Spazio Sicuro EMDR

Spazio Sicuro EMDR Responsabile clinico Dr.ssa Laura Corvaglia, Psicoterapeuta e Supervisore EMDR Europe. Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Svolge attività di progettista.

Spazio Sicuro - centro EMDR Bambini e Adolescenti
Contatti: 347/1108358 email:[email protected] Practioner EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Collabora con Egheiro, Centro di Psicotraumatologia e Terapia Emdr, di Lecce, via Cerrate Casale, 52. Socio fondatore di Stasis, onlus di Utilità sociale, sita in Lecce. Psicoterapeuta cognitiva dell’Età evolutiva. Collabora con Gi

ocoGiocando, Familiae onlus
Collabora con l’associazione Donne e Politiche Familiari presso la casa Internazionale della Donna di Roma. Consulente Tecnico di Parte in cause di separazione e divorzio e affidamento dei figli minori. Psicologa per progetti di psicologia scolastica sulla prevenzione dei
comportamenti aggressivi e sulla violenza di genere. Psicologa conduttrice di corsi di formazione per insegnanti. Psicologa conduttrice di corsi di Sostegno alla Genitorialità. Conduttrice di gruppi terapeutici.

Urlare non ci rende cattivi genitori. Ci rende semplicemente esseri umani.Quante volte ci siamo ritrovati a ripetere la ...
11/06/2026

Urlare non ci rende cattivi genitori. Ci rende semplicemente esseri umani.

Quante volte ci siamo ritrovati a ripetere la stessa cosa dieci, venti volte, fino a perdere la pazienza e alzare la voce? Essere genitori è faticoso. Ci sono giornate in cui la stanchezza, le preoccupazioni e il senso di impotenza prendono il sopravvento. Urlare non ci rende cattivi genitori: ci rende semplicemente esseri umani. ❤️

Eppure, quando un bambino viene sgridato o riceve un urlo, spesso non impara davvero la regola. Il suo cervello si concentra sulla paura, sul disagio o sul bisogno di difendersi, non sul significato di ciò che stiamo cercando di insegnargli. 🧠

Dietro un comportamento difficile c’è quasi sempre un bisogno, un’emozione o una difficoltà che il bambino non riesce ancora a esprimere in modo adeguato. Per questo la sintonizzazione rimane uno degli strumenti più potenti che abbiamo: fermarci, osservare, cercare di comprendere cosa sta accadendo dentro di lui prima ancora che fuori.

Sintonizzarsi non significa essere permissivi o rinunciare alle regole. Significa accompagnare il bambino nel comprenderle, mantenendo la relazione come luogo sicuro in cui imparare. 💙

Le regole aiutano a crescere. La connessione aiuta a farle proprie.

E spesso un bambino ascolta molto di più quando si sente compreso che quando si sente spaventato.

“I bambini hanno bisogno di limiti, ma imparano davvero attraverso la relazione.” ❤️

👩🏻‍⚕️ Dott.ssa Laura Corvaglia - Supervisore EMDR, Responsabile Centro Clinico Spazio Sicuro, Lecce Laura Corvaglia
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Overthinking e rimuginazione in adulti e adolescentiOverthinking e rimuginazione sono fenomeni sempre più frequenti sia ...
04/06/2026

Overthinking e rimuginazione in adulti e adolescenti

Overthinking e rimuginazione sono fenomeni sempre più frequenti sia negli adolescenti che negli adulti. Spesso vengono interpretati come un semplice “pensare troppo”, ma in alcuni casi possono rappresentare strategie sviluppate per affrontare esperienze difficili, stressanti o traumatiche. 🧠

Comprendere la funzione di questi meccanismi è il primo passo per sviluppare modalità più sane di gestione delle emozioni e dell’incertezza. 💙

Dietro il continuo analizzare, prevedere e preoccuparsi, a volte c’è una mente che sta cercando di proteggersi. Già in adolescenza possiamo sperimentare che, a fronte di uno stress prolungato, il tentativo di comprendere può diventare un’abitudine alla proliferazione dei pensieri. Non esiste una sola causa: ansia, perfezionismo e insicurezza possono contribuire, ma anche esperienze traumatiche precoci o emotivamente difficili possono mantenere il sistema nervoso in uno stato di allerta.

Dopo eventi dolorosi, imprevedibili o invalidanti, il sistema nervoso può imparare che il mondo non è del tutto sicuro. Da qui nasce la tendenza a monitorare continuamente ciò che potrebbe andare storto. La mente può arrivare a credere: “Se prevedo ogni possibilità, sarò al sicuro”, “Se analizzo tutto, eviterò di soffrire ancora”. Non è debolezza. È un tentativo di protezione. 💛

Il paradosso è che più cerchiamo di controllare ogni scenario, più ansia e incertezza tendono a crescere. Ciò che nasce per proteggerci può finire per intrappolarci.

Riconoscere questi schemi, comprenderne l’origine e sviluppare nuove strategie di regolazione emotiva può ridurre il bisogno costante di controllare e prevedere tutto. Quando overthinking e rimuginazione sono collegati a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti, l’EMDR può aiutare a rielaborare ciò che mantiene il sistema nervoso in allerta. 🌱

A volte il problema non è pensare troppo. È il dolore che la mente sta ancora cercando di gestire.

👩🏻‍⚕️ Dott.ssa Alessia Vilei - Psicoterapeuta EMDR alessiavileipsicologa
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Il conforto mancatoCi sono bambini che non ricordano urla, violenze o eventi eclatanti. Ricordano, invece, la sensazione...
28/05/2026

Il conforto mancato

Ci sono bambini che non ricordano urla, violenze o eventi eclatanti. Ricordano, invece, la sensazione di essere soli mentre avevano paura. Di piangere senza essere consolati. Di sentirsi “troppo” nelle loro emozioni. 💙

Nell’ottica EMDR, il trauma non è definito soltanto da ciò che accade, ma anche da ciò che manca. Il mancato conforto, l’assenza di uno sguardo rassicurante, di una voce capace di regolare la paura o il dolore, può lasciare nel sistema nervoso una traccia profonda.

Un bambino non ha bisogno di genitori perfetti. Ha bisogno di adulti sufficientemente presenti, capaci di aiutarlo a dare senso alle emozioni e a sentirsi al sicuro nella relazione. Quando questo non accade ripetutamente, il cervello può organizzarsi intorno a convinzioni dolorose:

“Devo cavarmela da solo.”

“Le mie emozioni non contano.”

“Se sto male, nessuno arriverà.”

Da adulti, queste memorie possono riattivarsi nelle relazioni affettive, nella paura dell’abbandono, nell’iper-indipendenza, nella difficoltà a fidarsi o nel bisogno continuo di conferme. 💛

La terapia EMDR aiuta a raggiungere queste esperienze precoci, spesso silenziose e difficili da raccontare, permettendo alla persona di rielaborarle e costruire nuove esperienze emotive più sicure e integrate.

Perché a volte il trauma non nasce solo dal dolore vissuto.

Nasce dal dolore vissuto da soli. 🌱

👩🏻‍⚕️ Dott.ssa Laura Corvaglia - Supervisore EMDR, Responsabile Centro Clinico Spazio Sicuro, Lecce lauracorvaglia
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27/05/2026

Nel 1987, una delle scoperte più importanti nella storia della psicoterapia del trauma non nasce in un laboratorio.
Nasce durante una passeggiata in un parco... Los Gatos, California.

Francine Shapiro aveva 39 anni. Non era una neuroscienziata famosa. Non dirigeva un grande centro di ricerca. Era una donna che aveva attraversato il cancro, la paura, il peso di pensieri che continuavano a vivere nel corpo anche quando il pericolo era finito. E durante quella passeggiata nota qualcosa di strano.

Un ricordo disturbante emerge. L’ansia sale. Il corpo si attiva.

Poi succede qualcosa.

Mentre i suoi occhi si muovono spontaneamente seguendo la luce tra gli alberi, il ricordo perde improvvisamente intensità emotiva.

Il pensiero rimane.
Ma il terrore no.

Si ferma.
Prova di nuovo.
Riporta volontariamente alla mente il ricordo.
Muove gli occhi da destra a sinistra.

E succede ancora... L’attivazione diminuisce.

Oggi sembra quasi normale parlarne. Ma negli anni ’80 questa idea era quasi eresia. La psichiatria del trauma si basava soprattutto su un principio: parlare, analizzare, rivivere.

Per molte persone funzionava. Per molte altre no.

Veterani di guerra, sopravvissuti ad aggressioni, persone traumatizzate passavano anni a raccontare il dolore senza riuscire davvero a liberarsene. E spesso, quando il trattamento non funzionava, il problema veniva attribuito al paziente:
“non si sta impegnando abbastanza”.

Shapiro iniziò allora a studiare quel fenomeno in modo rigoroso.
Testò il metodo, raccolse dati, costruì un protocollo clinico. Lo chiamò EMDR: Eye Movement Desensitization and Reprocessing.

All’inizio venne derisa.Molti accademici considerarono l’idea assurda. Come poteva il movimento degli occhi modificare la memoria traumatica? Ma i risultati clinici continuarono ad accumularsi.

Persone bloccate da anni in:
• incubi
• ipervigilanza
• attacchi di panico
• memorie intrusive

cominciavano finalmente a sentire che il ricordo apparteneva al passato… invece che al presente.

Ancora oggi non comprendiamo completamente tutti i meccanismi neurobiologici coinvolti.
Le ipotesi parlano di integrazione mnestica, REM, working memory, riconsolidamento della memoria. Ma una cosa è chiara: il cervello non sempre ha bisogno di “capire di più”. A volte ha bisogno di poter rielaborare ciò che non è riuscito a digerire.
Ed è forse questo uno degli aspetti più rivoluzionari dell’EMDR: non cancellare il ricordo, ma togliere al ricordo il potere di continuare a ferire il presente.

Francine Shapiro ha cambiato il modo in cui comprendiamo il trauma... e tutto è iniziato durante una passeggiata.

ADHD ed EMDR: quando le esperienze diventano ferite emotiveL’Attention Deficit Hyperactivity Disorder è un disturbo del ...
21/05/2026

ADHD ed EMDR: quando le esperienze diventano ferite emotive

L’Attention Deficit Hyperactivity Disorder è un disturbo del neurosviluppo che coinvolge attenzione, impulsività, iperattività e regolazione emotiva.

Tuttavia, la sofferenza di molti bambini e adolescenti con ADHD non riguarda esclusivamente i sintomi del disturbo, ma anche l’impatto emotivo delle esperienze vissute nel tempo. 💙

Critiche ripetute, fallimenti scolastici, difficoltà relazionali, esclusione sociale e continui feedback negativi possono contribuire allo sviluppo di bassa autostima, vergogna, ansia, ipervigilanza, disregolazione emotiva e un senso persistente di inadeguatezza.

Quando tali esperienze si ripetono in modo cronico durante lo sviluppo, possono assumere una valenza traumatica relazionale. Il trauma evolutivo, infatti, non deriva necessariamente da un singolo evento acuto, ma può costruirsi progressivamente attraverso esperienze reiterate di invalidazione, frustrazione e mancata sintonizzazione emotiva. 🧠

In questo contesto, l’EMDR può rappresentare uno strumento utile all’interno di una presa in carico integrata. Pur non trattando direttamente i sintomi core dell’ADHD, può aiutare nell’elaborazione delle esperienze emotivamente stressanti associate al disturbo, favorendo l’integrazione delle memorie traumatiche, la riduzione dell’iperattivazione emotiva, una maggiore regolazione affettiva, la ristrutturazione delle convinzioni negative su di sé e lo sviluppo di un’immagine di sé più integrata e competente. ✔️

Comprendere l’ADHD significa quindi considerare non solo il funzionamento attentivo e comportamentale, ma anche l’esperienza emotiva e relazionale del bambino e dell’adolescente nel proprio contesto di vita. ✨

👩🏻‍⚕️ Dott.ssa Valentina Nicolì - Practitioner EMDR
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Ieri abbiamo avuto il piacere di condividere con i colleghi di EMDR Malta un workshop dedicato all’utilizzo della terapi...
20/05/2026

Ieri abbiamo avuto il piacere di condividere con i colleghi di EMDR Malta un workshop dedicato all’utilizzo della terapia EMDR e, in particolare, al ruolo della narrativa nei diversi setting terapeutici e nelle differenti situazioni cliniche. 🌍

La Dott.ssa Laura Corvaglia, responsabile clinico di Spazio Sicuro – Centro EMDR bambini e adolescenti, e la Dott.ssa Paola Serravezza, responsabile clinico di Eghèiro, hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con professionisti provenienti da contesti clinici differenti, in un dialogo ricco di scambio, riflessione e crescita professionale. 💙

Parlare di narrativa in EMDR significa parlare della possibilità di aiutare le persone a dare senso, continuità e integrazione alle proprie esperienze traumatiche, rispettando tempi, risorse e specificità di ogni storia. ✨

È stato un vero onore poter condividere esperienza clinica, strumenti di lavoro e riflessioni con colleghi così attenti e partecipi. 🙏

Grazie a EMDR Malta per l’accoglienza, l’ascolto e la sensibilità dimostrata durante questo importante momento di confronto internazionale.

14/05/2026
Quando il cervello adolescente si smarrisce: la violenza che non nasce dal male, ma dal caos dentroCi sono fatti di cron...
14/05/2026

Quando il cervello adolescente si smarrisce: la violenza che non nasce dal male, ma dal caos dentro

Ci sono fatti di cronaca che ci lasciano senza fiato. Non solo per la violenza in sé, ma per l’apparente assenza di empatia di chi la compie. Come il recente episodio delle due ragazze che hanno filmato l’aggressione di un’amica, aizzandole contro il loro cane rottweiler, senza fermarsi, senza sentire, senza vedere davvero ciò che stava accadendo. 💔

La risposta non è semplice, ma è scritta nel modo in cui il cervello adolescente funziona.

Il cervello adolescente è un luogo in costruzione. L’amigdala è il fuoco, la prima ad accendersi: vede una sfida, un’emozione forte, un’occasione per sentirsi parte del gruppo… e scatta. La corteccia prefrontale invece è il freno — ma nell’adolescenza è ancora in fase di montaggio. E quando l’amigdala esplode, non riesce a parlare abbastanza forte. 🧠

Davanti agli altri, il cervello adolescente cambia forma: la responsabilità si diluisce, l’empatia si abbassa, il bisogno di appartenere diventa più forte della paura. E guardare attraverso uno schermo crea una barriera invisibile: la sofferenza dell’altra diventa immagine, non esperienza. Il dolore perde peso. La realtà sembra un gioco.

Non è una giustificazione. È una spiegazione. E capire è l’unico modo per prevenire. 💙

E la ragazza che subisce? Il suo cervello fa ciò che può per sopravvivere. Si immobilizza. Congela. Registra tutto in frammenti sensoriali. È un trauma che può restare nel corpo molto a lungo.

L’EMDR lavora proprio lì, dove la mente si è bloccata: per chi ha subito, ricuce la memoria traumatica e restituisce sicurezza; per chi ha agito, aiuta a riconoscere ciò che sente davvero, riduce l’impulsività e costruisce empatia e responsabilità. 🌱

Gli adolescenti non sono persi. Sono in cammino. E noi adulti siamo la strada sotto i loro piedi.

👩🏻‍⚕️ Dott.ssa Anna Mazzotta - Practitioner EMDR
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Genitorialità adottiva consapevoleDiventare genitori attraverso l’adozione significa entrare in una relazione che ha una...
07/05/2026

Genitorialità adottiva consapevole

Diventare genitori attraverso l’adozione significa entrare in una relazione che ha una storia prima dell’incontro. Non è un dettaglio, è il punto di partenza. Integrare questo cambia il modo in cui si leggono i comportamenti, le emozioni, le fatiche quotidiane. 💙

Molte reazioni del bambino hanno radici in esperienze precedenti non ancora integrate. Ciò che appare opposizione, chiusura o rabbia è spesso un tentativo di adattamento a qualcosa che è stato vissuto come minaccioso. Il legame non nasce automaticamente con l’adozione: la fiducia si costruisce attraverso esperienze ripetute di sicurezza.

Quando il bambino allontana, non sempre sta rifiutando il genitore. Sta proteggendo sé stesso da qualcosa che ha già conosciuto. E molte esperienze precoci non sono verbalizzate, ma restano nel corpo sotto forma di attivazioni fisiologiche — una memoria implicita che non ha ancora trovato parole. 🧠

Non serve essere genitori perfetti. Serve essere prevedibili, regolati, presenti nel tempo. La ripetizione di esperienze coerenti è ciò che modifica gradualmente le aspettative relazionali del bambino. Le regressioni non indicano un fallimento: possono rappresentare momenti in cui il bambino prova a riattraversare tappe evolutive in un contesto più sicuro. 💛

Prima di ogni intervento, è la qualità della relazione che crea le condizioni per il cambiamento. La presenza emotiva del genitore diventa un’esperienza nuova che il sistema nervoso può iniziare a integrare. E anche il genitore ha bisogno di sostegno: avere uno spazio di confronto, anche terapeutico, aiuta a mantenere una posizione più stabile e meno reattiva nella relazione.

Il tempo è una variabile clinica. Non si tratta solo di crescere insieme, ma di permettere a un sistema nervoso di riorganizzarsi. Questo richiede tempo, ripetizione e continuità. I cambiamenti più profondi sono spesso quelli meno immediati. 🌱

La genitorialità adottiva non si gioca sull’intensità dell’amore, ma sulla capacità di trasformarlo in esperienza relazionale stabile, comprensibile e regolata. È lì che il passato può iniziare, lentamente, a perdere la sua forza nel presente.

👩🏻‍⚕️ Dott.ssa Selenia Greco - Practitioner EMDR Selenia Greco - choros Spazio di Cura del Sé
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Indirizzo

Via Enzo Estrafallaces, 36
Lecce
73100

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