27/10/2026
Forse queste giornate sono quelle giuste per confrontarsi e far pace con il passato. Parla a chi c'era e, soprattutto, saluta. Che la persona sia viva o meno, il fatto di non toglierle il saluto e di dirle francamente due parole - belle o brutte - è liberatorio.
Ero un'adolescente, riservata oltre misura se non proprio ribelle. Non esprimevo certo i sentimenti, io; ero una dura, io.
I miei erano via e, per qualche vago sentore che tengo per me, scrissi alla mamma. Ti voglio bene. Accesi il cellulare nei bagni della scuola e scrissi tra una p**ì e l'interrogazione. Ebbene, quelle tre parole mi diedero aria quando la notizia della sua morte me la stava togliendo.
Saluta. Scrivi, esprimi, sussurra. Lascia.
New York City, 1.11.10
Sebbene non sia ancora chiarita l'etimologia del termine Halloween e non si sappia se sia riconducibile a un significato religioso (All Hallows Eve=Vigilia di Ognissanti) o a uno pagano (All Allows Even=la sera in cui tutto è permesso), è evidente che i festeggiamenti inneggiano a quest'ultimo.
La metropolitana è congestionata, le strade invase da gente di ogni dove. Gli italiani non si nascondono. Gli spagnoli si fanno proprio notare. I newyorkesi prendono posto a sedere su tetti e poggioli - furbi, loro. Il fermento è palpabile. L'appuntamento è alle 7 pm. Sixth Avenue, Spring Street. East or West Village ancora non mi é chiaro: le mappe dicono West, i cartelloni East. Tutti o quasi sono presenti.
L'atmosfera è impagabile. Luci e colori sono perfettamente intonati con suoni e moto di persone. Nessuno eccede, chiunque esagera. La polizia costeggia le strade, ma non interviene. I poliziotti indossano accessori simpatici, le maschere portano la divisa. Tutto si confonde e nulla si scombina: la pazzia generale mantiene il suo ordine. Non c'è difetto di massa che possa rovinare un assembramento di persone sì ben fatto.
Mi ripeto: nessuno eccede, chiunque esagera; tutto si confonde e nulla si scombina.
L'anormalità rappresenta la normalità della giornata.
E' la notte di Halloween. E' la sera in cui tutto è permesso.
"La follia, mio signore, come il sole se ne va passeggiando per il mondo, e non c'è luogo dove non risplenda" (Shakespeare)