paradosso della scelta. Come uscirne?

05/04/2026
L’IA ci fa risparmiare tempo.Ma cosa succede quando ci fa risparmiare anche fatica mentale?Le neuroscienze stanno inizia...
23/03/2026

L’IA ci fa risparmiare tempo.
Ma cosa succede quando ci fa risparmiare anche fatica mentale?

Le neuroscienze stanno iniziando a osservare un fenomeno interessante: più deleghiamo il pensiero, meno esercitiamo memoria, senso critico e capacità di problem solving.

Non è una crociata contro la tecnologia.
È una domanda più sottile: la stiamo usando per potenziare la mente… o per sostituirla?

Nel nuovo articolo di Menteinnovativa parlo di “debito cognitivo”, memoria, creatività e di uno studio che fa riflettere sugli effetti dell'IA sulle nostre competenze mentali.
Se usi l’IA ogni giorno, potrebbe interessarti.
👉

Le ricerche stanno iniziando ad indagare gli effetti negativi dell'uso massiccio dell'IA sulle nostre competenze mentali. Vedi i risultati!

Nella vita quotidiana notiamo subito quando abbiamo a che fare con persone organizzate o disorganizzate.C’è chi pianific...
09/03/2026

Nella vita quotidiana notiamo subito quando abbiamo a che fare con persone organizzate o disorganizzate.
C’è chi pianifica, rispetta le scadenze, tiene tutto sotto controllo.
E c’è chi procede per intuizioni, immersione, improvvisazione.

Di solito la trattiamo come una differenza di stile.
Ma la psicologia racconta una storia più interessante.

L’organizzazione non è solo una questione di agenda o forza di volontà: è legata a tratti di personalità, al funzionamento cognitivo, alla gestione dello stress e persino al benessere nel lungo periodo.
E la disorganizzazione, a sua volta, non è solo caos: in certi contesti può diventare flessibilità, visione d’insieme, capacità di adattamento.

Nel nuovo articolo, provo ad andare oltre gli stereotipi e a rispondere ad una domanda scomoda: chi funziona davvero meglio?

📖 Leggi l’articolo completo: https://menteinnovativa.com/la-differenza-fra-persone-organizzate-e-disorganizzate-chi-e-meglio/

C'è una differenza di personalità fra chi è organizzato e chi non lo è? Se sì, chi è meglio? Scopri pro e contro dell'organizzazione

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