Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa

Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa, Psicologo, Piazza 185 Reggimento Artiglieria Folgore, 2, Livorno.
(2)

IL DIAFRAMMA: IL TERRORE  DELL’ALLARMECi sono paure che non fanno correre e non fanno combattere.Fanno trattenere il res...
25/08/2026

IL DIAFRAMMA: IL TERRORE DELL’ALLARME

Ci sono paure che non fanno correre e non fanno combattere.
Fanno trattenere il respiro.

Il diaframma è uno dei primi luoghi in cui possiamo percepire fisicamente uno stato di allerta: il respiro diventa corto, alto, sospeso. Il corpo sembra prepararsi a qualcosa che deve ancora accadere.

È il terreno del freezing: non fuggo, non combatto, mi immobilizzo e aspetto.

Sul piano psicosomatico, questa ferita può raccontare esperienze in cui si è imparato a vivere nell’anticipazione:

“Sta per succedere qualcosa.”
“Devo stare attento.”
“Non posso abbassare la guardia.”

E anche quando il pericolo non c’è più, il corpo può continuare a comportarsi come se dovesse arrivare.

Il lavoro sul diaframma, sul respiro e sugli Psicopunti associati non significa semplicemente “respirare più profondamente”: significa accompagnare il corpo a distinguere l’allarme di ieri dalla sicurezza di oggi.

https://www.amazon.it/dp/B0DNXNSM9D

LO Shiatsu PER Cambiare

La guarigione nelle varie culture e tradizioni esoteriche è un tema molto ricco, perché quasi tutte le civiltà hanno svi...
25/08/2026

La guarigione nelle varie culture e tradizioni esoteriche è un tema molto ricco, perché quasi tutte le civiltà hanno sviluppato una propria idea di equilibrio tra corpo, mente, anima e ambiente.

Sciamanesimo
Nelle tradizioni sciamaniche la malattia può essere interpretata come una perdita di equilibrio o, simbolicamente, come una perdita di parte della propria energia. Lo sciamano interviene attraverso canti, tamburi, piante sacre, rituali e viaggi spirituali, cercando di ristabilire l'armonia tra individuo, comunità e mondo naturale.

Antico Egitto
Per gli Egizi guarigione e dimensione spirituale erano strettamente collegate. Venivano utilizzate erbe, oli, formule rituali, amuleti e invocazioni alle divinità. La parola pronunciata aveva un valore particolare: conoscere e pronunciare la formula corretta significava attivare una forza capace di proteggere e ristabilire l'ordine.

Tradizione indiana
Nella tradizione ayurvedica la salute è legata all'equilibrio dei dosha, mentre nelle correnti yogiche ed esoteriche assume importanza il flusso dell'energia attraverso chakra e nadi. Meditazione, respirazione, mantra, alimentazione e pratiche corporee vengono considerate strumenti per favorire l'armonia dell'individuo.

Tradizione cinese
Il concetto di Qi, l'energia vitale, è centrale. La salute viene associata al suo corretto movimento e all'equilibrio tra Yin e Yang. Agopuntura, fitoterapia, respirazione e pratiche come il Qigong appartengono a questa visione energetica.

Ermetismo e tradizioni occidentali
Nell'ermetismo la guarigione viene spesso collegata alla ricomposizione dell'armonia tra corpo, anima e spirito. Il principio secondo cui ciò che avviene nell'uomo rispecchia ciò che avviene nell'universo porta a considerare l'essere umano come un piccolo universo, un microcosmo.

Tradizione cabalistica
Nella Kabbalah la guarigione può essere letta come un ritorno all'equilibrio. Le sefirot rappresentano differenti manifestazioni dell'energia divina e il lavoro interiore mira a ricomporre ciò che è frammentato, attraverso consapevolezza, preghiera e trasformazione spirituale.

Tradizioni popolari e magiche
In molte culture europee la guarigione popolare comprendeva erbe, acque, preghiere, benedizioni, amuleti e rituali tramandati oralmente. Spesso la figura della guaritrice o del guaritore univa conoscenza delle piante, ritualità e fede.
Il filo comune è affascinante: per molte tradizioni antiche, guarire non significava soltanto eliminare un sintomo, ma ritrovare un equilibrio perduto.
Naturalmente queste sono concezioni spirituali e tradizionali, non sostituti delle cure mediche.

«Guarire, nelle antiche tradizioni, significava spesso tornare interi: ricucire ciò che dentro di noi si era separato.»

L’Almanacco di Babà Jaga

25/08/2026

L'amore è vita non sopravvivenza
C'è un veleno silenzioso che persiste nella nostra cultura e si chiama Romanticismo. Non quello dei fiori e dei tramonti, ma quello delle canzoni che glorificano la sofferenza, dei film che premiano il martirio e dei racconti dove l'amore vero è solo quello che ti strappa il cuore dal petto e ti lascia a terra a sanguinare. Dove devi sopportare l'insostenibile perché il sentimento trasformerà il partner manipolatore nel principe azzurro o nella principessa rosa. La glorificazione della tossicità, spacciata per vero amore.

Incontriamo di continuo donne e uomini devastati da questo inganno. Persone straordinarie che stanno consumando la propria linfa vitale dentro prigioni invisibili, ripetendosi come un mantra: "Se tengo duro, se trovo il modo giusto di parlargli, prima o poi cambierà".

La speranza di cambiare l'altro è la tomba del desiderio. Stai scambiando la scarica di adrenalina del litigio seguito dalla pace armata per passione erotica. Stai scambiando il controllo ossessivo per attrazione e amore. Stai offrendo il tuo tempio interiore a una dinamica che ti sta prosciugando. La saggezza del Ta**ra ci ricorda che l'energia vitale scorre dove va la tua attenzione. E se la tua attenzione è fissa sul progetto di ristrutturazione emotiva del partner, stai abbandonando te stesso e l'amore. Stai facendo il genitore, il terapeuta, il salvatore, non l'amante e neanche il compagno di vita, l'alleato.

Ascolta la risposta del tuo corpo. Cosa succede nel tuo secondo chakra, la zona del bacino e dell'energia creativa, quando senti i suoi passi verso casa? C'è un'apertura naturale, un calore che fluisce, una sensazione di leggerezza o senti una contrazione immediata? Il corpo riconosce la verità anche quando non sei pronto ad accettarla. Ascoltalo.

Uscire da questo circolo vizioso richiede il coraggio dell'eresia: rifiutare l'idea che il sacrificio di sé sia un atto nobile, guardarsi dentro con spietata chiarezza e ammettere: "Non sto restando col partner perché sento che la relazione è sacra, ma perché affrontare il vuoto dentro di me mi terrorizza".
Non puoi curare qualcuno che usa la propria ferita come un'arma. Non puoi curare né cambiare nessuno. Anzi, c'è il rischio che tu ottenga l'effetto contrario. Le persone intraprendono un cammino di trasformazione solo quando il peso del proprio immobilismo diventa intollerabile a loro stessi. Finché ti presti a fare da cuscinetto, da bersaglio o da infermiere, togli all'altro l'unica reale occasione di crescita.

Scegliere se stessi non è un atto di egoismo, è il primo passo per restituire dignità al proprio campo energetico. Si tratta di tirarsi fuori dal fango, ringraziare per la lezione ricevuta e camminare a testa alta verso relazioni che celebrino la vita, non la sopravvivenza.

**ra

La nevrosi è un tentativo, talvolta pagato a caro prezzo, di sfuggire alla voce interiore e quindi alla propria vocazion...
25/08/2026

La nevrosi è un tentativo, talvolta pagato a caro prezzo, di sfuggire alla voce interiore e quindi alla propria vocazione ...

Dietro la perversione nevrotica si cela la vocazione dell'individuo, il suo destino, che è crescita della personalità, piena restaurazione della volontà di vivere, che è nata con l'individuo.

Nevrotico è l'uomo che ha perso l'amor fati; colui, invero, che ha fallito la sua vocazione ... ha mancato di realizzare il significato della sua vita.

Carl Gustav Jung,
Lo sviluppo della personalità, Opere 17.

Fonte: Jung - La via del fare anima
https://amzn.to/4y3zoli

IL CONFLITTO SILENZIOSO :Cosa si Scatena nelle Sfere Spirituali Quando Scegli la Coerenza Divina ​Nel momento in cui un ...
25/08/2026

IL CONFLITTO SILENZIOSO :
Cosa si Scatena nelle Sfere Spirituali Quando Scegli la Coerenza Divina

​Nel momento in cui un individuo decide di ancorare la propria esistenza ai precetti celesti, non compie solo una scelta etica, ma innesca una vera e propria reazione a catena nel regno dell'invisibile. La rettitudine non è mai un percorso neutro; è un atto di ribellione contro le correnti del mondo che genera onde d'urto percepibili ben oltre i nostri sensi fisici.

​1. La Reazione del Buio alla Scintilla della Verità

​È un paradosso spirituale: più ci si avvicina alla sorgente della Luce, più le ombre sembrano allungarsi. Le forze che si oppongono al bene non sprecano energie con I "piegati" con chi si è già arreso al compromesso o alla mediocrità morale. L'ostilità si concentra strategicamente su chi sceglie di testimoniare la Parola attraverso le proprie azioni e i propri scritti.
​Questa opposizione si manifesta spesso come una pressione sottile ma costante:

​L’Appesantimento dell’Anima: Un senso di stanchezza inspiegabile che colpisce proprio quando ci si dedica alla preghiera o alla creatività ispirata.

​Il Rumore del Dubbio: Suggerimenti mentali che mettono in discussione l'utilità del proprio sacrificio, cercando di dipingere la fede come un peso inutile.

​L'Isolamento Percepito: La sensazione che il proprio impegno sia invisibile o privo di impatto nel caos della società moderna.

​2. Eroi del Passato e la Dinamica della Resistenza

​La storia della fede è costellata di figure che hanno sperimentato questa frizione spirituale. Non si tratta di eventi casuali, ma di una dinamica strutturale. Quando un uomo o una donna decidono di non piegare le ginocchia davanti alle convenienze del momento, diventano "bersagli di valore" nelle gerarchie spirituali.
​Il peso che si avverte nel voler vivere con integrità non è un segno di fallimento, ma la prova che si sta effettivamente occupando un territorio conteso. Quell'oppressione che talvolta sembra soffocare l'entusiasmo è, in realtà, la conferma che la propria luce sta dando fastidio all'oscurità circostante.

​3. La Risposta del Cielo: Una Scorta Invisibile

​Mentre il mondo vede solo una persona che lotta contro le difficoltà quotidiane, la realtà spirituale racconta una storia diversa. Ogni istante di fedeltà, ogni parola scritta con sincerità e ogni atto di resistenza al male vengono annotati con precisione millimetrica nelle cronache dell'eternità.
​La lampada della fede non brilla per olio proprio, ma per una fornitura inesauribile che proviene direttamente dal Trono della Grazia.

​4. Trasformare l'Oppressione in Testimonianza

​Resistere sotto pressione non serve solo a fortificare il carattere del credente, ma funge da faro per chi è ancora smarrito. Quando continui a camminare nonostante il "respiro freddo" dello scoraggiamento, stai dimostrando che esiste una forza superiore alla gravità del peccato e della disperazione.

​La Perseveranza come Arma: La costanza nel fare il bene disarma le accuse del nemico.

​La Visione oltre il Velo:

Comprendere che la battaglia è spirituale permette di non prendersela con le persone, ma di rimanere saldi nella propria missione.
​In definitiva, chi sceglie di rimanere integro scopre una verità profonda: non è mai solo nel deserto. Anche quando le tenebre sembrano stringersi attorno alla piccola fiamma della tua devozione, ricorda che quella luce è protetta e alimentata dalla mano di Colui che ha già vinto il mondo. Ogni lacrima versata nel segreto della propria stanza è un seme che germoglierà in una gloria che l'occhio umano non può ancora contemplare.

A questo proposito leggete cosa disse Aivanhov in una sua conferenza dal titolo : Luce - lavorando per essa, si risvegliano le forze delle tenebre

La luce è sempre terrificante per coloro che vivono nell'oscurità. Ecco perché gli esseri più elevati, i grandi Maestri che lavorano per l'evoluzione dell'umanità, sono spesso perseguitati. Dato che i due principi del bene e del male sono costantemente in lotta nel mondo, coloro che lavorano per la luce risvegliano necessariamente le forze delle tenebre. Gli Iniziati che vogliono migliorare il mondo interferiscono inevitabilmente con gli interessi personali, egoistici e tenebrosi di certi individui, e allora questi ultimi reagiscono con tutti i mezzi. Quando scendono sulla terra per aiutare gli esseri umani, i grandi Maestri sanno in anticipo che saranno esposti a ogni genere di manifestazioni ostili (odio, calunnie, persecuzioni...) destinate a impedire che portino a compimento la missione per la quale sono discesi. Tuttavia non si lasciano mai scoraggiare e continuano a lavorare e a riversare tutto il loro amore sugli esseri umani, anche se questi sono inconsapevoli e ingrati.
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Esempi di Fedeltà sotto Pressione Spirituale

​Daniele a Babilonia: Nonostante il decreto imperiale e l'atmosfera spirituale ostile di una nazione pagana, Daniele non smise mai di aprire le finestre verso Gerusalemme. La sua perseveranza scatenò una reazione immediata nelle sfere celesti, attirando l'ira dei potenti terreni (la fossa dei leoni) ma garantendo l'intervento di messaggeri angelici inviati a chiudere le fauci del male.

​L’Apostolo Paolo nelle prigioni: Mentre era incatenato, Paolo scriveva lettere che avrebbero cambiato il corso della storia. Il nemico cercava di limitare la sua libertà fisica per soffocarne la voce, ma la sua fedeltà trasformò una cella in un quartier generale dello Spirito, dimostrando che la verità non può essere ridotta al silenzio da nessuna barriera materiale.

​Santo Stefano: Primo martire cristiano, che nel momento di massima aggressione e violenza da parte del mondo visibile, vide i cieli aprirsi. La sua capacità di perdonare e restare saldo nella verità mentre affrontava la morte è la prova suprema che la luce del giusto è sostenuta da una forza che trascende la comprensione umana.

​Il Profeta Elia sul monte Oreb: Dopo la grande vittoria contro i falsi profeti di Baal, Elia fu colpito da un attacco di scoraggiamento e stanchezza mentale così profondo da desiderare la fine. Quella "creatura grigia" del dubbio cercò di isolarlo, ma fu proprio in quel momento di massima vulnerabilità che ricevette il nutrimento divino e la rivelazione del "sottile sussurro" di Dio.

​Giovanni a Patmos: Esiliato su un'isola deserta per la sua testimonianza, Giovanni sembrava sconfitto agli occhi del mondo. Tuttavia, fu proprio in quell'isolamento forzato che ricevette la più grande rivelazione profetica di tutti i tempi, dimostrando che l'oppressione è spesso il preludio a una visione spirituale senza precedenti.

Celestino V: Un esempio lampante di chi ha cercato la purezza spirituale in un contesto di potere corrotto. Il suo "gran rifiuto" non fu un atto di viltà, ma la scelta radicale di rimanere fedele alla propria coscienza e alla solitudine della preghiera piuttosto che piegarsi alle logiche politiche del mondo. La sua lotta invisibile contro le ambizioni terrene della gerarchia del tempo dimostra come la vera vittoria spirituale possa spesso sembrare una sconfitta agli occhi dei contemporanei.

​Massimiliano Kolbe: Anche nel cuore dell'abisso di Auschwitz, dove l'oscurità cercava di cancellare ogni traccia di umanità, Kolbe scelse di rimanere fedele alla Verità dell'amore divino. Offrendo la sua vita per un altro prigioniero, ha dimostrato che la luce di un singolo spirito può squarciare l'ombra del male più atroce, trasformando un luogo di morte in un altare di gloria eterna.

​Dietrich Bonhoeffer: Teologo e pastore che si oppose al regime nazista, Bonhoeffer visse sulla propria pelle il "costo della grazia". Mentre il mondo attorno a lui abbracciava la menzogna, lui scelse la fedeltà alla Parola, anche quando questa lo portò al martirio. Il suo coraggio spirituale è la prova che chi cammina nella Verità di Dio possiede una forza che nessuna tirannia può incatenare.

​Santa Giovanna d'Arco: Una giovane che, seguendo le voci del cielo che sentiva dentro di sé, affrontò resistenze non solo dai nemici sul campo di battaglia, ma anche da parte delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerla. La sua perseveranza nella missione divina, nonostante il tradimento e il processo ingiusto, brilla come un esempio di come Dio sostenga i suoi eletti anche quando il mondo intero sembra congiurare contro di loro.

Omraam Mikhaël Aïvanhov e la detenzione: Il periodo trascorso in prigione in Francia (a seguito di accuse che si rivelarono totalmente infondate e orchestrate per screditarlo) fu il momento della sua massima vittoria spirituale. In quel luogo di privazione e umiliazione, Aïvanhov non si lasciò abbattere dalla "creatura grigia" dell'ingiustizia. Al contrario, testimoniò che proprio nel fango della cella riuscì a mantenere un contatto così puro con la Luce da trasformare la prigione in un tempio. Insegnò che il vero iniziato è colui che, pur privato della libertà fisica, rimane sovrano del proprio mondo interiore, dimostrando che nessuna catena può legare un'anima che vibra in armonia con il piano divino.

​Rudolf Steiner e l'attacco finale: La fine della vita di Steiner fu segnata da una resistenza spirituale e materiale violentissima. Dopo l'incendio doloso che distrusse il primo Goetheanum (un'opera monumentale in legno che rappresentava la sua visione spirituale), la sua salute subì un tracollo che molti attribuiscono a un avvelenamento o a un attacco diretto delle forze ostili che volevano mettere a tacere la sua voce. La sua "morte" non fu una semplice fine biologica, ma l'epilogo di un sacrificio consapevole: egli continuò a insegnare e a scrivere fino all'ultimo respiro, nonostante il corpo fosse martoriato, confermando che chi porta una nuova rivelazione al mondo deve spesso pagare il prezzo più alto per proteggere il seme della verità.

L'elenco sarebbe molto lungo, ho cercato di dare solo qualche esempio.

Mikhael Germain Di Mattia

Credo che molti, come me, siano stanchi di assistere alla crudeltà gratuita, alla meschinità, al piacere di ferire, all'...
24/08/2026

Credo che molti, come me, siano stanchi di assistere alla crudeltà gratuita, alla meschinità, al piacere di ferire, all'umiliazione usata come strumento di potere.
Stanchi di vedere persone capaci di accanirsi contro altre persone semplicemente perché possono farlo.

Come si fa, oggi, a guardare il mondo senza lasciarsi cambiare?

Alcune grandi menti ci hanno lasciato degli indizi.

Primo Levi, quando cercava di comprendere ciò che era accaduto nei campi di sterminio, parlava della “zona grigia”: quella parte dell'esperienza umana in cui le responsabilità, le scelte, le debolezze e le complicità diventano terribilmente complesse.
Comprendere, però, per Levi non significava assolvere, ma imparare a riconoscere ciò di cui l'essere umano è capace.

Hannah Arendt ci ha mostrato qualcosa di altrettanto inquietante: la distruzione dell'altro può cominciare anche nel momento in cui smettiamo di pensarlo come una persona, con la sua dignità, la sua vulnerabilità, la sua complessità.

E Viktor Frankl, dopo aver conosciuto l'inimmaginabile, ci ha lasciato una domanda ancora più difficile: cosa scegliamo di essere, anche quando non possiamo scegliere ciò che ci accade?

La cattiveria degli altri può ferirci, indignarci, farci perdere fiducia nelle persone. A volte, può perfino farci ve**re voglia di rispondere con la stessa moneta.
Ma è proprio quello il momento in cui bisogna stare più attenti.

Il rischio più grande della cattiveria che incontriamo è ciò che può lasciare dentro di noi.
Può insegnarci a diventare cinici, a non fidarci più di nessuno, a ridere del dolore degli altri, a considerare la gentilezza una debolezza, a credere che, in fondo, essere spietati sia l'unico modo per non essere feriti. Può anche lasciarci un profondo senso di sfiducia nel genere umano.

Eppure, possiamo scegliere altro.

Per esempio possiamo non permettere a ciò che ci disgusta di trasformarci in ciò che ci disgusta.
Possiamo continuare a indignarci senza diventare feroci, a dire no senza avere bisogno di distruggere, a riconoscere la cattiveria senza perdere la capacità di riconoscere la bellezza, a scegliere la dignità anche quando intorno a noi sembra non avere più valore.
Non certo per sentirsi migliori degli altri, ma solo perché sappiamo quanto facilmente potremmo smarrirci.

È un po' come se quest'epoca ci costringesse a guardare in faccia tutto ciò che dell'essere umano ci fa paura e ci disgusta, e nello stesso tempo, ci ponesse una domanda: "quanto di ciò che vediamo riusciremo a non portare dentro di noi?"

Forse sta qui la nostra parte.

Non possiamo impedire che esista la cattiveria; possiamo però scegliere cosa farne quando ce la troviamo di fronte.
Possiamo scegliere di non restituirla.
Possiamo scegliere di non farla diventare il nostro linguaggio.

Possiamo scegliere di continuare a credere in ciò che dell'essere umano merita ancora di essere salvato.
Anche quando siamo stanchi.

Soprattutto quando siamo stanchi.

(Nadia Tonti)

22/08/2026

L'IDEALE DI NARCISO e
COME NASCE IL NARCISISMO.
Sebbene si dica innamorato, avrai notato pure tu che quando un narcisista intavola una discussione dal nulla, o ti provoca di modo che tu lo scarti, poi non passa il tempo seguente a ragionare sui propri sbagli o sui modi per ricomporre la crisi, come una persona davvero innamorata farebbe, ma si tuffa immediatamente in vecchie frequentazioni o in nuove conoscenze?
Intanto se non lo hai notato, notalo!
Perchè accade questo?
Purtroppo, così come la vittima idealizza il narcisista investendolo di un ruolo adulto, fidandosi della sua immagine esteriore e sopravvalutando la sua maturità affettiva, anche il Narciso mitizza il suo ideale di donna.
La figura femminile che il narcisista utilizza come termine di paragone con le donne che avvicina è sempre la mamma.
Colei che gli ha dato la vita e con la quale ha sempre un rapporto squilibrato e ambivalente, gli sta stretta ma non sa allontanarla, la venera in quanto complice ma la disprezza in quanto supervisore della sua vita.
La mamma di un piccolo Narciso si pone sempre nei confronti del figlio prediletto in modo equivoco, lo elegge sostituto del partner, spesso distante o fedifrago, dandogli un rilievo spesso non gradito; così come lo scantona, ignorando la sua volontà e mettendolo in secondo piano rispetto ai propri capricci.
Questo comportamento ambiguo genera nel figlio una grave insicurezza sul legame da cui sente di doversi proteggere per il forte grado di sfiducia che gli genera, infondo non si sente davvero amato per chi è ma solo per l'utilizzo che la madre ne fa.
In modo del tutto inconsapevole impara che il rapporto d'amore è pericoloso e, dunque, avanza tutta una serie di misure difensive per tutelare il bimbo illecitamente strumentalizzato.
Il piccolo Narciso non possiede gli attrezzi emotivi per contestare le modalità manipolatorie della mamma e il dolore del disamore, o del malamore, è talmente importante che piuttosto di affrontarlo crea una maschera di impenetrabilità, soprattutto repellente al dolore.
Non potendo contare su un legame sicuro e non avendo modo di troncarlo, il piccolo Narciso imparerà ben presto a prendere ciò che di buono può trarne, imparando così a manipolare a sua volta.
A quel punto la madre diverrà una complice e come tale verrà, a sua volta, idealizzata come elemento perfetto che pur conoscendo le sue manipolazioni si presta alla collaborazione reciproca.
La madre conosce ma perdona, si arrabbia ma perdona, prende atto delle nefandezze ma perdona, viene allontanata ma perdona, subisce le bugie ma perdona, prende insulti ma perdona, in nome di un reciproco patto implicito in cui lei fa lo stesso col figlio.
Così il narcisista impara che qualsiasi azione svolga un perdono gli è dovuto, che non è necessario prendersi la responsabilità del dolore che genera perchè, se l'altra lo ama, lo deve capire e perdonare.
Un narcisista non sa che l'amore è un'altra cosa, che non è un'associazione a delinquere ma una comunione di valori fondanti.
Dunque il modello di Donna che idealizza accanto a sè è semplicemente divino, dove concentra la tolleranza dei suoi sbagli, l'accoglienza priva di giudizio e la commistione di quella trasgressione alla morale comune.
In pratica una Madonna santa ma facilmente corruttibile perchè a sua volta ricattabile.
Ognuna di noi è stata tutto questo per un tempo, poi accortasi del giochino al massacro, ha tentato di alzare la testa ed stata punita con lo scarto, più o meno indotto.
Forse perchè nel nostro ideale non compariva l'opzione: "Partner, uguale figlio da perdonare nonostante..." seppur nostro malgrado lo abbiamo fatto ripetute volte, inducendolo a credere che sarebbe stato per sempre.
Durante le varie pause che un narcisista si prende non smette mai la sua ricerca di persona perfettamente rispondente al suo bisogno, idealizzando di volta in volta le new entry o ripescando coloro che nel frattempo ha ridealizzato giacchè hanno avuto l'ardire di proseguire anche senza di lui.
Nella mente di Narciso non vive un ideale di Donna, nè di relazione, riscontrabile nella realtà, purtroppo ha sempre la sensazione di doversi accontentare e questo lo porta a tradire senza grossi sensi di colpa, perchè non è lui il problema ma chi non corrisponde ai suoi bisogni.
Un narcisista non accetta i compromessi e non vede nel compromesso una possibilità di pienezza ma una dolorosa rinuncia, un limite alla sua libertà e una lesa maestà.
Mi sono capita?

Valeria. la tua LoveCoach💜
Nel mio libro OLTRE NARCISO
approfondisco tutti questi temi.
📖Lo trovi qui:
https://amzn.eu/d/09QyNHFB

©️Tutti i diritti riservati

Alcune persone non vogliono solo vincere una discussione: vogliono spezzarti lo spirito, controllare la tua realtà e ass...
20/08/2026

Alcune persone non vogliono solo vincere una discussione: vogliono spezzarti lo spirito, controllare la tua realtà e assicurarsi che tu non dimentichi mai chi detiene il potere.
Ecco perché i sopravvissuti raccontano di un punto in cui l’abuso narcisistico smette di essere semplice egoismo e diventa qualcosa di molto più freddo, oscuro e profondamente calcolato.
Smetti di avere a che fare con qualcuno che è solo insicuro, e inizi a trovarti davanti qualcuno che studia attivamente le tue vulnerabilità per usarle contro di te senza alcun rimorso.
Questa transizione segna lo spazio in cui la grandiosità narcisistica incontra tratti psicopatici, spesso descritta come Narcisismo Maligno:
1. *Controllo sadico*: Provocare dolore emotivo smette di essere un effetto collaterale accidentale e diventa un obiettivo deliberato e gratificante.
2. *Crollo dei limiti morali*: Il senso di diritto giustifica completamente sfruttamento, inganno e punizione.
3. *Aggressività guidata dalla paranoia*: Una paranoia persistente e un pensiero di tipo complottista portano ad attacchi preventivi e a un dominio incessante.
4. *Puro calcolo*: L’empatia viene cancellata. Le relazioni diventano strumenti puramente transazionali per ottenere potere e gestire l’immagine.
5. *Danno strumentale*: L’aggressività non è più solo rabbia reattiva; diventa uno strumento pianificato e strategico per ottenere il controllo totale.
6. *Cancellazione della coscienza*: La perdita di potere diventa la loro più grande paura, scavalcando ogni considerazione o freno umano.
Non stai più affrontando un conflitto o un fraintendimento: stai affrontando un gioco di dominio totale. ✍️

Grazie alla pagina Narcisismo Smascherato 🎭

Viviamo circondati da rappresentazioni, non da fatti. Versioni, non verità.Nel mito della caverna, Platone immagina uomi...
20/08/2026

Viviamo circondati da rappresentazioni, non da fatti. Versioni, non verità.

Nel mito della caverna, Platone immagina uomini incatenati fin dalla nascita, costretti a guardare solo un muro. Dietro di loro c’è un fuoco, e tra il fuoco e i prigionieri passano figure che proiettano ombre.
I prigionieri vedono solo quelle ombre e le scambiano per il mondo. Non conoscono altro, quindi credono che sia tutto lì.

Oggi non abbiamo catene ai polsi, ma abbiamo la comodità di accettare ciò che ci viene mostrato.
Le ombre moderne sono i feed, le immagini veloci, le narrazioni già pronte, gli algoritmi che decidono cosa vediamo e cosa no.
Sono selezionati, filtrati, montati. Rappresentano una realtà confezionata.

E spesso ci basta.
Perché è semplice, immediata, rassicurante.
Perché non richiede fatica.

Ma la verità, come nel mito, non sta nel muro: sta fuori.
Sta nel gesto scomodo di voltarsi, di mettere in discussione ciò che sembra ovvio, di chiedersi chi proietta quelle ombre e perché.
Sta nel recuperare lo spirito critico, la volontà di non accontentarsi.

Uscire dalla caverna oggi significa non vivere dentro la narrazione dominante, ma guardare il mondo con i propri occhi.
Significa capire che ogni immagine è un punto di vista, non un dogma.

La libertà oggi è questa:
non credere alle ombre solo perché sono comode.
E non smettere mai di cercare la luce.

Domiziano Mastrangelo

🌿 PSOAS: QUANDO IL CORPO TRATTIENE CIÒ CHE NON È RIUSCITO A LASCIARE ANDARELo psoas è uno dei muscoli più profondi del n...
19/08/2026

🌿 PSOAS: QUANDO IL CORPO TRATTIENE CIÒ CHE NON È RIUSCITO A LASCIARE ANDARE

Lo psoas è uno dei muscoli più profondi del nostro corpo. Collega la colonna lombare al femore e partecipa continuamente alla postura, al movimento e alla stabilità del bacino.

Ma nel lavoro psicosomatico la zona dello psoas può diventare anche un luogo simbolico di protezione, paura, vulnerabilità e controllo di esperienze sessuali represse

Quando viviamo esperienze intime o relazionali difficili, il corpo può reagire irrigidendosi, chiudendosi, proteggendo il ventre e la pelvi.

Non significa che ogni psoas contratto nasconda necessariamente un trauma sessuale: significa che il corpo può partecipare alla nostra storia emotiva attraverso tensioni e schemi di difesa.

🔥 LO PSOAS NON VA FORZATO. VA ASCOLTATO.

Nell’esercizio dell’immagine entra lentamente nell’apertura dell’anca, senza cercare la massima estensione.

Inspira e crea spazio.
Espira e lascia diminuire la tensione.
Rimani qualche respiro e osserva cosa accade.

Nel Metodo PsicoPunti®, al lavoro corporeo possono essere associati alcuni punti della regione pelvica:

🔸 ST30 – Qichong
Area di passaggio tra addome, inguine e arto inferiore.

🔸 SP13 – Fushe
Un punto della regione addominale inferiore utile per aprire la pelvi.

🔸 CV3 – Zhongji
Situato sulla linea mediana inferiore dell’addome.
🔸 GV1 – Changqiang
Nella zona perineale Nel Metodo diventa un riferimento simbolico per radicamento, sicurezza e rapporto con la propria base.

Non bisogna necessariamente “sentire qualcosa”. A volte il primo cambiamento è semplicemente accorgersi di quanto stavamo trattenendo.

Se questo argomento ti risuona, lascia semplicemente scritto PSOAS. Nei commenti continuerò il lavoro mostrando altri PsicoPunti collegati alla pelvi e spiegando come inserirli nella pratica.

PS
📘 Per chi invece vuole avere la mappa completa a disposizione, molti dei punti che utilizzo sono raccolti nel metodo
PsicoPunti https://www.amazon.it/dp/B0DNXNSM9D

LO Shiatsu PER Cambiare

Indirizzo

Piazza 185 Reggimento Artiglieria Folgore, 2
Livorno
57128

Telefono

+393921229291

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa:

Scelte rapide

Condividi

Digitare