15/09/2026
Quante domande facciamo ai nostri figli durante una giornata?
“Com’è andata a scuola?”
“Hai fatto i compiti?”
“Perché hai fatto così?”
“Sei arrabbiato?”
Sono domande che nascono spesso dalla preoccupazione, dall’interesse o semplicemente dal desiderio di sapere come stanno.
Eppure, a volte, possono ottenere proprio l’effetto contrario: una risposta breve, un “non lo so”, oppure il silenzio.
Non perché nostro figlio non voglia parlarci.
Forse perché in quel momento non si sente davvero invitato a raccontare.
La differenza, allora, non sta sempre nel trovare la domanda perfetta.
Sta anche nel modo in cui la facciamo e, soprattutto, nella nostra capacità di ascoltare la risposta senza correggere subito, giudicare o cercare una soluzione.
Possiamo fare una domanda per capire.
Oppure per controllare.
Possiamo chiedere perché siamo curiosi di quello che sta vivendo.
Oppure perché abbiamo già deciso quale dovrebbe essere la risposta.
E questa differenza, anche se sembra piccola, nelle relazioni può cambiare molto.
💬 Qual è la domanda che ti viene più spontaneo fare a tuo figlio?