Monica Vallacqua Naturopatia e Terapie Integrate

Monica Vallacqua Naturopatia e Terapie Integrate Studio di Naturopatia e terapie integrate

🧠 IL TUO INTESTINO NON DIMENTICA.Ogni giorno gli chiediamo di gestire cibo, stress, farmaci, ritmi irregolari, poco movi...
09/08/2026

🧠 IL TUO INTESTINO NON DIMENTICA.

Ogni giorno gli chiediamo di gestire cibo, stress, farmaci, ritmi irregolari, poco movimento e magari anche una dieta non sempre equilibrata.

E poi ci stupiamo quando arrivano gonfiore, alterazioni dell’alvo, fermentazioni, pesantezza o digestione difficile.

Ma l'intestino non è semplicemente un tubo dove passa il cibo.

È un ecosistema complesso, abitato da miliardi di microrganismi che interagiscono continuamente con ciò che mangiamo e con l'ambiente intestinale.

Per questo parlare di microbiota significa parlare di equilibrio, non semplicemente di “aggiungere qualche batterio”.

E qui c'è una cosa importante:

👉 non esiste una soluzione universale valida per tutti.

Ogni persona ha una storia, un'alimentazione, uno stile di vita e un microbiota differenti.

Anche per questo, quando si parla di microrganismi effettivi, il concetto fondamentale non dovrebbe essere “quanto devo prenderne?”, ma “come posso prendermi cura dell'ecosistema intestinale nel suo insieme?”

🌱 Il benessere intestinale non si costruisce in un giorno.

Si costruisce attraverso tante piccole scelte, ripetute nel tempo.

Ascoltare l'intestino è il primo passo per iniziare a conoscerlo.

💬 Tu quanto pensi che il tuo stile di vita influenzi il tuo intestino?

Scrivilo nei commenti. 👇

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Regolamentazione degli inibitori di p***a protonica (IPP), cosiddetti gastro protettori.Finalmente! Visto che oggigiorno...
07/08/2026

Regolamentazione degli inibitori di p***a protonica (IPP), cosiddetti gastro protettori.
Finalmente! Visto che oggigiorno vengono prescritti con molta leggerezza e hanno numerosi effetti collaterali (effetti collaterali neppure monitorati oltretutto).

La nota AIFA N01 ha l’obiettivo di disciplinare le condizioni di prescrivibilità a carico del SSN degli IPP: omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e rabeprazolo, in varie formulazioni e dosaggi.

Oltre ad aggiornare le condizioni di uso appropriato di questi medicinali, la Nota definisce alcuni elementi rilevanti, in relazione alle limitazioni della prescrizione cronica di IPP.

Questi farmaci agiscono inibendo la p***a protonica per l’appunto, quindi inibendo il rilascio, nel lume gastrico, di ioni idrogeno. Vanno di fatto a ridurre l’acidità gastrica.
Sono solitamente presenti nel protocollo per il trattamento del reflusso gastro esofageo. Peccato che non risolvano i problemi di reflusso (la risalita è generalmente favorita da aumentata circonferenza vita). Semplicemente si riduce il pH dello stomaco, rendendolo meno acido. Serve anche rivedere la dieta. Imparando a masticare e respirare!

Va detto che il pH acido dello stomaco (circa 1,5-2) è importante per iniziare la digestione (in particolare la denaturazione delle proteine e attivazione della pepsina). Le pareti dello stomaco sono attrezzate per proteggersi da questa acidità: la mucosa gastrica è rivestita da uno spesso strato di muco protettivo.
L’acidità gastrica svolge inoltre un’importante funzione di barriera contro l’arrivo dei patogeni nel tratto gastrointestinale.

Andando ad alterare il pH acido, l’organismo sarà più esposto a infezioni gastro intestinali, come quelle causate da Helicobacter Pylori o Clostridium Difficile, che possono portare alla comparsa di tumori allo stomaco o all’intestino [1, 2, 3, 4]. Questo ci dicono i ricercatori.

L’assunzione di gastroprotettori viene anche suggerita insieme a farmaci come la cardio aspirina (un anti aggregante piastrinico), quindi per ridurre il rischio di trombi. Anche quando non è necessario! Con assunzione giornaliera senza pensare alle conseguenze!

Gli IPP vanno ad alterare il pH gastrico e ciò interferisce con l’assorbimento della vitamina B12 (che sovente non viene neppure monitorata a fronte di una terapia protratta con gastroprotettori, come posso osservare in studio).

L’assunzione a lungo termine di IPP infatti può anche causare scarso assorbimento e conseguente carenza di vitamina B12, magnesio, calcio, ferro [5], ci ricordano ancora i ricercatori.
Risultato? Bassi livelli di vitamina B12 che fanno aumentare i livelli di omocisteina aumentando il rischio di aggregazione piastrinica…

E ma tanto c’è la cardio aspirina… Già già… Aumento il rischio cardiovascolare cercando di tamponarlo con un farmaco.

Che poi il rischio cardiovascolare risulta aumentato anche in presenza di un polimorfismo MTHFR… a causa di un aumentato livello di omocisteina. Non sarebbe più saggio risalire alla causa e abbassare i livelli di omocisteina con integratori specifici (acido folico metilato ad esempio, nel caso di deficit dell’enzima MTHFR)?
Peccato che il polimorfismo MTHFR non se lo fila quasi nessuno… anzi molti dicono che monitorare i valori di omocisteina è addirittura inutile… nonostante le numerose evidenze scientifiche.

In soggetti a rischio, come chi soffre di osteoporosi, i gastroprotettori possono aumentare il rischio di fratture [6].

Ma non finisce qui… gli IPP alterano il nostro microbiota, alla base della nostra salute[7]. In particolare possono favorire disbiosi come SIBO: (sovracrescita batterica nella prima parte del tenue).

E questo è purtroppo il risultato di un approccio spesso superficiale nell’affrontare una situazione, cercando unicamente di gestire i sintomi piuttosto che risalire alle caus

Si, certo in taluni casi sono necessari. Ma spesso ci sarebbe da soffermarsi e investigare su come risolvere un problema alla radice. Piuttosto che cercare la pillolina magica che non esiste.
Dott.ssa Petruzzelli

Del resto, è quello che ribadisce la nota AIFA.

Nota AIFA:https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/nota-N01.pdf

BIBLIOGRAFIA
[1] Jaynes M, Kumar AB. The risks of long-term use of proton pump inhibitors: a critical review. Ther Adv Drug Saf. 2018;10:2042098618809927. Published 2018 Nov 19.
[2] Jiang, K., Jiang, X., Wen, Y., Liao, L., and Liu, F. (2019) Relationship between long-term use of proton pump inhibitors and risk of gastric cancer: A systematic analysis. Journal of Gastroenterology and Hepatology, 34: 1898–1905.
[3] Cheung KS, Chan EW, Wong AYS, et al Long-term proton pump inhibitors and risk of gastric cancer development after treatment for Helicobacter pylori: a population-based study Gut 2018;67:28-35.
[4] Gao H, Li L, Geng K, et al. Use of proton pump inhibitors for the risk of gastric cancer. Medicine (Baltimore). 2022;101(49):e32228.
[5] Koyyada A. Long-term use of proton pump inhibitors as a risk factor for various adverse manifestations. Therapie. 2021;76(1):13-21.
[6] Hussain S, Siddiqui AN, Habib A, Hussain MS, Najmi AK. Proton pump inhibitors’ use and risk of hip fracture: a systematic review and meta-analysis. Rheumatol Int. 2018;38(11):1999-2014.
[7] Macke L, Schulz C, Koletzko L, Malfertheiner P. Systematic review: the effects of proton pump inhibitors on the microbiome of the digestive tract-evidence from next-generation sequencing studies. Aliment Pharmacol Ther. 2020;51(5):505-526.

Ansia da viaggioL'ansia da viaggio (odiporia o hodofobia nelle sue forme più acute) è una manifestazione d'ansia anticip...
03/08/2026

Ansia da viaggio
L'ansia da viaggio (odiporia o hodofobia nelle sue forme più acute) è una manifestazione d'ansia anticipatoria legata all'idea di spostarsi, uscire dalla propria "zona di comfort" o trovarsi in contesti non del tutto controllabili (aerei, stazioni, paesi stranieri).
Si tratta di una risposta neurofisiologica che attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), incrementando il rilascio di cortisolo e adrenalina e portando il sistema nervoso autonomo simpatico in uno stato di iper-arousal (iperattivazione).
Modulazione Neurochimica: Il Ruolo del GABA
A livello centrale, la risposta allo stress e l'ipereccitabilità neuronale sono bilanciate dall'acido gamma-aminobutirrico (GABA), il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello.
Meccanismo d'azione: Il GABA si lega specificamente ai recettori GABAa e GABAb situati sulle membrane neuronali. L'attivazione dei recettori GABAa provoca un afflusso di ioni cloro all'interno della cellula, iperpolarizzando la membrana e riducendo la probabilità che il neurone generi un potenziale d'azione. Ciò si traduce in un rapido "freno" chimico all'ansia e all'agitazione.
Integrazione con GABA Bioidentico
Il GABA bioidentico (ottenuto tramite fermentazione naturale) possiede la medesima struttura molecolare della sostanza prodotta dal corpo umano. Sebbene la somministrazione orale di GABA trovi una barriera emato-encefalica (BEE) scarsamente permeabile, la ricerca suggerisce due vie di azione principali per gli integratori:
Asse intestino-cervello e Nervo Vago: Il GABA somministrato per via orale interagisce con i recettori GABA situati sul sistema nervoso enterico nell'apparato digerente. Questa stimolazione invia segnali inibitori al cervello attraverso il nervo vago, promuovendo indirettamente uno stato di rilassamento.
Effetto periferico: Aiuta a ridurre i sintomi somatici periferici dell'ansia (come la tensione muscolare o l'aumento della frequenza cardiaca).
Strategie Integrate di Gestione
Un approccio efficace all'ansia da viaggio combina la modulazione nutraceutica con strategie comportamentali:
Nutraceutica mirata: L'assunzione di GABA bioidentico (spesso formulato in combinazione con la L-teanina, la vitamina B6 o estratti di melissa) circa 30-60 minuti prima dei momenti critici della partenza favorisce la risposta parasimpatica senza indurre sedazione marcata.
Respirazione diaframmatica (Protocollo 4-7-8): Inspirare per 4 secondi, trattenere per 7 ed espirare per 8. Questo tipo di ventilazione stimola direttamente il tono vagale, lavorando in sinergia con i sistemi inibitori GABAergici.
Ristrutturazione cognitiva ed esposizione graduale: Pianificare i dettagli del viaggio riduce la percezione d'incertezza. Suddividere il tragitto in "micro-obiettivi" evita il sovraccarico sensoriale e mentale.

V. Di Nardo

03/08/2026

Una meta-analisi confronta Bacopa monnieri e Ginkgo biloba: la Bacopa mostra maggiori benefici sulla memoria di lavoro e a breve termine negli adulti sani.

LA DEMENZA NON È UN DESTINO. PUOI FARE MOLTO, OGNI GIORNO.INIZIA OGGI!🧠 Secondo il rapporto Lancet 2024, fino al 45% dei...
29/07/2026

LA DEMENZA NON È UN DESTINO. PUOI FARE MOLTO, OGNI GIORNO.
INIZIA OGGI!
🧠 Secondo il rapporto Lancet 2024, fino al 45% dei casi di demenza potrebbe essere prevenuto o ritardato agendo su 14 FATTORI MODIFICABILI.
Ma non serve rincorrere fattori su cui abbiamo poco controllo individuale (come udito, vista o traumi cranici). La vera partita si gioca sulle "abitudini quotidiane".
🔥 Le 4 leve su cui puoi agire OGGI:
1️⃣ ATTIVITÀ FISICA
Muoversi riduce il rischio di demenza del 20% anche iniziando in tarda età. Non serve la maratona: 30 minuti al giorno di cammino veloce, 5 volte a settimana, sono già un'enorme protezione per il cervello.
2️⃣ FUMO
Chi fuma in età adulta ha un rischio di demenza fino al 40% più alto. La buona notizia? **Smettere azzera il rischio** in eccesso, anche se hai fumato per anni.
3️⃣ ALCOL
Superare i 21 unità a settimana (circa 2 bicchieri di vino al giorno) aumenta il rischio. Ridurre o eliminare l'eccesso è una scelta concreta e immediata.
4️⃣ DIABETE E PESO
Il diabete in età adulta aumenta il rischio di demenza del 60%. Mantenere un peso sano e tenere sotto controllo la glicemia è uno degli investimenti più intelligenti per il tuo cervello... non è un caso che l' Alzheimer viene chiamato il diabete di tipo tre ...
💡 E gli integratori?
Lancet non li raccomanda ancora come intervento universale, ma le nuove ricerche (2025-2026) mostrano che omega-3, vitamine del gruppo B e vitamina E possono essere d'aiuto, soprattutto in persone con carenze o fattori di rischio specifici.
Naturalmente l'integrazione va sempre personalizzata, per consulenze private contattatemi.

👉 Per ora, concentrati su ciò che puoi cambiare oggi: cammina, spegni la sigaretta, moderati con l'alcol, controlla la glicemia.
💬 Quale di queste 4 abitudini pensi di poter migliorare? Scrivimi nei commenti!

Ti svegli sempre verso le 3 e le 5 del mattino?Secondo la Medicina tradizionale Cinese, quello è l’orario di massima ene...
24/07/2026

Ti svegli sempre verso le 3 e le 5 del mattino?

Secondo la Medicina tradizionale Cinese, quello è l’orario di massima energia di polmone.

Potrebbe esserci uno squilibrio relativo ai Polmoni. Ma dipende.

Nel contempo suddetta fascia oraria è anche quella di minima egregia di Vescica.

Esiste infatti la legge del mezzogiorno e mezzanotte: al picco massimo di energia di un organo corrisponde anche il picco minimo (di energia) dell’organo esattamente opposto come organo circadiano (si veda immagine).

È sempre opportuno fare una accurata anamnesi del soggetto. Anche in chiave psico emotiva ed energetica.

Ci alziamo per fare p**ì? In tal caso sarebbe da rinforzare la nostra loggia di Acqua, energia correlata a reni e vescica urinaria. I reni sono sede della nostra volontà, del nostro io. Un suo squilibrio si manifesta con paura, insicurezza.
L’Acqua è l’energia del nostro mondo interiore.

Polmone è l’energia del metallo, che conserva ciò che serve e lascia andare ciò di cui non abbiamo più bisogno… è l’energia dell’accettazione. Ci permette di lasciare il vecchio per dare spazio al nuovo…

Ciò conferma che non siamo solo materia, ma anche energia, emozioni.
S. Petruzzelli

21/07/2026

Uno studio clinico mostra che un collutorio a base di Nigella sativa riduce placca e sanguinamento gengivale con un'efficacia paragonabile alla clorexidina.

❤️ STATINE: CONOSCERE È SEMPRE LA COSA MIGLIORE!Quando si parla di colesterolo, il dibattito è spesso molto acceso. C’è ...
21/07/2026

❤️ STATINE: CONOSCERE È SEMPRE LA COSA MIGLIORE!

Quando si parla di colesterolo, il dibattito è spesso molto acceso. C’è chi considera le statine la soluzione a ogni problema e chi, al contrario, le demonizza.

La realtà è più complessa.

Le statine sono farmaci che possono essere molto utili per alcune persone, soprattutto per chi ha già avuto eventi cardiovascolari o presenta un rischio elevato. Come tutti i medicinali, però, possono avere effetti collaterali e richiedono un’attenta valutazione del rapporto tra benefici e rischi.

In alcuni casi possono comparire:
✔ dolori muscolari;
✔ stanchezza;
✔ alterazioni degli enzimi epatici;
✔ altri effetti indesiderati che devono essere valutati dal medico.

Per questo motivo è importante non limitarsi a “curare il numero” del colesterolo, ma considerare la persona nel suo insieme.

🥗 Alimentazione equilibrata, attività fisica, controllo del peso, sonno adeguato, gestione dello stress e abolizione del fumo rappresentano il primo passo per proteggere il cuore e possono contribuire a migliorare il profilo lipidico.

💡 Le statine non vanno mai sospese o modificate di propria iniziativa. Ogni decisione terapeutica deve essere presa insieme al medico, valutando storia clinica, esami e fattori di rischio individuali.

La salute non si costruisce con una pillola soltanto, ma con un insieme di scelte consapevoli.

💬 Tu cosa ne pensi? Ritieni che si parli abbastanza dell’importanza dello stile di vita nella prevenzione delle malattie cardiovascolari?
Da: Salute in linea

La PEA (palmitoiletanolamide) è una molecola naturalmente prodotta dall’organismo, appartenente alla famiglia delle N-ac...
21/07/2026

La PEA (palmitoiletanolamide) è una molecola naturalmente prodotta dall’organismo, appartenente alla famiglia delle N-aciletanolamidi. Non è un farmaco antinfiammatorio né un cannabinoide, ma modula l’infiammazione e la percezione del dolore attraverso diversi meccanismi, in particolare l’attivazione del recettore PPAR-α e la regolazione dell’attività dei mastociti e della microglia.

Le indicazioni per cui esistono le migliori evidenze sono:

* dolore neuropatico (neuropatia diabetica, sciatalgia, nevralgie);
* dolore muscoloscheletrico cronico;
* fibromialgia;
* alcune condizioni infiammatorie croniche come terapia di supporto.

Le formulazioni micronizzata o ultramicronizzata sembrano offrire un migliore assorbimento e sono quelle più studiate.

Dosaggio più utilizzato negli studi

* 600 mg una o due volte al giorno (600–1.200 mg/die).
* Generalmente per almeno 4–8 settimane, poiché l’effetto non è immediato ma tende a comparire progressivamente.

Sicurezza
La PEA è generalmente ben tollerata, con pochi effetti indesiderati riportati negli studi clinici e poche interazioni farmacologiche note. Tuttavia, in gravidanza, allattamento o in presenza di patologie importanti è opportuno valutarne l’uso con il medico.

Dal punto di vista pratico, è un integratore che considero particolarmente interessante quando il dolore è sostenuto da neuroinfiammazione o da una componente neuropatica. Non è invece indicato come antinfiammatorio “generico” per qualsiasi tipo di infiammazione.

Per consulenze personalizzate
☎️ 3454183737

Fonti scientifiche

1. Bortoletto R, et al. Palmitoylethanolamide supplementation for human health: A state-of-the-art systematic review of Randomized Controlled Trials in patient populations. Brain Behav Immun Health. 2025;43:100927. PMID: 39839988.

ARTRITE E ALIMENTAZIONE: QUELLO CHE FORSE (NON) TI DICONOSapevi che ciò che mangi può influenzare direttamente il dolore...
16/07/2026

ARTRITE E ALIMENTAZIONE: QUELLO CHE FORSE (NON) TI DICONO

Sapevi che ciò che mangi può influenzare direttamente il dolore articolare, l’infiammazione e persino la progressione dell’artrite?

Negli ultimi anni, la ricerca ha confermato che una dieta mirata può fare davvero la differenza nella gestione dell’artrite reumatoide, dell’artrosi e di molte forme infiammatorie.
Cosa favorisce il benessere articolare?

Verdure a foglia verde, frutti di bosco, spezie antinfiammatorie (curcuma, zenzero)

Olio extravergine d'oliva, omega-3 da pesce azzurro

Cereali integrali, legumi, frutta secca e semi

Cosa peggiora l'infiammazione? (oltre la chimicità dei farmaci)

Zuccheri raffinati, alimenti ultra-processati

Eccesso di sale, carni rosse lavorate

Alcol e, in soggetti sensibili, latticini o glutine

Sempre più studi collegano il microbiota intestinale alla risposta immunitaria articolare.
Prendersene cura attraverso una dieta ricca di fibre vegetali è un’arma potente per ridurre l’infiammazione sistemica.

Studi di riferimento, per chi si è dimenticato le basi e per chi vuole tutelarsi dall'ignoranza.

BMJ Nutrition, Prevention & Health (2024)
The Lancet Rheumatology (2024)
Frontiers in Immunology (2023) – Gut-joint axis
Nature Reviews Rheumatology (2023) – Functional foods and autoimmunity

L'informazione è la prima forma di cura....🧑‍⚕️

Indirizzo

Via Cesare Battisti 168/E
Lonigo
36045

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

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