Dr. Jonni Sangiorgi

Dr. Jonni Sangiorgi Dott. Scienze Motorie, Posturologo,
Socio e Terapista SAN GIACOMO Rehab for Life. Tecnico PANCAFIT

11/06/2026

[ I MIEI DENTI "SI SPOSTANO" DI NUOVO... ]
Storia di una paziente trentenne, sportiva di alto livello, ex respiratore orale, frequenti otiti da piccola, setto nasale deviato causa trauma, dolori alle braccia...
Stamane mi dice: i miei denti "si stanno spostando di nuovo..., dopo aver tolto lo splintaggio".
Ma afferma altrettanto categoricamente che, dopo aver tolto lo splintaggio, ha avvertito numerosi miglioramenti posturali: collo più libero, non più dolori all’ATM, migliori performance sportive e persino il suo ginocchio va meglio.
Ora, a distanza di qualche mese, i denti si spostano nuovamente e tendono a sovrapporsi, e ciò la preoccupa per la sua estetica.
Perché? Che fare?..., chiede la paziente.
Quando i denti non trovano spazio a sufficienza, potrebbe trattarsi anche di un fattore ereditato, oppure di un processo di disturbo durante la crescita, oppure un processo causato da una "deglutizione disfunzionale", un frenulo corto, un errato intervento in bocca, traumi, alterazioni posturali.
Oggi sappiamo quanto un "errato engramma deglutitorio" può essere alla base di molti disagi occlusali e posturali.
Molte persone si trovano a deglutire in modo inadeguato, per esempio utilizzando “movimenti del collo", oppure usando i muscoli orbicolari o i muscoli buccinatori..., e non semplicemente la lingua come dovrebbe essere.
Ogni forma di "deglutizione deviata" (proprio per il ripetersi dei numerosissimi automatici atti deglutitori giornalieri), è in grado di innescare sottili ma taglienti problemi posturali per il futuro della persona. Spesso i denti superiori "flappano" in anteriorità, gli inferiori si possono sovrapporre, etc..., etc.
La domanda che ora corre d’obbligo è: quando interviene l'ortodonzia, tiene conto di default della ricerca della causa che ha creato il problema occlusale?
Si osserva a sufficienza la forma della lingua, la deglutizione, il frenulo, la linea centrale palatina, il movimento mandibolare, la posizione dei condili, la fattezza della curva cervicale, la colonna, l'appoggio podalico? Tutto ciò per evitare di avere recidive e dover così ricorrere al retainer per molto tempo. Ad alcuni viene consigliato di portarlo per sempre.
Per tornare alla bocca, sappiamo che la lingua ha compiti di grande responsabilità e dovrebbe essere messa nella condizione di poterli fare...; lei è il grande conformatore del palato e vigilante sull’allineamento dei denti.
Ogni modificazione degli spazi buccali, inevitabilmente coinvolge la lingua ed ogni struttura della bocca stessa e ovviamente tutte le componenti che ospitano la bocca, ovvero il cranio; e così gli occhi, il tratto cervicale..., la colonna in toto, il bacino e così fino ai piedi.
Quando la lingua trova intrusi in bocca, passa quasi tutto il tempo nel cercare di eliminare tale intruso sospingendolo per tutto il tempo.
Su mille pazienti circa 999 lo confermano. Ma così facendo, essa tende a diseducare il suo gesto e modificare il suo compito quotidiano.
Ecco che diviene fondamentale una vera e profonda collaborazione fra più figure professionali, tutte volte al risultato finale, ovvero cercare ed eliminare le cause. L'obiettivo è funzionare bene per vivere meglio.
Prof. Daniele Raggi

23/05/2026
13/05/2026
Convegno ricco di conoscenza, con relatori straordinari, pronti al confronto sereno e umani nel donare consigli… in aula...
11/05/2026

Convegno ricco di conoscenza, con relatori straordinari, pronti al confronto sereno e umani nel donare consigli… in aula ma pure nei coffee break!!! Un momento come da tradizione da anni…dove torni a casa più consapevole, più umile, più attento e piú determinato a perseguire il benessere delle persone attraverso la possibilità della multidisciplinarietà, attraverso la ricerca di intercettare le problematiche che potranno insorgere sulla salute con la prevenzione, la valutazione osservazionale attenta alle red flag e rispettosa dell’esigenza filogenetica, embriologica dei tessuti e della storia peculiare personale di ogni individuo che si differenzia dall’altro. Grazie come sempre alla super dott.ssa Rosa Maria Laponte in grado di riunire professionisti da tutta italia e ospiti di caratura internazionale. Grazie 🙏 Clinica Laponte

29/04/2026

"MAL DI SCHIENA DA LATTE"
M. quando si corica la sera prova un fortissimo mal di schiena, che alcune volte si diffonde all’inguine e alla gamba destra. Ci racconta che Il mal di schiena lo accompagna sin da quando ha iniziato a stare seduto al banco di scuola. Ha una vita regolare e disciplinata l’unica “trasgressione”, se così la si può chiamare, è una passione sfrenata per qualsiasi cibo che contenga latte. Ne è ingordo da quando è bambino e non può fare a meno della sua “dose quotidiana”. Già dal mattino però, dopo la prima colazione, sente la pancia in “fiamme” e per trovare sollievo deve bere un bicchiere di acqua ghiacciata.
Osservando la postura l’elemento che salta subito all’occhio è un addome gonfio e prominente e un eccessiva curva lombare che stona con il suo fisico asciutto e ben equilibrato. Cominciamo con un massaggio viscerale per ammorbidire l’addome che sembra di pietra, e proseguiamo con esercizi su Pancafit per ridurre l’eccessiva curva lombare e ridare libertà a quelle vertebre molto compresse e “affaticate”.
Come strategia da seguire tra una seduta e l’altra decide fra mille difficoltà di sospendere per l’intera settimana l’assunzione del latte e dei suoi derivati, visto gli enormi disagi che ormai gli creano, e di iscriversi in palestra ad un corso bisettimanale di Pancafit Group. Quando ci rivedemmo disse che la strategia scelta aveva dato buoni risultati: riduzione del 30-40% dei dolori lombari durante il sonno.
Per verificare che tutto non fosse frutto del caso, qualche giorno dopo provò a rimangiare del formaggio e quella notte stessa avvertì di nuovo il mal di schiena. Proseguendo nelle settimane senza mangiare latticini e facendo esercizi di riequilibrio posturale poté constatare che il dolore lombare diminuiva sempre di più e la schiena era finalmente libera “lunga e leggera”; da notare anche un netto miglioramento della funzione intestinale.
Grazie agli esercizi di riequilibrio posturale proposti per altre quattro sedute i dolori scomparvero e M. finalmente poté riprendere a godersi le uscite serali con gli amici avendo ritrovato forza ed energia.

10/04/2026

POSTURA E LEGGE DEL "NON DOLORE".
Stiamo parlando di postura, di funzioni, di efficacia, di dolore e delle leggi che governano le funzioni corporee. Quando il corpo cerca di esprimere un bisogno o una funzione ma vi è un dolore presente, questi assume ruolo di priorità e by passa tutto e tutti.
Quando vi è l’esigenza di rispettare un "bisogno primario" (respirare, bere,
mangiare, coprirsi, dormire, etc.), è fondamentale, per esempio, che anche il “sistema masticatorio” sia integro ed efficiente. Nella misura in cui vi sono disagi nel "mordere" (dolore ad un dente manifesto o non, un pre-contatto, una infiammazione gengivale, una infiammazione all’articolazione temporo-mandibolare, etc.), il "Sistema Tonico Posturale" che deve provvedere alla sopravvivenza, si trova in conflitto: deve infatti rispettare sia un’esigenza primaria quale il poter mangiare, ma al tempo stesso deve rispettare anche la "prima legge della postura" che è il “non dolore”. Ed ecco che di fronte a questi conflitti, si creano fenomeni di contrazione/inibizione o di “co-contrazione”: “vorrei..., dovrei..., ma non posso”.
Il risultato finale è una forma di iper-tono cronico a carico dei muscoli masticatori; la mandibola diviene così un elemento rigido perché "non sa più cosa deve fare": mordere per sopravvivere, bloccarsi per non sentire
dolore/disagio. In questo modo l’articolazione temporo-mandibolare potrà iniziare a soffrire per compressioni anomale endo-articolari o alterata posizione condilare. Al fine di garantire la funzione del "boccone" e dunque della sopravvivenza, il collo, in qualche misura cercherà di vicariare
i movimenti della bocca trasferendo le tensioni ad altre catene; a partecipare a tale evento di adattamento a garanzia della funzione, saranno anche le curve del tratto cervicale, potendo arrivare a creare forti stresso discali. Vi sarà ineluttabilmente anche un intervento da parte del diaframma nel tentativo di sollevare il costato assieme agli scaleni per facilitare ogni funzione della bocca, della deglutizione per lenire il disagio. Il fenomeno della rigidità muscolare di cui sopra, può essere valutato attraverso l’elettromiografia in cui si palesano attività muscolari anomale, a causa
dell'alterazione della legge "agonista/antagonista". La sofferenza che deriva da questi fenomeni algici/disfunzionali, hanno una valenza profonda,
proprio perché la bocca rappresenta in modo particolare sopravvivenza e comunicazione con il mondo esterno: una vera "minaccia alla sopravvivenza". Di fronte al dolore cronico di questo distretto, il paziente può cadere facilmente in una sorta di affaticamento, sfinimento fisico ed emotivo; qualcuno finisce in depressione per paura di non potere più uscire dal "tunnel della sofferenza" e dalla velata minaccia della sopravvivenza.
Questa minaccia e dolore cronico hanno il potere di esaurire sia il corpo che la mente del paziente. Non tutti i professionisti sono disposti o in grado
di comprendere tali sofferenze altrui, additando il paziente come vittima di forme maniacali di stress immaginario. Reputo che non debba essere necessario provare la sofferenza su di se per arrivare a capire il paziente.
(D. Raggi)

10/03/2026
26/01/2026

“Il “colloquio” iniziale è un momento fondamentale...per indagare con ordine le “cause” di un disturbo o disarmonia posturale...ascoltando la storia, osservando ogni gesto o respiro del paziente è possibile intercettare la spia o indizio che porti alla soluzione” Dr. Jonni Sangiorgi

21/12/2025

TIPOLOGIE DI PAZIENTI

Un'altra interpretazione piu’ recente che non ha prove scientifiche ma si basa sull’esperienza personale delle tipologie di soggetti, è data da Lise Bourbeau,nel suo libro”Le 5 ferite e come guarirle”.

L’autrice sostiene in base alla sua professionalità ed esperienza che gli individui si creano delle maschere per proteggersi da ferite che hanno subito.Queste maschere sono visibili nella nostra morfologia e nel nostro aspetto esteriore.Si delineano cosi’ 5 caratteri (5 maschere ), che secondo la visione di L.B. sono riferibili a 5 ferite:

rifiuto,
abbandono,
umiliazione,
tradimento,
ingiustizia.

La creazione delle maschere è la conseguenza del fatto di voler nascondere a noi stessi e agli altri ciò che non abbiamo ancora voluto risolvere.

FERITE MASCHERE
Rifiuto Fuggitivo
Abbandono Dipendente
Umiliazione Masochista
Tradimento Controllore
Ingiustizia Rigido

Immagini tratte dal testo:"Le 5 ferite e come guarirle" Lise Bourbeau

Indirizzo

Via PROVia COTIGNOLA 22/3
Lugo
48022

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

Telefono

+39054524785

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