Studio EVOLution

Studio EVOLution Studio Evolution di Benessere Olistico: Massaggi Integrati, Nutrizione e Aromaterapia.

10/09/2026
Domenica 20 settembre in occasione dell'evento "Motori e Sapori" al Trompone di Moncrivello,doppio appuntamento:- alle 9...
09/09/2026

Domenica 20 settembre in occasione dell'evento "Motori e Sapori" al Trompone di Moncrivello,doppio appuntamento:
- alle 9.30 circa vi aspetto per pratiche di respiro e attivazione per prepararci alla camminata con Andumaapè di Moncrivello
-alle 16, nel parco, ci dedicheremo invece al rilassamento con pratiche di respiro e di visualizzazione adatte a tutti anche a chi non ha mai praticato.

Entrambi gli eventi sono a offerta libera che sarà interamente devoluta per l'acquisto di un pulmino per disabili.

Vi aspetto numerosi!!!

Studio EVOLution

04/09/2026

𝐂𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨

Non basta guardare. Bisogna fare, provare, correggere, ripetere.
Per questo il nostro corso nasce in presenza.

Un percorso formativo dedicato a chi vuole apprendere il massaggio in modo concreto, con pratica guidata, affiancamento reale e certificazione WMF.
A seguirti ci sarò io, Gian Maria Rossi, con 20 anni di esperienza nel massaggio e istruttore WMF, insieme alla Dott.ssa Federica Volpato.

Se stai cercando un corso serio, pratico e con attenzione vera alla persona, 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢𝐜𝐢 𝐢𝐧 𝐃𝐌 𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐈𝐎 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐈𝐋𝐎

30/08/2026

Il lavoratore sedentarioIl lavoro d'ufficio spesso richiede otto, nove, a volte dieci ore al giorno nella stessa posizio...
28/08/2026

Il lavoratore sedentario

Il lavoro d'ufficio spesso richiede otto, nove, a volte dieci ore al giorno nella stessa posizione. Schermo davanti, tastiera sotto le mani, sedia che non sostiene davvero, spalle che si chiudono in avanti, testa che si sporge verso il monitor. Il corpo si adatta, come fa sempre. Ma l'adattamento ha un costo e prima o poi quel costo si presenta.

Le problematiche fisiche del lavoratore sedentario sono molto riconoscibili. Tensione cervicale che non passa mai del tutto, rigidità del tratto dorsale, lombalgia che peggiora nel corso della giornata, cefalea muscolo tensiva, bruxismo notturno, formicolii alle mani, quella sensazione di pesantezza tra collo e spalle che rimane anche nel fine settimana.

Nel lavoratore sedentario il problema raramente è solo locale.

La cervicale che non si scioglie può dipendere da una rigidità del tratto dorsale, a sua volta collegata a un accorciamento dei muscoli pettorali, che è la conseguenza diretta di anni passati con le spalle chiuse davanti a uno schermo. La lombalgia può nascere da un accorciamento dei flessori dell'anca causato dalla posizione seduta prolungata, che modifica l'assetto del bacino e sovraccarica la zona lombare senza che la persona se ne accorga.

A tutto questo si aggiunge un elemento di cui ho parlato nel post precedente e che considero centrale: l'apnea da schermo.

Come abbiamo visto, la maggior parte delle persone davanti al monitor trattiene il respiro o respira in modo estremamente superficiale, decine di volte all'ora, senza rendersene conto. E quando il diaframma smette di lavorare come dovrebbe, il corpo trova una soluzione di ripiego: inizia a respirare con i muscoli del collo e delle spalle.

Scaleni, sternocleidomastoideo, trapezio superiore, piccolo pettorale. Muscoli che dovrebbero intervenire solo in situazioni di sforzo intenso si ritrovano a lavorare migliaia di volte al giorno per una funzione che non è la loro.

Questo spiega perché tanti lavoratori sedentari hanno un collo perennemente contratto anche quando dormono bene, anche quando fanno stretching, anche quando cambiano sedia. Non è solo postura. È un pattern respiratorio che sovraccarica quei muscoli in modo continuo.

Come funziona il nostro massaggio per questi lavoratori??

Quando trattiamo un lavoratore sedentario, non ci limitiamo alla zona che fa male. Seguiamo le catene muscolari e fasciali fino al punto in cui il problema ha avuto origine, che spesso si trova altrove. Lavoriamo per liberare la gabbia toracica, per restituire mobilità al diaframma, per aprire la catena anteriore che anni di postura chiusa hanno accorciato.

Spesso la persona si sorprende quando trattiamo una zona che non le faceva male e sente arrivare il sollievo proprio nel punto che la tormentava da mesi!!!

La letteratura scientifica supporta l'utilità del massaggio in queste condizioni. La revisione Cochrane di Furlan e colleghi del 2015 ha confermato l'efficacia del massaggio nel dolore lombare non specifico, con benefici che si mantengono più a lungo quando il trattamento è ripetuto nel tempo. Per il dolore cervicale, Kong e colleghi nel 2013 hanno documentato riduzione dell'intensità del dolore e miglioramento della mobilità dopo cicli di trattamento.

Ma il corpo di chi lavora seduto non porta solo tensioni muscolari.

Porta anche un carico nervoso ed emotivo che viene spesso sottovalutato. Scadenze, riunioni, reperibilità costante, notifiche continue, la sensazione di non avere mai tempo, la difficoltà a staccare anche quando si è fisicamente a casa. Tutto questo mantiene il sistema nervoso in uno stato di attivazione che non si spegne facilmente.

Il lavoratore sedentario vive spesso in una condizione di controllo permanente. Controlla il lavoro, le scadenze, le email, il tempo. E il corpo segue lo stesso schema: resta contratto, vigile, pronto, anche quando non ce ne sarebbe bisogno.

Qui il massaggio Californiano trova uno spazio molto prezioso.

Il suo tocco lento, avvolgente e continuo offre a questo tipo di persona qualcosa che nella sua quotidianità manca quasi del tutto: la possibilità di non fare nulla, di non controllare nulla, di lasciarsi semplicemente sostenere.

Non è un dettaglio secondario. Per un corpo abituato a stare sempre in allerta, l'esperienza di essere toccati in modo sicuro, lento e non finalizzato a un risultato è un'esperienza di regolazione profonda. Il sistema nervoso riceve un segnale di sicurezza e può abbassare la guardia. E quando questo si ripete nel tempo, quello stato diventa progressivamente più accessibile anche fuori dal lettino.

È interessante notare che il respiro è spesso il primo indicatore di questo cambiamento. Molte persone, durante un Californiano, a un certo punto fanno un sospiro profondo, spontaneo, senza averlo deciso. È il momento in cui il diaframma si libera e il corpo esce dal pattern di micro apnea in cui era rimasto bloccato per ore.

Field e colleghi, già negli anni Novanta, avevano documentato che il massaggio in lavoratori sottoposti a stress produce riduzione dell'ansia e miglioramento della performance cognitiva e della concentrazione. Il beneficio, quindi, non riguarda solo il benessere percepito, ma anche la capacità di lavorare con meno fatica mentale.

Sulla frequenza, come sempre, dipende dalla situazione di partenza. In una fase di forte accumulo può avere senso una seduta ogni dieci giorni o due settimane per iniziare a ridurre il carico. Una volta risolta la fase acuta, un trattamento al mese è spesso sufficiente per mantenere i risultati ed evitare che il corpo torni progressivamente ai suoi schemi abituali.

Nel prossimo post parlerò di una fase della vita molto diversa, quella dell'anziano, dove le esigenze del corpo cambiano e il tocco assume un valore che va oltre la riduzione della tensione muscolare.

Riferimenti principali: Furlan AD et al. Massage for low back pain. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2015; Kong LJ et al. Massage therapy for neck and shoulder pain. Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2013; Field T et al., studi su massaggio, stress lavorativo e performance cognitiva, Touch Research Institute.

Vi riporto degli estratti di un articolo e di un sito web (trovate le info nel post) dove si parla dell'importanza del n...
25/08/2026

Vi riporto degli estratti di un articolo e di un sito web (trovate le info nel post) dove si parla dell'importanza del nostro olfatto e dell'uso degli oli essenziali nel declino cognitivo e che ho trovato molto interessanti.

"Uno dei primi segnali di declino cognitivo è la perdita o l'indebolimento dell'olfatto. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che le stesse regioni del cervello sono coinvolte sia nell'elaborazione olfattiva che in quella cognitiva, a ulteriore conferma dello stretto legame tra cervello e naso.

Questa consapevolezza è al tempo stesso affascinante e molto utile, poiché la perdita dell'acutezza olfattiva può verificarsi prima che si manifestino altri sintomi, rendendo possibile un intervento precoce e, auspicabilmente, prevenendo un declino più rapido e marcato.

I test dell'olfatto possono essere utilizzati per individuare altri disturbi neurologici e psicologici. Ad esempio, è possibile richiedere un test dell'olfatto gratuito alla Michael J. Fox Foundation for Parkinson's Research https://www.michaeljfox.org/smell-loss-brain-health-request-your-smell-test , e STANA, un'organizzazione che promuove la ricerca sull'olfatto e sul gusto, si batte affinché i test dell'olfatto vengano inclusi negli screening sanitari generali. [il test può essere solo effettuato in USA e Canada]

Puoi mettere alla prova il tuo senso dell'olfatto acquistando uno dei test disponibili in commercio, oppure puoi crearne uno a casa utilizzando la tua collezione di oli essenziali. Assicurati solo di mescolare i campioni o di far eseguire il test a qualcun altro, in modo da non sapere inizialmente cosa stai annusando. [...]

Sebbene possa essere una divertente competizione tra amici o familiari, l'utilità del test dell'olfatto come indicatore dipende dall'onestà con se stessi riguardo al proprio punteggio. Pensatelo come alla misurazione della pressione sanguigna. Anche se questo test non è progettato per diagnosticare malattie neurologiche, un punteggio basso suggerisce di consultare un medico.

Gli oli essenziali possono essere utili per il declino cognitivo, dato che possono contribuire alla diagnosi?

Gli oli essenziali possono avere un effetto positivo sul declino cognitivo se usati strategicamente. Ricordate quando abbiamo detto che gli stessi centri cerebrali sono coinvolti nell'elaborazione olfattiva e cognitiva?

Stimolare l'olfatto è un ottimo modo per allenare il cervello, coinvolgere i centri olfattivi e potenzialmente influenzare le proprie capacità cognitive.

Esistono studi che lo confermano. Ad esempio, la diffusione di oli essenziali durante la notte per 6 mesi ha migliorato significativamente l'apprendimento verbale e la memoria in persone di età superiore ai 65 anni (Woo et al 2023). Diversi studi riportano il ripristino di percorsi neurologici nel cervello grazie all'allenamento olfattivo (Razaeyan et al, 2025; Manan et al, 2026).
[tratto da un articolo di R. Tisserand]

"Molte patologie possono causare la perdita dell'olfatto. Questa perdita può essere temporanea o permanente. La perdita permanente dell'olfatto può rappresentare un fattore di rischio per malattie cerebrali, tra cui il morbo di Parkinson.

Dopo la diagnosi, alcune persone affette da Parkinson riferiscono di aver perso l'olfatto anni o addirittura decenni prima. Questa condizione è chiamata iposmia. La perdita dell'olfatto può avere un impatto sulla qualità della vita, influenzando il gusto e, in alcuni casi, causando perdita di peso.

Gli scienziati non sanno perché si verifichi la perdita dell'olfatto nel morbo di Parkinson. Una teoria diffusa è che il processo patologico del Parkinson possa iniziare nel bulbo olfattivo . Questa parte del cervello controlla il senso dell'olfatto. Alcuni ricercatori ritengono che accumuli della proteina alfa-sinucleina (un segno distintivo del morbo di Parkinson) possano formarsi nel bulbo olfattivo prima di migrare in altre aree del cervello.

Non tutte le persone con perdita dell'olfatto sviluppano una malattia cerebrale. I ricercatori stanno studiando questo legame per approfondire la questione. [tratto dal sito https://www.michaeljfox.org/]

Apnea da schermoProva a fare una cosa semplice. La prossima volta che apri la casella di posta o ti concentri su un comp...
24/08/2026

Apnea da schermo

Prova a fare una cosa semplice. La prossima volta che apri la casella di posta o ti concentri su un compito al computer, fai attenzione al tuo respiro.

Molto probabilmente ti accorgerai che si è fermato, o che è diventato cortissimo, quasi impercettibile.

Questo fenomeno ha un nome. Si chiama "screen apnea", apnea da schermo, ed è stato descritto per la prima volta nel 2008 da Linda Stone, ricercatrice e ex dirigente di Microsoft e Apple. La Stone osservò sistematicamente oltre duecento persone mentre lavoravano al computer e scoprì che circa l'ottanta per cento di loro tratteneva il respiro o respirava in modo estremamente superficiale non appena si concentrava sullo schermo. Solo il venti per cento manteneva un respiro regolare, e si trattava quasi sempre di persone con una formazione sul corpo, come atleti, cantanti o praticanti di discipline respiratorie.

Il dato è stato poi confermato e approfondito da Erik Peper, professore alla San Francisco State University e pioniere del biofeedback, che ha studiato il fenomeno con strumenti di misurazione della frequenza cardiaca e del pattern respiratorio.

Ma perché succede?

La spiegazione ha radici molto antiche. Quando il nostro cervello percepisce una novità o una potenziale minaccia nell'ambiente, attiva un riflesso automatico chiamato riflesso di orientamento. Dal punto di vista evolutivo, l'animale che sente un rumore nel bosco smette di respirare per una frazione di secondo, per non fare rumore e concentrare tutti i sensi sulla vista e sull'udito. È una micro risposta di congelamento, un freeze istantaneo mediato dal sistema nervoso simpatico....pensate a quante volte l'avete fatto...sentite un rumore in casa e vi "freezzate" proprio per poter sentire meglio.

Davanti allo schermo questo meccanismo si attiva continuamente. Ogni notifica, ogni email, ogni cambio di schermata, ogni informazione nuova stimola quel riflesso. Il risultato è che il corpo passa la giornata in una sequenza ininterrotta di micro allerte, trattenendo il respiro decine di volte all'ora senza che la coscienza se ne accorga.

A questo si aggiunge un secondo meccanismo, questa volta posturale. La posizione tipica da scrivania, con la testa protesa in avanti e le spalle chiuse, comprime la gabbia toracica e limita il movimento del diaframma. Studi di biomeccanica respiratoria mostrano che la postura curva da seduti può ridurre l'escursione diaframmatica fino al trenta per cento. Il diaframma non riesce più a scendere correttamente, e il corpo per compensare inizia a usare i muscoli del collo e delle spalle per respirare. Scaleni, sternocleidomastoideo, trapezio superiore si ritrovano a fare un lavoro per cui non sono progettati, migliaia di volte al giorno.

Le conseguenze di questo doppio meccanismo sono molto concrete. Tensione cervicale cronica, cefalea, rigidità delle spalle, sensazione di non riuscire a fare un respiro profondo, sonno non ristoratore, ansia di fondo, difficoltà di concentrazione. Sintomi che la maggior parte delle persone attribuisce allo stress in generale, senza rendersi conto che una parte significativa del problema nasce dal modo in cui respirano davanti allo schermo.

Trovo questo fenomeno affascinante e preoccupante allo stesso tempo. Affascinante perché mostra con chiarezza quanto il corpo e il sistema nervoso siano sensibili al contesto in cui viviamo. Preoccupante perché la maggior parte delle persone non ne è consapevole e passa anni in un pattern respiratorio disfunzionale che alimenta tensione, ansia e dolore.

Nel prossimo post parlerò di come il massaggio può intervenire su tutto questo, sia sul piano muscolare e posturale, sia sul piano della regolazione del sistema nervoso e di come le nostre tecniche integrate e il massaggio Californiano possano lavorare insieme per restituire al corpo un respiro più libero e più naturale.

Riferimenti: Stone L., Email Apnea, 2008; Peper E., San Francisco State University, studi su biofeedback e respirazione; Nestor J., Breath, 2020.

Il massaggio integrato per chi fa sportE rieccoci qui dopo una rigenerante pausa montana. Salite e discese, aria fresca,...
22/08/2026

Il massaggio integrato per chi fa sport

E rieccoci qui dopo una rigenerante pausa montana. Salite e discese, aria fresca, silenzio.
Per questo oggi il post è dedicato a chi pratica sport....quando affronti alcune salite ti ricordi di avere muscoli che non ricordavi di avere. 😅

Chi pratica sport regolarmente, a qualsiasi livello, tende a vivere il proprio corpo in modo molto funzionale. Il corpo è lo strumento della prestazione e quando qualcosa non va si cerca di ripararlo il più velocemente possibile per tornare ad allenarsi.

È un approccio comprensibile, ma spesso porta a un circolo vizioso che molti sportivi conoscono bene. Si avverte un fastidio, si aspetta che passi, quando non passa si cerca un trattamento rapido, il dolore si riduce, si torna ad allenarsi, il problema si ripresenta e la frase è sempre "non è poi così doloroso, posso conviverci" oppure peggio ancora "è così da sempre".

Il corpo di chi si allena con regolarità è sottoposto a sollecitazioni ripetute, a volte asimmetriche, che nel tempo creano scompensi, accorciamenti, rigidità e tensioni che non sempre si manifestano nel punto in cui hanno origine.

Un dolore al ginocchio può nascere da una rigidità dell'anca. Una tensione alla spalla può essere collegata a un compenso della catena laterale. Una lombalgia ricorrente può dipendere da un accorciamento dei flessori dell'anca che lo sportivo non percepisce perché il suo corpo si è adattato.

Ed è qui che le nostre tecniche integrate trovano un'applicazione molto efficace.

Anche con gli sportivi utilizziamo lo stesso approccio che abbiamo sviluppato nel tempo. Non ci limitiamo a trattare la zona che fa male o il muscolo che si sente contratto. Cerchiamo di capire da dove nasce il problema, seguendo le catene miofasciali e ascoltando la risposta del corpo durante il trattamento.

Nella pratica questo fa una differenza concreta. Con il nostro approccio integrato, spesso il miglioramento è più rapido e più stabile, proprio perché interveniamo sulla causa e non solo sul sintomo.

Un altro aspetto importante da considerare è la prevenzione.

La maggior parte degli sportivi ricorre al massaggio quando c'è già un problema. Una contrattura, un dolore, una limitazione del movimento. In realtà il momento più prezioso per il trattamento è quello in cui il problema non si è ancora manifestato in modo evidente, ma il corpo sta già accumulando tensioni che prima o poi diventeranno un infortunio.

Quando un sportivo inserisce il massaggio integrato nel suo programma di allenamento con regolarità, succedono alcune cose che si osservano con chiarezza nel tempo.

La qualità del tessuto muscolare migliora. I muscoli restano più elastici, meno fibrosi, più capaci di adattarsi allo sforzo e di recuperare dopo l'allenamento intenso. L'indolenzimento post allenamento si riduce. La mobilità articolare si mantiene più facilmente. E soprattutto, le asimmetrie e i compensi che predispongono agli infortuni vengono individuati e trattati prima che diventino un problema serio.

La frequenza ideale dipende molto dal tipo di sport, dall'intensità dell'allenamento e dalla risposta individuale. Per molti sportivi amatoriali una seduta al mese è sufficiente come mantenimento. Per chi si allena con carichi più elevati o sta preparando una gara, può avere senso aumentare la frequenza nei periodi di carico maggiore.

Anche in questo caso, come per tutti gli altri percorsi, chiediamo sempre alla persona di ascoltarsi. Il corpo di uno sportivo parla un linguaggio molto preciso, e imparare a riconoscerne i segnali prima che diventino dolore è una delle competenze più utili che si possano sviluppare.

Il massaggio per chi fa sport, quindi, non è solo un intervento di recupero dopo la fatica. Può diventare una parte strutturale della preparazione, esattamente come l'allenamento, l'alimentazione e il riposo.

Nel prossimo post parlerò di come il massaggio si adatta alle diverse fasi della vita e ai diversi stili di vita, perché le esigenze di un lavoratore sedentario, di un genitore o di una persona anziana sono molto diverse tra loro e il trattamento deve tenerne conto.

Corso di "Tecniche Integrate di Massaggio"Non basta guardare. Bisogna fare, provare, correggere, ripetere.Per questo il ...
11/08/2026

Corso di "Tecniche Integrate di Massaggio"

Non basta guardare. Bisogna fare, provare, correggere, ripetere.
Per questo il nostro corso nasce in presenza.

Un percorso formativo dedicato a chi vuole apprendere il massaggio in modo concreto, con pratica guidata, affiancamento reale e certificazione WMF.

A seguirti ci sarò io, Gian Maria Rossi, con 20 anni di esperienza nel massaggio e istruttore WMF, insieme alla Dott.ssa Federica Volpato.

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