Sguardo dentro di me

Sguardo dentro di me Nella vita "rincorro emozioni, inciampo negli sguardi e colleziono cicatrici". Che cos'è Sguardo dentro di me? Uno spazio dedicato alla psicologia.

Un luogo per scoprire qualcosa in più su di sé e per allenarsi a trovare lo straordinario nell'ordinario della nostra quotidianità.

solo cose belle 💐
21/03/2024

solo cose belle 💐

Mi piace pensare alla vita come a una danza, non solo diversa per ognuno, ma anche variabile nel corso del tempo, pur co...
02/09/2023

Mi piace pensare alla vita come a una danza, non solo diversa per ognuno, ma anche variabile nel corso del tempo, pur conservando sempre per ciascuno di noi un’impronta specifica, unica e personale che ci distingue gli uni dagli gli altri, una sorta di movimento caratteristico. Mi piace chiamarlo il nostro movimento originario.

Nella stanza di analisi di movimenti originari ne ho incontrati diversi, ogni volta da esplorare in punta di piedi con estrema delicatezza per non correre il rischio di produrre un disequilibrio e di far inciampare il danzatore nei suoi stessi passi. I nostri movimenti originari, infatti, sono ciò che ci permette di stare in piedi nel mondo, di muoverci nella vita senza zoppicare più di tanto o quantomeno il giusto, e senza i quali di certo faremmo un bel capitombolo.

I movimenti originari, più o meno eleganti e aggraziati non importa, sono come ancore a cui ci aggrappiamo in quella complessa avventura che è il vivere, ma cosa succede quando un evento esterno in cui ci imbattiamo è così potente da andare a toccare il ritmo e l’andatura con cui avevamo danzato fino a quel momento?

Spesso si comincia a zoppicare oppure ci si immobilizza come quando si dimenticano improvvisamente i passi di una coreografia pur provata e riprovata tante volte.

Eppure è proprio questo perdersi che può aprire nuove possibilità di conoscersi davvero nel profondo e di cominciare guardare da vicino il proprio movimento originario nelle sue luci e nelle sue ombre e chissà magari anche provare a osare un passo nuovo.

  È proprio vero che la bellezza chiede di essere condivisa.Per questo voglio raccontarvi di  un luogo speciale, scopert...
06/02/2023



È proprio vero che la bellezza chiede di essere condivisa.

Per questo voglio raccontarvi di un luogo speciale, scoperto un po’ per caso e che ho avuto la possibilità di abitare per qualche ora.

Uno spazio protetto, silenzioso, di una bellezza delicata in cui ci si incontra per stare insieme, per praticare yoga o per dar vita a progetti creativi.

Lo fisso qui per non dimenticare.

  Da sempre per me ogni nuovo inizio è segnato da momenti di grandi riordini e pulizie straordinarie, di decluttering, d...
01/09/2022



Da sempre per me ogni nuovo inizio è segnato da momenti di grandi riordini e pulizie straordinarie, di decluttering, di questi sì e questi no…

Ogni grande esame della mia vita che ha segnato come un punto di svolta, la maturità, le varie sessioni in università, l’esame di stato per diventare psicologa, sono stati seguiti da questa urgenza di mettere ordine tra le mie cose, di riorganizzare quegli stessi luoghi che avrei comunque continuato ad abitare, ma che ora meritavano di essere guardati in modo diverso, come per la prima volta. Tutto questo per la gioia dei miei genitori, soprattutto di mia mamma, che quando ero più piccola, periodicamente si ritrovava fuori dalla porta della mia camera tutta una serie di cose scartate di cui avevo deciso di liberarmi, senza trovargli però un’altra collocazione se non il corridoio di casa.

In questo mettere ordine ad ogni grande o piccolo inizio, che sicuramente dà sfogo alla parte di me più ossessiva, nel tempo, ho cominciato a vederci qualcosa di più.

Così è settembre per me. Momento di passaggio tra un prima non così lontano e un dopo che comincia a farsi spazio.
E così, come ogni anno, faccio ordine, riorganizzo, scarto e tengo, seleziono, cambio, aggiungo, per fare spazio a qualcosa che ancora non è accaduto, ma che potrebbe arrivare, dispongo prima di tutto i miei luoghi e poi mente e cuore nella posizione di chi è pronto a ricevere, mi dispongo ad accogliere. Un po’ come quando si attende a casa un ospite speciale, un grande amico, i nonni, la mamma e il papà, si prepara lo spazio, si fa ordine, come segno di benvenuto, come a dire guarda che ti stavo aspettando, ci tengo, per me sei importante.

Ecco, quest’anno settembre è questo per me: provare a cambiare lo sguardo su ciò che è sempre intorno a noi, ma che ogni giorno può essere visto con occhi nuovi, diversi e fare spazio, prepararsi ad accogliere quello che arriverà così che possa trovare la sua giusta collocazione.

Avete presente quando i bambini, mentre sono impegnati in un’attività piacevole e che magari hanno scelto proprio loro, ...
27/04/2022

Avete presente quando i bambini, mentre sono impegnati in un’attività piacevole e che magari hanno scelto proprio loro, invece di godersi quello che stanno facendo, ti inondano di domande su quello che si potrebbe fare dopo? E tu adulto, di fronte a questa che a te sembra solo una mancanza di attenzione ti spazientisci: ma come, aspetta un attimo, non hai nemmeno iniziato questa attività perché devi pensare già al dopo, goditela, concentrati su quello che stai facendo ora!

Ecco, questo qui è proprio il meccanismo dell’ideale, quell’ideale di perfezione che tanto ingarbuglia le nostre storie. Cercavo un modo efficace per parlarne anche qui, ma nessuno mi soddisfaceva al punto da farmi decidere di scriverne (eccolo anche qui l’ideale, nulla era mai abbastanza) finché, qualche settimana fa qualcuno me l’ha spiegato così. “Martina, ha presente quando i bambini mentre stanno facendo qualcosa pensano già a quella che potranno fare dopo? Ecco, così funziona il meccanismo dell’ideale!”
E così eccomi qui a restituire a voi quell’immagine così semplice, eppure così chiarificatrice di un meccanismo che spesso può tenerci prigionieri.

L’ideale conosce solo un tempo, quello del poi, del da domani, del più in là, un tempo che in realtà non è nemmeno là, ma è sospeso tra un qui che non è mai abbastanza, è sempre inadeguato, imperfetto e un lì senza pieghe, liscio, in cui tutto sarà come deve essere, un lì armonico dove saremo in grado di affrontare tutto con pace e serenità e dove ogni cosa sarà al suo posto, quello giusto, perfetto.

E così l’ideale, tacciando l’adesso come inadeguato, sbagliato, zoppo e sbilenco, non fa altro che distrarci proprio da quel qui, dal nostro adesso che nemmeno poi sarà perfetto, ma che almeno qui, ora, avremmo la possibilità di goderci e di lavorare per renderlo il migliore possibile per noi per quello che siamo, per quello che possiamo.
L’ideale ci illude che esisterà un poi in cui tutto sarà improvvisamente diverso, meraviglioso e luccicante, ma così facendo ci distrae da quelle luci più belle e più vere che il nostro qui, in realtà, ha già dentro di sé, ma che aspettano solo noi per risplendere con forza.

Qui.Una parola molto semplice, ma che può assumere tantissimi significati, diversi per ciascuno di noi. C’è chi l’ha già...
01/02/2022

Qui.
Una parola molto semplice, ma che può assumere tantissimi significati, diversi per ciascuno di noi. C’è chi l’ha già trovato il suo qui e se lo tiene ben stretto, chi, invece, è ancora alla sua ricerca e chi sente di averlo perso per sempre.

Qui è un luogo, ma senza indirizzo, è un posto che, solo a volte, è fatto di quattro mura. Qui può essere dentro, ma anche fuori, vicino o molto lontano, sempre uguale o costantemente diverso. Qui è un incrocio di sguardi, è una parola arrivata nel momento giusto, qui è una sensazione, uno spazio del cuore in cui ci si sente a casa. Qui è un dono prezioso che arriva all’improvviso da chi ha intuito qualcosa di te.

A volte ci ostiniamo a cercare il nostro qui lì dove “dovrebbe essere” perché lo dicono gli altri, perché così è bene che sia e non ci accorgiamo che, invece, il nostro qui stava proprio da tutt’altra parte, in tanti posti, a volte, i più impensati, non ci accorgiamo che, in fondo, il nostro qui si trova dovunque. Esiste un qui che pulsa sempre e dovunque perché il nostro qui prima di tutto siamo noi. Un qui che sfida le distanze, le separazioni e le rotture, un qui a cui si può sempre fare ritorno anche quando tutto attorno è tempesta. Qui è un possesso per sempre.

“Un luogo non è mai solo quel luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo ...
07/01/2022

“Un luogo non è mai solo quel luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno ci siamo arrivati.”

Vi do il benvenuto nella casa di , il mio studio! ✨🪴🛋 Vi faccio sbirciare da vicino alcuni dettagli. Quale preferite?

📍Mi trovi a Legnano (MI) in Via Crispi, 7.

06/01/2022

Benvenuti nella casa di Sguardo dentro di me!✨🛋🪴
Finalmente inizio a farvi conoscere il mio studio che, piano piano, in questi mesi ha preso sempre più forma.
Se ti ho incuriosito, vieni a dare una sbirciata!

📍Mi trovi a Legnano in Via Crispi, 7.

Indirizzo

Via Francesco Crispi, 7
Legnano
20025

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 17:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 19:00
Venerdì 14:30 - 19:00

Telefono

+393481753868

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