Teconme

Teconme Il Centro Te.Con.Me. I servizi offerti dal Centro Te.Con.Me. (Istituto di Psicoterapia Relazionale) di Pisa.

Il centro Te.Con.Me. è uno studio di PsicoTerapia, Consulenza e Mediazione Familiare fondato nel 2011 dalla Dott.ssa Elisa Pierotti e dalla Dott.ssa Ilaria Di Vecchio. nasce da un progetto condiviso di due psicologi-psicoterapeuti che da diversi anni operano nel campo della psicoterapia individuale e familiare ad orientamento sistematico-relazionale con particolare attenzione per lo studio e il la

voro con la coppia e con la famiglia in tutte le sue declinazioni: tradizionale, allargata, ricomposta, monogenitoriale, omosessuale e multiculturale. Le relazioni sociali esercitano un ruolo importante sullo stato di benessere o malessere provato da un individuo in un particolare momento della sua vita. Infatti, modalità comunicative insufficienti nella famiglia, nella coppia o nei principali contesti sociali di riferimento possono contribuire ad alimentare uno stato di disagio con gli altri e con se stessi. sono i seguenti:
- Psicoterapia individuale
- Psicoterapia di coppia
- Psicoterapia familiare
- Psicoterapia dell'età evolutiva
- Consulenza sessuale
- Mediazione Familiare
- EMDR
- Coordinazione Genitoriale
- Sostegno alla genitorialità
- Elaborazione del lutto
- Fisioterapia
- Osteopatia
- Supervisione per operatori sociosanitari


I due professionisti sono:

- Dott.ssa Elisa Pierotti, Psicologa, Psicoterapeuta, Consulente sessuale, Mediatrice familiare ed esperta nell'elaborazione del lutto.
- Dott.ssa Ilaria Di Vecchio, Psicologa, Psicoterapeuta, Consulente sessuale, Terapeuta EMDR, specialista in Coordinazione Genitoriale, responsabile dell'area convenzioni e tirocini e didatta presso L'I.P.R. Inoltre collaborano con il centro:

- Dott.ssa Barbara Sbrana: Psicologa e psicoterapeuta dell'infanzia, dell'adoloscenza, della coppia e della famiglia ad orientamnto psicoanalitico.
- Dott.ssa Olga Favilla: psicologa, psicoterapeuta;
- Dott.ssa Cinzia Ferretti, Fisioterapista e Osteopata D.O.;
- Dott.ssa Giorgetta Santini, Medico e Psicoterapeuta, Ginecologa e Consulente sessuale
- Dott. Mario Maltagliati: Medico, Psichiatra e Psicoterapeuta.

20/05/2026

A Massa istituzioni, sanità, diocesi e rappresentanti delle forze dell’ordine si sono incontrati per riflettere sul rapporto tra giovani, educazione e responsabilità, dopo il tragico omicidio di Giacomo Bongiorni.

Tra gli interventi, anche quello di Giacomo Ricciarini in qualità di psicologo della Polizia di Stato e consigliere dell’Ordine, che ha riportato al centro del dibattito il tema del “limite” come elemento fondamentale nei percorsi educativi e di crescita.

“È una parola che abbiamo espulso dal lessico educativo”, ha sottolineato Ricciarini, evidenziando la necessità di aiutare le nuove generazioni a confrontarsi con regole, autonomia e responsabilità.

Un contributo importante per affrontare, con uno sguardo psicologico e sociale, un tema che riguarda l’intera comunità.

👉 Leggi la notizia completa online: https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/disagio-giovanile-e-sicurezza-304c127b

12/05/2026

𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐼𝑙 𝑀𝑒𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑒𝑟𝑜, 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖𝑒𝑡𝑡𝑎 𝐺𝑢𝑙𝑖𝑛𝑜, 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑁𝑂𝑃, 𝑟𝑖𝑓𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑒𝑚𝑒𝑟𝑔𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑙𝑜𝑔𝑎𝑛.

“Gentile Direttore,
ho letto con molta attenzione l’interessante analisi del prof. Ricolfi pubblicata dal suo giornale e devo ammettere che ha suscitato in me sensazioni contrastanti.

C’è un riflesso quasi automatico, nel dibattito pubblico italiano, che merita di essere guardato con più freddezza: ogni volta che si parla di disagio, fragilità, crisi sociale, si invoca – talvolta con tono salvifico – la psicologia. È un punto che non può essere liquidato con sufficienza, perché pone una domanda lecita: stiamo trasformando ogni fatica della vita in un caso clinico?

Il rischio esiste. Ma fermarsi qui può essere un errore speculare che alimenta polarizzazioni, rischiose per il benessere della popolazione. Perché mentre discutiamo di “psicologizzazione della società”, la realtà intorno a noi racconta tutt’altro: la psicologia, nei servizi pubblici, è marginale, residuale, spesso l’ultima ruota del carro tra gli operatori sanitari.

Meno del 7% di presenza nei servizi è un dato poco rassicurante che dovrebbe far sobbalzare. Nell’offerta di salute, siamo molto lontani da un “overbooking” di psicologi e, invece, testimoni di una clamorosa insufficienza. Allora il punto non è se si parli troppo di psicologia.

Il punto è che se ne parla tanto ma si investe poco. Il cosiddetto “bonus psicologo” ne è l’esempio perfetto: grande visibilità politica, risorse limitate, accesso incerto destinato a pochi. Una misura che intercetta il bisogno, circa 800mila domande, ma non costruisce sistema. È la logica della misura emergenziale, non quella della strategia strutturale.

Qui si inserisce un secondo equivoco, più sottile: confondere la cura con la prevenzione. La prima arriva quando il problema è già esploso; la seconda lavora prima, quando si può evitare che il disagio, la crisi evolutiva, lo stress accumulato diventino patologia. Eppure, nel nostro modello sociale, la prevenzione psicologica resta ancora un timido corpo estraneo, quasi un lusso teorico.

C’è poi un ultimo punto, spesso rimosso perché meno spendibile mediaticamente: la prevenzione non produce consenso immediato. Non si inaugura, non si fotografa, non si taglia con un nastro.

È un processo lento, che chiede continuità e due qualità preziose e quindi rare nel ciclo breve della politica. E resta ai margini intrappolata nel paradosso: in una fase storica segnata da instabilità, pressione sociale, violenze e aggressività diffuse, trasformazioni profonde nel mondo del lavoro e delle relazioni, proprio ciò che servirebbe di più – strumenti diffusi di lettura del reale, gestione e accompagnamento del disagio – è ciò che meno viene offerto.

Dire, allora, che non tutto è psicologia è corretto. Basta non usarlo come alibi per aggirare il problema e rallentare la presenza solida della psicologia nella sanità pubblica e nei contesti educativi, perché diventerebbe una scorciatoia intellettuale. E anche politica.

Eppure, è proprio lì che si gioca la partita più seria: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei servizi territoriali, negli ambienti sportivi, dove le persone vivono, dove la presenza dello psicologo non dovrebbe essere un’eccezione o soltanto sperimentazione, ma una componente ordinaria.

Non per trasformare ogni disagio in terapia, ma per arrivare in tempo e permettere a ciascuno di far ripartire le autonome risorse personali per affrontare le proprie fatiche. Questo sarebbe un reale risparmio di costi e di salute.

Il punto di equilibrio, dunque, non sta tra due estremi – tutto è psicologia o niente lo è – ma in una distinzione più esigente: riconoscere che ogni difficoltà non richiede necessariamente lo psicologo, ma che una società senza psicologia accessibile nei territori e integrata tra le professioni sociosanitarie è una società più fragile, poco vista e ascoltata.

La società del giorno dopo, quella delle cronache sui giornali, in cui si continua a intervenire tardi, quando il costo umano ed economico è già esploso. La vera sfida è uscire dalla retorica.

Meno slogan, più architettura. Meno bonus, più sistema. E soprattutto, finalmente, più prevenzione: quella che non fa notizia, ma che può cambiare la vita di molte persone di ogni fascia d’età.”

𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐆𝐮𝐥𝐢𝐧𝐨
Presidente Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi

Buona Pasqua a tutti🐣☀️🌼💛
04/04/2026

Buona Pasqua a tutti🐣☀️🌼💛

Il nostro centro è anche dog friendly❣️🐾🐶
31/03/2026

Il nostro centro è anche dog friendly❣️🐾🐶

Ultima interessante pubblicazione sulla  rivista di Terapia Familiare da parte della nostra dottoressa Ilaria Di Vecchio...
19/03/2026

Ultima interessante pubblicazione sulla rivista di Terapia Familiare da parte della nostra dottoressa Ilaria Di Vecchio e colleghi.

Di Vecchio, I., Della Maggiora, F., Merciadri, D., Genovesi, I. (2025). “Quando una sedia è vuota”. La complessità della valutazione delle competenze genitoriali in assenza del minore. Terapia Familiare, 139, 63–81. https://doi.org/10.3280/TF2025-139004

13/02/2026

Per un bambino, la perdita di un nonno è spesso il primo, traumatico confronto con il concetto di morte.

«Al giorno d'oggi si cerca in tutti i modi di evitare questo tema», spiega a 𝐿𝑒𝑔𝑔𝑜 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐁𝐨𝐦𝐦𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫, psicologa e psicoterapeuta, già referente del Gruppo di Lavoro Perinatalità, Infanzia e Adolescenza del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi.

«Possiamo usare metafore e analogie proprio come le piante che, se non hanno più acqua o sono molto vecchie, appassiscono. È un modo per dire che il nostro corpo a un certo punto smette di funzionare. Quello del "si è addormentato" non è una buona immagine: il bambino potrebbe associare il dormire al morire e sviluppare il terrore di andare a letto», suggerisce la psicologa.

La partecipazione ai riti ha una funzione importante: «Il funerale è l'esperienza che le persone reggono meglio perché senti che non sei solo, condividi la sofferenza con gli altri. È un atto di consolazione collettiva che fa bene anche ai più piccoli, dai 7-8 anni in su», prosegue.

Se il nonno sta morendo, fingere che tutto vada bene non protegge davvero il bambino. È meglio prepararlo con gradualità: «Se sappiamo che è questione di mesi, dobbiamo prepararlo. Questo gli permette di fare un saluto particolare, di dire ai nonni cose belle che diventeranno un pensiero consolante dopo. Sapere di aver detto "ti voglio bene" nel momento giusto è un farmaco potente contro il senso di colpa e il vuoto».

Infine, la memoria si coltiva nella quotidianità. «Oggi che abbiamo fotografie ovunque, è importante ricordare i nonni nei fatti, nelle cose che abbiamo fatto insieme o in quello che loro dicevano dei nipoti. Raccontare storie li tiene in vita», conclude.

Per l’articolo completo 👇
https://www.leggo.it/italia/cronache/11_febbraio_2026_morte_nonni_bambini_come_spiegare_psicologa_roberta_bommassar-9339217.html?refresh_ce

La nostra collega dott.ssa Ilaria Di Vecchio e il dott. Francesco Tramonti dell’IPR di Pisa saranno presenti alla quarta...
11/02/2026

La nostra collega dott.ssa Ilaria Di Vecchio e il dott. Francesco Tramonti dell’IPR di Pisa saranno presenti alla quarta edizione di SISTEMICA, rispettivamente nel ruolo di Chair e di relatore. Ilaria di Vecchio coordinerà la sessione pomeridiana mentre Francesco Tramonti presenterà un intervento dal titolo “Tra Scilla e Cariddi: polarità, equilibri e integrazioni per navigare nella complessità”, in programma Sabato 14 Marzo alle ore 16.45.

24/12/2025

Tutti noi del Centro Te.Con.Me
vi auguriamo delle serene feste. ✨🎄☃️

www.centroteconme.it
Viale Giusti n. 391, Lucca, Italy

02/11/2025

"Ciò che è prezioso non va perduto" (De Luca, 2023) 🌱❤️

🕯️ In Coco la morte non è una fine, ma una trasformazione. Il film ruota intorno a ciò che in psicologia chiamiamo Continuing Bond — il legame che continua: la possibilità di restare connessi con chi abbiamo amato, anche dopo la perdita.

🌼 L’ofrenda, l’altare dei defunti, è spesso vista come una presenza “fuori di noi”: foto, oggetti, ricordi. Ma non è solo un simbolo esternalizzato. Tutto ciò che la circonda — prepararla insieme, condividere storie, cucinare i cibi che il defunto amava, parlare di lui o di lei — fa sì che il ricordo diventi relazione viva. È nello stare insieme che il legame cambia casa: dalla memoria fisica al cuore di chi resta. Il rito non ci blocca nel passato: ci aiuta a integrare la presenza della persona amata nel nostro presente.

❤️ Quando Miguel canta “Ricordami” a Mamá Coco, il passaggio è evidente. Il legame non è più sull’altare: è dentro di ella. È qui che il dolore si trasforma — il ricordo diventa relazione interna, un dialogo che continua, un’eredità viva. In psicologia, questo è il legame internalizzato: non ricordare “con nostalgia”, ma vivere in relazione con ciò che abbiamo ricevuto.

🎶 Miguel, riportando la musica nella sua famiglia, mostra che il legame autentico genera vita nuova. Il dolore si trasforma in azione, creatività, cura: l’amore continua nei gesti che scegliamo, nei valori che portiamo avanti, nelle relazioni che costruiamo.

✨ Questa è l’eredità del film: ciò che è prezioso non va perduto, ma cambia forma. Diventa parte di noi — una voce gentile che ci accompagna e ci ricorda chi siamo.

💬 E tu? Qual è un gesto, un valore, un posto o una canzone che ti aiuta a mantenere vivo il legame con una persona cara?

Grande soddisfazione per l’uscita in Italia di “Integrative Systemic Therapy in Pratice: A Clinician’s Handbook” - Psico...
30/10/2025

Grande soddisfazione per l’uscita in Italia di “Integrative Systemic Therapy in Pratice: A Clinician’s Handbook” - Psicoterapia sistemica integrata. Guida alle applicazioni cliniche”.
La nostra Ilaria Di Vecchio, insieme ai colleghi Francesco Tramonti, Ilaria Genovesi e Simona Vatteroni, ha
curato l’edizione italiana.
Congratulazioni!👏🏻

“Psicoterapia sistemica integrata. Guida alle applicazioni cliniche” rappresenta l’edizione italiana di una delle opere più complete e approfondite dedicate alla terapia sistemica integrata. Il volume propone una trattazione organica e rigorosa dei principi teorici che ne costituiscono il fondamento epistemologico, illustrandone al contempo le diverse declinazioni operative e i molteplici ambiti di applicazione clinica.
Curata da Francesco Tramonti, Ilaria Di Vecchio, Ilaria Genovesi e Simona Vatteroni, docenti e soci del nostro Istituto, questa edizione rappresenta un contributo significativo alla diffusione e allo sviluppo del pensiero sistemico nel panorama italiano, introducendo una prospettiva innovativa sull’integrazione dei modelli e delle pratiche riferibili all’area sistemico-relazionale, che mette a fuoco in modo esplicito e sistematico i punti di convergenza e le possibilità di dialogo tra i diversi orientamenti che condividono tale cornice teorica. Questa prospettiva, oltre a rinnovare la comprensione interna dell’approccio sistemico, apre al dialogo e all’integrazione con altri modelli terapeutici, favorendo una visione interdisciplinare ed orientata alla complessità del funzionamento umano e delle relazioni.
Il testo colloca l’approccio integrato all’interno del contesto psicoterapeutico contemporaneo, offrendo uno strumento prezioso per clinici, ricercatori e studenti interessati a comprendere, applicare e approfondire le potenzialità della prospettiva sistemica in maniera flessibile, coerente e scientificamente fondata.

Indirizzo

Viale Giusti N. 391
Lucca
55100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

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