Essere Centro

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Essere Centro Essere Centro significa scoprirsi centro del mondo, obiettivo quotidiano, oggetto di coccole e attenzioni proprie ed altrui.

Personal Training - Pilates - Vinyasa Flow, Hatha, Yin, Restorative Yoga - Posturale - Miofasciale - Functional training - Fitness in gravidanza e postparto - corsi online Essere Centro significa trovare il proprio baricentro, sentire il centro del corpo e viversi in esso. Essere Centro significa anche costruire il Centro che si desidera, entrare in relazione con se stessi, l'insegnante, i compagni. Scopri il centro, scopri il tuo centro, scopriti centro.

📆 Dal 2 novembre per sei settimane📍 Essere Centro Lavis (Tn)A chi è rivolto?A tutte le donne in gravidanza (in tutti e 3...
28/10/2026

📆 Dal 2 novembre per sei settimane

📍 Essere Centro Lavis (Tn)

A chi è rivolto?
A tutte le donne in gravidanza (in tutti e 3 i trimestri).

Di cosa si tratta?
Questo corso spazia dal Pilates, allo Yoga, all'allenamento funzionale, con proposte specifiche per la gravidanza. Non c'è una singola disciplina, bensì una miscela di pratiche studiata ad hoc per accompagnare la gestazione al meglio.

🎯 Obiettivi
- Imparare ad ascoltare e guidare il proprio respiro in vista del parto
- Avere consapevolezza del proprio pavimento pelvico
- Sapere attivare la muscolatura profonda del tronco
- Drenare
- Tonificare
- Alleviare i fastidi alla schiena e prevenire/lenire lombosciatalgie tipiche del periodo
- Potenziare la zona dorsale in previsione del bimbo in grembo
- Riconoscere la possibilità di problematiche post-parto (indebolimento pavimento pelvico, prolasso, diastasi addominale, ecc) e sapere a chi rivolgersi e/o cosa fare

Ti aspettiamo!
Contattaci al numero 349 168 1214

Forse queste giornate sono quelle giuste per confrontarsi e far pace con il passato. Parla a chi c'era e, soprattutto, s...
27/10/2026

Forse queste giornate sono quelle giuste per confrontarsi e far pace con il passato. Parla a chi c'era e, soprattutto, saluta. Che la persona sia viva o meno, il fatto di non toglierle il saluto e di dirle francamente due parole - belle o brutte - è liberatorio.

Ero un'adolescente, riservata oltre misura se non proprio ribelle. Non esprimevo certo i sentimenti, io; ero una dura, io.
I miei erano via e, per qualche vago sentore che tengo per me, scrissi alla mamma. Ti voglio bene. Accesi il cellulare nei bagni della scuola e scrissi tra una p**ì e l'interrogazione. Ebbene, quelle tre parole mi diedero aria quando la notizia della sua morte me la stava togliendo.
Saluta. Scrivi, esprimi, sussurra. Lascia.

New York City, 1.11.10
Sebbene non sia ancora chiarita l'etimologia del termine Halloween e non si sappia se sia riconducibile a un significato religioso (All Hallows Eve=Vigilia di Ognissanti) o a uno pagano (All Allows Even=la sera in cui tutto è permesso), è evidente che i festeggiamenti inneggiano a quest'ultimo.

La metropolitana è congestionata, le strade invase da gente di ogni dove. Gli italiani non si nascondono. Gli spagnoli si fanno proprio notare. I newyorkesi prendono posto a sedere su tetti e poggioli - furbi, loro. Il fermento è palpabile. L'appuntamento è alle 7 pm. Sixth Avenue, Spring Street. East or West Village ancora non mi é chiaro: le mappe dicono West, i cartelloni East. Tutti o quasi sono presenti.

L'atmosfera è impagabile. Luci e colori sono perfettamente intonati con suoni e moto di persone. Nessuno eccede, chiunque esagera. La polizia costeggia le strade, ma non interviene. I poliziotti indossano accessori simpatici, le maschere portano la divisa. Tutto si confonde e nulla si scombina: la pazzia generale mantiene il suo ordine. Non c'è difetto di massa che possa rovinare un assembramento di persone sì ben fatto.
Mi ripeto: nessuno eccede, chiunque esagera; tutto si confonde e nulla si scombina.
L'anormalità rappresenta la normalità della giornata.

E' la notte di Halloween. E' la sera in cui tutto è permesso.
"La follia, mio signore, come il sole se ne va passeggiando per il mondo, e non c'è luogo dove non risplenda" (Shakespeare)

Frase della settimanaOrientare le vele non significa controllare gli eventi o gli altri, bensì avere responsabilità di s...
24/10/2026

Frase della settimana

Orientare le vele non significa controllare gli eventi o gli altri, bensì avere responsabilità di scelte, azioni e reazioni proprie nel mezzo degli accadimenti.

Non sei responsabile di ciò che ti è capitato o non capitato, oppure ti è stato o non stato fatto. Sei però responsabile di chi sei e cosa fai.

Meriti uno spazio e un tempo di ascolto, meriti di essere vista/o in ciò che senti o hai sentito, perché ciò è reale e vero. Ma il tuo sentire, presente o passato, non giustifica tutto: tue scelte e reazioni possono essere messe in discussione.

Le ferite che hai subito non sono sinonimo di ferite che non infliggerai: il fatto di essere stato vittima, purtroppo, non ti esime dall'essere carnefice... storia e mondo ce lo mostrano quotidianamente.

Dolore, rabbia, anche gioie che hai provato non giustificano nulla. Forse vederli e riconoscerli aiuta te o gli altri a non giudicarti e a capirti, ma non diventi santo come conseguenza di ciò che hai provato.

Impara a darti tu, in primo luogo, ascolto.
Da quello nasce la consapevolezza.
E da questa deriva prima la comprensione poi la rottura di schemi automatici, forse funzionanti finora ma non tuoi. È l'inizio di una vita: la Tua.

Se sprechi energia a tentare di controllare il vento, non guiderai mai la tua barca.



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Un novembre ricco di eventi vi aspetta a Essere Centro 🍂Quale non puoi proprio farti scappare? Scorri e faccelo sapere! ...
22/10/2026

Un novembre ricco di eventi vi aspetta a Essere Centro 🍂
Quale non puoi proprio farti scappare? Scorri e faccelo sapere!

20/10/2026

Collo duro, spalle tese, schiena che chiede pietà: vi suona familiare? 🙋
Ecco in un unico post tutti gli esercizi da fare in ufficio, anche con la porta aperta.
Provatene uno alla prossima pausa e fateci sapere!

FRASE DELLA SETTIMANALasciar andare - monito di respiro autunnale - non significa arrenderti, significa piuttosto accett...
17/10/2026

FRASE DELLA SETTIMANA

Lasciar andare - monito di respiro autunnale - non significa arrenderti, significa piuttosto accettare che alcune cose accadono a prescindere dalla volontà e significa aver fiducia nel fatto che... possano comunque andare. L'albero che lascia le foglie non muore ad ogni autunno.

Essere responsabile di te stessa/o, quindi, forse non significa controllare gli accadimenti, bensì scegliere come esserci di fronte e attraverso. Altro che ubriachezza e disorientamento: questa è lucidità.
Essere responsabile di te stessa/o, significa non delegarti al corso degli eventi.
Essere responsabile di te stessa/o, significa non delegarti a mosse altrui.

Accorgiti del potere che hai, di chi sei. E credici. Lascia andare il resto.



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C'è stato un tempo in cui "lasciar andare" mi sembrava una parola per chi molla. Io resistevo. Sempre. Tenevo duro per p...
14/10/2026

C'è stato un tempo in cui "lasciar andare" mi sembrava una parola per chi molla. Io resistevo. Sempre. Tenevo duro per principio, anche quando il corpo mi chiedeva altro.

Poi un giorno ho dovuto fermarmi — non per scelta, ma perché non avevo più alternativa. E lì, dentro quel fermo imposto, ho scoperto qualcosa che da sola non avrei mai trovato: che io non ero la mia forza, né la mia resistenza. Ero semplicemente me stessa, anche quando mi arrendevo.

Tra poco riparto per l'India, proprio nei giorni del Diwali — la festa delle luci, quella che celebra la vittoria della luce sul buio. Prima ancora di accendere le lampade, si puliscono le case: si fa spazio, letteralmente, perché la luce possa entrare. Mi sembra il posto giusto, nel momento giusto per ricordarmi ancora una volta di lasciar andare. Lasciare andare quello che oscura la mia luce, che non lascia spazio per quello di buono e luminoso che mi aspetta.

Si riparte da qui. Verso la luce.

Frase della settimanaSe vuoi esserci, e non solo passare di qua o essere tu un luogo di passaggio, hai bisogno di spazio...
11/10/2026

Frase della settimana

Se vuoi esserci, e non solo passare di qua o essere tu un luogo di passaggio, hai bisogno di spazio: di trovarlo, di dartelo, di concedertene uno.
Se non c'è spazio, non c'è neanche direzione.

Vero è che talvolta l'urgenza di arrivare nel posto che è casa - anzi, che consideri tale - ti toglie il sentire, lo stare nella scomodità.

Ti invito, però, almeno sul tappetino, a stare nel percorso, nella posizione, nel corpo, anche quando sono scomodi.
Ti invito a darti il tempo di trovare il tuo spazio.
Senza anestetizzare il tuo sentire e le domande per passare oltre.
Senza usare l'indifferenza verso i te più profondi per fare più in fretta. Resta, resta un pochino nella scomodità di certe domande, di certe posizioni, di certe sensazioni, di un certo percorso.

Casa tua, il tuo corpo, la tua casa per sempre, è a tua misura. O almeno così potrebbe essere, se gliene dai la possibilità.



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Indirizzo

Via Dei Felti 2/A
Lavis
38015

Orario di apertura

Lunedì 07:00 - 21:30
Martedì 06:30 - 21:30
Mercoledì 06:30 - 21:30
Giovedì 07:00 - 21:30
Venerdì 06:30 - 20:00

Telefono

+393491681214

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