23/06/2026
CAMMINARE ALL’INDIETRO PER NON PENSARE.
Vera parcheggia sempre nel solito posto, a due passi dalla porta di casa, ringraziando il cielo di trovarlo libero. Se invece è occupato,aspetta in auto fino a quando non può infilarcisi. Ormai quasi tutti, nel quartiere, sanno delle sue difficoltà. Alcuni sostengono che le paure di Vera dipendono dalla sua mancanza di volontà; altri, che da piccola deve aver subito un brutto trauma; altri ancora che forse ha un matrimonio infelice.
Quando Vera racconta le cose che si mormorano nel suo piccolo paese, si intristisce. Lei, che di volontà ne ha tanta e prova un sincero amore per il marito,non riesce ad accettare tutti questi pettegolezzi. È una donna di sani principi e ben educata. Veste con abiti poco appariscenti, ma sempre di buona fattura. I capelli, rossi e un po’ arricciati, sono in ordine, le mani curate.
Durante l’incontro,a cui partecipa anche il marito, mi racconta:
“ Ho paura di camminare a piedi. Penso che da un momento all’altro le mie gambe possono paralizzarsi e farmi rimanere al centro della strada come una statua di marmo”.
Per affrontare i pochi metri che di volta in volta si concede, si ripete che tre e tre fanno sei, sei e sei dodici e così via. Una cantilena numerica a cui ricorre per distrarsi e non pensare che da un momento all’altro potrebbe bloccarsi. Improvvisamente comincia a piangere; in breve tempo il suo viso è bagnato dalle lacrime.
La dignità del suo sincero dolore, il peso che si porta appresso, incrinano il distacco che il marito sembra essersi imposto fin dal primo momento del nostro incontro:
“ sono qui per aiutare mia moglie. Mi dica cosa devo fare e lo farò “.
“ La porti a passeggio. E quando si accorge che le paure stanno per arrivare, l’aiuti a girarsi e a camminare in senso contrario “.
Mi guardarono stupiti. Ma escono dalla stanza sollevati. Nessuno ha parlato loro di poca volontà, di antichi traumi o di infelicità..
Da: “ Ansia 99 stratagemmi per liberarsene rapidamente” A. Fiorenza