Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo

Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo, Psicologo, Imperia.

Psicologa Clinica, Psicologa Forense, Psicologa Investigativa, Psicosomatologa, Criminologa, Criminal Profiler, Psicologa specializzata in Analisi Comportamentale, Psicopatologia, Psicodiagnostica Forense, e nella Clinica Psicoanalitica dei Nuovi Sintomi

06/09/2026

La cattiveria raramente si mostra come il male evidente. Molto più spesso si nasconde dietro la maschera del 'mi difendo solo', 'è successo così', 'la vita mi ha obbligato'.

Una persona cattiva può sembrare educata, affascinante, anche di successo - e allo stesso tempo ferire e minare gli altri in silenzio, senza confronto diretto, che sia al lavoro, in famiglia o in coppia.

Ma la cattiveria ha una caratteristica fondamentale: non resta mai senza conseguenze. Non sempre il conto arriva subito, e spesso non è nemmeno così visibile.

Ecco alcune cose importanti da sapere sulle persone cattive che incontri nella vita:

Perché sembra che la cattiveria 'la faccia franca'

A volte, almeno all'inizio, chi si comporta male sembra trarne vantaggio. Ottiene benefici, evita le responsabilità, scarica la colpa, si approfitta della fiducia degli altri. Da fuori sembra tutto perfetto: niente conseguenze, nessuna perdita, nessun rimorso.

Ma è solo un'illusione. Il vero conto per la cattiveria raramente si presenta come un clamoroso fallimento. Più spesso, arriva da dentro, piano piano.

Prime forme del conto - perdere la fiducia degli altri

Con il tempo, chi agisce con cattiveria perde i legami veri. Le persone possono ancora parlare o sorridere con lui, lavorare insieme - ma la fiducia profonda non c'è più. Si avverte: qualcosa non torna, manca sicurezza.

Anche se non viene mai scoperto, la gente attorno inizia a prendere le distanze. E senza fiducia non può nascere né amore vero, né amicizie solide, né rapporti sinceri.

Il secondo prezzo da pagare è la solitudine, anche circondati da persone

La cattiveria non distrugge solo le relazioni, ma anche la capacità di contatto autentico. Chi è abituato a manipolare o usare gli altri, col tempo smette di essere sincero persino con sé stesso.

Magari è sempre in mezzo agli altri, ma dentro prova solo vuoto. Può essere in coppia senza sentire calore, o avere successo senza goderselo. Questa solitudine non si vede sempre da fuori, ma dentro si sente tantissimo.

Un altro effetto - ripetere lo stesso schema

La cattiveria ritorna sempre. Chi tradisce, viene tradito. Chi manipola, finisce a vivere in continua attesa che gli altri facciano lo stesso con lui. Chi sminuisce, perde piano piano il senso del proprio valore.

Non perché il mondo si vendica, ma perché ciò che scegliamo dentro modella la realtà. Attiriamo quello che diamo.

L'ultima conseguenza - il conflitto interiore

Anche se una persona cerca di giustificare i propri gesti, dentro rimane sempre qualcosa. La cattiveria chiede sempre nuove scuse, difese, fa vivere in tensione. Bisogna ricordarsi cosa si è detto, a chi, dove si è mentito.

E questo crea un conflitto dentro che non si placa mai. Più cattiveria, meno pace interiore.

Perché il conto è solo questione di tempo

A volte ci mette anni ad arrivare. Altre volte arriva sotto forma di perdite che si ripetono, oppure come la sensazione che la vita non fili dritta nonostante tutti i tentativi.

Ma arriva sempre, perché la cattiveria distrugge proprio la base della stabilità - la capacità di costruire legami sinceri, fiducia e forza dentro di sé.

Cosa è importante ricordare

Questa idea non serve a gioire delle difficoltà degli altri o aspettare che paghino per ciò che hanno fatto. Serve a liberare te stesso.

Se sei mai stato svalutato, tradito o usato - non hai niente da dimostrare e non devi punire nessuno. La cattiveria ha già messo in moto il suo meccanismo.

Il tuo compito è proteggere te stesso, i tuoi confini e la tua capacità di restare una persona onesta. Perché alla lunga, questa è la scelta più forte - in psicologia, nelle relazioni e in ogni ambito della vita.

Quando un bambino viene ucciso, l’opinione pubblica rimane inevitabilmente scossa. Se pero’ ad ucciderlo sono stati altr...
31/08/2026

Quando un bambino viene ucciso, l’opinione pubblica rimane inevitabilmente scossa. Se pero’ ad ucciderlo sono stati altri due bambini, allora una riflessione adulta etica e deontologica diventa obbligatoria. Il comportamento dei piccoli non puo’ essere mai disgiunto dall’ambiente familiare, scolastico ed istituzionale che li circonda. I bambini violenti, infatti, non nascono dal nulla. Vi presento la storia straziante del piccolo James Bulger. Buona lettura

https://www.facebook.com/share/p/1LtTbJF5dm/?mibextid=wwXIfr
25/08/2026

https://www.facebook.com/share/p/1LtTbJF5dm/?mibextid=wwXIfr

Fa sorridere come ignorino il tuo dolore, ma tornino a vederci perfettamente quando ricominci a fiorire.

Quando stavi crollando a pezzi, il narcisista non notava le tue lacrime. Ignorava la tua stanchezza, derideva la tua sensibilità e ti definiva "drammatica,,esagerata,pesante" perché avevi bisogno di attenzioni. Ma nel momento in cui smetti di rincorrerlo, nel momento in cui ricominci a sorridere, vede tutto. All'improvviso guarda le tue storie, chiede ai vostri amici comuni di te, facendo finta di "volere solo una chiusura". No, non vuole una chiusura. Vuole accesso.

Perché la tua guarigione mette in luce ciò che il suo ego non riesce a sopportare: che non hai più bisogno di lui. I narcisisti non bramano amore; bramano controllo. Quando soffrivi, si sentivano potenti. La tua confusione era il loro conforto. Ma quando sei andata avanti, hai infranto l'illusione che fossero indimenticabili. Ed è quell'unica verità che il loro ego non può sopravvivere.

Così si nascondono. Spiano. Ricompaiono con messaggi del tipo "volevo solo sapere come stavi" che sembrano innocui ma in realtà sono tentativi di ricevere attenzioni. Vogliono vedere se gli darai ancora l'attenzione che hanno perso. Non cascarci. Lasciali guardare. Lasciali chiedersi. Lascia che si rendano conto che il silenzio che usavano come punizione è diventato il tuo santuario.

Ti hanno insegnato il caos. Tu hai insegnato a te stessa la pace. È questo che li terrorizza. Perché quando smetti di reagire, smettono di esistere nel tuo mondo, e niente ferisce l'ego di un narcisista più dell'irrilevanza.

🪞 Hai mai notato come alcuni tornano solo quando ricominci a brillare di nuovo? ✍️ Narcisismo Smascherato 🎭

25/08/2026

I ragazzi della Residenza di Casteggio hanno trascorso una giornata al Parco Natura Viva di Bussolengo (VR), tra leoni, giraffe, rinoceronti, tigri, lupi e scimpanzé.
Un’esperienza dedicata alla scoperta della biodiversità e alla tutela degli ecosistemi, ma anche un’occasione per stare insieme, condividere e sperimentarsi in un contesto diverso da quello della quotidianità in residenza.

Alla Residenza NPI2 di RFL Limbiate, invece, la creatività è stata al centro di un percorso ispirato alla serie Strappare lungo i bordi.
Attraverso scrittura, pittura, kintsugi e altre tecniche artistiche, i ragazzi hanno riflettuto sui confini che costruiscono per sé, sulle aspettative e sugli imprevisti, sperimentando nuovi modi per affrontare ciò che si rompe o non va come previsto.

Due esperienze diverse, ma entrambe costruite intorno alla possibilità di esplorare, sperimentare e scoprire nuove risorse attraverso l’esperienza.

Visito il sito di Recovery for Life per scoprire tutte le attività.

17/08/2026

Questo e’ uno dei temi su cui ricevo moltissime richieste da parte vostra…

Parlo da psicologa clinica e forense e lo faccio con un linguaggio diretto, perché quando il danno riguarda i figli non servono giri di parole.

Un genitore con funzionamento narcisistico – madre o padre che sia – può fare danni enormi allo sviluppo emotivo dei propri figli.

E il problema è che questi danni non fanno rumore, non lasciano lividi evidenti, ma scavano dentro. Piano. In profondità.

Quel genitore non vede davvero il figlio.
Non lo incontra come persona, come individuo in crescita.
Lo usa.

Il figlio diventa:
– una proiezione
– uno strumento
– un regolatore emotivo
– un mezzo per sentirsi importante, potente, vittima o superiore

E un bambino, per sopravvivere, impara presto una lezione devastante:
“Valgo solo se compiaccio.”

Cresce così, con il terrore di deludere.
Con la paura di essere sé stesso.
Con l’idea che l’amore possa essere tolto da un momento all’altro.

Il genitore narcisistico ama a condizioni.
Premia quando il figlio è funzionale alla sua immagine.
Punisce quando il figlio diventa autonomo, critico, libero.

E allora il bambino diventa iperattento, iperresponsabile, iperadattato.
Sembra “bravo”, “maturo”, “sensibile”.
In realtà è in allerta costante.

Un altro danno gravissimo è la colpevolizzazione.
Il figlio viene reso responsabile dell’umore del genitore, delle sue frustrazioni, dei suoi fallimenti.
Gli viene insegnato che far soffrire l’altro è colpa sua.
Nasce così una vergogna profonda, silenziosa, tossica.

E poi c’è la manipolazione affettiva.
Il figlio messo in mezzo ai conflitti.
Usato come alleato.
Trasformato in confidente.
Spinto a scegliere, a schierarsi, a “capire” cose che non dovrebbe mai portare sulle spalle.

Questo non è amore.
È abuso psicologico.

I segnali? Spesso sono sotto gli occhi di tutti, ma vengono minimizzati:
– bambini troppo compiacenti
– paura costante di sbagliare
– ansia, somatizzazioni, regressioni
– rabbia trattenuta o esplosiva
– frasi durissime su sé stessi
– ritiro emotivo
– rifiuto immotivato di un genitore

E attenzione a un punto cruciale:
il genitore narcisistico non riconosce il danno
si percepisce sempre come vittima
sposta la colpa sugli altri
nega, distorce, ribalta

Nel frattempo il bambino paga il prezzo più alto.

Un genitore con funzionamento narcisistico non educa.
Condiziona.
Controlla.
Usa.

E un figlio così non cresce libero ma cresce adattato, spaventato, confuso.

Riconoscere queste dinamiche non è “fare guerra” a qualcuno.
È proteggere chi non ha voce.

Perché il tempo, nella vita emotiva di un bambino,
non è infinito.

Grazie CNVR e’ con immenso orgoglio che sento di appartenere alla vostra famiglia da due anni e mezzo! Lavorare con voi,...
10/08/2026

Grazie CNVR e’ con immenso orgoglio che sento di appartenere alla vostra famiglia da due anni e mezzo! Lavorare con voi, confrontarmi con le colleghe, immense professioniste, aggiunge valore alla nostra missione! Grazie di cuore!

Per la rubrica “I Professionisti del CNVR”oggi vi presentiamo Tiziana Jean Croccolo. Il suo percorso professionale integra diversi ambiti della psicologia: è Counselor in Psicosomatica Clinica e Terapia Breve, è abilitata all’utilizzo dei metodi ONE BRAIN e NST (NeuroStructural Integration Technique) ed è specializzata nella Clinica Psicoanalitica dei Nuovi Sintomi.
Ha, inoltre, una formazione specifica in Analisi Comportamentale, Psicopatologia Forense e Psicodiagnostica Applicata in ambito civile e penale ed è facilitatrice di gruppi AMA.
Un percorso che mette in dialogo la dimensione clinica con quella forense e che si inserisce in modo significativo nell’attenzione del CNVR alle persone e alle dinamiche relazionali complesse.
Una domanda a Tiziana Jean Croccolo: Nel lavoro con le persone, quanto è importante riuscire a riconoscere ciò che si manifesta attraverso il comportamento, prima ancora di comprendere ciò che viene raccontato a parole?
La risposta di Tiziana: “Il comportamento racconta spesso ciò che le parole non riescono ancora a esprimere. Imparare ad osservarlo senza giudizio permette di comprendere meglio la persona, il suo modo di stare nelle relazioni e ciò che sta vivendo. È da questa comprensione che può iniziare un percorso di consapevolezza e di cambiamento.”
💙 Ogni professionista del CNVR porta una formazione e uno sguardo differenti. È proprio dall’incontro tra competenze diverse che nasce una rete capace di guardare alla complessità delle relazioni e alla tutela delle persone coinvolte

03/08/2026
03/08/2026

LA FERITA DI NON ESSERE STATI AMATI

IL PASSATO CHE RITORNA

Ci sono ferite che non si vedono, ma continuano a decidere al posto nostro.

Non essere stati amati come avremmo avuto bisogno — da un genitore distante, da una famiglia incapace di ascoltare o da qualcuno che ci ha fatto sentire sbagliati — può lasciare dentro una domanda dolorosa:

“Che cosa mi manca per meritare amore?”

Nella prospettiva psicoanalitica di Massimo Recalcati, l’amore non consiste nel colmare ogni mancanza. Significa riconoscere l’altro nella sua unicità, fargli sentire che la sua esistenza ha valore e che può essere amato senza dover diventare qualcun altro.

Quando questo riconoscimento viene a mancare, la ferita può accompagnarci anche da adulti.

Possiamo cercare continuamente approvazione, avere paura di essere abbandonati, accontentarci delle briciole oppure inseguire persone incapaci di amarci. Non perché desideriamo soffrire, ma perché spesso tentiamo di ottenere nel presente proprio quell’amore che ci è stato negato nel passato.

E così rischiamo di ripetere la stessa storia con volti diversi.

COME SI INTERROMPE QUESTA RIPETIZIONE?

Il primo passo è comprendere che ciò che non abbiamo ricevuto non stabilisce quanto valiamo.

Non essere stati amati adeguatamente non significa essere stati indegni d’amore. Significa, più semplicemente e dolorosamente, che alcune persone non hanno saputo offrirci ciò di cui avevamo bisogno.

Guarire non vuol dire cancellare il passato o fingere che non abbia fatto male. Vuol dire smettere di affidargli il potere di scegliere il nostro futuro.

Significa imparare a riconoscere chi ci rispetta, mettere un limite a chi ci usa e non confondere più l’intensità della sofferenza con la profondità dell’amore.

Non possiamo tornare indietro e ricevere l’infanzia che ci è mancata. Possiamo però smettere di sacrificare il presente nel tentativo disperato di ripararla.

La ferita rimane parte della nostra storia, ma non deve diventare la nostra condanna.

💬 Ti è mai capitato di cercare in una relazione l’amore che non avevi ricevuto in passato?

Condividi questo post: potrebbe aiutare qualcuno a comprendere che non è difficile da amare. È stato soltanto amato male.

Ispirato al pensiero di Massimo Recalcati
Focus 3.0 – Associazione No Profit

Questo mese su Crimeline Magazine analizzo psicologicamente El Chapo, un narcotrafficante che ha trascorso la sua vita t...
31/07/2026

Questo mese su Crimeline Magazine analizzo psicologicamente El Chapo, un narcotrafficante che ha trascorso la sua vita tra latitanza e desiderio di riconoscimento..buona lettura

Indirizzo

Imperia
18100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare