Dott.ssa Stefania Morrone Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Stefania Morrone Biologa Nutrizionista "Lascia che il cibo sia la tua medicina"

Qualche sera fa una mia paziente è venuta al controllo e mi ha consegnato un pacchettino con il panno commemorativo del ...
11/06/2026

Qualche sera fa una mia paziente è venuta al controllo e mi ha consegnato un pacchettino con il panno commemorativo del concerto di Vasco e il relativo braccialetto.
Tutto ciò per me è molto importante
Spesso chi lavora come professionista della salute vede soprattutto la parte tecnica del proprio lavoro: i piani alimentari, le visite, i controlli, i risultati clinici. Ma per molti pazienti il ricordo che rimane è la relazione. Il sentirsi ascoltati, compresi, non giudicati, accompagnati in un percorso che a volte è molto più emotivo che nutrizionale.
Il fatto che una paziente fosse a un concerto di Vasco, si sia ricordata che io lo adoro e abbia deciso di portarmi un pensiero significa che nella sua mente non sono rimasta soltanto "la nutrizionista" ma sono diventata una persona significativa nel suo percorso e ho lasciato una traccia positiva
Non capita con tutti i professionisti
In fondo, i risultati clinici finiscono nelle cartelle; questi piccoli gesti finiscono nella memoria. E spesso sono quelli che ricordano perché si è scelto di fare questo lavoro. ❤️
Grazie Simona ci vediamo a Roma nel 2027

Quando una paziente, proprietaria di una fattoria, si presenta con un vassoio di uova fresche come regalo è sicuramente ...
09/06/2026

Quando una paziente, proprietaria di una fattoria, si presenta con un vassoio di uova fresche come regalo è sicuramente un segno di riconoscenza molto concreto
Molti di voi, però, staranno pensando che tutte queste uova possono far aumentare il colesterolo ma la scienza degli ultimi decenni ha ridimensionato notevolmente questa convinzione.
Da dove nasce il mito? Il tuorlo d'uovo contiene effettivamente colesterolo: un uovo medio ne apporta circa 180-200 mg. Il colesterolo alimentare, però, non è il principale responsabile
Il fegato produce quotidianamente la maggior parte del colesterolo presente nel nostro corpo. Quando introduciamo più colesterolo con la dieta, nella maggior parte delle persone, l'organismo tende a compensare riducendone la produzione interna.
Per questo motivo il colesterolo contenuto negli alimenti ha generalmente un impatto limitato sui livelli ematici.
I principali responsabili dell'aumento del colesterolo, invece, sono:
• eccesso di grassi saturi;
• grassi trans;
• sovrappeso e obesità;
• sedentarietà;
• predisposizione genetica;
• diabete e altre alterazioni metaboliche.
Le uova rappresentano un alimento ad alta densità nutrizionale, ricco di:
• proteine ad alto valore biologico;
• vitamina D;
• vitamine del gruppo B;
• selenio;
• fosforo;
• colina, nutriente fondamentale per il sistema nervoso e la funzione epatica.
La salute cardiovascolare dipende soprattutto dal modello alimentare complessivo e dalle abitudini quotidiane. In una dieta equilibrata, le uova possono trovare tranquillamente il loro posto, offrendo proteine di elevata qualità e numerosi nutrienti preziosi. Poi se sono uova di galline felici e a Km zero meglio ancora!

SI PUO' GUARIRE DALL'HELICOBACTER SENZA ANTIBIOTICI?L’Helicobacter pylori è uno dei batteri più diffusi al mondo e spess...
26/05/2026

SI PUO' GUARIRE DALL'HELICOBACTER SENZA ANTIBIOTICI?
L’Helicobacter pylori è uno dei batteri più diffusi al mondo e spesso viene “curato” automaticamente con terapie antibiotiche aggressive. Pensate che per eradicarlo devono essere assunti 120 capsule di antibiotici in 10 giorni!
Eppure, in alcuni casi selezionati e sotto supervisione professionale, un approccio nutrizionale mirato può rappresentare un supporto fondamentale nel riequilibrio dell’ambiente gastrico e nella riduzione della carica batterica.
Oggi voglio condividere il percorso di una mia paziente che, attraverso alimentazione funzionale, integrazione specifica e un lavoro profondo sul microbiota, è riuscita a ottenere un netto miglioramento fino alla negativizzazione dell’Helicobacter pylori senza ricorrere ad antibiotici.
Spesso, quando si riceve questa diagnosi, la sensazione è quella di dover “combattere” il batterio.
In realtà, il primo obiettivo dovrebbe essere quello di modificare il terreno biologico che ne favorisce la proliferazione attraverso:
• Alimentazione antinfiammatoria eliminando per alcune settimane tutti gli alimenti potenzialmente irritanti per la mucosa gastrica
• Inserimento di alimenti con azione funzionale che sono in grado di creare un ambiente meno favorevole all’Helicobacter pylori.
• Probiotici mirati che lavorano sul microbiota intestinale
Nella foto potete vedere il risultato che Lei stessa ha pubblicato con tanta felicità
Questo caso ci deve far riflettere su una cosa fondamentale: la nutrizione clinica non si limita a “fare una dieta”, ma può diventare uno strumento terapeutico potente quando è personalizzata, scientifica e costruita sulla persona.
Questo non significa che gli antibiotici siano inutili o da evitare sempre.
Esistono situazioni in cui la terapia farmacologica è necessaria e imprescindibile.
Ma sempre più evidenze ci mostrano quanto alimentazione, microbiota e stile di vita possano influenzare profondamente la salute gastrica.
✨ La vera domanda non è solo “come eliminare un batterio”, ma:
“Come posso creare un organismo più forte, equilibrato e meno infiammato?”
Perché è lì che inizia la vera guarigione.

18/05/2026
Da PCOS a PMOS: il nuovo nome che riconosce anni di sintomi sottovalutati nelle donnePer anni molte donne si sono sentit...
14/05/2026

Da PCOS a PMOS: il nuovo nome che riconosce anni di sintomi sottovalutati nelle donne

Per anni molte donne si sono sentite dire:

“È solo stress.”
“Devi semplicemente dimagrire.”
“Il ciclo irregolare capita a tutte.”

Nel frattempo convivevano con stanchezza cronica, acne, aumento di peso, irsutismo, infertilità, ansia e difficoltà metaboliche spesso minimizzate o trattate come problemi separati.

Oggi la comunità scientifica internazionale propone di cambiare il nome della PCOS in PMOS (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome).
E non è solo un cambio di nome: è un modo per riconoscere che questa sindrome non riguarda soltanto le ovaie, ma coinvolge tutto l’equilibrio ormonale e metabolico della donna.

Perché il termine PCOS era limitante

La definizione “sindrome dell’ovaio policistico” ha portato per anni a focalizzarsi quasi esclusivamente sul ciclo e sulla fertilità.

Ma molte donne con PCOS:

non presentano vere cisti ovariche;
soffrono soprattutto di sintomi metabolici;
ricevono diagnosi tardive;
vengono spesso colpevolizzate per il peso corporeo.

La nuova sigla PMOS mette finalmente al centro anche la componente metabolica e endocrina della sindrome.

Sintomi reali, troppo spesso ignorati

La PMOS può manifestarsi con:

ciclo irregolare;
acne e pelle grassa;
irsutismo;
perdita di capelli;
aumento di peso o difficoltà nel dimagrire;
fame intensa e craving;
stanchezza cronica;
ansia, depressione e brain fog;
insulino-resistenza.

Sintomi che molte donne cercano di spiegare per anni prima di sentirsi davvero ascoltate.

Un passo importante anche per la medicina di genere

Il passaggio da PCOS a PMOS rappresenta qualcosa di più profondo: il riconoscimento che i sintomi femminili sono stati troppo spesso sottovalutati.

Perché non si tratta solo di ovaie o fertilità.
Si tratta di metabolismo, salute mentale, qualità della vita e benessere a lungo termine.

E forse questo nuovo nome aiuterà finalmente molte donne a sentirsi comprese prima, e giudicate meno.

L’ESAME CHE NESSUNO TI DICE DI FAREPer scoprire la resistenza all’insulina prima che diventi un problemaLa resistenza al...
20/04/2026

L’ESAME CHE NESSUNO TI DICE DI FARE
Per scoprire la resistenza all’insulina prima che diventi un problema

La resistenza all’insulina è uno squilibrio molto comune, alla base di condizioni come diabete tipo 2, obesità, problemi cardiovascolari e declino cognitivo.

Come funziona

Quando mangiamo, lo zucchero nel sangue deve entrare nelle cellule grazie all’insulina, una sorta di “chiave”.

Se le cellule non rispondono bene:

lo zucchero resta nel sangue
l’insulina aumenta
si crea uno squilibrio
Attenzione a un errore comune

Molti pensano che se l’insulina è “nei limiti” allora sia tutto a posto.

👉 In realtà non è sempre così.

Per valutare meglio la situazione è utile considerare l’indice HOMA, che combina glicemia e insulina.

✔ Può capitare di avere valori “normali” singolarmente,
ma risultare comunque in insulino-resistenza.

Questo è un aspetto spesso sottovalutato, anche in ambito clinico.

Perché è importante

Nel tempo può contribuire a:

diabete
pressione alta e problemi cardiaci
fegato grasso
declino cognitivo
Segnali da non ignorare
grasso addominale
stanchezza dopo i pasti
fame frequente e voglia di dolci
macchie scure su collo o ascelle
Cosa puoi fare

La buona notizia è che si può migliorare con lo stile di vita:

più fibre, proteine e grassi sani
meno zuccheri raffinati
movimento quotidiano (anche dopo i pasti)
sonno di qualità e gestione dello stress

👉 Non basta controllare la glicemia: capire come lavora l’insulina (e valutarla correttamente) può fare davvero la differenza

Sempre più spesso incontro persone che convivono da anni con disturbi intestinali: gonfiore, dolore, alvo irregolare…Dia...
08/04/2026

Sempre più spesso incontro persone che convivono da anni con disturbi intestinali: gonfiore, dolore, alvo irregolare…
Diagnosi? “Colon irritabile”.
Soluzione proposta? Integratori e fermenti lattici.

Ma c’è un punto fondamentale che spesso viene trascurato: non basta.

Il nostro intestino non è un sistema isolato, ma un ecosistema complesso, fortemente influenzato da ciò che mangiamo ogni giorno.

👉 Un’alimentazione non adeguata può:

aumentare lo stato infiammatorio intestinale
alterare l’equilibrio del microbiota
peggiorare sensibilità e sintomi

👉 Al contrario, un approccio nutrizionale mirato può:

ridurre l’infiammazione
riequilibrare la flora batterica
migliorare concretamente la qualità di vita

I fermenti lattici possono essere utili, ma non sono la soluzione se il contesto alimentare resta invariato.

💡 Il colon irritabile non si gestisce con un singolo intervento, ma con un approccio a 360°:
alimentazione personalizzata (es. FODMAP), stile di vita, gestione dello stress e, quando necessario, integrazione mirata.

Se da tempo convivi con questi disturbi senza risultati, forse non hai ancora lavorato sulla causa principale.

👉 L’intestino si cura anche (e soprattutto) a tavola.

Indirizzo

Via Gigante 54
Legnano
20025

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