Dott. Fabio Tartarini - Psicologo

Dott. Fabio Tartarini - Psicologo [ITA] Psicologo del Benessere Sostenibile. [ENG] Psychologist for your Sustained Well-being. Contattami:
https://linktr.ee/fabiotartarini

[ITA] Psicologo del Benessere Sostenibile. Mi occupo di supportare i miei clienti al raggiungimento del loro miglior sè con tecniche del Self-Empowerment e dello Human Flourishing. Fornisco un approccio a 360° che combina metodi di miglioramento accademico con strategie di miglioramento personale, oltre che di gestione ansia e stress.

[ENG] Chartered Psychologist, I am an academic researcher an

d trainer. I have been an ex-pat myself, so I have experienced the struggles and challenges of being in a new and unknown culture and country. My counselling and workshop sessions adopt a mixed approach derived from Self-Empowerment and Human Flourishing techniques. I have developed a model of Sustainable Well-Being and Human Flourishing that guides my practice. I do believe true happiness needs meaning and purpose in life.

28/05/2026

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"Lasciami andare via!" disse il defunto."Come posso lasciarti andare? Dove trovo le forze per farlo?""Impiega le forze c...
29/04/2026

"Lasciami andare via!" disse il defunto.
"Come posso lasciarti andare? Dove trovo le forze per farlo?"
"Impiega le forze che usi per trattenermi: dirigile verso il tuo cammino di vita. Hai ancora tanto da fare: non sprecare il tuo e il mio tempo. Io ho bisogno di essere libero, io voglio essere libero! Non nutrirti della mia assenza: moriresti e non mi lasceresti mai morire. È il mio momento, non il tuo!"
"Ma io ti voglio ricordare, ti voglio vivere ancora, ti voglio qui con me ogni giorno della mia vita!"
"Facendo così mi legheresti a te in un mondo che non mi appartiene più. Questo non è amore: è possesso! Ora devo continuare il mio cammino. Ci incontreremo ancora, ma in altri mondi. Io voglio liberare entrambi da questa prigionia. È una vita che mi preparo a morire: non rovinarmi questo viaggio!"
"Ho paura di perderti..."
"Hai paura di perdere te stessa. Lasciami andare e incontrati davvero! Facciamo come quando siamo nati: ci diamo appuntamento dall'altra parte e fingiamo di non conoscerci. Saremo diversi: più consapevoli, più attenti, più veri! Ma ci riconosceremo! Sempre! Vivi però il resto dei giorni che ti rimangono come giorni di scoperta: della tua missione di vita! Non perdere tempo a frenare la mia corsa divina! "
"Proverò a lasciarti andare..."
"È l'unico modo. Per incontrarsi davvero."

✍️Elena Bernabè
📷©️ Amanda Cass

Quante volte diciamo "è solo un animale"?Non è una frase detta necessariamente con cattiveria, ma qualcosa che abbiamo i...
25/04/2026

Quante volte diciamo "è solo un animale"?

Non è una frase detta necessariamente con cattiveria, ma qualcosa che abbiamo imparato, quasi senza accorgercene. Un modo di pensare che ci è stato trasmesso, normalizzato, reso invisibile. Eppure, proprio lì dentro, si nasconde un meccanismo consolidato: l'oggettificazione.

Perché nel momento in cui un animale è in vendita ha un prezzo... E quando assegniamo un prezzo a un essere vivente, stiamo facendo molto più di una scelta economica, stiamo decidendo che quel corpo è un oggetto: è disponibile, acquistabile, sostituibile.
Quel corpo cambia significato nella nostra mente. Non più qualcuno da incontrare, ma qualcosa da possedere, da acquistare, da gestire. È un passaggio sottile, ma potente: un corpo che respira, sente, reagisce, viene ridotto a funzione, a merce, a proprietà... E questo non accade “altrove”, lontano da noi, ma dentro ai nostri schemi mentali, nelle abitudini che normalizziamo ogni giorno. L'oggettificazione, infatti, non riguarda solo ciò che facciamo, ma soprattutto come guardiamo. È quello sguardo che, senza intenzione, trasforma un corpo vivo in un oggetto... non nasce da freddezza, ma spesso da abitudine, dalla normalizzazione delle pratiche.

👉 La psicologia lo mostra chiaramente: possiamo imparare a non sentire pienamente alcuni corpi, a ridurre l’empatia senza nemmeno rendercene conto. Non perché non siamo capaci di empatia, ma perché la distribuiamo in modo selettivo. Quando impariamo a disattivarla in un contesto, diventa più facile farlo anche in altri. Quando alcuni corpi diventano invisibili, il confine di ciò che è percepibile come soggetto si restringe.

E no, non è solo una questione animale, ma una questione di come costruiamo il valore dei corpi...
Corpi che valgono perché producono;
Corpi che valgono perché piacciono;
Corpi che valgono perché si possono comprare.

Non si tratta di sentirsi "cattivi" o "buoni". Si tratta di smettere di essere complici di un sistema che trasforma la vita in oggetto.
Le domande pertanto non sono comode:
quali corpi stiamo ancora trattando come cose, senza volerlo vedere e perché? Cosa succede dentro di noi quando un corpo smette di essere “qualcuno” e diventa “qualcosa”?

Non per giudicarsi, ma per tornare a sentire.
Perché riconoscere l’oggettificazione non significa accusarsi, ma aprire uno spazio nuovo: uno spazio in cui forse possiamo ricominciare a vedere.
Non un oggetto. Ma una vita.

Riconoscerlo può essere scomodo. Ma continuare a ignorarlo ha un costo. Sempre.

📷©️ La foto di sfondo è del progetto Filmingforliberation, i commenti sono inseriti a titolo di esempio, non hanno una funzione giudicante, ma servono a mostrare il meccanismo psicologico e provengono da un post accompagnato proprio da questa stessa foto.

- "Maestro, come faccio a guarire dalla mia malattia?"- "Non è della guarigione che ti devi occupare ora. In questo mome...
17/04/2026

- "Maestro, come faccio a guarire dalla mia malattia?"
- "Non è della guarigione che ti devi occupare ora. In questo momento sei chiamato a rimanere nel tuo sintomo, nel tuo fastidio, nel tuo malessere. Non cercare vie di fuga. Resta in quello che c'è ora. Contemplalo, dipingilo, custodiscilo nel tuo cuore, parlaci, dagli attenzione. Per tutto il tempo necessario. Non avere fretta. E' il momento dell'ascolto profondo. Di te stesso".
- "Ma io ho paura della mia malattia".
- "Perché ci hanno insegnato a cancellare qualsiasi sintomo del nostro corpo, come la gomma che corregge nell'immediato un errore della matita. Quando invece è proprio l'errore stesso il nostro più grande maestro. Senza di esso non potremo fare esperienza e crescere, sempre di più. La malattia e l'errore sono dei grandi spiriti che giungono a noi per destarci. Sono gli ambasciatori dell'anima".
- "Maestro, ma la malattia fa male".
- "Non è la malattia a fare male. Ma il nostro tentativo di fuggire da essa. Pensa alla donna che partorisce: se riesce a danzare con il suo dolore il male si attenua, se lo respinge lo sente ancora di più. Siamo chiamati a vivere la malattia con il cuore. Non più con la mente".
- "E la guarigione arriverà?"
- "Arriverà la cura. Di te stesso. E non t'importerà più guarire dalla tua malattia. Vorrai solo vivere. E dedicarti all'ascolto di ogni richiamo della tua anima. Non è questa forse la vera guarigione?"

(Elena Bernabè)

©️📷 Illustrazione di Disegnisottovuoto

- "Nonna, come si fa a superare un momento così buio?"- "Bambina mia, l'oscurità è solo un invito. A liberarti dalla vit...
16/04/2026

- "Nonna, come si fa a superare un momento così buio?"
- "Bambina mia, l'oscurità è solo un invito. A liberarti dalla vita di prima. Si spengono i riflettori su ciò che era per poter vedere ciò che è".
- "In questo momento vedo solo nero".
- "Perché stai cercando la luminosità quando invece è proprio in quel nero che puoi trovare la tua forza. Per rinascere a nuova vita. Non rifiutare il buio, attraversalo".
- "Potrei morire..."
- "Potresti invece solo guarire. Da tutti i tuoi malanni interiori".
- "Nonna, guarire è un'altra cosa. Vuol dire sentirsi bene, in pace con se stessi e con il mondo, significa essere in forma ed avere forze necessarie per affrontare la vita."
- "Bambina mia, ci hanno fatto credere che per stare bene bisogna impiegare il tempo ad allontanare i problemi. Ma la via per l'arricchimento interiore è un altro. Guarire significa avere il coraggio di camminare attraverso la propria oscurità. Non conosco altra via di guarigione se non il viaggio buio e misterioso. Dentro se stessi".

(Elena Bernabè)

«Se continui a cercare il "perché",  potresti non uscirne mai.Eppure è quello che fai. Analizzi. Ricostruisci.Cerchi la ...
12/04/2026

«Se continui a cercare il "perché", potresti non uscirne mai.
Eppure è quello che fai.
Analizzi. Ricostruisci.
Cerchi la causa precisa. Vuoi il perché.
Vuoi la spiegazione giusta. Vuoi "arrivarci".
E intanto resti lì. Per anni.
Il punto è un altro.
La guarigione non è capire di più.
È permettere a ciò che senti di muoversi.
Il dolore non è un enigma. Non è un problema da risolvere.
Chiede spazio. Contatto. Attraversamento.
Ma questo è scomodo.
Perché sentire non lo controlli. Capire sì.
E allora la mente continua a girare.
Cerca. Collega. Spiega.
E ti dà l’illusione di star facendo qualcosa.
Ma stai solo rimandando.
La svolta arriva quando smetti di lottare contro quello che provi.
Quando smetti di inseguire la causa. E inizi a starci dentro.
È lì che qualcosa si scioglie.
Non perché hai capito. Ma perché hai smesso di scappare.
E sì, a volte la comprensione arriva.
Ma dopo.
Come conseguenza. Non come condizione».

(Chiara Pica)

Ci sono momenti in cui ci si sente come un puzzle caduto a terra. Pezzi sparsi ovunque, alcuni lontani, altri che sembra...
10/04/2026

Ci sono momenti in cui ci si sente come un puzzle caduto a terra. Pezzi sparsi ovunque, alcuni lontani, altri che sembrano non incastrarsi più.

Qualcosa si rompe:
una relazione, una certezza, un’idea di sé.
E in quel disordine il cuore può sembrare spezzato, come se non potesse tornare intero.

Ma forse non si tratta di tornare come prima, ma di ricomporsi in un modo nuovo. Ricostruirsi è raccogliere quei pezzi con delicatezza, senza fretta.. è fermarsi a guardare ogni parte di sé, anche quelle che fanno male, e riconoscerle come proprie.. è lasciare andare ciò che non ci rappresenta più, facendo spazio a qualcosa di più autentico.

Non è un percorso lineare. Ci saranno passi avanti, momenti di stanchezza, dubbi, ritorni indietro ed è normale così.

Ricostruirsi non significa “aggiustarsi”,
ma trasformarsi; è un atto di cura, è scegliere, ogni giorno, di restare in ascolto di sé stessi, anche quando è difficile. Il cuore non si ripara tornando indietro, si ricompone andando avanti.

Un pezzo alla volta.
Con pazienza.
Con cura.

E, lentamente, ci si accorge che da quelle crepe non nasce solo fragilità, ma anche nuove possibilità.

Anche quando sembra impossibile, dentro di noi esiste già la capacità di rimetterci insieme ❤️‍🩹

📷©️ Illustrazione di Carolina Zuniga Artworks

– Perché sei scappata?– Credo che tu mi abbia spaventata.– Ti do una notizia! Tutti hanno paura, ma questa non è una buo...
08/04/2026

– Perché sei scappata?
– Credo che tu mi abbia spaventata.
– Ti do una notizia! Tutti hanno paura, ma questa non è una buona ragione per fuggire.

(🎬 The perfect man)

"Fuggire da uno sguardo, da un litigio, dalle nostre emozioni è un modo di fuggire da noi stessi. Rimanere in ciò che ci turba, che ci spaventa e che ci addolora è l’unica via per elaborarlo e per poi andare avanti. Più ricchi e più consapevoli".

Ecco perchè è così importante restare nelle nostre emozioni...

Indirizzo

Lecce
73100

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 21:00
Martedì 10:30 - 21:00
Mercoledì 10:30 - 21:00
Giovedì 10:30 - 21:00
Venerdì 10:30 - 21:00
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Telefono

+393518178169

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