01/06/2026
Oggi ho parlato con un’amica che si lamentava con me del fatto che l’insegnante che teneva la lezione a cui ha partecipato non l’avesse guardata nemmeno una volta.
Detta così sembra prevedibile che inizi a parlare male degli insegnanti che non sanno fare il loro lavoro e invece ho in mente tutt’altro.
Vi do un po’ di contesto ma devo dire che è irrilevante: una lezione con 30 persone nella sala di una palestra, la mia amica era anche arrivata in ritardo.
Mi ha fatto molto riflettere su quante aspettative ci siano nei confronti di chi riveste un ruolo, che sia un barista o un’insegnante. Ci aspettiamo che ci accolgano sempre con il sorriso, che siano simpatici, che ci facciano sentire a nostro agio. Diventano mostri se hanno una giornata storta, un momento no, o semplicemente se si permettono di essere umani.
Dio ci scampi dall’imperfezione altrui prima ancora che dalla nostra: ma davvero non sappiamo più sopportare che le persone non siano come le vogliamo noi?
Chissà quante persone ho deluso quando sono stata un’insegnante esigente, quando ho cercato di mantenere le giuste distanze, quando ho preteso che fossero rispettate le regole. Perché quando ci troviamo di fronte a questa figura abbiamo un sacco di aspettative, senza accorgercene diventiamo dei bambini che sanno solo avere dei bisogni e non dei doveri.
Lo dico con cognizione di causa perché a mia volta sono un’allieva ed una cliente anche io, ed anche io mi dimentico che tutti possono essere stanchi, avere una giornata no, o attraversare un periodo molto duro. Magari l’insegnante della mia amica oggi voleva solo essere al mare ed invece si è ritrovata incastrata in palestra.
Non è che per caso il mondo è diventato molto complicato e facciamo tutti tanta fatica? Ogni tanto fa bene anche dirselo, e cercare di rilassarci anche se abbiamo pagato per un servizio che non è stato all’altezza dei nostri rigorosi standard: chi di noi riesce sempre ad esserlo?
Dal canto mio cerco di essere sempre un po’ più comprensiva con i miei allievi, però non bisogna dimenticare che il ruolo di un’insegnante non è lo stesso della mamma o dell’amica: capirlo ormai è diventato raro, ma non posso cedere.