Dott.ssa Lucrezia Masciadri

Dott.ssa Lucrezia Masciadri Psicologa e Psicoterapeuta presso Studio Mosaico - Lucca

Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana con n. 8412

09/02/2025
Ieri ho visto un post che ritraeva una persona che si fotografava allo specchio, a figura intera. L’ hashtag diceva:   ....
12/01/2025

Ieri ho visto un post che ritraeva una persona che si fotografava allo specchio, a figura intera. L’ hashtag diceva: .

Credo ci sia molta confusione che investe questo argomento.
Il “body positivity” prima di essere un invito ad amare il proprio corpo a prescindere da come esso sia, è un movimento che invita la società a fare campagne pubblicitarie / marketing ecc in cui sia presente un’ampia “varietà di corpi”. Gli slogan dell’amarsi incondizionatamente e ad ogni costo, spostano la responsabilità dalla collettività alle singole persone.

E questo può essere drammatico.

Il potere di cambiare come vediamo i nostri corpi è . Invece, i media propongono corpi "standard" e, attraverso filtri e app di fotoritocco, canoni di bellezza irraggiungibili, facendo così tanto rumore da interferire e fluire, come un fiume in piena, nel nostro dialogo interno. Ciò, oltre a richiedere una sana controforza, può andare a consolidare l’idea del corpo come un progetto eternamente incompiuto.

Ebbene, come possiamo convivere con la nostra corporeità in questo bombardamento mediatico di corpi-avatar che non ammettono nessuna o pochissima variabilità?

Proverò a fare un post a riguardo che apra ad alcune riflessioni. Intanto, possiamo provare a chiederci: sebbene sia augurabile di amare il proprio corpo e sentirsi a proprio agio nel “viverci”, è davvero possibile che questo avvenga in ogni momento?

«il mio   Samantha, abitualmente stavasotto la mia sedia durante le sessioni di training in teatro (J. L. Moreno non sep...
06/01/2025

«il mio Samantha, abitualmente stava
sotto la mia sedia durante le sessioni di training in teatro (J. L. Moreno non seppe mai del mio cane per due anni). Un giorno, in teatro, Zerka Moreno stava lavorando con una donna che voleva morire. Zerka invitò la protagonista a stendersi su un materasso nel centro della scena e ad “essere morta” per tutto il tempo che volesse.

Zerka illuminò la scena di luce blu e ci chiese di essere testimoni silenziosi.

I dieci minuti nei quali restammo seduti sembrarono lunghi come giorni interi.

Tranquillamente, Samantha uscì da sotto la mia sedia, salì i tre livelli del palco, leccò la protagonista sulla guancia e ritornò nel buio nel suo posto sotto la mia sedia. Tutti noi fummo toccati dal fatto che il cane aveva fatto quello che noi non eravamo stati in grado di fare.

La protagonista si sedette piangendo e disse:
“questa è la tenerezza della che ho sempre voluto”. “Da parte di chi?” chiese Zerka e cominciò a lavorare con lei sulla scena»

M. Karp

Nei giorni che precedono l’inizio del nuovo anno sembra che il tempo desideri scorrere al contrario in una sorta di rewi...
29/12/2024

Nei giorni che precedono l’inizio del nuovo anno sembra che il tempo desideri scorrere al contrario in una sorta di rewind che ci invita ad un bilancio autoriflessivo: cosa c’è stato di particolare in questi ultimi 12 mesi? Quali eventi colgono la mia attenzione? Quali sono state le conseguenze delle scelte che ho preso? In che direzione mi sono mossə? Quali obiettivi ho raggiunto? A (e con) quale costo? and more.

In questo tentativo di bilanci, confronti e riflessioni, ti è mai capitato di incolparti per non essere statə abbastanza coraggiosə?

Domanda che nasce dagli incontri delle ultime settimane (dentro e fuori lo studio) con persone, le più diverse. Mi viene in mente Edgar* che in terapia si è preso del tempo per provare a ricordare a sé stesso “chi era” quando a febbraio scorso ha deciso di non seguire quello che pensava essere l’ della sua vita; oppure Smilla* che, nell’ultimo nostro colloquio, ha sentito la necessità di ricordare a sé stessa come la facesse sentire la prospettiva di cambiare lo scorso gennaio e perché non l’ha fatto. O anche Joy*, che si è incolpata più volte per aver rimandato di mesi l’inizio della e, con questa, la possibilità di provare a cambiare l’idea che aveva di sé stessa.

A chi non è mai successo, come a loro, di guardarsi indietro e dimenticarsi chi era, cosa desiderava e che emozioni provava nel momento di alcune scelte importanti?

E allora, pensando alla fine dell’anno come un tempo che apre una panoramica privilegiata sul passato, vorrei augurare a tuttə di poter guardare alla propria vita come una storia fatta di scelte piene di senso. Di osservarle, esplorarle e provare a ricostruirle; per poi rivolgersi al futuro provando a chiedersi:

“di ciò che desidero nel breve - lungo termine, cosa mi sento di voler vivere?”
*nome di fantasia
#2025

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