Daniela Palma, Psicologa

Daniela Palma, Psicologa Mi occupo di comunicazione efficace e problemi nelle relazioni con focus sulle relazioni tossiche

30/08/2026

Per la rubrica “I Professionisti del CNVR”, oggi vi presentiamo Viviana Fusar Poli

Avvocato, iscritta nelle liste degli Avvocati della Regione Lombardia formati per il contrasto e il sostegno a favore delle donne vittime di violenza, ha frequentato la Scuola biennale di Alta Formazione in Diritto delle Relazioni Familiari, delle Persone e dei Minori.
Una preparazione particolarmente importante quando la crisi di una relazione incontra situazioni di violenza, perché riconoscere correttamente ciò che sta accadendo può incidere anche sulle modalità con cui viene affrontata una separazione e vengono tutelate le persone coinvolte.
Una domanda a Viviana Fusar Poli: Avvocato, perché in presenza di violenza è importante non affrontare una separazione come se ci trovassimo davanti a una normale situazione di conflittualità di coppia?
Viviana Fusar Poli risponde: «Perché conflitto e violenza non sono sinonimi e richiedono una lettura diversa della situazione. Nel conflitto, pur in presenza di tensioni anche molto forti, le parti si trovano generalmente su un piano di sostanziale reciprocità. Nelle situazioni di violenza, invece, possono esserci dinamiche di controllo, intimidazione, sopraffazione o paura che determinano uno squilibrio tra le persone coinvolte.
Non riconoscere questa differenza può portare a interpretare come semplice conflittualità comportamenti che richiedono invece attenzione e strumenti di tutela specifici. Per questo è fondamentale ricostruire con precisione la situazione concreta, valutare gli elementi disponibili e individuare gli strumenti giuridici più appropriati, soprattutto quando sono coinvolti anche figli minori. La tutela efficace parte anche dalla capacità di dare il giusto significato a ciò che sta accadendo.»
Questa distinzione è essenziale anche sul piano culturale. Una relazione altamente conflittuale può essere profondamente problematica, ma la presenza di un conflitto non dimostra di per sé l’esistenza di violenza e, allo stesso tempo, la violenza non dovrebbe essere ridotta alla formula “litigano entrambi”.
Riconoscere la natura della dinamica significa poter scegliere strumenti di intervento e di tutela adeguati alla situazione concreta.
💙 Nel CNVR la multidisciplinarietà permette di osservare le situazioni relazionali attraverso competenze psicologiche e giuridiche differenti, mantenendo al centro la tutela della persona e la corretta comprensione delle dinamiche coinvolte.💙

30/08/2026

“MA PRIMA TI ANDAVA BENE.”

È una frase che può comparire in molte relazioni. “Prima non ti dava fastidio.”
“L’hai sempre fatto.” “Adesso improvvisamente hai cambiato idea?”
Ed è vero. A volte cambiamo idea.
Possiamo aver accettato per anni qualcosa che oggi non vogliamo più.
Possiamo aver detto sì e, con il tempo, accorgerci che quel sì non ci rappresenta.
Possiamo scoprire un limite che prima non sapevamo di avere.
Possiamo desiderare qualcosa di diverso da ciò che desideravamo cinque anni fa.
Questo non significa necessariamente essere incoerenti. Significa anche cambiare. Il problema nasce quando ciò che abbiamo accettato in passato viene utilizzato per stabilire ciò che dovremmo continuare ad accettare nel presente.
Come se ogni nostro vecchio sì avesse firmato un contratto permanente.
Ma nelle relazioni le persone evolvono.
Cambiano bisogni, priorità, desideri, sensibilità. E questo vale nella coppia, in famiglia, nelle amicizie e persino sul lavoro. Naturalmente, cambiare idea può avere conseguenze. L’altro può rimanerci male. Può non condividere la nostra scelta. Può avere bisogno di capire cosa sia cambiato. E può persino decidere che quel cambiamento non sia compatibile con ciò che desidera dalla relazione.
Rispettare il cambiamento di qualcuno non significa essere obbligati ad accettarne qualsiasi conseguenza.
Significa riconoscergli il diritto di non essere per sempre la persona che era quando lo abbiamo conosciuto.
Ed è qui che una relazione può trovarsi davanti a una domanda molto più adulta di: “Perché sei cambiato/a?”
La domanda può diventare: “Possiamo conoscerci di nuovo per quello che siamo oggi?”
Perché crescere insieme non significa necessariamente cambiare nella stessa direzione e alla stessa velocità.
Significa anche essere disponibili, ogni tanto, a smettere di relazionarci con la versione passata dell’altro.
💙 “Prima ti andava bene” racconta il passato. Non decide automaticamente ciò che deve andarti bene oggi.💙
Salva questo post per la prossima volta in cui ti sentirai in colpa semplicemente perché hai cambiato idea.
E se conosci qualcuno che continua a sentirsi dire “ma tu prima non eri così”, mandagli questo post.
Segui il CNVR: parliamo anche di quelle dinamiche quotidiane che sembrano piccole, ma possono cambiare profondamente il modo in cui viviamo le nostre relazioni.

27/08/2026

Per la rubrica “I Professionisti del CNVR”, oggi vi presentiamo Simona Di Napoli - Psicologa, laureata magistrale in Psicologia Clinica e della Riabilitazione, specializzanda in Psicoterapia Umanistico-Bioenergetica e con un Master in Psicologia dell’Alimentazione.
È esperta nelle dinamiche di dipendenza da sostanze e comportamentali e si è formata nella conduzione di gruppi, sia terapeutici e psicoeducativi sia AMA.
Il suo percorso mette in relazione dimensioni diverse del disagio psicologico: il rapporto con il corpo e con l’alimentazione, le dipendenze, la regolazione emotiva e il valore del gruppo come spazio di confronto e sostegno.
Una domanda a Simona Di Napoli: Quando una dipendenza entra nella vita di una persona, quanto è importante lavorare non soltanto sul comportamento, ma anche su ciò che quel comportamento sta cercando di “curare”?
Simona Di Napoli risponde: «È fondamentale. Il comportamento di dipendenza, che si tratti dell’uso di una sostanza o di una condotta, non è quasi mai un elemento isolato: spesso rappresenta una modalità attraverso cui la persona cerca di gestire emozioni, stati di tensione, vuoti, difficoltà relazionali o situazioni che non riesce a fronteggiare diversamente. Per questo motivo intervenire esclusivamente sul comportamento rischia di non essere sufficiente. È necessario comprendere quale funzione abbia quella dipendenza nella vita della persona e lavorare sulle esperienze, sulle emozioni e sui bisogni che la alimentano. Anche il lavoro di gruppo può avere un ruolo importante, perché permette di uscire dall’isolamento, confrontarsi con esperienze differenti e sperimentare una dimensione di condivisione nella quale sentirsi compresi senza essere giudicati.»
Comprendere una dipendenza significa quindi andare oltre ciò che vediamo.
Dietro un comportamento che appare difficile da interrompere può esserci un bisogno che non ha ancora trovato un modo diverso per essere espresso o soddisfatto.
Ed è proprio da questa comprensione che può iniziare un percorso di cambiamento.
💙 Nel CNVR crediamo nel valore di una rete di professionisti con competenze differenti, perché comprendere la persona nella sua complessità significa poter intervenire anche sulle diverse dimensioni che contribuiscono al suo disagio.💙

27/08/2026

NON È NECESSARIO ESSERE D’ACCORDO PER STARE BENE INSIEME

In una relazione sana, l’altro può pensarla diversamente da noi. E può farlo senza che questo significhi non amarci, non rispettarci o non considerarci.
Eppure, a volte, la differenza di opinione viene vissuta come una minaccia.
Un “non sono d’accordo” diventa:
“Non mi capisci.”
“Non mi ascolti.”
“Non ti importa di quello che penso.”
“Allora non siamo fatti per stare insieme.”
E così una semplice differenza può trasformarsi in un conflitto. Ma avere un punto di vista diverso non significa essere contro l’altro. Possiamo ascoltare senza convincere. Possiamo esprimere il nostro pensiero senza imporlo. Possiamo dire di no senza voler ferire. Possiamo anche cambiare idea senza vivere quel cambiamento come una sconfitta.
La vera difficoltà, spesso, non è accettare che l’altro abbia torto o ragione.
È riuscire ad accettare che possa avere una verità diversa dalla nostra.
In una relazione sana non è necessario eliminare le differenze.
È necessario imparare a stare dentro quelle differenze senza trasformarle in una gara, in una prova d’amore o in una lotta per stabilire chi ha ragione.
Perché quando ogni disaccordo diventa una minaccia al legame, si finisce per avere paura della differenza.
E allora si comincia a cedere sempre, oppure a combattere sempre.
Nessuna delle due modalità costruisce davvero vicinanza. Una relazione matura non è quella in cui due persone pensano allo stesso modo. È quella in cui possono pensare diversamente e continuare a rispettarsi.
💙 Essere diversi non significa essere distanti. A volte significa semplicemente essere due persone, entrambe intere, che scelgono di incontrarsi.💙

20/08/2026

Per la rubrica “I Professionisti del CNVR”, oggi vi presentiamo Francesca Tropea, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, specialista in Psicologia delle dipendenze comportamentali (New Addiction), Istruttrice Mindfulness, CTP e CTU.
Il suo percorso professionale si sviluppa all’interno di ambiti diversi ma profondamente interconnessi: la psicoterapia cognitivo-comportamentale, la mindfulness, la psicologia delle dipendenze comportamentali e la psicologia giuridica. Le New Addiction comprendono forme di dipendenza nelle quali non è necessariamente presente una sostanza, ma un comportamento che può progressivamente assumere un ruolo centrale nella vita della persona, fino a diventare difficile da controllare e da interrompere. Relazioni, tecnologie, gioco d’azzardo, shopping, social network e altre condotte possono trasformarsi, in determinate condizioni, da semplici attività quotidiane a modalità attraverso cui la persona cerca di gestire emozioni, vuoti, tensioni o difficoltà relazionali.
Una domanda a Francesca Tropea: Nelle dipendenze comportamentali, quando un comportamento apparentemente normale diventa una modalità per gestire le proprie emozioni e inizia a compromettere la vita della persona?
Francesca Tropea risponde: «Il passaggio da un comportamento normale a una modalità disfunzionale di gestione delle emozioni non è sempre immediatamente riconoscibile. Un comportamento può diventare problematico quando non viene più scelto liberamente, ma diventa una risposta quasi automatica alla necessità di alleviare uno stato emotivo, come ansia, tristezza, solitudine o stress. Un elemento importante è osservare quanto spazio quel comportamento occupi nella vita della persona: se aumenta progressivamente, se diventa difficile limitarlo, se viene utilizzato soprattutto per non sentire determinate emozioni e se comincia a interferire con il lavoro, le relazioni, la vita familiare o il benessere personale. In questi casi non è sufficiente concentrarsi esclusivamente sul comportamento. È importante comprendere quale funzione svolga per quella persona e quali bisogni o difficoltà stia cercando di compensare.»
Il lavoro sulle dipendenze comportamentali richiede quindi di andare oltre il comportamento osservabile, per comprendere il significato che quel comportamento assume nella vita della persona. Anche la mindfulness può rappresentare uno strumento utile per sviluppare una maggiore consapevolezza degli stati interni e interrompere, progressivamente, la risposta automatica che porta a ricercare nel comportamento un’immediata regolazione emotiva.
💙 Nel CNVR crediamo nel valore di una rete multidisciplinare: comprendere le relazioni e le vulnerabilità significa anche riconoscere le diverse forme attraverso cui una difficoltà può manifestarsi e costruire competenze capaci di affrontarla.💙

19/08/2026
18/08/2026
17/08/2026

Per la rubrica “I Professionisti del CNVR”, oggi vi presentiamo Laura Bonati, Avvocato civilista esperto in Diritto di Famiglia.
Il suo percorso comprende anche il Corso di formazione professionalizzante della Regione Lombardia contro la violenza sulle donne, una formazione che si inserisce in un ambito professionale nel quale le vicende familiari possono intrecciarsi con situazioni di particolare vulnerabilità e violenza.
Una domanda a Laura Bonati: “Quando una separazione si inserisce all’interno di una relazione caratterizzata da violenza o comportamenti abusanti, quali sono gli aspetti che richiedono maggiore attenzione da parte del professionista?”
Risposta: «In queste situazioni è fondamentale innanzitutto riconoscere la presenza della violenza e non considerare il conflitto tra le parti come una semplice contrapposizione tra due posizioni. La priorità deve essere la tutela della persona e, quando presenti, quella dei figli. È importante valutare con attenzione le dinamiche della relazione, le eventuali condotte di controllo, minaccia o intimidazione e ogni elemento che possa incidere sulla sicurezza e sull’autonomia della persona coinvolta.
Anche il percorso di separazione deve quindi essere affrontato tenendo conto della specificità della situazione, evitando che la procedura stessa diventi un ulteriore spazio di pressione o di esposizione alla violenza.»
Il lavoro nell’ambito del diritto di famiglia richiede, quindi, non soltanto conoscenza delle norme, ma anche capacità di riconoscere le dinamiche relazionali che possono accompagnare una vicenda giuridica.
💙 Nel CNVR crediamo nell’importanza di una rete di professionisti con competenze diverse, capaci di collaborare per mettere al centro la persona, la sua tutela e la complessità delle relazioni.💙

17/08/2026

Ci sono relazioni che iniziano con una sensazione difficile da dimenticare. Tutto sembra intenso. Si parla per ore. Ci si cerca continuamente. Le emozioni sono fortissime. Ogni incontro sembra avere un significato speciale. L’altro sembra capirti come nessuno prima.
E proprio perché quella sensazione è così potente, può diventare facile pensare: “Se provo tutto questo, significa che è una relazione importante.” Ma intensità e intimità non sono la stessa cosa. L’intensità riguarda quanto fortemente viviamo qualcosa. L’intimità riguarda quanto possiamo essere noi stessi dentro quel legame. Una relazione può essere molto intensa e, allo stesso tempo, lasciarci insicuri, confusi o costantemente in attesa della prossima conferma. Può esserci una continua alternanza tra vicinanza e distanza, entusiasmo e delusione, idealizzazione e svalutazione. E proprio questa oscillazione può rendere il legame ancora più coinvolgente. Non perché sia necessariamente più profondo. Ma perché l’incertezza può spingerci a cercare continuamente il momento in cui tornerà quella sensazione iniziale.
Una relazione sana, invece, non deve necessariamente farci provare emozioni straordinarie ogni giorno.
Può essere anche prevedibile, tranquilla, stabile. E la tranquillità non significa assenza di passione. Significa poter vivere il legame senza avere costantemente bisogno di capire dove ci si trova. Per questo, quando valutiamo una relazione, forse non dovremmo chiederci soltanto: “Quanto è forte quello che provo?” Ma anche: “Come sto quando sono dentro questa relazione?”
Perché una relazione significativa non è necessariamente quella che ci fa sentire di più. È anche quella nella quale possiamo sentire senza perderci.
💙 CNVR — Centro Nazionale Vittime Relazionali💙

11/08/2026

Per la rubrica “I Professionisti del CNVR”oggi vi presentiamo Tiziana Jean Croccolo. Il suo percorso professionale integra diversi ambiti della psicologia: è Counselor in Psicosomatica Clinica e Terapia Breve, è abilitata all’utilizzo dei metodi ONE BRAIN e NST (NeuroStructural Integration Technique) ed è specializzata nella Clinica Psicoanalitica dei Nuovi Sintomi.
Ha, inoltre, una formazione specifica in Analisi Comportamentale, Psicopatologia Forense e Psicodiagnostica Applicata in ambito civile e penale ed è facilitatrice di gruppi AMA.
Un percorso che mette in dialogo la dimensione clinica con quella forense e che si inserisce in modo significativo nell’attenzione del CNVR alle persone e alle dinamiche relazionali complesse.
Una domanda a Tiziana Jean Croccolo: Nel lavoro con le persone, quanto è importante riuscire a riconoscere ciò che si manifesta attraverso il comportamento, prima ancora di comprendere ciò che viene raccontato a parole?
La risposta di Tiziana: “Il comportamento racconta spesso ciò che le parole non riescono ancora a esprimere. Imparare ad osservarlo senza giudizio permette di comprendere meglio la persona, il suo modo di stare nelle relazioni e ciò che sta vivendo. È da questa comprensione che può iniziare un percorso di consapevolezza e di cambiamento.”
💙 Ogni professionista del CNVR porta una formazione e uno sguardo differenti. È proprio dall’incontro tra competenze diverse che nasce una rete capace di guardare alla complessità delle relazioni e alla tutela delle persone coinvolte

Indirizzo

Piazza Anna Ciabotti, 8
Jesi
60035

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