Dott.ssa Sabrina Cabassi - Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Sabrina Cabassi - Psicologa e Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Sabrina Cabassi - Psicologa e Psicoterapeuta, Psicoterapeuta, Via Cigala, 1/Sarzana, La Spezia.

Practitioner EMDR
Psicoterapia Adulti e Coppie
Ricevo a Sarzana in Via Cigala n.1 e La Spezia in P.zza Verdi n.19

28/08/2026

🩵 A volte darsi una seconda possibilità significa iniziare un percorso di cura.

Esly Carvalho, psicoterapeuta, PhD e Trainer of Trainers, è una voce autorevole nel panorama EMDR internazionale.

La sua riflessione ci ricorda che la terapia non cancella ciò che è accaduto.
La terapia aiutare a lavorare su ciò che è rimasto bloccato.

Il passato non deve continuare a influenzare il presente: l’EMDR può aiutare la persona a rielaborare memorie traumatiche e a ritrovare gradualmente nuove risorse.

🩵 Condividi questo post con chi può trovare utile questa riflessione.

L’Africa non è soltanto una terra di animali, prede e predatori; è anche parte di ciò che siamo noi esseri umani, qualco...
26/08/2026

L’Africa non è soltanto una terra di animali, prede e predatori; è anche parte di ciò che siamo noi esseri umani, qualcosa che ci appartiene nel profondo.

Condividiamo con i nostri amici mammiferi una parte del sistema nervoso, in particolare le strutture più antiche, come il sistema limbico, legato alle emozioni, ai ricordi e non solo. Con i mammiferi della savana condividiamo un vero e proprio sistema di sopravvivenza: quei comportamenti di attacco e fuga che si attivano allo stesso modo negli esseri umani sotto stress, richiamando le stesse aree cerebrali.

Con i Mammiferi condividiamo anche il sistema di cura della prole, la capacità di cooperare e creare legami sociali.

In fondo, quel senso di "mal d’Africa" è forse un richiamo delle nostre origini animali, un legame profondo che ci ricorda che, sotto la pelle umana, si muove una parte ancestrale.

Sc








In molte culture africane, riunirsi attorno al fuoco per condividere storie o affrontare problemi personali è un modo tr...
18/08/2026

In molte culture africane, riunirsi attorno al fuoco per condividere storie o affrontare problemi personali è un modo tradizionale antichissimo di costruire legami, trasmettere saggezza e sostenersi a vicenda.

È una pratica antica che favorisce il senso di comunità, la condivisione e il supporto reciproco. In questo modo, le persone si sentono ascoltate e comprese, creando uno spazio sicuro per esprimere emozioni e trovare soluzioni insieme.

In un certo senso, la psicoterapia di gruppo moderna ha delle radici che possiamo collegare a queste antiche pratiche comunitarie.

Riunirsi in cerchio per condividere le proprie esperienze, così come avviene nel gruppo terapeutico, crea un ambiente di fiducia e di ascolto reciproco utile alla condivisione emotiva.







07/08/2026
29/07/2026
Ciò che "conduce il gioco nella nostra vita" sono tutti i pensieri, emozioni, sensazioni di memorie traumatiche negative...
27/07/2026

Ciò che "conduce il gioco nella nostra vita" sono tutti i pensieri, emozioni, sensazioni di memorie traumatiche negative non elaborate, trattenute nelle reti mnesiche, che premono per essere liberate.

F.S.







Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c'è più. È un...
13/07/2026

Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c'è più. È una cosa che ti resta dentro, nella pelle.

J.K. Rowling. Harry Potter e la pietra filosofale.

11/07/2026

Non è più soltanto l'evento in sé a determinare l'impatto psicologico di una tragedia, ma la sua circolazione continua e incontrollata all'interno delle piattaforme digitali.
La Dott.ssa Elisabetta Graziano, coordinatrice del gruppo di psicologia dell’emergenza dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Liguria, analizza nello studio di Primocanale come la persistenza e la reiterazione di immagini forti online possano amplificare il potenziale traumatico di un evento, generando rappresentazioni mentali intrusive e stressanti anche in soggetti non direttamente coinvolti.
Un evento drammatico si sviluppa ormai su due livelli paralleli: la cronaca reale e la sua riproduzione digitale. Nel giro di pochi minuti, contenuti e video entrano nei circuiti social senza filtri o mediazioni, riapparendo in modo intermittente ma costante nel feed degli utenti. Questa decontestualizzazione delle immagini aumenta la carica emotiva e altera la percezione del dolore, trasformando l'informazione in una esposizione ripetuta al trauma. L'intervento specialistico della psicologia dell'emergenza nelle fasi acute mira proprio a stabilizzare le persone e ridurre il rischio di sintomi post traumatici stabili, quali disturbi del sonno, rabbia o difficoltà di regolazione emotiva, che possono emergere anche a distanza di tempo all'interno delle comunità colpite.
L’Ordine ribadisce l'importanza di una responsabilità collettiva nella comunicazione. Sebbene l'informazione rimanga un diritto necessario, il livello di dettaglio e le modalità di diffusione fanno una differenza sostanziale sul benessere psichico collettivo. Risulta fondamentale calibrare il racconto mediatico per evitare che la cronaca si tramuti in una spettacolarizzazione del dolore, proteggendo le reti di supporto e la sensibilità dei cittadini.
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Bello o brutto che sia, sano o malato, desiderabile o respingente, il corpo ci accompagna per l’intero arco della vita. ...
07/07/2026

Bello o brutto che sia, sano o malato, desiderabile o respingente, il corpo ci accompagna per l’intero arco della vita. Non possiamo metterlo tra parentesi, né sospenderlo quando diventa scomodo. È il nostro primo domicilio e l’ultimo che abbandoniamo. È ciò che ci consente di assaporare il piacere e ciò che, senza chiedere permesso, ci insegna il dolore.

Si ha un bel parlare di anima, di mente, di psiche, ma senza corpo anche l’anima e la psiche svaniscono. Non perché non esistano, ma perché non hanno più dove abitare. Il corpo è il luogo in cui tutto accade prima di diventare pensiero. Prima della parola, prima della riflessione, prima della scelta consapevole. È nel corpo che si imprimono le prime esperienze di soddisfazione e di mancanza, di contatto e di rifiuto, di sicurezza e di minaccia. Ed è ancora nel corpo che queste esperienze continuano a riaffiorare, anche quando crediamo di averle superate o elaborate.

Parlare di corpo significa inevitabilmente parlare di sesso, di piacere, di eccitazione, di vergogna. Ma anche di salute e di malattia, di forza e di decadimento, di prestazione e di limite. Significa parlare di relazione, perché il corpo è il primo strumento con cui entriamo in contatto con l’altro. È ciò che mostra e ciò che nasconde, ciò che attrae e ciò che respinge, ciò che comunica anche quando vorremmo tacere.

Il corpo non mente.

Siamo noi, semmai, a mentire sul corpo.

✒️Rolando Ciofi, Riflessioni instabili

Indirizzo

Via Cigala, 1/Sarzana
La Spezia
19038

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 20:00
Martedì 14:00 - 20:00
Mercoledì 14:00 - 20:00
Giovedì 14:00 - 20:00
Venerdì 14:00 - 20:00

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