19/08/2026
👨👧 Tre mesi a casa dopo la nascita di sua figlia. E oggi Enrico dice: “Mi chiedo come si possa vivere la paternità diversamente”.
Quando nel luglio 2023 è nata Cecilia, Enrico Turrini, project manager, ha potuto usufruire del Baby Leave introdotto da Nespresso: tre mesi di congedo di paternità retribuiti al 100%.
Per lui, abituato a sentirsi quasi in colpa persino prendendo due settimane di ferie, la sorpresa più grande è stata poter lasciare il lavoro senza ansia: niente mail da controllare, niente sensazione di dover rientrare prima. Solo il tempo per la sua nuova famiglia.
Enrico racconta di aver vissuto quei tre mesi quasi come tre fasi diverse. ❤️
Il primo mese è stato soprattutto per sua moglie: mentre lei si occupava della neonata, lui sentiva che il suo compito fosse prendersi cura della mamma.
Il secondo è stato quello della scoperta di Cecilia: imparare a conoscerne i pianti, i bisogni, i piccoli segnali e costruire giorno dopo giorno il proprio rapporto con lei.
Il terzo, invece, è servito alla famiglia per trovare un nuovo equilibrio prima del ritorno alla normalità.
Oggi Cecilia sta per iniziare la scuola dell'infanzia ed Enrico racconta che lui e sua moglie sono diventati “totalmente intercambiabili” nella gestione della figlia. È lui, ad esempio, ad accompagnarla al nido e ad andarla a prendere grazie alla flessibilità lavorativa. Piccole routine quotidiane che hanno contribuito a creare un legame fortissimo tra padre e figlia.
Un'esperienza che gli ha fatto cambiare anche il modo di vedere la distribuzione dei carichi familiari.
Nel frattempo, in Italia continua il dibattito sul congedo parentale paritario: una proposta di legge di iniziativa popolare chiede cinque mesi per ciascun genitore, alle stesse condizioni e con il 100% dello stipendio, e ha già raggiunto 50mila firme.
Simona Liguoro, direttrice HR, dice: “Quando sappiamo che un dipendente sta per diventare papà, non gli chiediamo se usufruirà del Baby leave, ma quando andrà in Baby leave. E ci organizziamo di conseguenza. Questo cambia completamente la prospettiva. E ha un impatto positivo anche per chi resta perché per tre mesi i colleghi possono sperimentarsi in un nuovo ruolo. Questo significa che le competenze si allargano e che un domani, quando una determinata posizione si libererà, loro saranno pronti. È l’intero team che impara a riorganizzarsi”.