12/08/2026
Buongiorno!
Mi spiace molto non essere presente in questo periodo ma il lavoro mi assorbe totalmente però oggi voglio regalarvi una riflessione, nata proprio come è arrivata a me stamattina,perché credo che debba essere condivisa.
A volte bastano i gesti più semplici della routine, come ritirare la biancheria stesa al sole, per vivere un momento di pura illuminazione.
Il mio sguardo si è fermato su quest’edera: una presenza che vedo da anni, ma che oggi mi si è mostrata con una luce del tutto nuova.
Saranno gli influssi di questa eclissi che, oscurando il superfluo, ci spinge a vedere oltre la superficie?
Fin da bambini ci insegnano a vedere nell’edera il simbolo dell’amore eterno, quel legame forte che “dove si attacca, muore”. Un’immagine bellissima, certo.
Ma stamattina, guardando come avvolge e si avvinghia a quest’albero, ho visto l’altra faccia della medaglia.
L’albero non le ha chiesto di crescere lì.
Lei è arrivata, si è arrampicata, ha preso sempre più spazio... e se nessuno la frena, finirà per soffocarlo.
Mi ha fatto pensare a certe forme d’amore, quelle che nascono con le migliori intenzioni, ma che col tempo diventano troppe, stritolano, tolgono l’aria.
L’edera non lo fa per cattiveria, cerca solo la luce; ma un amore che non rispetta lo spazio dell’altro smette di essere vita e diventa una gabbia.
Il vero amore non soffoca per crescere.
È la capacità di stare vicini, di proteggersi, lasciando che il vento e il sole continuino a passare attraverso le foglie di entrambi.
A volte quello che a prima vista sembra poetico ha solo bisogno di un pizzico di misura e di cura per non diventare tossico. Sta a noi essere i "giardinieri" delle nostre relazioni e capire quando e il momento di dare respiro.
Voi ci avete mai pensato?
Wanda Barni
Olfattoterapeuta www.rinascereognigiorno.it