22/07/2026
PERCHÉ CONTINUIAMO A SCEGLIERE CIÒ CHE CI FA SOFFRIRE?
Ti è mai capitato di accorgerti di essere entrato ancora una volta nella stessa storia? La stessa dinamica. La stessa fatica.
E magari chiederti: "Com'è possibile? Lo sapevo... eppure ci sono ricascato."
Spesso pensiamo che scegliere significhi fare sempre ciò che è meglio per noi. In realtà, le nostre scelte sono influenzate anche da ciò che ci è familiare.
Ciò che abbiamo conosciuto a lungo diventa un luogo interno in cui sappiamo muoverci. Anche quando ci fa soffrire.
Se siamo cresciuti nella tensione, nell'incertezza, nella continua ricerca di conferme o nel conflitto, tutto questo può diventare sorprendentemente riconoscibile. Non necessariamente desiderabile, ma familiare.
È anche per questo che, a volte, ci ritroviamo a dire: "Perché incontro sempre persone simili?"
Forse la domanda potrebbe diventare un'altra.
Che cosa, dentro di me, riconosce come familiare questa esperienza?
Nella prospettiva della Gestalt non si tratta di cercare un colpevole o di combattere una parte di sé. Si tratta di diventare consapevoli del modo in cui entriamo in contatto con il mondo, dei bisogni che ci guidano e delle modalità con cui proviamo, spesso inconsapevolmente, a sentirci al sicuro.
La consapevolezza non cambia il passato, ma rende possibile una scelta diversa nel presente.
Per questo, la prossima volta che sentirai una forte attrazione verso una persona o una situazione, prova a fermarti per un momento.
Chiediti:
"Quello che sto vivendo mi fa sentire vivo e presente... oppure mi sta riportando in una tensione che conosco fin troppo bene?"
C'è un ultimo pensiero che considero importante.
A volte scambiamo la pace per noia.
Quando siamo stati abituati a vivere nell'intensità, nell'ansia o nell'imprevedibilità, la tranquillità può sembrarci quasi priva di significato. Ma forse non è vuota.
Forse è semplicemente uno spazio nuovo, che non abbiamo ancora imparato ad abitare.
E, qualche volta, è proprio lì che inizia il cambiamento.
Nicola Rosini