01/06/2026
- 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮: «𝗖𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗱𝗶𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗼𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮. 𝗟'𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗲̀ 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲»
𝘋𝘰𝘱𝘰 𝘭'𝘦𝘯𝘯𝘦𝘴𝘪𝘮𝘢 𝘢𝘨𝘨𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘭 𝘋𝘦𝘢 𝘥𝘪 𝘓𝘦𝘤𝘤𝘦, 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘖𝘳𝘥𝘪𝘯𝘦 𝘳𝘪𝘭𝘢𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘭𝘢 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘪𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢 𝘰𝘳𝘨𝘢𝘯𝘪𝘤𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘴𝘢𝘯𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘰: «𝘚𝘦𝘳𝘷𝘰𝘯𝘰 𝘊𝘢𝘴𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘦, 𝘈𝘍𝘛 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘧𝘶𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘯𝘵𝘪, 𝘶𝘯 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘢𝘴𝘴𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘰𝘴𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘪 𝘦 𝘪𝘭 𝘵𝘪𝘤𝘬𝘦𝘵 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘤𝘰𝘥𝘪𝘤𝘪 𝘷𝘦𝘳𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘵𝘪 𝘥𝘢 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘷𝘦𝘳𝘰»
L'ennesima aggressione ai danni degli operatori sanitari del Dipartimento di Emergenza e Accettazione di Lecce non può essere archiviata come un semplice fatto di cronaca. È il segnale di una sofferenza strutturale che attraversa l'intero sistema sanitario e che impone scelte non più rinviabili.
Ne è convinto il presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Lecce, Antonio Giovanni De Maria, che interviene nel dibattito apertosi dopo i recenti episodi di violenza verificatisi al Pronto soccorso del Dea.
«Le aggressioni contro medici, infermieri e operatori sanitari meritano una condanna senza attenuanti e richiedono interventi immediati per garantire la sicurezza di chi lavora in prima linea – afferma De Maria –, ma sarebbe un grave errore fermarsi alla sola repressione. Dobbiamo avere il coraggio di affrontare le cause che alimentano quotidianamente tensioni, disagi e sovraffollamento nei Pronto soccorso. Da anni gli ospedali sono chiamati a svolgere funzioni che dovrebbero trovare risposta sul territorio, ma non per responsabilità dei medici di medicina generale. Questo squilibrio sta mettendo a dura prova operatori e strutture e contribuisce a creare condizioni di esasperazione che, troppo spesso, sfociano in episodi di violenza».
Per il presidente dell'Ordine la priorità è portare a compimento la riforma dell'assistenza territoriale:
«Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR devono diventare finalmente una realtà concreta e funzionante. Allo stesso tempo occorre completare l'attuazione dell'Accordo integrativo regionale, rafforzando le Aggregazioni Funzionali Territoriali, la continuità assistenziale e l'emergenza territoriale. Le AFT sono fondamentali per garantire una presa in carico efficace dei pazienti cronici e fragili, assicurare continuità delle cure e intercettare i bisogni di salute prima che si trasformino in accessi impropri ai Pronto soccorso».
Il presidente De Maria affronta senza esitazioni anche il tema dell'appropriatezza degli accessi: «È necessario introdurre il ticket per i codici verdi non seguiti da ricovero perché è cosa nota che ormai è un modo per bypassare le liste d’attesa. Il Pronto soccorso deve tornare a essere il luogo deputato alla gestione delle emergenze e delle urgenze. Non possiamo continuare ad assistere a un utilizzo improprio di servizi già sottoposti a una pressione enorme. Difendere il sistema dell'emergenza significa anche responsabilizzare l'utenza e promuovere percorsi assistenziali appropriati».
Secondo il presidente dell'Ordine, tuttavia, la riforma del territorio da sola non basta: «La carenza di specialisti, l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle patologie croniche e la difficoltà di reperire professionisti in numerose discipline impongono una revisione complessiva dell'organizzazione ospedaliera. Non è più sostenibile immaginare che ogni presidio possa offrire indistintamente tutte le prestazioni. Occorre superare modelli ormai non più adeguati alla realtà attuale».
Da qui la proposta di ridisegnare la rete ospedaliera salentina attribuendo agli ospedali di base e di primo livello una prevalente vocazione medica oppure chirurgica. «Abbiamo bisogno di strutture specializzate nella gestione delle patologie internistiche, della geriatria, della riabilitazione e della fragilità, - precisa De Maria - capaci di alleggerire la pressione sui grandi ospedali e garantire percorsi assistenziali appropriati ai pazienti cronici. Parallelamente è necessario concentrare l'attività chirurgica programmata in poli dedicati, dotati di équipe stabili, tecnologie adeguate e volumi di attività sufficienti a garantire qualità, sicurezza e riduzione delle liste d'attesa».
Per De Maria non si tratta di depotenziare i territori, ma di valorizzarli: «Parlare di vocazione degli ospedali non significa chiudere reparti o ridurre servizi. Significa utilizzare in modo più razionale e moderno le risorse disponibili, assegnando a ogni struttura una missione chiara e sostenibile. Un ospedale organizzato secondo le proprie competenze e dotato del personale necessario offre maggiori garanzie ai cittadini rispetto a un sistema frammentato e costantemente in affanno».
Infine l'appello rivolto alla Regione Puglia, alla Asl di Lecce e ai nuovi vertici della sanità regionale: «È arrivato il momento di aprire un confronto serio sul futuro della sanità salentina. Il completamento della riforma territoriale e il ridisegno della rete ospedaliera rappresentano passaggi indispensabili per garantire cure sicure, ridurre le liste d'attesa, alleggerire la pressione sui Pronto soccorso e migliorare le condizioni di lavoro dei professionisti. Come Ordine dei Medici siamo pronti a fare la nostra parte, mettendo a disposizione competenze, esperienza e conoscenza del territorio. Oggi servono coraggio, visione e capacità di programmazione. Non possiamo più permetterci di governare la sanità inseguendo le emergenze».