09/06/2026
La salita
Due persone camminavano verso la cima di una collina.
«Guarda, lassù c'è il panorama che sogniamo da tempo», disse la prima.
La seconda sorrise appena e rispose: «Non ce la farai mai. Sei troppo lento. E poi, guarda come cammini.»
Continuarono il percorso.
Ogni volta che la prima persona proponeva una strada, l'altra trovava un difetto. Ogni volta che faceva un passo avanti, qualcuno le ricordava i passi sbagliati del passato. Ogni volta che parlava di un sogno, si sentiva dire che stava perdendo tempo, che avrebbe dovuto fermarsi e rimanere con i piedi per terra a vivere la quotidianità, senza andar lontano.
Passarono i giorni e la salita diventò sempre più pesante.
Finché una mattina la prima persona si fermò e chiese: «Ma tu stai camminando con me o contro di me?»
L'altra non rispose.
Allora si voltò, ringraziò per ciò che aveva imparato e proseguì da sola.
I primi passi furono silenziosi. Poi arrivò una sensazione dimenticata: la leggerezza.
Senza quella voce che la sminuiva, ogni passo sembrava più forte. Senza qualcuno che screditava ogni obiettivo, i sogni tornarono ad avere spazio. Senza quel peso accanto, riscoprì la propria direzione.
E capì una cosa: non sempre ciò che ci impedisce di crescere è la salita. A volte è chi continua a dirci che non siamo in grado di affrontarla.
Allontanarsi da ciò che è tossico non significa perdere qualcuno. A volte significa ritrovare sé stessi.