Dott.ssa Valentina Marra Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Valentina Marra Psicologa Psicoterapeuta Psicologa clinica, Psicoterapeuta Individuale e di Gruppo a indirizzo Analitico, Ricercatrice

🤷‍♀️ 𝐍𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨.C’è una voce, dentro, che commenta ogni cosa che facciamo.La conosci: arriva quando dici...
13/06/2026

🤷‍♀️ 𝐍𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨.

C’è una voce, dentro, che commenta ogni cosa che facciamo.
La conosci: arriva quando dici di no, quando chiedi aiuto, quando ti fermi, quando piangi. Ti sussurra che dovevi fare di più, rispondere subito, essere all’altezza. Essere perfett* in ogni cosa.

Ma quella voce non sei tu. È un’eredità di sguardi, di pretese, di modelli che abbiamo interiorizzato così presto da scambiarli per la nostra stessa coscienza.

Imparare ad ascoltarsi significa rispondere a quella voce con un’altra frase. Più gentile. Più vera.

🔹Oggi non sono stat abbastanza vs perché l’abbastanza non esiste

🔹Oggi ho chiesto aiuto vs perché non devo farcela da solo, da sola.

🔹Oggi mi sento perso/a vs perché a volte ci si ritrova proprio così.

Non è indulgenza. È il lavoro lento di restituirsi il diritto di esistere senza giustificarsi.

Scorri il carosello 👉 e prova a chiederti: quale di queste frasi avevi bisogno di sentirti dire oggi?

Scrivila nei commenti, o tienila per te. Conta lo stesso.

🧠𝐈𝐥 𝐜𝐞𝐫𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚.Certe parole feriscono più del dovuto. Un silenzio ci mette in allarme. Uno sguardo distratto...
09/06/2026

🧠𝐈𝐥 𝐜𝐞𝐫𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚.

Certe parole feriscono più del dovuto. Un silenzio ci mette in allarme. Uno sguardo distratto, e dentro scatta qualcosa.

E subito il rimprovero: sono troppo sensibile.

Ma quasi mai è “troppo”. Molte reazioni non nascono nel presente nascono molto prima. Quando un’esperienza ci ha fatto sentire non visti, il cervello impara a difendersi. E continua a farlo, anche dove oggi non serve.

Quelli che chiamiamo difetti sono spesso strategie di protezione.

La buona notizia? Il cervello non è un archivio chiuso. Si aggiorna. Ogni relazione in cui ti senti visto è un’informazione nuova per il tuo sistema nervoso.

Non sei “troppo”. Hai imparato a proteggerti.
E ciò che si è imparato, si può reimparare. 🌿

Vuoi capirci di più? Scrivimi nei commenti

🔶 𝐆𝐈𝐔𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎 𝐄 𝐁𝐋𝐎𝐂𝐂𝐇𝐈𝐂𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐞 C’è una voce che ci accompagna da s...
08/06/2026

🔶 𝐆𝐈𝐔𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎 𝐄 𝐁𝐋𝐎𝐂𝐂𝐇𝐈
𝐂𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐞

C’è una voce che ci accompagna da sempre. Ci dice come dovremmo essere, cosa dovremmo dire, quanto dovremmo valere. La chiamiamo “gli altri”, ma quasi sempre quella voce è già dentro di noi e parla con un timbro che riconosciamo: quello dei legami in cui siamo cresciuti.

Molto di ciò che portiamo non nasce con noi: lo ereditiamo dal sistema familiare, dalle attese e dai giudizi che abbiamo respirato prima ancora di avere parole per nominarli. Il nostro giudice interno è fatto di questo materiale: la morale, il pensiero comune, le voci di chi ci ha cresciuti diventate nostre. È lui che giudica, che condanna, che ci tiene stretti in un ruolo.

E quando quel ruolo diventa troppo stretto, arriva l’ansia. La parola stessa lo racconta: dal latino anxus, “stretto”. Non è un nemico da combattere, ma un segnale. Ci scuote proprio per impedirci di diventare la fotocopia di modelli ed eredità che non abbiamo scelto. Sotto l’ansia, spesso, c’è un desiderio profondo e legittimo: quello di essere finalmente se stessi.

Jung ci ricorda che ciò che neghi ti sottomette, ciò che accetti ti trasforma. Il cammino non è zittire quella voce, né rinnegare chi ci ha preceduto, ma riconoscerla, capire da dove viene — e ricordarci che possiamo smettere di emettere sentenze su di noi.

Nessuno mi può giudicare. Nemmeno io.

📍 Ricevo a Jesi e Osimo
📞 338 8881899

🔶 𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞A volte ci ostiniamo a cercare il cambiamento dove non può avvenire: nelle reazioni degli ...
07/06/2026

🔶 𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞

A volte ci ostiniamo a cercare il cambiamento dove non può avvenire: nelle reazioni degli altri, nelle loro scelte, nei loro silenzi o nei loro rifiuti.

Sprechiamo un’enorme quantità di energia per convincere, spiegare, aggiustare, trattenere. Eppure, la verità più liberatoria è anche quella più difficile da accettare: non puoi cambiare le persone.

Puoi accompagnarle, se vogliono. Puoi ispirarle, se sono pronte. Ma non puoi forzare una trasformazione che non nasce da dentro.

E allora, a un certo punto, diventa necessario spostare l’attenzione: smettere di cercare risposte negli altri, e iniziare a costruirle dentro di sé.

Perché se non puoi cambiare le persone, puoi lasciarle andare. E soprattutto, puoi cambiare te. E questo, spesso, è l’unico vero inizio di una nuova libertà.

🔶 𝐓𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐢𝐧𝐧𝐚𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨… 𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐢 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚?Quando ci innamoriamo, spesso crediamo di aver trovato qualcuno di...
07/06/2026

🔶 𝐓𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐢𝐧𝐧𝐚𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨… 𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐢 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚?

Quando ci innamoriamo, spesso crediamo di aver trovato qualcuno di speciale. E molte volte è così.

Ma esiste una domanda più scomoda, e forse più importante:

Cosa stai davvero riconoscendo nell’altro?

Perché l’amore non nasce nel vuoto. Ama attraverso la nostra storia, i nostri bisogni più profondi, le esperienze che hanno lasciato un segno.

A volte ci sentiamo irresistibilmente attratti da una persona perché ci offre qualcosa che abbiamo sempre desiderato.
Altre volte, invece, perché riattiva qualcosa che conosciamo molto bene: una sensazione, una dinamica, una ferita.

Ecco alcuni segnali che possono aiutarti a riflettere:

✨ 1. Ti senti costantemente in attesa di essere scelto/a
L’amore assomiglia più a una conquista che a un incontro. Come se dovessi meritarti attenzione, presenza o affetto.

✨ 2. L’intensità conta più della serenità
Confondi il tumulto emotivo con la profondità del legame. Se non c’è tensione, sembra mancare qualcosa.

✨ 3. Cerchi di salvare o cambiare l’altro
Ti ritrovi a investire energie nel guarire qualcuno, sperando che un giorno possa finalmente amarti come desideri.

✨ 4. Le stesse dinamiche si ripetono
Cambiano i volti, ma il copione resta sorprendentemente simile.

✨ 5. Hai paura della reciprocità
Quando qualcuno è davvero disponibile, presente e affettuoso, una parte di te si sente stranamente a disagio.

Questo non significa che il tuo amore non sia autentico.

Significa che ogni relazione importante diventa anche uno specchio. Ci mostra non solo chi abbiamo davanti, ma anche chi siamo stati, ciò che abbiamo imparato a desiderare e ciò che ancora aspetta di essere compreso.

Forse maturare nell’amore non significa smettere di cercare l’altro.

Forse significa iniziare a riconoscere la storia che portiamo con noi quando lo incontriamo.

💭 Ti è mai capitato di renderti conto che una relazione stava riproponendo qualcosa di molto antico della tua storia? Condividi la tua riflessione nei commenti

🔴 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞?Forse gli diresti che ce l’ha fatta.Che nonostante le ferite, le paure e i momen...
05/06/2026

🔴 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞?

Forse gli diresti che ce l’ha fatta.
Che nonostante le ferite, le paure e i momenti in cui si è sentito solo, è arrivato fin qui.

Forse gli diresti che non deve più guadagnarsi l’amore.
Che non deve essere perfetto per essere visto.
Che le sue emozioni non sono mai state troppo.

Dentro ognuno di noi vive ancora quel bambino che ha imparato a sopravvivere, ad adattarsi, a proteggersi.
E spesso continua a parlare attraverso le nostre paure, i nostri bisogni, le nostre relazioni.

Ascoltarlo non significa tornare indietro.
Significa accoglierlo nel presente.

✨ Se potessi incontrarlo oggi, cosa gli diresti?

🔴 𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐨𝐫𝐚𝐫𝐜𝐢. 𝐄̀ 𝐥’𝐚𝐯𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞.Non sempre ciò che ci ferisce arriva come una frattura....
01/06/2026

🔴 𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐨𝐫𝐚𝐫𝐜𝐢. 𝐄̀ 𝐥’𝐚𝐯𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞.

Non sempre ciò che ci ferisce arriva come una frattura. Più spesso si insinua piano, prende la forma dell’abitudine, e smette di farci rumore dentro. Lo chiamiamo “stanchezza”, lo archiviamo come “è la vita”, e intanto una parte di noi continua a pagarne il conto.

Riconoscere ciò che abbiamo normalizzato è già un atto di cura. Significa restituire un nome a un disagio che credevamo muto e ricominciare ad ascoltarci.

In queste pagine, 5 segnali a cui dare attenzione. Non per giudicarti, ma per tornare a sentirti.

⭐️𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐌𝐀 𝐍𝐀𝐓𝐀𝐋𝐄 𝐈𝐍 𝐏𝐒𝐈𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀La lettura di un tema natale in psicoterapia, può essere un utile strumento di amplificazi...
30/05/2026

⭐️𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐌𝐀 𝐍𝐀𝐓𝐀𝐋𝐄 𝐈𝐍 𝐏𝐒𝐈𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀

La lettura di un tema natale in psicoterapia, può essere un utile strumento di amplificazione delle molteplici sfaccettature della psiche. Non si parla di pozioni magiche o conigli che escono dal cappello, ma di una antica conoscenza che ha accompagnato l’uomo fin dalle sue origini.
Molti sono i modi con cui è possibile amplificare i contenuti psichici: dalla mitologia al l’alchimia, dall’analisi dei sogni all’utilizzo della fiaba, ma anche la musica, la poesia e tanti altri.

Soffermiamoci, al momento, sui contenuti astrologi: cosa rappresentano per noi è come possono esserci utili?

✨𝐈 𝐒𝐈𝐌𝐁𝐎𝐋𝐈 𝐀𝐒𝐓𝐑𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐈

Lo spiega bene la von Franz con le seguenti parole:
“Le costellazioni astrologiche raffigurano quelli che noi chiamiamo gli archetipi dell’inconscio collettivo. Sono immagini degli archetipi proiettate nel cielo. l’oroscopo della nascita raffigura una particolare combinazione individuale di elementi archetipici”
(Marie-Louise von Franz, La morte e i sogni).

Fin dalle sue origini, l’uomo ha volto lo sguardo al cielo proiettando le proprie energie psichiche sui corpi astrali. Come afferma Jung, l’essere umano per spiegare il mistero della materia proiettava un altro mistero, e precisamente il proprio retroscena psichico sconosciuto, su ciò che doveva essere spiegato: “Obscurum per obscuris, ignotum per ignotus”! Questo non era, beninteso, un metodo intenzionale, ma un accadimento involontario. Le costruzioni delle spiegazioni astrologiche, pertanto, sono proiezioni secondo le quali si accredita al cosmo quanto l’umanità ha proiettato su quei corpi astrali ovvero l’autentica proiezione dell’inconscio collettivo.

E proprio a tali proiezioni che si rivolge lo psicologo archetipico, volgendo uno sguardo alle profondità psichiche, non siamo astrologi, ma tessitori di trame.

Attraverso i significati che l’astrologia dà ai pianeti, la psicologia amplifica gli immaginari. Thomas Moore, interpretando Ficino, scrive:

“Attraverso una coscienza astrologica possiamo riconoscere la natura policentrica della psiche e diventare consapevoli dell’impatto che oggetti ed eventi anche minori hanno sulla vita spirituale dell’anima. I pianeti, i segni, le case e gli aspetti dell’astrologia tecnica sono soltanto un mezzo per immaginare le molteplici sfaccettature della psiche.”

✨𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞?

l tema natale rappresenta, astronomicamente, la posizione dei pianeti sullo zodiaco nel giorno della nostra nascita ad una precisa ora e in un’altrettanto specifica città. Quando nasciamo, nel cielo, sono posizionati specifici pieneti e asteroidi: energie con le quali entriamo subito in relazione. Conoscere tali energie e come esse hanno interagito fra di loro in quel preciso istante, ci permette di conoscere meglio noi stessi, così come afferma Jung:
“Il senso fondamentale dell’oroscopo consiste nel fatto che, determinando le posizioni dei pianeti nonché le loro relazioni (aspetti) e assegnando i segni zodiacali ai punti cardinali, esso dà un quadro della costituzione prima psichica e poi fisica dell’individuo. L’oroscopo rappresenta dunque in sostanza un sistema delle qualità originarie e fondamentali del carattere di una persona e può essere considerato un equivalente della psiche individuale”

🔴 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐭𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨𝐧𝐨 Le emozioni non vissute davvero non spariscono.Trovano un’altra lingua.Spes...
28/05/2026

🔴 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐭𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨𝐧𝐨

Le emozioni non vissute davvero non spariscono.
Trovano un’altra lingua.
Spesso parlano attraverso il corpo.

Una tensione nelle spalle può diventare il peso di ciò che stiamo trattenendo.
Un nodo allo stomaco può essere paura, allerta, parole mai dette.
La stanchezza può nascere da una mente che non smette mai di difendersi.

Il corpo non tradisce.
Il corpo racconta.

Ascoltare il disagio emotivo significa iniziare a dare senso ai sintomi, senza ridurre tutto a “è solo nella tua testa”.
Perché mente e corpo non sono separati: si attraversano continuamente.

A volte, guarire, comincia proprio da qui:
dal concedersi di sentire ciò che per troppo tempo è rimasto in silenzio.

🔴 𝗣.𝗔.𝗦. 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗦𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 : 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮?Iniziamo subito con lo specificare che non si tratta di una catego...
27/05/2026

🔴 𝗣.𝗔.𝗦. 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗦𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 : 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮?

Iniziamo subito con lo specificare che non si tratta di una categoria diagnostica, è una ipotesi di ricerca condotta da Elaine Aron.
È interessante, a mio parere, conoscere quali sono le caratteristiche che la Aron ha indicato, per meglio entrare in relazione con aspetti che, per molti di noi, spesso vengono definiti in modo negativo o con i quali è difficile convivere.

Eppure, come ben sappiamo, accettare ciò che siamo è ciò che ci rende unici.

𝘚𝘦𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘳𝘪𝘨𝘯𝘰𝘯𝘢!”
“𝘕𝘰𝘯 𝘧𝘢𝘳𝘦 𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘳𝘪𝘤𝘤𝘪”
𝘝𝘰𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰? 𝘌 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘧𝘳𝘢𝘴𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘯𝘶𝘯𝘤𝘪𝘢𝘵𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘦 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪: “𝘴𝘦𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘱𝘱𝘰 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘧𝘦𝘭𝘪𝘤𝘦?”
𝘚𝘦 𝘴𝘪𝘦𝘵𝘦 𝘴𝘪𝘮𝘪𝘭𝘪 𝘢 𝘮𝘦, 𝘢𝘷𝘳𝘦𝘵𝘦 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘧𝘳𝘢𝘴𝘪 𝘴𝘪𝘮𝘪𝘭𝘪 𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘦, 𝘦 𝘢𝘷𝘳𝘦𝘵𝘦 𝘧𝘰𝘳𝘴𝘦 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘯 𝘷𝘰𝘪 𝘤’𝘦𝘳𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘥𝘪 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰. 𝘈𝘯𝘤𝘩’𝘪𝘰 𝘮𝘪 𝘦𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘷𝘪𝘯𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘢𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘥𝘪𝘧𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘰𝘷𝘦𝘷𝘰 𝘯𝘢𝘴𝘤𝘰𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘢𝘯𝘯𝘢𝘷𝘢 𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰. 𝘗𝘦𝘯𝘴𝘢𝘷𝘰 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘣𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢𝘵𝘢”.

Tratto da: E. Aron, Persone altamente sensibili

Indirizzo

Via Aurelio Saffi 4
Jesi
60035

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
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Telefono

+393388881899

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