23/08/2026
Sorrido, e non per allegria, leggendo questo articolo dell'OSCE.
Un corso specialistico in Macedonia del Nord, quaranta unità impegnate, tra cui il Servizio di Sicurezza dell'Ucraina e la Guardia di Frontiera ucraina, con moduli su ricerca in condizioni estreme, ostacoli tattici, ricerche notturne, intercettazione di convogli, primo soccorso tattico anche per i cani, gestione della fatica operativa e uso etico della forza. All'estero si investe così: formazione seria, cooperazione tra apparati pubblici e privati, standard condivisi tra Paesi.
In Italia, nello stesso momento, vedo due realtà parallele.
La prima: Amministrazioni Locali che fanno gare al ribasso per l'acquisto di Unità Cinofile, affidando appalti a chi non ha un minuto di esperienza operativa reale, perché addestrare un cane per lavorare in contesto urbano è cosa ben diversa da farlo per un reel sui social, oppure affidando appalti a realtà cinotecniche ferme a trent'anni fa.
La seconda: aziende che invece investono, che guardano fuori dai confini, consapevoli che gli Enti Locali e la Pubblica Amministrazione, in generale, stanno perdendo una grande opportunità di innovazione.
Faccio una domanda diretta a chi lavora nella formazione di Unità Cinofile per la sicurezza: spiegatemi come fate a vendere la formazione di un'unità a 8000 o 9000 euro, comprensiva di cane, formazione per almeno quattro mesi, mantenimento per cinque mesi, formazione in sede, garanzia, follow up, alimentazione, veterinario, e tutto il resto.
Ve lo dico io: vendendo un prodotto non certificato, di basso livello, con profili fiscali non corretti, senza garanzie reali.
Mi piacerebbe che si aprisse un tavolo di confronto serio tra soggetti privati professionisti. Vorrei proprio vedere chi ha il coraggio di sedersi a quel tavolo.
To effectively counter modern security threats and combat the trafficking of illicit weapons, ammunition, and explosives, dog handlers must be prepare...