Masciari Matteo HACCP Manager & Food Safety Blogger

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Allerta alimentare, Escherichia coli nel latte: richiamati 60 lotti di caciocavallo e 2 di caciotta Renzini SilaSOTTOTIT...
30/07/2026

Allerta alimentare, Escherichia coli nel latte: richiamati 60 lotti di caciocavallo e 2 di caciotta Renzini Sila

SOTTOTITOLO:
Il Ministero della Salute ha segnalato il ritiro precauzionale dei formaggi per la presenza di batteri STEC/VTEC nel latte di massa. L'azienda invita a non consumare i lotti coinvolti.

TESTO:
Un importante richiamo precauzionale è stato disposto dal Ministero della Salute per 60 lotti di Caciocavallo fresco e 2 lotti di Caciotta fresca a marchio Azienda Agricola Renzini Sila.

La misura si è resa necessaria a seguito delle analisi effettuate su un campione di latte di massa prelevato in data 20 luglio 2026, all'interno del quale è stata rilevata la presenza di Escherichia coli produttore di Shiga-tossine (STEC/VTEC).

Dettagli dei prodotti interessati
Caciocavallo fresco (forme intere da 1,5 kg, scadenza a 3 mesi dalla produzione):

Lotti interessati (corrispondenti alle date di produzione): 24/04/2026, 27/04/2026, 28/04/2026, 30/04/2026, 04/05/2026, 05/05/2026, 06/05/2026, 07/05/2026, 10/05/2026, 11/05/2026, 12/05/2026, 13/05/2026, 14/05/2026, 16/05/2026, 18/05/2026, 19/05/2026, 20/05/2026, 21/05/2026, 22/05/2026, 23/05/2026, 25/05/2026, 26/05/2026, 27/05/2026, 28/05/2026, 29/05/2026, 30/05/2026, 31/05/2026, 01/06/2026, 03/06/2026, 04/06/2026, 08/06/2026, 09/06/2026, 10/06/2026, 11/06/2026, 13/06/2026, 14/06/2026, 15/06/2026, 16/06/2026, 17/06/2026, 18/06/2026, 20/06/2026, 22/06/2026, 23/06/2026, 24/06/2026, 25/06/2026, 27/06/2026, 29/06/2026, 30/06/2026, 01/07/2026, 02/07/2026, 03/07/2026, 06/07/2026, 07/07/2026, 08/07/2026, 09/07/2026, 11/07/2026, 13/07/2026, 14/07/2026, 15/07/2026, 16/07/2026.

Caciotta fresca (forme da 900 g, scadenza a 3 mesi dalla produzione):

Lotti interessati: 07/05/2026 e 10/05/2026.

I prodotti sono stati realizzati nello stabilimento dell'Azienda Agricola Renzini situato in località Canalicchi a Bocchigliero, in provincia di Cosenza (marchio di identificazione 018CS0981C).

A scopo cautelativo, si raccomanda ai consumatori di controllare le confezioni acquistate e di non consumare i formaggi appartenenti ai lotti segnalati. È possibile riconsegnare i prodotti presso il punto vendita in cui sono stati acquistati per il relativo rimborso o sostituzione.

Richiamo per "Squeezy Dumplings" a causa del benzene: come identificare i rischiUn richiamo per il giocattolo virale "Sq...
30/07/2026

Richiamo per "Squeezy Dumplings" a causa del benzene: come identificare i rischi
Un richiamo per il giocattolo virale "Squeezy Dumplings" è stato emesso nel Regno Unito a causa della presenza di benzene, una sostanza cancerogena. Le analisi hanno rilevato una concentrazione eccessiva di benzene nello strato esterno del giocattolo, sollevando preoccupazioni per la sicurezza.
Il richiamo riguarda specificamente i "Squeezy Dumplings" distribuiti da Samsons Cash and Carry Ltd, con sede a Cardiff. Tuttavia, l'assenza di codici di lotto o identificativi rende difficile determinare se altri prodotti simili siano a rischio.
Chiunque possieda un giocattolo simile dovrebbe confrontarlo con le immagini del richiamo e controllare la confezione per informazioni sul distributore. Se il giocattolo corrisponde a quello richiamato, l'uso deve essere immediatamente sospeso. Il giocattolo deve essere tenuto fuori dalla portata dei bambini e non deve essere forato, aperto, annusato o riscaldato.
È consigliabile conservare la confezione, lo scontrino e le fotografie del prodotto e contattare il rivenditore o il distributore per istruzioni sulla restituzione. Sebbene il richiamo sia stato emesso nel Regno Unito, è importante prestare attenzione anche se il prodotto è stato acquistato in Italia o tramite marketplace internazionali, specialmente in assenza di codici identificativi.
Il benzene è classificato come cancerogeno per l'uomo, ma non ci sono prove che una breve manipolazione del giocattolo abbia causato danni. Tuttavia, l'avviso segnala possibili irritazioni di occhi, naso e gola in caso di inalazione e irritazioni cutanee in presenza di esposizioni elevate. Se il materiale fuoriesce, evitare il contatto diretto e lavare accuratamente la zona interessata. In caso di sintomi persistenti o ingestione accidentale, consultare un medico o un Centro antiveleni.

Modena, maxi blitz dei NAS: sequestrate 8 tonnellate di salumi in pessime condizioni igienicheIrregolarità nella traccia...
30/07/2026

Modena, maxi blitz dei NAS: sequestrate 8 tonnellate di salumi in pessime condizioni igieniche

Irregolarità nella tracciabilità, prodotti scaduti e presenza di insetti nello stabilimento. Elevate sanzioni amministrative per 19.000 euro.

MODENA – Un’imponente operazione a tutela della salute pubblica e della sicurezza agroalimentare si è conclusa a Modena ad opera dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) di Parma. Gli uomini dell'Arma hanno proceduto al sequestro amministrativo di circa 8.100 chilogrammi di salumi – per un valore di mercato stimato attorno agli 80.000 euro – riscontrando gravi e diffuse irregolarità sia sul piano igienico-sanitario che su quello amministrativo.

L'ispezione, condotta presso uno stabilimento specializzato nella lavorazione di carni, ha messo in luce uno scenario critico. Tra le merci bloccate figurano partite di prosciutti crudi e cotti, mortadelle, arrosti e roast beef. Parte dei salumi è risultata del tutto priva delle indicazioni obbligatorie sulla rintracciabilità, mentre diversi lotti riportavano un Termine Minimo di Conservazione (TMC) già oltrepassato. I prodotti non conformi venivano inoltre conservati indistintamente assieme a quelli idonei alla vendita, in aperta violazione delle norme sulla prevenzione delle contaminazioni crociate.

Particolarmente severe le carenze strutturali e gestionali emerse dai rilievi tecnici: i militari hanno accertato la presenza di sporco pregresso nei locali di stoccaggio e nelle celle frigorifere, tempi prolungati di permanenza dei prosciutti fuori dalla catena del freddo, oltre alla mancata identificazione dei sottoprodotti di origine animale. A ciò si aggiunge l'omesso rispetto del protocollo di autocontrollo HACCP, testimoniato dalla presenza di insetti striscianti sulle superfici di calpestio.

A seguito delle contestazioni, al legale rappresentante dell'attività sono state comminate sanzioni pecuniarie per un importo complessivo pari a 19.000 euro. L'operazione ribadisce la centralità dei controlli periodici svolti dalle forze dell'ordine per prevenire rischi sanitari e preservare l'integrità del settore alimentare.

Fonte notizia: Virgilio.it

Pane scongelato avanzato a pranzo: si può ricongelare per cena? La risposta alla querela domesticaIl dilemma di molte fa...
30/07/2026

Pane scongelato avanzato a pranzo: si può ricongelare per cena? La risposta alla querela domestica

Il dilemma di molte famiglie sul ricongelamento del pane. Gli esperti spiegano perché il freezer domestico rischia di rovinare gluten network e fragranza, proponendo le regole d'oro per evitare lo spreco.

Gestire le scorte di pane in casa per evitare sprechi è un'abitudine virtuosa diffusa in quasi tutte le famiglie. Tuttavia, sorge spesso un dubbio pratico: cosa fare con il pane scongelato a pranzo che non viene consumato interamente? È preferibile rimetterlo subito nel freezer per poi riscongelarlo a cena, oppure lasciarlo sul tavolo della cucina fino al pasto successivo?

La risposta: perché il ricongelamento è da evitare
La scelta corretta è lasciarlo a temperatura ambiente all'interno del suo sacchetto di carta. Dal punto di vista microbiologico, un pane semplice privo di farciture deperibili non presenta particolari rischi sanitari se resta esposto per poche ore a temperatura ambiente. Al contrario, il ricongelamento altera pesantemente la qualità del prodotto.

I sistemi di congelamento domestici agiscono con tempi relativamente lunghi. Questo processo lento favorisce la formazione di micro-cristalli di ghiaccio che spezzano la struttura reticolare dell'amido e del glutine. Sottoporre il pane a un secondo ciclo di congelamento e scongelamento ne compromette definitivamente la consistenza: la crosta tende a staccarsi e la mollica diventa gommosa e soggetta a un rapido indurimento. Non va inoltre sottovalutato il fattore umidità: la condensa che si crea nel sacchetto può creare l'ambiente idoneo per lo sviluppo di spore e muffe, che il freddo del freezer di casa non è in grado di eliminare.

Le buone pratiche per conservare il pane
Per mantenere la fragranza ed eliminare gli sprechi, le regole chiave riguardano la tempestività e la porzionatura:

Congelamento immediato: Il pane va riposto in freezer appena acquistato, quando possiede ancora il massimo livello di umidità e fragranza.

Porzionatura: Dividere la pagnotta a fette o in piccole porzioni prima di congelarla consente di estrarre solo l'esatta quantità richiesta per il singolo pasto.

Rigenerazione termica: Il pane rimasto da pranzo a cena può essere facilmente rigenerato passandolo per 2 o 3 minuti in forno caldo a 180 °C o in friggitrice ad aria, processo che permette di far riassorbire l'umidità residua e restituire la classica croccantezza.

In alternativa, gli avanzi che superano la giornata possono essere integrati in ricette di riciclo tradizionali, come crostini, bruschette o pane grattugiato fatto in casa.

Fonte: ilfattoalimentare.it

Soveratese, maxi sequestro dei Carabinieri del NAS: oltre mezzo tonnellata di cibo in cattivo stato di conservazioneSOVE...
30/07/2026

Soveratese, maxi sequestro dei Carabinieri del NAS: oltre mezzo tonnellata di cibo in cattivo stato di conservazione

SOVERATESE – Proseguono gli accertamenti volti a garantire la sicurezza alimentare e la tutela della salute pubblica durante la stagione estiva. Nell'ambito di un servizio straordinario di controllo, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Catanzaro, affiancati dai tecnici del Servizio Veterinario e del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’ASP di Catanzaro, hanno effettuato un'ispezione presso un grande supermercato situato nel Soveratese. L'intervento ha portato alla luce gravi irregolarità sul fronte della conservazione dei prodotti alimentari destinati alla vendita. Nello specifico, all'interno di un banco frigorifero non funzionante, i militari hanno rinvenuto circa 405 chilogrammi di alimenti confezionati di origine animale — tra cui carne, pesce e latticini — che presentavano evidenti segni di deterioramento, condensa e muffe. Ulteriori criticità sono state riscontrate all'interno della cella frigorifera del reparto macelleria. Gli operanti vi hanno rinvenuto contenitori di rifiuti indifferenziati e scarti di lavorazione posti a diretto contatto con la carne sfusa. Questa situazione ha reso necessario il sequestro immediato di ulteriori 116 chilogrammi di carne, portando il totale del materiale sottratto al mercato a ben 521 chilogrammi. A seguito dell'ispezione, il titolare dell'attività commerciale è stato deferito all'Autorità Giudiziaria per la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Contestualmente, l'Azienda Sanitaria Provinciale ha disposto la sospensione immediata delle attività del reparto macelleria fino a quando non verranno ripristinate le necessarie condizioni igienico-sanitarie previste dalla legge. Fonte delle informazioni: Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro e Procura della Repubblica di Catanzaro. Si ricorda che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.

Integratori sui social: un messaggio su tre è ingannevole o presenta criticitàUn'indagine dello IAP e dell'Università Ca...
30/07/2026

Integratori sui social: un messaggio su tre è ingannevole o presenta criticità
Un'indagine dello IAP e dell'Università Cattolica svela l'opacità della promozione online di integratori alimentari. Il 57% delle violazioni è concentrato nelle mani di soli 10 creator, mentre la vigilanza dell'Antitrust e i limiti dell'autodisciplina lasciano scoperto il settore.

ROMA – Pillole per il sonno, formulazioni per lo stress, bruciagrassi "miracolosi" e complessi vitaminici promossi da farmacisti-influencer o fitness creator. La comunicazione commerciale degli integratori alimentari sui social media si muove sempre più al confine tra consiglio professionale, testimonianza personale e promessa terapeutica illegittima.

A scattare una fotografia dettagliata del fenomeno è il report “Influencer marketing e integratori alimentari 2025”, pubblicato dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) e curato dalla professoressa Nicoletta Vittadini dell’Università Cattolica di Milano, le cui evidenze sono state lette e analizzate in un approfondimento firmato da Roberto La Pira per ilfattoalimentare.it.

I dati dell'indagine: tra irregolarità e "zone grigie"
Dall'analisi di un corpus di oltre 49 mila contenuti digitali, la ricerca ha isolato 1.888 messaggi promozionali dedicati specificamente agli integratori. Sebbene circa due terzi (1.019 contenuti) si dimostrino conformi ai codici vigenti, il restante terzo evidenzia profonde anomalie:

333 contenuti (17,6%) violano in modo diretto ed esplicito le norme pubblicitarie;

250 contenuti (13,2%) rientrano in una "zona grigia", contraddistinta da opacità nella segnalazione del fine promozionale (hashtag nascosti o poco visibili) e affermazioni non verificate.

Particolarmente grave risulta la tendenza ad attribuire agli integratori proprietà assimilabili a quelle dei farmaci: nel dossier si contano circa 60 casi di utilizzo di terminologia medica impropria e 70 episodi in cui vengono vantate capacità terapeutiche o curative per ansia, insonnia, disturbi della memoria e peso corporeo — attribuzioni vietate dalla legge per i prodotti alimentari.

Concentrazione delle infrazioni e limiti dei controlli
Un elemento di rilievo emerso dall'analisi riguarda l'alta concentrazione delle violazioni: soltanto 10 influencer generano il 57% di tutte le infrazioni rilevate, quota che sale all'81,3% considerando i primi 20 profili. Non si tratta dunque di un errore diffuso tra piccoli creator, bensì della prassi reiterata di pochi grandi profili commerciali.

Il dossier evidenzia infine il corto circuito nei meccanismi di controllo e sanzione:

Limiti dell'Autodisciplina (IAP): Pur svolgendo un'attenta attività di monitoraggio, lo IAP non è un'autorità pubblica sanzionatoria e non ha giurisdizione diretta sui soggetti o sulle piattaforme (TikTok, Instagram, Meta, YouTube) che non aderiscono al codice di autodisciplina.

Inerzia dell'Antitrust (AGCM): L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pur disponendo dei poteri sanzionatori necessari, negli ultimi anni ha ridotto drasticamente gli interventi sul fronte delle pubblicità ingannevoli di integratori ed alimenti.

In un mercato in cui la spesa media pro capite degli italiani supera gli 80 euro all'anno, la scarsità di controlli efficaci rischia di lasciare il consumatore privo di tutele di fronte a promesse di salute infondate.

📌 Fonte e articolo completo: ilfattoalimentare.it (Autore: Roberto La Pira)

Coca-Cola Plus e il mito della “bibita che fa dimagrire”: tra certificazioni giapponesi e bufale da socialSta spopolando...
30/07/2026

Coca-Cola Plus e il mito della “bibita che fa dimagrire”: tra certificazioni giapponesi e bufale da social

Sta spopolando su TikTok la lattina bianca venduta sul mercato asiatico, presentata come un rimedio medico per perdere peso. La realtà, tuttavia, è molto diversa: ecco cosa dice davvero la scienza.

Negli ultimi mesi, gli algoritmi di TikTok e Instagram hanno riportato in auge un fenomeno commerciale proveniente dal Giappone: la Coca-Cola Plus, facilmente riconoscibile per il suo packaging bianco anziché il classico rosso. Nei video brevi che circolano in rete, la bevanda viene spesso descritta con toni entusiastici come "la Coca-Cola che fa dimagrire" o persino come un prodotto "raccomandato dai medici". Un'impostazione comunicativa allettante che ha spinto molti consumatori a cercarla nei negozi di importazione, ma che nasconde una forte distorsione della realtà.

La certificazione FOSHU e il nodo ministeriale
A generare confusione è innanzitutto lo status normativo del prodotto. La bevanda ha effettivamente ottenuto in Giappone il riconoscimento FOSHU (Food for Specified Health Uses), una certificazione governativa assegnata agli alimenti funzionali che dimostrano di possedere specifici benefici per l'organismo.

Tuttavia, tale approvazione vale esclusivamente all'interno dei confini giapponesi. Né il Ministero della Salute italiano né l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) hanno mai rilasciato alcuna autorizzazione o status speciale a questa bevanda, che nel nostro Paese resta un semplice prodotto di importazione senza alcuna valenza terapeutica.

La composizione: una bibita "zero" con l'aggiunta di fibre
Dal punto di vista della formulazione, Coca-Cola Plus non contiene ingredienti farmacologici o principi attivi miracolosi. Si tratta di una bevanda gassata priva di calorie e zuccheri, arricchita con circa 5 grammi di destrina indigeribile, una fibra solubile comunemente usata nell'industria alimentare.

La certificazione giapponese garantisce unicamente che, se consumata in concomitanza con un pasto, questa specifica fibra può aiutare a contenere l'assorbimento dei grassi alimentari e a moderare l'impatto dei trigliceridi. Non esiste alcun meccanismo biologico attraverso cui il prodotto possa "bruciare" il grasso corporeo preesistente o determinare un calo ponderale.

La narrazione dei social e i possibili rischi
La descrizione proposta da molti content creator — che attribuiscono alla bevanda la capacità di azzerare i picchi glicemici o di sostituirsi a una corretta condotta alimentare — rientra a tutti gli effetti nella categoria del marketing sensazionalistico.

Inoltre, l'eventuale abuso della bevanda, incoraggiato dai messaggi promozionali dei social, non è privo di controindicazioni. L'assunzione eccessiva e concentrata di destrina indigeribile, combinata con gli edulcoranti artificiali presenti nella formula, può provocare gonfiori, dolori addominali ed effetti lassativi.

In conclusione, Coca-Cola Plus rappresenta un interessante esempio di adattamento di un grande marchio ai trend salutistici del mercato asiatico, ma non costituisce in alcun modo una scorciatoia per la salute o la perdita di peso.

Controlli igienico-sanitari nella Bassa Piacentina: blitz dei NAS di Parma in un fast food etnico. Sequestrati 25 chili ...
30/07/2026

Controlli igienico-sanitari nella Bassa Piacentina: blitz dei NAS di Parma in un fast food etnico. Sequestrati 25 chili di kebab privi di tracciabilità e comminata una sanzione di 2.000 euro.

Nel quadro delle attività di vigilanza sulla filiera agroalimentare, i Carabinieri del NAS di Parma hanno condotto un'ispezione presso un esercizio di ristorazione veloce nella Bassa Piacentina, rilevando gravi inosservanze delle normative vigenti.

Nel corso delle verifiche, i militari hanno proceduto al sequestro amministrativo di uno spiedo di kebab del peso di circa 25 chilogrammi, del valore stimato di 250 euro. L'alimento è risultato conservato in modalità non idonee e privo di qualunque documentazione attestante la tracciabilità e la provenienza delle materie prime, elemento fondamentale per garantire la sicurezza del consumatore e l'eventuale gestione delle allerte sanitarie.

L'ispezione ha inoltre evidenziato carenze strutturali e igieniche all'interno del locale adibito a deposito merci, l'uso di recipienti per i rifiuti non conformi e la mancata applicazione del piano di autocontrollo aziendale (HACCP). A carico del titolare dell'attività è stata contestata una sanzione pecuniaria pari a 2.000 euro.

📌 Fonte: parmatoday.it

Maxi operazione contro l’abusivismo ittico a Manfredonia: sequestrati oltre 110 kg di pesce e sanzioni per 25mila euroA ...
30/07/2026

Maxi operazione contro l’abusivismo ittico a Manfredonia: sequestrati oltre 110 kg di pesce e sanzioni per 25mila euro

A Manfredonia le forze dell’ordine hanno portato a termine un capillare servizio straordinario di controllo del territorio per contrastare il commercio abusivo di prodotti ittici. L'operazione, coordinata dalla Polizia di Stato in sinergia con Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Polizia Locale, è scattata a seguito delle direttive emerse durante la riunione tecnica di coordinamento in Prefettura. L'intervento si è concluso con il sequestro di quasi 120 kg di pesce e mitili privi di tracciabilità e la contestazione di sanzioni amministrative per un totale di 25.000 euro a carico di venditori ambulanti non autorizzati e per occupazione abusiva di suolo pubblico.

Fonte: foggiatoday.it

Tivoli, blitz di Polizia Locale e ASL RM 5 in un minimarket: sequestrati 150 kg di cibi surgelati e refrigerati Un’opera...
29/07/2026

Tivoli, blitz di Polizia Locale e ASL RM 5 in un minimarket: sequestrati 150 kg di cibi surgelati e refrigerati

Un’operazione congiunta ha portato alla luce gravi carenze igienico-sanitarie in un’attività di recente apertura. Disposta la distruzione della merce e la sospensione della vendita di generi alimentari.

Un intervento mirato a tutela della salute pubblica ha condotto al sequestro cautelare di circa 150 chilogrammi di alimenti surgelati e refrigerati presso un minimarket di recente apertura nel territorio comunali di Tivoli.

L’operazione, eseguita il 28 luglio dal personale della Polizia Locale — in servizio presso il Distaccamento Territoriale di Villa Adriana e Tivoli Terme — insieme agli operatori della ASL RM 5, ha evidenziato criticita strutturali e gestionali nella conservazione dei cibi. Nello specifico, gli ispettori del Servizio Igiene degli Alimenti hanno riscontrato alimenti privi delle necessarie protezioni igieniche e stipati in condizioni termiche difformi da quanto prescritto dalle normative vigenti.

A seguito degli accertamenti, al titolare dell’esercizio è stato imposto l'obbligo di distruzione della merce sottoposta a vincolo, con la relativa presentazione alla ASL della documentazione attestante il corretto smaltimento. È stato inoltre notificato il divieto di vendita di qualsiasi prodotto alimentare: la struttura potrà rimanere aperta esclusivamente per la commercializzazione di articoli non alimentari fino a quando il personale non avrà completato la formazione obbligatoria sulle procedure di conservazione e sicurezza degli alimenti.

L’Amministrazione Comunale ha espresso un sentito ringraziamento agli agenti e agli operatori sanitari coinvolti per il costante monitoraggio del territorio a salvaguardia della collettività.

📰 Fonte: latiburtinanews.it

Indirizzo

Piazza Mazzini
Lamezia Terme
88046

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