27/07/2026
🧠👂 𝗟'𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗮𝗰𝘂𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 “𝗮𝗺𝗽𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮” 𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗶. 𝗘' 𝗶𝗹 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗹𝗶.
Questa è una delle prime cose che spiego alle persone che iniziano un percorso con un apparecchio acustico.
Molti si aspettano di tornare a sentire in modo naturale fin dal primo giorno. Quando questo non accade, possono nascere dubbi, scoraggiamento o la sensazione che il dispositivo non stia funzionando.
In realtà, spesso ciò che accade è che il sistema uditivo sta affrontando una fase fondamentale di adattamento: l'𝗮𝗰𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘂𝗱𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮.
Dopo un periodo di deprivazione uditiva, il cervello deve riadattarsi alla presenza di informazioni sonore che erano diventate meno familiari. Deve tornare a riconoscere, selezionare e interpretare suoni che, in alcuni casi, non venivano più percepiti da anni.
Per questo è normale sentirsi inizialmente disorientati: possono riemergere rumori dimenticati, aumentare gli stimoli e l'ascolto può sembrare più impegnativo.
❤️ È proprio in questa fase che una persona non dovrebbe mai essere lasciata sola.
Da circa tre anni ho scelto di adottare nella mia pratica clinica un approccio che mette al centro non il dispositivo, ma la persona e il suo percorso di adattamento. E 𝘵𝘳𝘢 𝘪𝘭 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘪𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢 𝘤i sono io, 𝘭’𝘈𝘶𝘥𝘪𝘰𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘢.
Questo approccio, maturato attraverso l'esperienza e un percorso di confronto e ricerca, oggi è conosciuto come 𝗠𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼 𝗘𝗱𝘂𝘀𝗶𝗺𝗮 – 𝗥𝗲𝗮𝗹 𝗟𝗶𝗳𝗲 𝗶𝗻 𝗥𝗲𝗮𝗹 𝗧𝗶𝗺𝗲.
Per me rappresenta un modo di vivere la professione: un modello di riabilitazione audioprotesica che integra valutazione, personalizzazione, utilizzo progressivo del dispositivo, training uditivo, verifiche del beneficio e ascolto nelle reali situazioni di vita.
Oggi continuo ad applicarlo quotidianamente e contribuisco alla raccolta di dati e osservazioni cliniche che possano supportarne il percorso di verifica e validazione.
Credo che il mio compito non sia semplicemente quello di far sentire dei suoni.
💙 𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼, rendendo la comunicazione più naturale, meno faticosa e più ricca di emozioni.
Perché la riabilitazione uditiva non consiste nel consegnare un apparecchio acustico.
Consiste nell'accompagnare una persona fino a farle ritrovare il piacere di ascoltare, comprendere e vivere pienamente le relazioni.