29/12/2024
Nei giorni che precedono l’inizio del nuovo anno sembra che il tempo desideri scorrere al contrario in una sorta di rewind che ci invita ad un bilancio autoriflessivo: cosa c’è stato di particolare in questi ultimi 12 mesi? Quali eventi colgono la mia attenzione? Quali sono state le conseguenze delle scelte che ho preso? In che direzione mi sono mossə? Quali obiettivi ho raggiunto? A (e con) quale costo? and more.
In questo tentativo di bilanci, confronti e riflessioni, ti è mai capitato di incolparti per non essere statə abbastanza coraggiosə?
Domanda che nasce dagli incontri delle ultime settimane (dentro e fuori lo studio) con persone, le più diverse. Mi viene in mente Edgar* che in terapia si è preso del tempo per provare a ricordare a sé stesso “chi era” quando a febbraio scorso ha deciso di non seguire quello che pensava essere l’ della sua vita; oppure Smilla* che, nell’ultimo nostro colloquio, ha sentito la necessità di ricordare a sé stessa come la facesse sentire la prospettiva di cambiare lo scorso gennaio e perché non l’ha fatto. O anche Joy*, che si è incolpata più volte per aver rimandato di mesi l’inizio della e, con questa, la possibilità di provare a cambiare l’idea che aveva di sé stessa.
A chi non è mai successo, come a loro, di guardarsi indietro e dimenticarsi chi era, cosa desiderava e che emozioni provava nel momento di alcune scelte importanti?
E allora, pensando alla fine dell’anno come un tempo che apre una panoramica privilegiata sul passato, vorrei augurare a tuttə di poter guardare alla propria vita come una storia fatta di scelte piene di senso. Di osservarle, esplorarle e provare a ricostruirle; per poi rivolgersi al futuro provando a chiedersi:
“di ciò che desidero nel breve - lungo termine, cosa mi sento di voler vivere?”
*nome di fantasia
#2025