11/08/2026
L'INCREDIBILE STORIA DI “TYPHOID MARY”
All’inizio del XX secolo la medicina iniziò a comprendere un fenomeno allora sorprendente: una persona poteva essere perfettamente sana e, allo stesso tempo, ospitare e trasmettere un agente infettivo.
Una delle storie più famose è quella di Mary Mallon, conosciuta come Typhoid Mary.
Mary era una cuoca irlandese emigrata negli Stati Uniti e fu la prima portatrice asintomatica di Salmonella Typhi identificata negli USA.
Tale batterio è responsabile della febbre tifoide e, nel corso della sua attività come cuoca, Mary lavorò presso diverse famiglie e fu collegata a numerosi casi di malattia: si stima che abbia contribuito a infettare più di 50 persone, anche se il numero esatto dei casi attribuibili a lei è difficile da stabilire.
Quando le autorità iniziarono a sospettare che fosse una portatrice sana, tentarono di ottenere campioni di feci e urine per verificare la presenza del batterio. Mary, però, rifiutò di collaborare: era convinta di essere perseguitata ingiustamente dalle autorità.
Nel 1907 fu sottoposta a quarantena forzata e trasferita a North Brother Island, dove rimase per circa tre anni.
Nel 1910 venne liberata con l'impegno di non tornare a lavorare come cuoca. Per un periodo rispettò la disposizione, ma successivamente assunse il nome di Mary Brown e tornò a lavorare nelle cucine.
Le autorità riuscirono nuovamente a rintracciarla dopo un'altra epidemia di febbre tifoide. Nel 1915 fu nuovamente sottoposta a isolamento, questa volta in modo permanente.
Mary Mallon rimase in quarantena fino alla sua morte, avvenuta nel 1938.
La sua vicenda è diventata uno dei casi più emblematici della storia della sanità pubblica: quanto può essere difficile conciliare la tutela della collettività con i diritti individuali quando una persona può trasmettere una malattia senza avere alcun sintomo?