Omoiyari Studio Olistico

Omoiyari Studio Olistico " L'energia è materia liberata, la materia è energia in attesa di accadere"
(Bill Bryson)

03/09/2026

Sappiamo davvero lasciarci attraversare dalla gioia?

La gioia sembra un’emozione semplice.

La desideriamo, la cerchiamo, aspettiamo quei momenti capaci di farcela sentire.

Eppure non sempre, quando arriva, sappiamo lasciarle davvero spazio.

A volte la ridimensioniamo quasi senza accorgercene. Altre volte rimaniamo un po’ in allerta, come se abbandonarci pienamente a ciò che ci fa stare bene potesse renderci più vulnerabili a ciò che verrà dopo.

Nella visione energetica, la gioia non viene racchiusa in un’unica corrispondenza.

Può entrare in relazione con il secondo chakra, legato alla capacità di sentire, al piacere e al fluire delle emozioni, e con il chakra del cuore, nella dimensione dell’apertura, dell’affettività e della relazione.

Ma, come per ogni emozione, non esiste una formula uguale per tutti.

La domanda può allora diventare:

quanto spazio riesco a lasciare a ciò che mi fa stare bene, quando arriva?

Durante un trattamento di pranoterapia non si cerca di indurre a uno stato di gioia, ma di accompagnare il riequilibrio energetico della persona nella sua globalità, lasciando spazio anche a ciò che nutre, muove e restituisce vitalità.

Perché ascoltarsi non significa rivolgere attenzione soltanto a ciò che pesa.

Significa accorgersi anche di ciò che ci fa sentire vivi.

Forse la gioia non ha bisogno di essere trattenuta, né di diventare qualcosa che deve durare.

Ha bisogno di trovarci presenti mentre accade.

🌿 Continueremo questo viaggio incontrando, una alla volta, le nostre emozioni e osservandole anche attraverso la loro dimensione energetica.

27/08/2026

La paura è davvero da superare?

Ci hanno insegnato molte parole per parlare della paura:

Controllarla.
Affrontarla.
Vincerla.
Superarla.

Ma raramente ci chiediamo che cosa accadrebbe se, prima di volerla allontanare, provassimo semplicemente a riconoscere che è presente.

Nella visione energetica, la paura viene tradizionalmente messa in relazione con Muladhara, il primo chakra, legato ai temi del radicamento, della stabilità e del senso di sicurezza.

Non è un’equazione.
Non significa che ogni volta che proviamo paura ci sia necessariamente una disarmonia del primo chakra.

È piuttosto una prospettiva attraverso cui possiamo rivolgere lo sguardo anche a un’altra domanda:

Quanto mi sento radicato, presente e stabile in questo momento della mia vita?

Ed è qui che la dimensione energetica può offrirci uno sguardo differente.

Durante un trattamento di pranoterapia non cerco di togliere la paura alla persona né di stabilire da dove provenga.
L’attenzione è rivolta al suo equilibrio energetico nella globalità, al sistema dei chakra e, quando emerge questa necessità, anche al radicamento.

Perché forse accompagnare ciò che sentiamo non significa sempre combatterlo.
A volte significa creare abbastanza spazio perché possa essere riconosciuto senza occupare tutto il nostro spazio interiore.

E forse, davanti alla paura, possiamo sostituire per un momento:

“Come faccio a non sentirla più?”

con una domanda diversa:

“Che cosa può aiutarmi, adesso, a ritrovare stabilità dentro di me?”

Non è una risposta.

È un altro punto da cui cominciare.

🌿 Continueremo questo viaggio incontrando, una alla volta, le nostre emozioni e osservandole anche attraverso la loro dimensione energetica.

23/08/2026

LE FUSA. QUANDO LA VITA ENTRA IN RISONANZA.

Siamo abituati a pensare alle fusa come a qualcosa che il gatto produce e che noi riceviamo.
Ma quando un gatto sceglie di avvicinarsi, si raccoglie accanto a noi e comincia a fare le fusa, forse sta accadendo qualcosa di più profondo.

Sta accadendo un incontro.

Le fusa sono suono, ritmo, vibrazione. Nascono nel corpo del gatto, ma nella vicinanza si propagano, attraversano il contatto, entrano nello spazio condiviso.

E non appartengono soltanto ai momenti di serenità: il gatto può fare le fusa anche quando cerca vicinanza, conforto o attraversa una condizione di vulnerabilità.

Per questo forse la domanda non è soltanto:
“Che beneficio fanno a noi le fusa?”

Ma:
“Che cosa accade quando due esseri viventi si incontrano attraverso una vibrazione?”

Non c’è necessariamente qualcuno che dona e qualcuno che riceve.

C’è un gatto che sceglie di avvicinarsi.
C’è una presenza che lo accoglie.
Ci sono due ritmi che, per qualche istante, abitano lo stesso tempo.

Non possiamo sapere fino in fondo che cosa senta un gatto, ed è giusto lasciare intatto quel mistero.
Possiamo però riconoscere che anche noi possiamo essere, per lui, una presenza cercata.

Ed è qui che, in una lettura energetica, sento profondamente il significato della risonanza.

Un respiro incontra un respiro.
Un ritmo ne incontra un altro.
Una presenza riconosce un’altra presenza.

Forse siamo noi ad aver bisogno di dividere continuamente il mondo: umano e animale, ciò che emette e ciò che riceve.

La vita sembra conoscere confini molto più sottili.

Siamo esseri viventi immersi nello stesso mondo, attraversati da ritmi, suoni, silenzi e relazioni.

E a volte basta la vicinanza di un gatto, le sue fusa e un respiro che lentamente cambia per percepire qualcosa che le parole riescono appena a contenere:
✨la vita non sta accadendo soltanto dentro di noi.
Sta accadendo tra noi.✨

21/08/2026

Dove vanno le emozioni che non ascoltiamo?

Ci sono emozioni che sappiamo nominare.

E altre che arrivano prima delle parole.

Le sentiamo muoversi dentro di noi, cambiare il respiro, attraversare il corpo, modificare il modo in cui stiamo con noi stessi e con ciò che ci circonda.

A volte le accogliamo.

A volte le tratteniamo.

Altre volte cerchiamo di comprenderle così in fretta da non concederci nemmeno il tempo di sentirle.

Nella visione psicoenergetica che accompagna il mio approccio, l’emozione non viene osservata come qualcosa di separato dalla persona, ma anche nella sua dimensione energetica, all’interno di quel sistema complesso e interconnesso che comprende il campo energetico e i chakra.

Questo non significa stabilire corrispondenze rigide.

La paura non è soltanto un chakra.
La rabbia non appartiene a un unico punto.
La tristezza non può essere racchiusa in una formula.

Perché prima dell’emozione, c’è sempre la persona che la sta vivendo.

Ed è forse proprio qui che l’ascolto energetico può diventare prezioso: non per dirci cosa dovremmo sentire, ma per accompagnarci a portare attenzione a ciò che è già presente, rispettandone il tempo, il movimento e la complessità.

Anche durante un trattamento di pranoterapia può accadere di rallentare abbastanza da accorgersi di qualcosa che, nel rumore quotidiano, era rimasto in secondo piano.

Non necessariamente per comprenderlo subito.

Non necessariamente per cambiarlo.

Forse, semplicemente, per riconoscerlo.

Perché non tutte le emozioni chiedono immediatamente una risposta.

Alcune chiedono prima di tutto uno spazio in cui poter essere sentite.

🌿 Da qui nasce un nuovo viaggio che desidero condividere: incontreremo, una alla volta, alcune delle emozioni che appartengono alla nostra esperienza umana e proveremo a osservarle anche attraverso la prospettiva energetica.

Non per trovare formule.

Per imparare a sentire con uno sguardo un po’ più ampio.

✨SENTIRE — un viaggio tra emozioni ed energia.✨

Ci sono doni che non iniziano nel momento in cui vengono consegnati. La loro storia comincia molto prima, quando un pens...
19/08/2026

Ci sono doni che non iniziano nel momento in cui vengono consegnati.
La loro storia comincia molto prima, quando un pensiero prende forma dentro qualcuno.
Nascono da ciò che conosciamo dell’altro, da qualcosa che abbiamo osservato o intuito, da un simbolo, da un desiderio, da un augurio che vorremmo affidargli.

Questo gioiello, prima di diventare qualcosa che oggi indosso, è stato un progetto importante per una mia cara amica.
Un’idea amata, custodita, cercata, pensata nei particolari, alla quale ha dedicato tempo, attenzione e cura.
Ed è forse questo che mi emoziona più profondamente: non soltanto ciò che ho ricevuto, ma tutto ciò che è esistito prima. Il desiderio di realizzarlo, la ricerca, l’attesa e il significato speciale che lei ha voluto affidare a questo gesto…
Di questo mi sento profondamente onorata.

Poi il suo pensiero ha incontrato l’arte.
Le mani e la sensibilità di una ragazza che non si è limitata a realizzare un’idea, ma l’ha accolta e interpretata attraverso il proprio sguardo, la propria creatività e il proprio talento.
Perché credo sia anche questo il dono dell’arte: ricevere un’intuizione nata altrove, attraversarla con la propria sensibilità e darle una forma che prima non esisteva.
Così il pensiero di una persona ha incontrato la creatività di un’altra e da quell’incontro è nato qualcosa di unico.

Per questo, guardando questo gioiello, non vedo soltanto la sua bellezza.
Vedo un progetto, un gesto d’amicizia profonda, una pietra, delle mani, un atto creativo.
L’intenzione di chi lo ha immaginato e l’arte di chi ha saputo dargli voce.

✨A te, amica mia, la mia immensa gratitudine per ciò che hai desiderato creare per me e per tutto ciò che hai messo in questo progetto.

✨E a te, Stefania Antonov Jewels, che gli hai dato vita, grazie per avervi lasciato qualcosa che nessuna richiesta avrebbe potuto indicare: la tua sensibilità di artista.

Oggi indosso un gioiello meraviglioso, ma ciò che custodisco è soprattutto la trama invisibile che lo ha fatto nascere.

Forse la parte più preziosa di un dono abita proprio lì: in tutto ciò che non si vede...ma si sente…
Grazie 🌹

14/08/2026

Cosa osservo quando ascolto l’energia?

Quando parliamo di chakra e di lettura energetica, non parliamo di sette punti separati da osservare uno alla volta.

La visione che ho approfondito nel mio percorso, anche attraverso il modello di Anodea Judith e lo studio della psicoenergetica, invita a considerarli come parti di un sistema dinamico e interconnesso.

Una mappa attraverso cui avvicinarsi alla persona nella sua globalità.

Radicamento, sentire, relazione, volontà, dimensione affettiva, espressione, consapevolezza: aspetti differenti che, nella visione energetica, non vivono separati, ma dialogano continuamente tra loro.

Durante un trattamento di pranoterapia, attraverso la sensibilità delle mani, entro in ascolto del campo energetico della persona e del sistema dei chakra.

Possono emergere sensazioni diverse: calore, densità, movimento, variazioni nella percezione o aree che richiamano maggiormente la mia attenzione.

Ma c’è un passaggio fondamentale:

percepire non significa interpretare automaticamente.

Ciò che emerge nella lettura energetica può offrire una possibilità di osservazione, una direzione da esplorare con delicatezza, mai una verità da sovrapporre alla persona.

Perché ogni essere umano è molto più complesso di qualsiasi corrispondenza.

Porta con sé il proprio modo di sentire, di attraversare le esperienze, di entrare in relazione con la vita. E tutto questo è in continuo movimento.

Forse è proprio questo uno degli aspetti più profondi della lettura energetica: non cercare di definire ciò che emerge, ma lasciare spazio a ciò che la persona, nel proprio tempo, può riconoscere e sentire come suo.

🌿 La mappa può indicare una direzione.
Ma il cammino appartiene sempre alla persona.

Indirizzo

Via Aldo Moro, 48
Marano Vicentino
36035

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