30/07/2026
Il massaggio nei contesti clinici: ciò che la ricerca ha osservato
Finora abbiamo parlato del massaggio come strumento di regolazione per persone sane o in fase di stress quotidiano. Ma uno degli aspetti più interessanti della letteratura scientifica è che gli effetti del massaggio sono stati studiati anche in contesti clinici molto diversi tra loro e i risultati sono coerenti.
Riduzione dell’ansia, miglioramento dell’umore, percezione di maggior benessere sono stati documentati in modo indipendente in popolazioni che apparentemente hanno poco in comune.
Nei pazienti oncologici, diverse revisioni sistematiche, tra cui quella di Fellowes, Barnes e Wilkinson pubblicata sulla Cochrane Library nel 2004, hanno mostrato che il massaggio può ridurre l’ansia e migliorare la qualità della vita percepita. Ovviamente non si tratta di sostituire le cure mediche, ma di affiancare un supporto che aiuti la persona a vivere meglio il percorso di cura.
Nelle malattie neurodegenerative come il Parkinson e la sclerosi multipla, l’ansia è spesso una compagna silenziosa ma molto presente. Angelopoulou e colleghi nel 2020 per il Parkinson, Heidari, Shahrbanian e Chiu nel 2022 per la sclerosi multipla hanno documentato effetti positivi del massaggio su questo aspetto.
Nella demenza, il massaggio assume un valore particolare. Le persone con demenza avanzata spesso non possono più beneficiare di interventi basati sul dialogo, perché la parola diventa difficilmente accessibile. Il corpo invece rimane un canale di comunicazione aperto. La revisione Cochrane di Viggo Hansen, Jørgensen e Ørtenblad del 2006, e il lavoro successivo di Wu, Wang e Wang del 2017, hanno osservato una riduzione dell’agitazione comportamentale in seguito al massaggio.
Anche nel periodo perioperatorio, Guo e colleghi nel 2020 hanno mostrato che il massaggio può ridurre l’ansia prima di un intervento chirurgico. Considerando che l’ansia preoperatoria è associata a maggior dolore postoperatorio e a un recupero più lento, non è un risultato trascurabile.
Lo stesso vale per cure palliative e pazienti con ustioni, dove Hsu e colleghi nel 2019 e Miri e colleghi nel 2023 hanno documentato benefici sul benessere emotivo.
Il massaggio quindi funziona in contesti molto diversi perché probabilmente agisce su qualcosa di universale: il modo in cui il sistema nervoso umano risponde al tocco, alla sicurezza, alla possibilità di rallentare.
Importante: non significa che il massaggio curi queste malattie. ma significa che può affiancarsi ad altri interventi migliorando la qualità della vita, cosa che in molti percorsi di cura non è affatto secondaria.
Nel prossimo post vi parlerò dell'importanza del massaggio per caregiver e operatori sanitari.
(Fellowes D, Barnes K, Wilkinson S. Cochrane Database, 2004; Angelopoulou E et al., Complementary Therapies in Medicine, 2020; Heidari M et al., Disability and Rehabilitation, 2022; Viggo Hansen N et al., Cochrane Database, 2006; Wu J et al., Journal of Advanced Nursing, 2017; Guo J et al., Complementary Therapies in Clinical Practice, 2020; Hsu CH et al., Medicine, 2019; Miri S et al., International Wound Journal, 2023)