Sara Rimoldi, Mediatrice Familiare

Sara Rimoldi, Mediatrice Familiare Mediazione Familiare, Mediazione Scolastica, Mediazione Sociale, Sostegno alla Genitorialità.

Quante domande facciamo ai nostri figli durante una giornata?“Com’è andata a scuola?”“Hai fatto i compiti?”“Perché hai f...
15/09/2026

Quante domande facciamo ai nostri figli durante una giornata?

“Com’è andata a scuola?”
“Hai fatto i compiti?”
“Perché hai fatto così?”
“Sei arrabbiato?”

Sono domande che nascono spesso dalla preoccupazione, dall’interesse o semplicemente dal desiderio di sapere come stanno.

Eppure, a volte, possono ottenere proprio l’effetto contrario: una risposta breve, un “non lo so”, oppure il silenzio.

Non perché nostro figlio non voglia parlarci.

Forse perché in quel momento non si sente davvero invitato a raccontare.

La differenza, allora, non sta sempre nel trovare la domanda perfetta.

Sta anche nel modo in cui la facciamo e, soprattutto, nella nostra capacità di ascoltare la risposta senza correggere subito, giudicare o cercare una soluzione.

Possiamo fare una domanda per capire.
Oppure per controllare.
Possiamo chiedere perché siamo curiosi di quello che sta vivendo.
Oppure perché abbiamo già deciso quale dovrebbe essere la risposta.

E questa differenza, anche se sembra piccola, nelle relazioni può cambiare molto.

💬 Qual è la domanda che ti viene più spontaneo fare a tuo figlio?

Prima di pensare alla scuola, fermiamoci un momento. Tra pochi giorni ricominceranno sveglie presto, zaini, compiti, att...
11/09/2026

Prima di pensare alla scuola, fermiamoci un momento. Tra pochi giorni ricominceranno sveglie presto, zaini, compiti, attività, impegni e incastri.

E mentre pensiamo a tutto quello che dovremo organizzare, possiamo fermarci anche su una cosa meno visibile: come vogliamo stare insieme nei prossimi mesi?
L'estate, con i suoi ritmi diversi, ci ha forse regalato momenti che durante l'anno facciamo più fatica a trovare: una passeggiata, una chiacchierata, una risata… Un tempo condiviso senza dover correre da qualche parte.

Ora, senza pensare di provare a portare tutta la leggerezza delle vacanze dentro la routine, possiamo chiederci cosa di quel tempo insieme vorremmo conservare.
Forse non saranno grandi cambiamenti, magari saranno dieci minuti a tavola senza telefoni, una sera alla settimana insieme, una domanda fatta senza avere già pronta la risposta.

Perché quando ricomincia la scuola ricomincia anche la nostra routine di famiglia. E possiamo scegliere, almeno in parte, come vogliamo farlo. 💜

💬 C'è qualcosa dell'estate che vorresti riuscire a portare con te anche nella vostra quotidianità?

A volte, quando nostro figlio ci racconta qualcosa, siamo così concentrati sul bisogno di aiutarlo che iniziamo subito a...
08/09/2026

A volte, quando nostro figlio ci racconta qualcosa, siamo così concentrati sul bisogno di aiutarlo che iniziamo subito a cercare una soluzione.

Facciamo domande, diamo consigli, raccontiamo cosa avremmo fatto noi.
Oppure, senza accorgercene, minimizziamo quello che sta provando.

Ma prima di tutto questo c'è una cosa che possiamo fare: ascoltare.

E ciò, in ogni caso, non significa essere sempre d'accordo, non significa lasciare che un figlio faccia tutto ciò che vuole. E non significa rinunciare al nostro ruolo di genitori.

Significa creare uno spazio in cui possa esprimersi senza avere la sensazione che ogni parola diventerà immediatamente un giudizio, una lezione o una soluzione.

Perché il dialogo non si costruisce soltanto nelle grandi conversazioni. Si costruisce nelle piccole risposte che diamo ogni giorno.

E sono proprio quelle risposte che, nel tempo, possono insegnare a un figlio che parlare di ciò che prova è possibile.

💬 Qual è la frase che ti viene più difficile usare con tuo figlio?

Salva il post per quando potrebbe servirti.

In questi giorni ho letto una riflessione di Umberto Galimberti sul rapporto tra genitori e figli che mi ha fatto pensar...
03/09/2026

In questi giorni ho letto una riflessione di Umberto Galimberti sul rapporto tra genitori e figli che mi ha fatto pensare molto al mio lavoro.

Galimberti pone al centro una cosa che, nella complessità della vita familiare, rischiamo a volte di dimenticare: la qualità della relazione viene prima di molte altre cose.

Non significa che regole, responsabilità e autorevolezza non siano importanti.

Significa che tutto questo può funzionare diversamente quando un figlio sa di essere ascoltato, riconosciuto e accolto.

Mi ha colpito soprattutto il suo invito a non fermarsi alla comunicazione pratica.

Non soltanto:
"Hai fatto i compiti?"
"Stai attento."
"Copriti."

Ma anche:
"Come stai?"
"Cosa ne pensi?"
"C'è qualcosa che ti preoccupa?"

Da mediatrice familiare, aggiungerei un altro elemento: non possiamo pensare che una relazione sana sia una relazione senza conflitti.

Genitori e figli possono avere opinioni diverse, arrabbiarsi, non comprendersi.

Il punto è che anche nel disaccordo dovrebbe rimanere possibile sentirsi parte della stessa relazione.

Perché un figlio non ha bisogno di un genitore che gli dia sempre ragione.

Ha bisogno di un adulto che sappia dirgli anche dei no, porre dei limiti e, allo stesso tempo, fargli sentire che il legame non viene meno.

È lì che affetto e autorevolezza possono incontrarsi.

💬 E nella tua famiglia quanto spazio c'è per parlare non solo di ciò che si deve fare, ma anche di ciò che si sente?

Settembre si avvicina e, quasi senza accorgercene, iniziamo già a riempirlo. Scuola, lavoro, sport, corsi, appuntamenti,...
26/08/2026

Settembre si avvicina e, quasi senza accorgercene, iniziamo già a riempirlo. Scuola, lavoro, sport, corsi, appuntamenti, orari da incastrare.

Ma prima di organizzare tutto ciò che dobbiamo fare, possiamo fermarci a pensare anche a come vogliamo stare insieme nei prossimi mesi.

Perché ogni ripartenza porta con sé un nuovo equilibrio.

I figli crescono, cambiano le loro esigenze, aumentano le responsabilità e ciò che funzionava fino a qualche mese fa potrebbe aver bisogno di essere rivisto.

Non è necessario avere tutto sotto controllo fin dal primo giorno.
Possiamo osservare, parlarne insieme e modificare strada facendo ciò che non funziona.

E magari scegliere di proteggere fin da subito anche qualche spazio vuoto: per riposare, raccontarsi, stare insieme senza dover necessariamente fare qualcosa.

Prepararsi a settembre, allora, può significare anche questo:
non soltanto organizzare meglio il tempo, ma decidere quale spazio vogliamo lasciare alle nostre relazioni dentro quel tempo. 💜

Salva questo carosello e riprendilo quando inizierai a organizzare la vostra nuova routine.

Possiamo amare profondamente una persona e, allo stesso tempo, non capire una sua scelta, una reazione, un bisogno. Perc...
18/08/2026

Possiamo amare profondamente una persona e, allo stesso tempo, non capire una sua scelta, una reazione, un bisogno. Perché volersi bene non ci rende automaticamente capaci di comprenderci.

Succede nelle coppie, tra genitori e figli e anche nelle famiglie più unite.

Le incomprensioni non sono necessariamente il segnale che qualcosa non funziona. Diventano più difficili da gestire quando smettiamo di essere curiosi del punto di vista dell'altro e iniziamo a dare per scontato di sapere già cosa pensa, cosa prova o perché si comporta in un certo modo.

È qui che il dialogo può fare la differenza.

Non per arrivare sempre alla stessa opinione, ma per riuscire a riconoscere anche una prospettiva diversa dalla propria.

In fondo, comprendersi significa continuare a lasciare aperto uno spazio in cui potersi incontrare. 💜

Ogni genitore dice, prima o poi, frasi come "Stai attento" o "Non correre".Ed è normale.Nascono dal desiderio di protegg...
14/08/2026

Ogni genitore dice, prima o poi, frasi come "Stai attento" o "Non correre".

Ed è normale.

Nascono dal desiderio di proteggere i propri figli.

Ma crescere significa anche imparare a osservare, valutare e affrontare il mondo con fiducia.

Per questo, quando è possibile, possiamo provare a trasformare alcuni messaggi.

Non per essere genitori perfetti.

Ma per aiutare i bambini a sviluppare autonomia, senso di responsabilità e fiducia nelle proprie capacità.

A volte basta cambiare qualche parola.

E con il tempo, può cambiare anche il modo in cui un figlio guarda se stesso.

C'è una frase che ti ritrovi a ripetere spesso ai tuoi figli?

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