Dottoressa Pugliese Stefania Psicologa

Dottoressa Pugliese Stefania Psicologa Psicoterapeuta Psicodinamica individuale e di gruppo.

Condivido con grande entusiasmo il mio prossimo impegno in veste di relatrice e moderatrice. ​Avrò il privilegio di coor...
20/05/2026

Condivido con grande entusiasmo il mio prossimo impegno in veste di relatrice e moderatrice.

​Avrò il privilegio di coordinare la presentazione del volume “La cura psicoanalitica: in un intreccio interdisciplinare tra fisica quantistica, filosofia e neuroscienze”, opera del Dottor Benedetto Genovesi (analista ordinario SPI e IPA).

​Il panel vedrà la prestigiosa partecipazione del Dottor Roberto Metrangolo, in qualità di Presidente della SIPP (Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica), offrendo una cornice di altissimo rilievo per il panorama clinico e teorico contemporaneo.

​Il testo si propone come un'estensione transdisciplinare dotata di una rara leggerezza calviniana, capace di far dialogare i concetti cardine della psicoanalisi con i paradigmi della fisica moderna e delle neuroscienze.

Un momento di scambio intellettuale e clinico aperto a tutti i cultori della materia e alle menti curiose.

📌L’ENIGMA DELLA GENERATIVITÀ: TRA DESIDERIO, PENSIERO E LIBERTÀIL DESIDERIO/NON DESIDERIO DI GENITORIALITÀ.​Nella clinic...
27/04/2026

📌L’ENIGMA DELLA GENERATIVITÀ: TRA DESIDERIO, PENSIERO E LIBERTÀ

IL DESIDERIO/NON DESIDERIO DI GENITORIALITÀ.

​Nella clinica contemporanea, il concetto di "istinto materno" inteso come automatismo biologico è considerato un mito semplificatorio. La prospettiva psicodinamica ci insegna che la maternità non è un destino iscritto nel corpo, ma una complessa costruzione psichica che richiede la capacità di fare spazio all'altro, prima nella mente e poi nella vita.

​IL CONCEPIMENTO PSICHICO: PENSARE IL FIGLIO PRIMA DELLA VITA

​Il passaggio cruciale verso la genitorialità non è l'atto biologico, ma la creazione di uno spazio rappresentazionale. Secondo Piera Aulagnier, il bambino nasce come "erede" di un progetto pre-esistente: deve essere sognato, parlato e investito di significato dai genitori molto prima del concepimento fisico.
​Se non si edifica questo "spazio vuoto" mentale, il bambino reale rischia di essere vissuto come un intruso o un parassita del corpo materno. Monique Bydlowski sottolinea a questo proposito l'importanza della "trasparenza psichica" in gravidanza: quel particolare stato in cui il confine tra conscio e inconscio si assottiglia, permettendo alla donna di recuperare memorie infantili e identificarsi profondamente con il nascituro.

​“Per mesi ho guardato la pancia come se non mi appartenesse. Tutti parlavano di vestitini, ma io nella mia testa non avevo una stanza per lui. Ho dovuto iniziare a 'sognarlo' per sentirlo finalmente mio.” (G., 29 anni)

​IL DESIDERIO CONDIVISO: IL FIGLIO COME "TERZO" NELLA COPPIA

​La psicoanalisi relazionale e autori come Filippo Ammaniti pongono l'accento sulla genitorialità come funzione di coppia. Il figlio non nasce solo dall'incontro di due corpi, ma dall'incontro di due storie, due genealogie e due mondi immaginari.
​Quando il desiderio è realmente condiviso, la coppia crea quella che viene definita "funzione genitoriale comune". Il figlio diventa il Terzo, un elemento che non serve a "tappare i buchi" della relazione, ma a testimoniare la sovrabbondanza dell'amore tra i partner. Tuttavia, se il desiderio è unilaterale o usato come collante per una crisi, il bambino rischia di nascere con un carico di aspettative che ne soffocheranno l'autenticità.

​“Non era solo il mio desiderio o il suo. Era qualcosa che sentivamo crescere tra noi due, nelle sere in cui parlavamo di come sarebbe stato il futuro. Desiderarlo insieme ha reso quel bambino 'reale' molto prima che nascesse; era già un ponte tra i nostri due mondi.” (F. e Luca, 36 e 38 anni)

​IL DESIDERIO COME RIPARAZIONE E
"COSTELLAZIONE MATERNA"

​Il bisogno di diventare madre affonda le radici nella storia pulsionale della donna. La psicoanalisi offre diverse lenti per leggere questa spinta:
​La Riparazione Kleiniana: Per Melanie Klein, procreare può essere un atto riparativo per ricostruire internamente l'oggetto buono (la propria madre), sanando i conflitti e i fantasmi distruttivi vissuti durante l'infanzia.

​La Costellazione Materna: Daniel Stern definisce la maternità come una riorganizzazione identitaria radicale. La donna deve negoziare un equilibrio delicato tra se stessa come madre, se stessa come figlia e la propria madre come nonna.

​“Sentivo un vuoto che non era solitudine. Era un bisogno di 'essere necessaria' per qualcuno in modo assoluto. Come se senza un figlio io fossi un libro con le pagine bianche che aspettava solo che qualcuno iniziasse a scriverci sopra.” (S., 39 anni)

​“Desiderare questo figlio è stato come preparare una casa per un ospite che non avevo ancora incontrato. Non volevo 'qualcuno', volevo proprio lui, la possibilità di vedere il mondo attraverso i suoi occhi.” (A., 32 anni)

​IL BAMBINO IMMAGINARIO E IL LUTTO NECESSARIO

​Serge Lebovici evidenzia un compito psichico fondamentale e spesso doloroso: l'elaborazione del lutto del bambino immaginario. Ogni madre crea un figlio ideale che serve a colmare le proprie lacune. La salute della relazione dipende dalla capacità della donna di "uccidere" quel fantasma perfetto per poter finalmente incontrare e accettare il bambino reale.

​“Quando è nato, per i primi giorni piangevo perché non era come lo avevo immaginato. Poi ho capito che quel bambino perfetto della mia mente era solo un'ombra. Amare lui, con le sue coliche e il suo pianto sgraziato, è stato l'inizio della mia vera libertà come madre.” (E., 35 anni)

​LA SCELTA CHILDFREE: L'AUTONOMIA DEL DESIDERIO

​Oggi la psicoanalisi contemporanea, grazie al lavoro di autrici come Joan Raphael-Leff, riconosce che l'identità femminile non coincide necessariamente con la procreazione. Rispettare chi sceglie di non essere madre — o la coppia che sceglie di non procreare — significa validare una configurazione psichica integra e consapevole.
​Generatività Psichica: Come sosteneva Françoise Dolto, la capacità di "dare vita" non si esaurisce nella biologia, ma può esprimersi nell'arte, nel sociale o nella cura di progetti che sopravvivono al Sé.
​La Responsabilità del "No": Riconoscere di non avere "spazio mentale" per un figlio è un atto di onestà e di estrema cura verso la vita, evitando la creazione di un "falso Sé" materno dettato dal dovere sociale.

​“Tutti dicono che mi pentirò. Ma nel mio futuro vedo spazio, silenzio e progetti miei, non vedo una mancanza. Perché il mio corpo dovrebbe essere un destino obbligato?” (L., 31 anni)

​L'ETICA DEL DESIDERIO E LA LIBERTÀ DEL NON-VOLERE

​In conclusione, la riflessione psicodinamica ci porta a una verità ineludibile: la maternità è un atto etico, non biologico. Desiderare un figlio "realmente" — da sole o in coppia — significa essere pronti a ospitare l'alterità. Il vero desiderio è quello che accetta la sfida di amare qualcuno che non ci appartiene. Come sottolinea Massimo Recalcati, la madre non è colei che possiede il figlio, ma colei che sa testimoniare che la vita può avere un senso. Se questo desiderio manca, o è sostituito dal mandato sociale, il legame diventa una prigione.
​Altrettanto fondamentale è la libertà di non desiderare. Una società che colpevolizza chi non procrea nega la soggettività dell'individuo. Rispettare questa scelta significa onorare la molteplicità del femminile. La salute psichica risiede nella coerenza tra il proprio mondo interno e le proprie scelte: solo quando la maternità è una scelta libera, essa può diventare un'esperienza di autentica gioia e creatività.

​“Ho capito che non volevo un bambino, volevo il permesso di essere me stessa senza sentirmi sbagliata. Una volta che mi sono data quel permesso, il 'bisogno' di procreare è svanito, lasciando posto a una libertà che non conoscevo.” (R., 42 anni)

26/11/2025
“Essere accettati dagli altri nonostante si creda di essere fondamentalmente ripugnanti, inaccettabili o sgradevoli è un...
20/11/2025

“Essere accettati dagli altri nonostante si creda di essere fondamentalmente ripugnanti, inaccettabili o sgradevoli è una potente forza risanatrice.”

Yalom

📌Sono aperte le adesioni per le psicoterapie di gruppo.

Presso lo studio di psicoterapia, Piazzetta Eugenio Montale n.2 Lecce

27/07/2025

“Dopo la manipolazione non si guarisce: si rinasce”

Perché il fuoco che ti ha attraversato non ti ha consumato: ti ha forgiato.

La manipolazione non è stata soltanto un veleno lento…
È stata un incendio che ti ha spogliato di ogni certezza, bruciando le fondamenta della tua anima.
Ma quel fuoco non ti ha consumato: ti ha trasformato.
Sei sopravvissuto non per caso, ma perché in te c’era una scintilla che nemmeno l’ombra poteva spegnere.
“Guarire” significa aggiustare ciò che è stato spezzato.
Ma tu non sei un vaso da incollare.
“Rinascere” è accorgerti che non sei mai stato rotto:
eri una forma in trasformazione, in attesa di riconoscersi.
La vera alchimia è accorgerti che non sei la ferita.
È guardarti allo specchio e vedere oltre le cicatrici.
Non devi aggiustarti.
Ricordati chi sei stato da sempre sotto la cenere.
Non sei piombo che deve essere riparato.
Sei oro che la polvere aveva coperto.
E ora quell’oro brilla, non perché qualcuno l’ha lucidato,
ma perché tu hai scelto di emergere.
La manipolazione era un inganno, un teatro costruito per farti dimenticare la tua forza.
Tu sei la rivelazione che l’ombra non aveva previsto.
Non ti hanno distrutto:
ti hanno reso incandescente.
Chi voleva spegnerti…
non sapeva che stava alimentando la scintilla
che ti avrebbe reso inestinguibile.
Era scritto che il fuoco che ti voleva divorare sarebbe diventato il tuo stesso respiro.
E se ti dicessi che la tua rinascita
non è mai dipesa da loro?
- Non da chi ti ha ferito
- Non da chi ti ha tradito
- Nemmeno dal tempo
È sempre dipesa da una sola scelta: vederti per ciò che sei.
Non sei cambiato per ciò che hai subito.
Sei cambiato per ciò che hai scelto di diventare.

Il dolore è stato il portale.

"Il viaggio che sto facendo è dentro di me. Proprio come il sangue scorre nelle vene, quello che vedo è il mio io interi...
08/09/2024

"Il viaggio che sto facendo è dentro di me. Proprio come il sangue scorre nelle vene, quello che vedo è il mio io interiore, e quello che sembra minaccioso è solo l'eco della paura nel mio cuore. Non importa cosa mi aspetti dall'altra parte, o se passo attraverso l'oscurità e il silenzio o incontro fantasmi o mostri. Non so cosa mi aspetta. Ma ho forza nel mio corpo e chiarezza nella mia mente per andare fino in fondo.
Questo è il mio viaggio, e sono sulla buona strada."

~Haruki Murakami

"Sono arrivato alla conclusione spaventosa che io sono l'elemento decisivo della mia vita. Io possiedo l'enorme potere d...
03/09/2024

"Sono arrivato alla conclusione spaventosa che io sono l'elemento decisivo della mia vita. Io possiedo l'enorme potere di rendere la mia vita miserabile o allegra. Per gli altri e con me stesso, posso essere uno strumento di tortura o uno strumento di ispirazione. È la mia risposta che decide se una crisi si scatenerà o no. Sono le mie azioni che decidono se io mi nobilisco o mi degrado, e se umanizzano o disumanizzano gli altri. Io sono il potere della mia vita".
Johann Goethe

🥀✨️
31/07/2024

🥀✨️

"Ho dovuto imparare di nuovo come si fa'.Come si fa a respirare, dopo un calcio in pieno petto, quando senti bruciare de...
16/07/2024

"Ho dovuto imparare di nuovo come si fa'.
Come si fa a respirare, dopo un calcio in pieno petto, quando senti bruciare dentro e non capisci bene dove.
Come si fa a restare in bilico, mentre mani invisibili ti tirano giù.
Come si fa a non sentire, mentre il rumore della paura ti martella la testa e non riesci a più a pensare.
Come si fa a restare a guardare, senza poter muovere un passo mentre stai per sprofondare.
Ho dovuto restare, mentre la vita stringeva la presa ed il sangue faceva dolore nel circolare.
E poi ho dovuto ricordare.
Ricordare che il male molto spesso ha il volto delle persone che hai amato.
E ho dovuto sforzarmi, di non diventare come loro.
E facendo questo, ho perso la parte più bella di me.
Quella che non conosceva la parola indifferenza".

"Un giorno mi perdonerò. Del male che mi sono fatta. Del male che mi sono fatta fare. E mi stringerò così forte, da non ...
07/07/2024

"Un giorno mi perdonerò. Del male che mi sono fatta. Del male che mi sono fatta fare. E mi stringerò così forte, da non lasciarmi più."

Emily Dickinson 📖

Indirizzo

Piazzetta Eugenio Montale, 2
Lecce
73100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 21:00

Telefono

+393208652466

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dottoressa Pugliese Stefania Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare